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Vecchio 26-11-2008, 14:47   #11
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Eh, hai proprio ragione, ma pensi che lei mi lasci andare in ferie da solo?

Eppure sono così bravo...

bastano 7-8 giorni di permesso tranquio… troveremo solo beduini, cammelli e sabbia rassicurala… (e poi ci sarò io a tenerti lontane le eventuali marpione ;-)
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http://tiello86.giovani.it

meno spammoni e + motociclisti sul forum !!!
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Vecchio 26-11-2008, 18:38   #12
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Grazie dei complimenti, allora vado avanti

Dopo 2 giorni e mezzo via di nuovo in strada: in questa città mi hanno voluto fotografare


questo è uno di quegli “alberghi” per camionisti che ho usato spesso durante il viaggio: cortile interno con servizio di sorveglianza 24h/24h. In questo ho preso il posto letto in camerata da 9 posti…ma tanto c’ero solo io !








poco prima di attraversare il Volga mi sono fermato per uno spuntino in un piccolo villaggio





poi il Volga..larghino non trovate ?






non male queste baracchine lungo la strada: dolci e torte salate fatte in casa






una città russa in cui ho fatto tappa per la notte…l’urbanistica è quella che è





Sasha, il camionista russo con cui ho diviso la stanza per la notte



Si riparte verso i monti Urali



più che ai pedoni bisogna stare attenti ai quadrupedi



pausa pranzo



iniziano i monti Urali, che però al massimo arrivano a 2000 mt, ma la strada è in salita molto gradualmente



verso le otto di sera inizia un po’ a piovere, allora mi fermo da una struttura abbandonata, che una volta era un ristorante: approfitto della tettoia e mi preparo un risotto



poi dopo le nove riparto e trovo subito un albergo…si ricavato in un vagone ferroviario ! Un generatore riscaldava l’ambiente





altro giorno altro autogrill per la colazione






qui sono a Scielabinsk ( o Del’Abinsk) e mi sto avvicinando al confine col Kazakistan



questo vagone invece l’avevano adattato a ristorante bar



finalmente sono al confine col Kazakistan





La frontiera col Kazakistan è stata un poco laboriosa: quasi 2 ore. I documenti erano tutti uno dietro l’altro: modulo per la moto, per i bagagli, dichiarazione per la dogana…solo che venivano controllati sempre da persone diverse. Poi hanno voluto aprire le borse rigide: smonta apri spiega cosa era ogni cosa, fino a quando rimaneva l’unica persona che parlava inglese. Quando si allontanava, le mie lezioni di russo e il mio frasario non permettevano una conversazione molto chiara e fluida. Costantemente la stessa frase ripetuta da tutti i funzionari e militari di frontiera “ Italiani ? Sizilia..mafia ?”.
La prima volta mi ha fatto sorridere, poi mi ha un poco rotto le scatole, come l’altra “Italiani vero?”. L’ho capito solo alcuni giorni dopo. L’italiano più conosciuto in quei paesi ( Kazakistan, Kirghigistan e Uzbekistan ) è senza ombra di dubbio Toto Cutugno ! La sua canzone “ L’italiano” la conoscono davvero tutti. Al passaggio della frontiera fra Kazakistan e Kirghigistan, alla domanda “Where are you from ?” ho risposto intonando il ritornello “ lasciatemi cantare con la chitarra in mano…”: si sono messi tutti a ridere e poi ho espletato le formalità di dogana. La seconda personalità italiana più famosa è il commissario Cattani, il Michele Placido della Piovra. Io non l’ho mai guardata la serie e quindi anche a sentire il cognome usato nella serie non riuscivo a capire. Il serial “Octopus” è un altro aspetto del nostro paese assolutamente arcinoto. Subito dopo direi che sono messi bene anche Celentano i Ricci e Poveri ( li pronunciano così) e Moranti.
Passata la frontiera ho iniziato a seguire la M36 che con circa 2000 km mi avrebbe portato fino allla ex capitale nel sud del paese, Alma Aty. Questa una delle ragioni per cui non ho pensato ad acquistare un GPS per moto: non è che ci siano poi tante strade, inoltre non so quanto facile possa essere trovare delle mappe di città di quegli stati da scaricare, senza poi essere obbligati ad immettere i nomi delle strade in cirillico !

