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Discussione: CORONAVIRUS: aggiornamenti

  1. #3321
    TCP Rider Senior L'avatar di macheamico6
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  3. #3322
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    https://it.businessinsider.com/giuse...l-coronavirus/

    [Giuseppe De Donno, direttore della Pneumologia dell'ospedale Poma di Mantova

    “Ho passato 25 giorni senza dormire. E anche ora quando arrivo a casa non riesco a smettere di pensare agli occhi dei nostri pazienti. Gli occhi dei morti, quelli che non siamo riusciti a salvare, mi accompagnano tutte le notti. Questo è un virus maledetto, in 36 ore ti distrugge. Dobbiamo imparare a conviverci. Ma proprio perché è un virus che ti colpisce duro, alle spalle, non capisco questo accanimento contro la cura al plasma“.

    Giuseppe De Donno, 53 anni, è il direttore della Pneumologia e dell’Unità di Terapia intensiva respiratoria all’ospedale Carlo Poma di Mantova che da inizio aprile – per lottare contro il coronavirus – sperimenta il plasma iperimmune. Tradotto: tratta i pazienti con il sangue dei contagiati che sono guariti. I numeri della sperimentazione non sono ancora enormi, circa un centinaio, ma nell’ultimo mese l’ospedale non ha avuto decessi tra le persone trattate: solo pazienti migliorati o stabilizzati.

    Nessuno si è aggravato e – sottolinea De Donno –

    “non abbiamo registrato alcun effetto collaterale. Il plasma è sicuro. Non stiamo parlando di una pozione magica. I risultati dello studio stanno per essere pubblicati. A quel punto sarà la letteratura a parlare“.



    L’idea di usare il plasma, peraltro sostenuta anche da Giulio Tarro, è partita da De Donno e Salvatora Casari, direttore di Malattie Infettive a Mantova, poi i protocollo è stato messo a punto da Cesare Perotti e Massimo Franchini, direttori di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale a Pavia e Mantova. Il primario di pneumologia, però, ancora non si capacita degli attacchi arrivati alla sua ricerca da parte della comunità scientifica:

    “Forse i miei colleghi non si rendono conto che divisi si perde. A meno che qualcuno davvero non ami perdere. La cura sta mostrando risultati eppure le critiche, mai nel merito, aumentano sempre di più“.

    Perché secondo lei?
    “Non lo so forse perché sono un uomo libero, un medico di campagna che pensa solo a salvare vite umane. Forse il mondo accademico soffre perché la scoperta arriva da un piccolo ospedale e non da qualche rinomato laboratorio. Di certo se questa cura andrà avanti sarà per merito della rete ospedaliera. Che in Italia resta eccellente. Io non escludo che il plasma si possa utilizzare anche prima dell’insufficienza respiratoria. Negli Stati Uniti stanno pensando di fare dei cicli di plasmaferesi per proteggere il personale medico. Di certo abbiamo aperto una nuova era. Questo è un nuovo modello che potremmo utilizzare anche in futuro. A costi estremamente bassi“.

    Il virologo Roberto Burioni mette in guardia dal rischio che il plasma trasmetta altre malattie e sostiene che sia una cura molto dispendiosa. Per questo suggerisce l’uso di un siero artificiale.
    Burioni si comporta come se avesse la verità in tasca dicendo che è meglio un farmaco sintetizzato piuttosto che il plasma iperimmune e che secondo lui potrebbe trasmettere malattie, mentre è sicuro grazie ai controlli accurati e meticolosi che facciamo da sempre. Burioni risponderà di quello che dice, ma attaccare la sicurezza del plasma è folle. Fossi il presidente dell’Avis mi vergognerei. È inaccettabile che sia intervenuto mettendo in dubbio la nostra sperimentazione quando avrebbe solo dovuto dire con chiarezza che il plasma è sicuro: se inoculiamo un dubbio del genere, le donazioni crollano. E il plasma iperimmune in questo momento è la migliore arma che possediamo.

