Sì togliere ed aggiungere si riferiscono alla taratura standard delle sospensioni.
Peso dai 78-80 kg circa, più il "bardamento" pistaiolo vario di tuta e altre robe.
Il precarico l'ho aumentato per dare più sostegno alla forcella nella prima fase di escursione, che con le tarature standard è troppo libera.
Precisando, i "problemi" delle sospensioni che ho voluto risolvere agendo sui registri sono stati, in ordine e conseguentemente:
1 - una forcella poco progressiva nella sua escursione, con una fase iniziale di compressione molto libera ed un freno idraulico troppo eccessivo nella seconda parte, colpa soprattutto del fine corsa idraulico molto marcato;
2 - un freno in estensione eccessivo, che insieme al naturale "affondamento" della forcella portava a far lavorare quest'ultima sempre nella sua metà e conseguentemente rendeva l'avantreno fin troppo "chiuso";
3 - per colpa della "2", nelle frenate più violente, anche lavorando molto su pedane e semimanubri, il trasferimento di carico verso l'anteriore si sommava ad un freno in estensione eccessivo dell'ammortizzatore e tutto il retrotreno diveniva un po' leggero.
Alla guida, ovviamente parlo della guida sportiva, i problemi nelle varie fasi della curva erano:
- Staccata: chiudendo il gas ed azionando il freno, la forcella andava letteralmente a "sbattere" sul finecorsa idraulico, sbilanciando totalmente la moto verso l'avantreno. Le braccia si affaticavano, la precisione nella frenata diminuiva e il posteriore, troppo frenato in estensione, non riusciva a mantenere la migliore aderenza della ruota posteriore sull'asfalto;
- Ingresso curva: appena mollati i freni, con la forcella ben compressa, il freno in estensione eccessivo impediva ad essa di ritornare su rapidamente e correttamente. La maggior parte delle volte mi ritrovavo ad inserire la moto in curva con un anteriore troppo caricato, rapidissimo a far scendere in piega la moto ma poco direzionale e con scarso feeling. Inoltre, sia in staccata che in ingresso curva, in presenza di avvallamenti o buche continue, la ruota anteriore faticava un po' a copiare l'asfalto;
- Centro curva: con l'anteriore stabilizzato da un filetto di gas, nessun problema, ma dovendo chiudere il gas di colpo o ancora agire sul freno (operazioni da fare ovviamente in modo coerente), la forcella poco coerente nella taratura si chiudeva e/o ondeggiava, con un feeling via via decrescente;
- Accelerazione in uscita: accelerando in modo deciso in uscita di curva, il freno in estensione eccessivo della forcella non permetteva a quest'ultima di estendersi coerentemente col trasferimento di carico verso il posteriore, così che la ruota anteriore "galleggiava" un po' sull'asfalto ed in presenza di buche ed avvallamenti lo sterzo sbacchettava un po'.
Non avevo problemi invece di direzionalità e sottosterzo, né sovrasterzo, grazie al buon lavoro e sostegno dell'ammortizzatore in questa fase;
- Cambio di direzione: sempre per colpa del freno in estensione troppo marcato, agendo sullo sterzo per cambiare direzione e inclinazione rapidamente dovevo spingere fin troppo sui semimanubri, per colpa dell'avantreno troppo "accucciato".
Leggendo sembra qualcosa di apocalittico, mentre in effetti, con soli 5600 km all'attivo sulla moto, 4000 li ho fatti tranquillamente con la taratura standard e solo dopo ho iniziato ad agire sui vari registri. La moto era sempre e comunque guidabile su strada, anche spingendo forte (coerentemente all'idea di trovarsi su una strada pubblica), anzi direi eccellente, ma alla fine di qualche bel tratto tirato mi accorgevo di come faticavo a spingere sui semimanubri per cambiare direzione, dello sterzo un po' troppo "pesante", della fatica abnorme che facevo con le gambe (avevo i quadricipiti sempre e regolarmente "cotti") per sorreggermi sulle pedane in accelerazione cercando di non scaricare troppo l'avantreno. Visto che la moto è fenomenale in tutto e le sospensioni si possono regolare, mi sono deciso che prendere in mano un cacciavite non era una gran fatica, pensando soprattutto al risultato che avrei ottenuto: stesse prestazioni con più sicurezza e metà fatica fisica.
L'aumento di precarico all'anteriore l'ho solo finalizzato ad ottenere un affondamento iniziale meno brusco e repentino in frenata: agendo con un paio di click in compressione infatti la precisione della moto in staccata era migliorata, ma il sostegno della forcella era comunque basso e il problema si risolveva in parte: soprattutto chiudendo il gas repentinamente, continuavo a sentirmi "buttato" verso il davanti. Ho dato una tacca di precarico e la situazione è migliorata nettamente: avendo più sostegno proprio nella prima fase di compressione, la forcella non prendeva quello "slancio" che la portava ad entrare marcatamente nella "seconda fase" di funzionamento, quella più frenata. Così, mollando i freni e inserendo la moto in curva, complice anche il minor freno in estensione, la moto ritornava su bella pronta per buttarsi dentro a velocità warp e, in uscita di curva, la ruota anteriore rimaneva incollata a terra senza problemi.
Il freno in compressione, poi, dopo aver agito sul precarico, sono stato sempre sul darlo-e-toglierlo di due click.
Nella guida molto veloce era sicuramente giusto aumentarlo, perché contribuiva sia a diminuire l'affondamento in staccata che qualche "pendolamento" della moto inserendola in curva sia dopo la frenata che dopo un cambio di direzione, quando la forcella si ricomprime. Mi sono reso conto però che l'avantreno diveniva un po' troppo "duro" nella guida meno impegnata, benché sempre preciso.
Ricontrollando poco fa comunque, ho visto che l'avevo settato ad un click in più, tanto per restare in mezzo, anche se con le sospensioni di una moto "normale" un solo click difficilmente si percepisce.
Con questo setup ho visto che è stato possibile sfruttare al meglio la posizione di guida della moto, perfettamente calibrata per l'avantreno, e le geometrie dello sterzo, molto "corte" ed agilli, ma che lo divenivano fin troppo quando la forcella risultava sempre un po' troppo compressa.
L'ammortizzatore ha solo ricevuto un paio di click di estensione in meno per far mantenere incollata la ruota posteriore all'asfalto anche nelle staccate impegnative e rendere il conseguente ingresso in curva più pulito, mentre quel click in compressione, in effetti, non è servito ad una mazza. Diciamo che ci stava, tanto per non dire di non aver toccato tutte le vitine :)
Questo con le gomme di serie. Non tocco la moto da più di due mesi ormai

e prima di riprenderla devo montare due gomme nuove, ed ho deciso che con quest'ultime e ripartendo da zero, tanto valeva rimettere le sospensioni nella taratura standard e poi ricominciare a settarle. I "difetti" della moto comunque son quelli, poi a seconda dello stile di guida personale, dell'uso della moto e anche del tipo di gomme si presentano più o meno fastidiosamente e ci si può quindi regolare di conseguenza sul se, come, quanto e dove agire.