Questo poliziotto mi ha fermato solo per farsi fare una foto con me


Dopo aver passato Kostanaja mi sono fermato in un albergo per la notte



qui alla sera ho mangiato i pilminizie, un qualcosa di molto simile ai nostri tortellini ( fatti oltre a tutto in casa): invece che con la panna erano serviti con una specie di crema acida. Ottimi





Mattino dopo e si riparte: sosta per uno spuntino volante in un paese…gruppo di case, nel mezzo della steppa







questo diventerà un centauro



nel pomeriggio mi fermo in un caffè e dopo un po’ entra un camionista chiedendo in italiano di chi era la moto parcheggiata fuori. Lavora per una italiana ditta che fornisce materiali edilizi al Kazakistan: il titolare, ex dirigente PCI al momento dello smembramento della ex URSS, grazie a contatti personali col presidente Nazarbajev è riuscito ad avere una porta privilegiata di ingresso per i suoi commerci. Stavano portando dei vetri antiproiettile speciali per una villa di Nazarbajev: strano un presidente tanto amato da vincere le elezioni con l’80% dei voti..mahh !

Ripartito decido di deviare dalla M36 per raggiungere il lago Burabai e fermarmi un paio di giorni



nella zona stanno costruendo parecchie strutture alberghiere


Bisogna anche capire che per i kazaki del centro nord, questo paesaggio di lago alpino è un qualcosa di davvero eccezionale, per chi vede sempre e solo la piana della steppa. Per la notte avevo letto sulla mia guida che in alcune case del paese di Burabai era possibile mettere la propria tenda. Alla fine mi sono fermato presso una casa che forniva o camere o posti tenda


la bambina di 11 anni davanti è la figlia della proprietaria. Ho dovuto contrattare con lei il prezzo del posto tenda: aveva un foglietto con delle frasi in inglese tradotte in kazako…un piccolo manager, alla fine mi ha fatto uno sconto piccolissimo !





colazione con tutta la famiglia


carne di cavallo e pasta fredda


balneazione sul lago Burabai









La rassicurante presenza del presidente Nazarbajev è costantemente garantita da enormi cartelli che ne sottolineano lo spirito gioioso: il radioso sorriso è una garanzia



per la mia ultima serata al lago al mercato ho comprato degli splendidi gamberoni che mi sono cotto bolliti col mio pentolino da viaggio





Lascio il lago Burabai e mi dirigo verso la capitale Astana: la capitale storica è Alma-Aty, al confine sud, ma come amano fare i “presidenti a vita” tipo Nazarbajev, da alcuni anni tutto è stato improvvisamente spostato qui.





immancabile presenza :- )





poi uscito dalla città ti ritrovi con la steppa immensa ai lati della strada





poi nel tardo pomeriggio improvvisamente a lato della strada vedo delle yurte, le tende/case mobili uste da parecchie popolazioni nomadi dell’ Asia centrale, tra cui mongoli, kazaki e uzbeki. Decido di fermarmi per fare qualche foto all’accampamento che è davvero grande: ci saranno almeno un centinaio di yurte. A gesti chiedo se posso fare delle foto e con un cenno mi viene detto di si, poi arriva un ragazzo che parla inglese e si offre di accompagnarmi. Mi spiega che l’accampamento hanno iniziato a montarlo oggi ( venerdì ) e che rimarranno accampati per tre giorni per una festa religiosa, con esibizioni di cantanti, gare di lotta e corsa dei cavalli. Mi fanno mettere la mia tenda nel loro accampamento per la notte e il ragazzo mi dice che se desidero rimanere sarò ospite della sua famiglia per tutta la durata della festa. Si tratta di un raduno di tante famiglie, i cui componenti arrivano un po’ da tutto il paese: quella del ragazzo che ho conosciuto era di circa 100 persone. Alcuni dormono nell’accampamento, ma altri alla sera andavano in una piccola città a 30 km. Ci ho pensato un minuto: ma quando mai ti capita un’occasione del genere ? Così gli ho detto che sarei stato felicissimo di rimanere per tutta la durata della festa. Ho passato tre giorni splendidi e queste sono le immagini





qui viene montata la struttura portante della yurta





la piccola “yurta” occidentale







la mia prima cena dentro una yurta



Il mattino dopo ( l’accampamento inizia a vivere verso le 5,30 ) mi metto subito in pista per guadagnarmi l’ospitalità ricevuta e inizio a scaricare la legna, portare l’acqua e poi aiuto a finire un forno…mi sono accorto che mi guardavano tutti un poco sorpresi, poi mi hanno spiegato che l’ospite è sacro: fa solo l’ospite, si rilassa, magia, beve e non muove un dito. Io addirittura ho anche aiutato le ragazze a pulire i piatti del mangiare !