    Ma è davvero una cura così costosa?
    Assolutamente no: per ogni paziente si spendono 82 euro che sono il costo della sacca, del trattamento in laboratorio del plasma e del personale ospedaliero, più o meno quanto gli integratori per la palestra. Se sono tanti per salvare una vita non ho capito nulla della medicina. Poi, se le case farmaceutiche sono in grado di darci soluzioni migliori in tempi più rapidi a prezzi più bassi sarei il più felice della terra. Non credo che sintetizzare il plasma in laboratorio sia più economico. Questa è una cura democratica: arriva dal sangue donato dai guariti.

    Il vaccino serve?
    Io sono un sostenitore dei vaccini, ma sarà un lavoro lungo. Questo virus muta, ha diversi ceppi. Quello che ha colpito l’Italia non è lo stesso della Cina e in Lombardia stessa ci sono diversi ceppi, basta vedere come sono diversi i decorsi dei pazienti. A noi oggi serve subito un proiettile da usare per la fare acuta: una cura capace di seguire le mutazioni del virus. Il plasma lo fa. Poi, se dalle case farmaceutiche ne arrivasse uno più economico e più efficacie, ne saremmo felici.

    Contro il coronavirus sono stati sperimentati diversi farmaci, perché solo per la cura al plasma si sollevano queste polemiche?
    I farmaci per l’artrite sono stati usati senza fiatare, il plasma, invece, una cura che funziona senza effetti collaterali è contestata. Forse perché non muove grandi interessi. Però tanti ospedali stanno partendo con il nostro protocollo. È un buon segnale. Non so perché Burioni sia così negativo, ma di certo ha toppato ogni previsione fin dall’inizio della pandemia. E purtroppo ha condizionato molte scelte politiche. Noi ospedalieri non cerchiamo notorietà, vogliamo solo salvare vite umane.

    Il governo ha sbagliato?
    Era difficile reggere all’urto di un virus così terribile, ma forse avremmo salvato qualche vita in più se la politica avessero ascoltato di meno gli accademici in televisione e di più gli ospedalieri che facevano le notti in bianco inseguiti dagli occhi dei morti.]

    Secondo il mio modesto parere, le parole del Dr. De Donno sono equilibrate. Non mi sembra che ritenga la cura con plasma iperimmune l'unica possibile.

  4. #3323
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    https://it.businessinsider.com/giuse...l-coronavirus/

    [Giuseppe De Donno, direttore della Pneumologia dell'ospedale Poma di Mantova

    “Ho passato 25 giorni senza dormire. E anche ora quando arrivo a casa non riesco a smettere di pensare agli occhi dei nostri pazienti. Gli occhi dei morti, quelli che non siamo riusciti a salvare, mi accompagnano tutte le notti. Questo è un virus maledetto, in 36 ore ti distrugge. Dobbiamo imparare a conviverci. Ma proprio perché è un virus che ti colpisce duro, alle spalle, non capisco questo accanimento contro la cura al plasma“.

    Giuseppe De Donno, 53 anni, è il direttore della Pneumologia e dell’Unità di Terapia intensiva respiratoria all’ospedale Carlo Poma di Mantova che da inizio aprile – per lottare contro il coronavirus – sperimenta il plasma iperimmune. Tradotto: tratta i pazienti con il sangue dei contagiati che sono guariti. I numeri della sperimentazione non sono ancora enormi, circa un centinaio, ma nell’ultimo mese l’ospedale non ha avuto decessi tra le persone trattate: solo pazienti migliorati o stabilizzati.

    Nessuno si è aggravato e – sottolinea De Donno –

    “non abbiamo registrato alcun effetto collaterale. Il plasma è sicuro. Non stiamo parlando di una pozione magica. I risultati dello studio stanno per essere pubblicati. A quel punto sarà la letteratura a parlare“.



    L’idea di usare il plasma, peraltro sostenuta anche da Giulio Tarro, è partita da De Donno e Salvatora Casari, direttore di Malattie Infettive a Mantova, poi i protocollo è stato messo a punto da Cesare Perotti e Massimo Franchini, direttori di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale a Pavia e Mantova. Il primario di pneumologia, però, ancora non si capacita degli attacchi arrivati alla sua ricerca da parte della comunità scientifica:

    “Forse i miei colleghi non si rendono conto che divisi si perde. A meno che qualcuno davvero non ami perdere. La cura sta mostrando risultati eppure le critiche, mai nel merito, aumentano sempre di più“.