penso cavallo



La cerimonia religiosa si è svolta su una piccola altura e consisteva nello scoprimento di una pietra incisa che commemorava la data, sormontata da una struttura metallica che stilizzava lo scheletro di sostegno della yurta





presente anche la televisione per riprendere l’avvenimento














Nel pomeriggio sono andato a fare il pieno di benzina, tanto per non far star ferma la moto







ogni sera sono stato ospite in una yurta diversa dello stesso gruppo famigliare





alla sera in alcuni punti veniva tenuto al massimo il volume della radio di una macchina e si creava una piccola zona ballo: qui poi è la famiglia al completo che va a ballare, dal nonno ai nipoti





la base musicale accompagnava 2 cantanti live



La domenica era la giornata delle gare di lotta e della corsa dei cavalli, ma nella prima mattinata si svolgevano delle esibizioni di cantautori kazaki…la gente si sgombisciava dalle risate, io senza capire ciò che dicevano, ho potuto godermi solo la parte musicale



Le gare di lotta erano nello stile Sambo, un’acronimo che significa “difesa personale senz’armi”: sono tecniche di lotta sviluppate dall’esercito russo negli anni 20. L’abbigliamento è simile al judo, ma le maniche sono corte e si indossano scarpe alte tipo anfibi







dopo pranzo ho veramente fatto l’ospite







questo signore è stato ospite a pranzo assieme a me nella yurta: è un campione di corse di lunga distanza ed era arrivato all’accampamento dopo oltre 120 km ! Nemmeno tanto stanco



al pomeriggio si sarebbe svolta la corsa dei cavalli. Questo animale è uno dei simboli del Kazakistan



la “pista” è un’anello da 4 km, da percorrere 6 volte: tot.=24 km di corsa !














l’ultima sera, mi hanno fatto indossare un altro costume, che poi mi hanno regalato: sono rimasto senza parole.



poi baracca generale con cantanti che si sono esibiti sul palco centrale con l’impianto di amplificazione al massimo

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Vecchio 26-11-2008, 19:14   #13
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Confermo, 6 un grande!
Report stupendo!!!
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Vecchio 27-11-2008, 01:08   #14
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Il mattino dopo sono ripartito salutando e salutato da tutti: davvero tre giorni molto speciali. Poi nel pomeriggio mi sono imbattuto nel problema del vento, che man mano è andato aumentando, sino al punto che mi è toccato di guidare inclinato (a un certo punto me ne sono reso conto anche dalla mia ombra) e poi non sono riuscito ad andare oltre i 60/65 km di velocità in quinta. I consumi dai soliti 27-30 km/lt sono scesi a 20 km/lt. A un certo punto mi sono dovuto fermare e come me hanno fatto anche i camion alti. Per evitare che cadesse ho dovuto posteggiare la moto protetta dalla direzione del vento in questa specie di…autogrill ?





alla fine sono riuscito ad arrivare in una città e ho deciso di fermarmi, inutile proseguire in quelle condizioni



l’albergo..con la moto proprio dall’ingresso



il “risotto” al pesce che mi sono preparato nella cucina dell’albergo



ero andato a fare la spesa in un negozietto vicino e una delle ragazze che lavorava parlava un’ottimo inglese: era in vacanza da sua cugina e quindi la aiutava quelle 10 – 12 ore al giorno a servire i clienti ! Mi ha detto che in una città vicina c’era una bella discoteca: un’ora di macchina.



qui è con la cugina che a primavera si sarebbe sposata



dopo mangiato ho fatto 2 passi per la città, andando fino alla stazione dei treni









poi a nanna. Il giorno dopo mi sono alzato presto per cercare di arrivare in serata ad Alma Aty l’ex capitale: meno male niente vento.