    Perché secondo lei?
    “Non lo so forse perché sono un uomo libero, un medico di campagna che pensa solo a salvare vite umane. Forse il mondo accademico soffre perché la scoperta arriva da un piccolo ospedale e non da qualche rinomato laboratorio. Di certo se questa cura andrà avanti sarà per merito della rete ospedaliera. Che in Italia resta eccellente. Io non escludo che il plasma si possa utilizzare anche prima dell’insufficienza respiratoria. Negli Stati Uniti stanno pensando di fare dei cicli di plasmaferesi per proteggere il personale medico. Di certo abbiamo aperto una nuova era. Questo è un nuovo modello che potremmo utilizzare anche in futuro. A costi estremamente bassi“.

    Il virologo Roberto Burioni mette in guardia dal rischio che il plasma trasmetta altre malattie e sostiene che sia una cura molto dispendiosa. Per questo suggerisce l’uso di un siero artificiale.
    Burioni si comporta come se avesse la verità in tasca dicendo che è meglio un farmaco sintetizzato piuttosto che il plasma iperimmune e che secondo lui potrebbe trasmettere malattie, mentre è sicuro grazie ai controlli accurati e meticolosi che facciamo da sempre. Burioni risponderà di quello che dice, ma attaccare la sicurezza del plasma è folle. Fossi il presidente dell’Avis mi vergognerei. È inaccettabile che sia intervenuto mettendo in dubbio la nostra sperimentazione quando avrebbe solo dovuto dire con chiarezza che il plasma è sicuro: se inoculiamo un dubbio del genere, le donazioni crollano. E il plasma iperimmune in questo momento è la migliore arma che possediamo.

    Ma è davvero una cura così costosa?
    Assolutamente no: per ogni paziente si spendono 82 euro che sono il costo della sacca, del trattamento in laboratorio del plasma e del personale ospedaliero, più o meno quanto gli integratori per la palestra. Se sono tanti per salvare una vita non ho capito nulla della medicina. Poi, se le case farmaceutiche sono in grado di darci soluzioni migliori in tempi più rapidi a prezzi più bassi sarei il più felice della terra. Non credo che sintetizzare il plasma in laboratorio sia più economico. Questa è una cura democratica: arriva dal sangue donato dai guariti.

    Il vaccino serve?
    Io sono un sostenitore dei vaccini, ma sarà un lavoro lungo. Questo virus muta, ha diversi ceppi. Quello che ha colpito l’Italia non è lo stesso della Cina e in Lombardia stessa ci sono diversi ceppi, basta vedere come sono diversi i decorsi dei pazienti. A noi oggi serve subito un proiettile da usare per la fare acuta: una cura capace di seguire le mutazioni del virus. Il plasma lo fa. Poi, se dalle case farmaceutiche ne arrivasse uno più economico e più efficacie, ne saremmo felici.

    Contro il coronavirus sono stati sperimentati diversi farmaci, perché solo per la cura al plasma si sollevano queste polemiche?
    I farmaci per l’artrite sono stati usati senza fiatare, il plasma, invece, una cura che funziona senza effetti collaterali è contestata. Forse perché non muove grandi interessi. Però tanti ospedali stanno partendo con il nostro protocollo. È un buon segnale. Non so perché Burioni sia così negativo, ma di certo ha toppato ogni previsione fin dall’inizio della pandemia. E purtroppo ha condizionato molte scelte politiche. Noi ospedalieri non cerchiamo notorietà, vogliamo solo salvare vite umane.

    Il governo ha sbagliato?
    Era difficile reggere all’urto di un virus così terribile, ma forse avremmo salvato qualche vita in più se la politica avessero ascoltato di meno gli accademici in televisione e di più gli ospedalieri che facevano le notti in bianco inseguiti dagli occhi dei morti.]

    Secondo il mio modesto parere, le parole del Dr. De Donno sono equilibrate. Non mi sembra che ritenga la cura con plasma iperimmune l'unica possibile.
    de Donno francamente ha peccato di mania di protagonismo, si e' sentito attaccato, ma francamente Burioni per quanto possa essere opinabile nei modi, ha solo detto la verita', poi i soliti geni hanno montato ricamini inutili montando casi alla "NON CIELODICONOHHH!!!" e via col tango
    comunque la cura e' dispendiosa sia in termini economici, perche' 90 euro circa e' il costo di lavorazione del sangue per estrarre il plasma ma...