mi ero fermato per fare la foto ai contadini e questo ragazzino ha accostato per fare delle foto con me





poi si riparte, sempre con la steppa a farti compagnia









sosta per pranzo e dei camionisti mi chiamano a mangiare al loro tavolo: ordinano loro per me







la carne era di capra: macellavano gli animali direttamente dietro al locale








Finalmente arrivo ad Alma Aty: sono al confine sud del Kazakistan. Essendo stata fondata nel 1845, come avamposto di difesa della Russia imperiale, quando i kazaki erano ancora una popolazione nomade, Alma Aty è a tutti gli effetti una città sovietica. Grandi viali, edifici imponenti, monumenti idem. Vicino alla zona universitaria, riesco a trovare una stanza in un albergo su 4 piani…ovviamente all’ultimo piano. Secondo voi c’era l’ascensore ? Quattro piani non sono molti, ma quando devi portare su le borse lo zaino, il casco e tutto il resto, un po’ le senti le scale. Mi va di lusso: stanza da 3 posti, ma sono da solo. C’è il frigo e la televisione, che mi permetterà di guardare degli interessanti telegiornali in lingua kazaka.





la seconda sera era poi entrata in camera una coppia e lui pensava che si fossero sbagliati a dargli la chiave: sono riuscito a spiegargli che era una camera da 3. La sua ragazza gli ha fatto cenno di uscire: siccome non li ho più visti, credo abbiano chiesto una sistemazione diversa
Il giorno dopo il mio arrivo sono andato a visitare il bazar, che come in tutte le città asiatiche è il cuore pulsante della città. Piccolo o grande che sia ci trovate di tutto, dagli alimentari, alla spilla da balia. Sono tutti uguali e tutti diversi e la varietà delle persone è impressionante.

















poi mi sono diretto al parco Panvilov, il polmone verde della città





la cattedrale Zenkov



gironzolando per il parco ho iniziato a sentire dei ragazzi che cantavano suonando delle chitarre. Ho visto un gruppo che indossando delle magliette rosse, inscenava delle scenette, coinvolgendo altri ragazzi e ragazze. Sono stato un poco a guardare e poi ho chiesto ad uno di loro di cosa si trattasse. Mi ha spiegato che erano un gruppo di ragazzi nati negli USA, ma con genitori originari del Kazakistan: come associazione, ogni anno venivano per 2 settimane ad Alma Aty ad insegnare gratuitamente l’inglese ai giovani del posto…ovviamente niente scenette sul presidente Nazarbajev !





anche i militari kazaki ogni tanto si rilassano



qui c’è lo zampino dell’ex USSR





un matrimonio: spesso in questi paesi gli sposi vano a fare le foto in giro per la città



qualche scatto per la città







Oggi è il 6 agosto e parto al mattino presto per dirigermi al confine col Kirghigistan, che vorrei passar con la luce del giorno. Mi dirigerò verso est lungo la A351 fino al confine dopo Kegen











questi sono dei motociclisti polacchi, che aspettavano il rilascio del visto per il Kirghigistan ad Alma-Aty ed erano venuti a fare un giro per le montagne…decisamente più poderose le loro moto !







una fermata d’autobus



Qui ormai sto arrivando alla frontiera col Kirghigistan: un’attimo di sosta, perché questo punto meritava a mio parere







pensavo che man mano mi fossi avvicinato alla frontiera, tanto più sarebbe migliorata la strada, invece …



queste non stavano nemmeno a destra



finalmente nel primo pomeriggio sono alla frontiera



Passata la dogana kazaka, a quella del Kirghigistan non ho resistito ed alla domanda “Da dove vieni” ho intonato il ritornello de L’Italiano di Cutugno. Mentre aspettavo un camionista mi ha rassicurato circa la strada: altri 60 km di pietre sino alla prima città Tup ! L’ufficiale in inglese mi ha comunque detto di preferire Cementano. Clima amichevole, anche per il fatto che ho accettato di farmi cambiare un poco di dollari ad un tasso leggermente peggiore che quello ufficiale, ma alla fine si sono presi 3 $ ed è stato meglio così.



le foto penso parlino da sole









miele biologico !