    "Bisogna selezionare accuratamente i pazienti (ci vuole tempo e denaro), bisogna preparare il plasma, bisogna sincerarsi che il plasma non trasmetta altre malattie infettive (tutto quello che viene dal sangue è rischioso), bisogna valutare la quantità di anticorpi neutralizzanti il virus e anche escludere la presenza di anticorpi che possano danneggiare le cellule del paziente che riceverà la donazione. Inoltre, i diversi preparati sono difficili da standardizzare: in altre parole il contenuto di anticorpi sarà diverso da una preparazione all’altra e questo diminuirà in alcuni casi l’efficacia (somministriamo la stessa quantità di plasma, ma una diversa quantità di “principio attivo”)."quindi si parla di una cura non sempre sicura e certa.

    quindi il costo umano non e' stato conteggiato, soprattutto un vaccino anche se costasse 80 euro a shot(il vaccino piu costoso e' quello contro il papilloma virus che sta sui 130 euro a shot), sarebbe sempre piu economico e sicuro della cura plasmaferesi.

    ripeto De Donno ci ha provato ma la cosa e' sfuggita di mano, poi la storia dei NAS pare sia stata totalmente inventata visto che ha ricevuto una telefonata riguardo una paziente e nulla piu.

  5. #3324
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    de Donno francamente ha peccato di mania di protagonismo, si e' sentito attaccato, ma francamente Burioni per quanto possa essere opinabile nei modi, ha solo detto la verita', poi i soliti geni hanno montato ricamini inutili montando casi alla "NON CIELODICONOHHH!!!" e via col tango
    comunque la cura e' dispendiosa sia in termini economici, perche' 90 euro circa e' il costo di lavorazione del sangue per estrarre il plasma ma...

    "Bisogna selezionare accuratamente i pazienti (ci vuole tempo e denaro), bisogna preparare il plasma, bisogna sincerarsi che il plasma non trasmetta altre malattie infettive (tutto quello che viene dal sangue è rischioso), bisogna valutare la quantità di anticorpi neutralizzanti il virus e anche escludere la presenza di anticorpi che possano danneggiare le cellule del paziente che riceverà la donazione. Inoltre, i diversi preparati sono difficili da standardizzare: in altre parole il contenuto di anticorpi sarà diverso da una preparazione all’altra e questo diminuirà in alcuni casi l’efficacia (somministriamo la stessa quantità di plasma, ma una diversa quantità di “principio attivo”)."quindi si parla di una cura non sempre sicura e certa.

    quindi il costo umano non e' stato conteggiato, soprattutto un vaccino anche se costasse 80 euro a shot(il vaccino piu costoso e' quello contro il papilloma virus che sta sui 130 euro a shot), sarebbe sempre piu economico e sicuro della cura plasmaferesi.

    ripeto De Donno ci ha provato ma la cosa e' sfuggita di mano, poi la storia dei NAS pare sia stata totalmente inventata visto che ha ricevuto una telefonata riguardo una paziente e nulla piu.
    De Donno dice chiaramente di essere favorevole al vaccino e che la cura con plasma non è un sostitutivo del vaccino stesso....

  6. #3325
    TCP Rider Senior L'avatar di macheamico6
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    Io mi guardo bene dal giudicare, come ho già detto su queste pagine leggo e ascolto tutto e concedo il beneficio del dubbio a tutto fino a prova contraria (fatta ovviamente eccezione per le robe palesemente fake o improbabili).
    Mi sento di dire soltanto questo. Ho letto la storia di DeDonno, e dai suoi trascorsi e da ciò che traspare da quanto dice mi pare alquando improbabile che stìa cercando soldi o onori. Quindi le possibilità sono tre: o sbaglia o comunque esagera in perfetta buona fede, o è improvvisamente impazzito a 52anni, oppure..... oppure ha davvero ragione.
    "Per quanto buia sia la notte, le stelle non si spengono.
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  7. #3326
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    Citazione Originariamente Scritto da macheamico6 Visualizza Messaggio
    Io mi guardo bene dal giudicare, come ho già detto su queste pagine leggo e ascolto tutto e concedo il beneficio del dubbio a tutto fino a prova contraria (fatta ovviamente eccezione per le robe palesemente fake o improbabili).
    Mi sento di dire soltanto questo. Ho letto la storia di DeDonno, e dai suoi trascorsi e da ciò che traspare da quanto dice mi pare alquando improbabile che stìa cercando soldi o onori. Quindi le possibilità sono tre: o sbaglia o comunque esagera in perfetta buona fede, o è improvvisamente impazzito a 52anni, oppure..... oppure ha davvero ragione.
    secondo me si e' lanciato ma la cosa e' sfuggita di mano prima a lui e poi un po a cascata ad altri, e' lui che ha detto che si sono presentati i NAS in ospedale mentre la cosa non ha trovato riscontro, poi i soliti ci hanno fatto i ricamini