arrivo alla fine della pietraia e quindi al lago Ysyk-Köl. Da qui alla città di Balykchy, sul lato opposto a ovest, sono 190 km. Qui apro una piccola parentesi: sono in contatto via sms con 2 miei amici di Modena, che con bus, treni e taxi stanno viaggiando dal Pakistan, alla Cina e una volta entrati in Kirghigistan da sud si dirigono alla capitale Bishkek, da dove contano di arrivare a Balykchy.
Una piccola mappa per capire meglio



il lago







verso sera arrivo a Balykchy, una città industriale sconsigliata dalle guide e che quindi diventa interessante: perché non è una novità poter osservare una normale città del Kirghigistan ? Mica deve per forza esserci un monumento: le persone e la vita di tutti i giorni credo siano uno dei must di qualunque viaggio. Ma gari ti rilassi, ma 7 giorni in un villaggio turistico con personale e cibo italiano all’estero, non so quale percezione possano lasciarti del paese in cui sei stato.

In mezzo ad alcuni palazzoni si trova l’unico albergo del paese: prezzo per la camera 500 sum. Ok dico alla signora ( sempre donne a gestire queste attività). Poi una volta che ho scaricato tutto arriva il colpo basso: 500 sum, ma io sto occupando una stanza con due letti ( con 1 non le ha): presto detto 1000 sum. Visto che non esistono molte possibilità di passare la serata in un locale, mi imbarco in una serrata contrattazione a gesti e monosillabi in russo con la signora. Alla fine 750 sum = 14 € comunque uno sproposito, ma sono oltre le 10 di sera e io ho fatto più di 550 km con pietraia e frontiera. A nanna.
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Vecchio 27-11-2008, 01:48   #15
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Vecchio 27-11-2008, 07:51   #16
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che dire viaggio fantastico e gran coraggio ad affrontarlo da solo complimenti...
Più che il coraggio è stata la mancanza di scelta: niente amici motociclisti .
O andavo via da solo o ciccia. Anche i miei due amici di Modena, erano comunque partiti dopo di me. Anche volendo rinunciare alla moto, sarei dovuto partire da solo.



Il giorno dopo mi alzo e verso le nove riesco a sentirmi coi miei 2 amici: hanno avuto dei ritardi pazzeschi da Osh a Bishkek. Ci mettiamo d’accordo che li raggiungo io nella capitale, sono già pronto per partire, anche se mi ero figurato di doverli aspettare. Sono solo 175 km. Mangio una pagnotta, spiego a questi 2 bambini il gioco della settimana



spero si veda il video

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Accendo la moto, parto e dopo 300 mt….FORO LA GOMMA POSTERIORE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Niente panico, vedo un gommista: è fatta. Arrivo con la moto a spinta, metto la moto male sul cavalletto per parlare col gommista, la moto cade, piegando un poco la leva del freno. Gli chiedo se può cambiarla, mi fa cenno di si. Poi mi mostra 2 chiavi inglesi: lui ha solo quelle, le uniche che gli servono per lavorare. No problem: ho tutti gli attrezzi io, chiavi cacciaviti, ferri per togliere il copertone. Quando glieli faccio vedere sorride e per un po’ li guarda tutti, anche quelli che evidentemente non gli servono. Poi mi chiede il libretto delle istruzioni…mai vista una moto come la mia. Inizia a cercare di capire cosa iniziare a smontare: io non ne ho la più pallida idea. Arriva un suo parente più anziano ( lui sembra avere 15 anni): si mette a guardare la moto con un altro suo amico, poi iniziano a smontare il tutto…il libretto l’hanno guardato un attimo: non ci sono foto ! Mi preoccupo solo di fargli mettere i pezzi che smontano nella scatola di cartone della camera d’aria di ricambio, visto che li stavano appoggiando per terra in ordine sparso. Senza il cavalletto centrale, senza ganci o ponti e scoprendo pian piano come smontare il tutto dopo sole 2 ore hanno cambiato la camera d’aria, rimontato il tutto, gonfiato la ruota e vulcanizzato la forata. Come prova del buon lavoro, prima di provare la moto giro la scatola di cartone: non esce nulla, almeno tutto è stato rimontato! Mi dicono di provarla: torno dopo pochi metri e gli indico la catena lenta. No problem: due smartellate e me la tirano. Perfetta ! Ha tenuto fino al ritorno a casa: la moto da quel giorno farà altri 4000 km senza problemi !