    come associare adesso anche Tarro(che rasenta il ciarlatano) a De Donno

  8. #3327
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    Eh, la moto...giusto la Vespa mi è rimasta...
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    Semplicemente, in questo caso come in tanti altri, un problema complesso, difficilmente si risolve con una soluzione semplice.

    Il problema non è ne il plasma ne il vaccino.
    Ogni strada deve essere tentata, senza escludere l'altra, senza complottismo e senza illusioni, con lucidità e razionalità seguendo quelli che sono i protocolli.

    Parafrasando @Fermissimo, se vogliamo sperimentiamo una slick per andare al lavoro, ma qui si parla di cose un tantino più serie. Non di fare il tipo per le Mitas o le Dunlop.

    IMHO
    Io sono responsabile di quello che dico. Non di quello che capisci tu. [cit]
    Questa è una mela...

    IMHOSTICA

  9. #3328
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    secondo me si e' lanciato ma la cosa e' sfuggita di mano prima a lui e poi un po a cascata ad altri, e' lui che ha detto che si sono presentati i NAS in ospedale mentre la cosa non ha trovato riscontro, poi i soliti ci hanno fatto i ricamini

    come associare adesso anche Tarro(che rasenta il ciarlatano) a De Donno
    https://www.giornalettismo.com/blitz...erapia-bufala/
    Non è quello che leggo qui.
    tony le magnific likes this.

  10. #3329
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    de Donno francamente ha peccato di mania di protagonismo, si e' sentito attaccato, ma francamente Burioni per quanto possa essere opinabile nei modi, ha solo detto la verita', poi i soliti geni hanno montato ricamini inutili montando casi alla "NON CIELODICONOHHH!!!" e via col tango
    comunque la cura e' dispendiosa sia in termini economici, perche' 90 euro circa e' il costo di lavorazione del sangue per estrarre il plasma ma...

    "Bisogna selezionare accuratamente i pazienti (ci vuole tempo e denaro), bisogna preparare il plasma, bisogna sincerarsi che il plasma non trasmetta altre malattie infettive (tutto quello che viene dal sangue è rischioso), bisogna valutare la quantità di anticorpi neutralizzanti il virus e anche escludere la presenza di anticorpi che possano danneggiare le cellule del paziente che riceverà la donazione. Inoltre, i diversi preparati sono difficili da standardizzare: in altre parole il contenuto di anticorpi sarà diverso da una preparazione all’altra e questo diminuirà in alcuni casi l’efficacia (somministriamo la stessa quantità di plasma, ma una diversa quantità di “principio attivo”)."quindi si parla di una cura non sempre sicura e certa.

    quindi il costo umano non e' stato conteggiato, soprattutto un vaccino anche se costasse 80 euro a shot(il vaccino piu costoso e' quello contro il papilloma virus che sta sui 130 euro a shot), sarebbe sempre piu economico e sicuro della cura plasmaferesi.

    ripeto De Donno ci ha provato ma la cosa e' sfuggita di mano, poi la storia dei NAS pare sia stata totalmente inventata visto che ha ricevuto una telefonata riguardo una paziente e nulla piu.
    si dice anche che i suoi profili facebook da ieri sarebbero oscurati...indaga un po'
    cynism is the new fascism...

  11. #3330
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    che cosa strana il VIRUS se può dire che no ha SENSO ????????




    TONY le magnific
    no importa che marca sia tu moto ,,,, il vento e lo stesso

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