Chiodo bastardo







il gommista è il ragazzo alla mia dx



parto per la capitale poco dopo mezzogiorno. Sanzio e Pacchia i miei amici mi aspettano a Bishkek.

Verso mezzogiorno riparto quindi per Bishkek la capitale del Kirghigistan






pausa caffè




campagna stradale contro gli incidenti




Arrivo in città verso il primo pomeriggio




Via sms ci eravamo accordati per trovarci al punto 5 della mappa della guida, visto che era la stessa. Il 5 era un albergo: arrivo, chiedo ad un usciere di un’hotel niente male e colpo di fortuna il mio è proprio dietro l’angolo. Arrivo con la moto davanti




, scendo e chiedo al bancone se era lì che avevano dormito 2 turisti italiani. La donna con le mani mima una gran chioma di capelli ( Sanzio) e poi mi fa un’espressione ingrugnita ( Pacchia…carattere un poco burbero, quindi ). Ok, mi dico li aspetto e per sicurezza mando loro un sms: sono dal vostro albergo! Arrivano dopo mezz’ora e si chiarisce tutto: la mia guida è un edizione di 6 anni prima: nella mia mappa il 5 è l’albergo dove avevano dormito, mentre nella loro il 5 è una piazza. Alla fine per comodità decidono di dormirci nuovamente, anche se non era proprio un 5 stelle. Facciamo un giro prima che venga buio, anche per il fatto che Bishkek è la capitale meno illuminata del mondo, pranziamo e poi, loro vanno a letto, mentre io faccio un salto in un’edificio in cemento vicino all’albergo da cui avevo sentito della musica da discoteca a tutto volume: pensavo fosse una festa privata, invece è una vera e propria discoteca, con tanto di laser.













al ristorante










la discoteca…purtroppo la foto fa schifo




la nostra stanza…il contrario della foto precedente…fa schifo la stanza




Parto al mattino, dopo aver accompagnato Pacchia e Sanzio alla stazione dei bus, da dove partiranno per andare al lago Yssuk Kol, per fare qualche giorno di trekking. Poi si sposteranno in Kazakistan e quindi in Uzbekistan, dove proveremo ad incontrarci di nuovo.

Parto, ma a Kara Balta sbaglio strada e proseguo verso il confine col Kazakistan e sarà un grave errore. Dopo aver passato una piccola città, una macchina inizia a starmi dietro ad una certa distanza. La vedo sempre dietro e rallento un po’, poi vengo affiancato. Alla guida c’è un poliziotto: un’auto civetta. Mi fa cenno di accostare. Scendo dalla moto ma lui è rimasto in macchina. Allora mi avvicino coi documenti, ma istintivamente invece che il passaporto gli allungo per primi i documenti della moto. Appena li ha in mano parte a tutta velocità facendomi un rapido cenno di seguirlo. Salto in sella e dopo un paio di chilometri si ferma e scende dall’auto: io sono un poco più avanti. Inizia a parlare in russo, io posso capire solo qualche parola, ma capisco subito dove vuole andare a parare. Faccio lo gnorri il più possibile, tiro fuori un foglio di carta e lui con uno schizzo mi fa capire che ho passato il limite di velocità. Il foglio l’ho conservato: un grande souvenir.



quando lui scrive 300 S, dentro di me spero intenda sum cioè poco più di 5 €. Tiro fuori 300 sum e glieli allungo. Arriva la precisazione: “ Dollar “, perciò 300$ cioè più di 200 €. Gli faccio cenno che non li ho. Allora lui mi fa segno che torniamo indietro dicendo “Bishkek…Italy”. Cioè mi minaccia di farmi tornare e rimpatriare . Ovviamente è una stronzata pazzesca, però io sono comunque solo con lui lungo una strada. Lui aveva scritto 90 km/h, io scrivo 50, 60, come si vede dal foglio. “Radar, radar” dice lui e io gli chiedo “Foto ?”. Sale in macchina e inizia a far finta di scrivere la multa. Mi era capitata la stessa situazione in Messico anni prima. Con mio fratello ed un nostro amico da San Diego in California eravamo andati con l’auto a Tijuana. Fermati in città dalla polizia eravamo in multa perché non si può guidare in Messico con auto noleggiate in USA senza un certo permesso. Alla richiesta di 200 $ o di portarci al commissariato io avevo risposto di portarci al commissariato: ci sarebbe stata una multa ma loro non avrebbero preso un soldo. Alla fine ci lasciarono andare per 20$. Adesso ero nella stessa situazione. Lui dopo mi ha scritto la cifra in sum, con un cambio da avvoltoio. Poi dopo più di 40 minuti di sceneggiata, lui che minacciava di andarsene coi documenti, io che tiravo fuori un dollaro, poi cinque, iniziavo a dire “ Io turista..mamma ..papà, casa “, mi allontanavo dalla moto, tornavo da lui in macchina che continuava a far finta di compilare un verbale che poi avrebbe buttato via. Insomma una scena patetica, ma a un certo punto si è arrivati a 50$ e lì ho capito che si era davvero innervosito: un omino magro, ma comunque armato. Ho preso da una busta in cui tenevo i tagli piccoli 50 $ e glieli ho dati. In seguito una famiglia uzbeka in vacanza in Kirghigistan mi ha detto che ero stato bravo. Di solito ne prendono 100. Magra consolazione. Oltre a tutto dopo 20 km arrivo alla frontiera e capisco di aver sbagliato strada. Torno indietro e poi tiro degli accidenti: forse non avessi sbagliato non sarei stato fermato. Comunque ho un souvenir (il foglio) che alla fine ho pagato 50$: visto che non compro mai nulla quando viaggio va bene così. Arrivo a Kara Balta e stavolta prendo la strada giusta che mi porterà al confine con l’Uzbekistan.



la strada che porta ad Osh è molto bella, con due passi oltre i 3000 metri



Pacchia e Sanzio mi avevano avvisato che le gallerie che avrei dovuto attraversare erano senza aerazione e quindi i fumi di scarico rimanevano all’interno. Non so perché, ma la sera prima di partire mi era venuto in mente quando in Tibet, su una jeep, in alcuni tratti il polverone sollevato si infiltrava nel fuoristrada e avevo messo nelle borse alcune mascherine protettive da officina. Prima di entrare nel tunnel (tre o quattro chilometri) l’ho indossata e ha funzionato perfettamente.





ho chiesto ad un camionista per la benzina e mi ha detto che dopo 40 chilometri l’avrei trovata…infatti





come lo scorso anno in Laos Cambogia e Myanmar dove non sono presenti distributori, la gente vende la benzina a litri, che va a comprare e porta fino a casa, rincarandola un poco…e allungandola un pelo con l’acqua. Se guardate il bidone, vedete scritti gli ottani: 80, 85 e 93.



verso le cinque del pomeriggio arrivo in un gruppetto di case: Parish. Ci sono un paio di alberghi/ristoranti e vado in uno per bere un caffè. Apro la mappa per fare il punto della situazione e poi mi trattengo un po’ con alcuni ragazzi, figli e parenti del proprietario. Con un poco di inglese e russo, spiego chi sono e il giro che sto facendo. Al solito quando viene fuori il fatto che non sono sposato, meraviglia generale: perché, come mai ecc… La ragazza di destra della foto ha 19 anni e si sposerà fra qualche mese. Poi chiede come sono le ragazze italiane e io riesco anche con dei gesti a spiegarle che in Italia in casa comandano le donne (e non facciamo i grossi, cari utenti sposati del forum, perché è così) e che anche gli uomini vanno a fare la spesa, lavano i piatti e puliscono in casa…ripeto non fate i grossi. Lei annuisce approvando, anche se mi fa capire che in Kirghigistan non è assolutamente così. Mi faccio segnare sulla mappa la posizione di Parish, poi mi regalano il pupazzo di Shrek come portafortuna e riparto.









Verso le sei vedo un posto di blocco, una casetta di legno con una sbarra: rallento ma non vedo nessuno mentre mi avvicino a passo d’uomo. Sbuca fuori un ragazzo alto in perfetto assetto da guerra, faccia pitturata, mitra, bombe a mano, pugnale ecc… perfetto, penso i narcotrafficanti o i terroristi hanno preso il posto di controllo. Invece viene verso di me che mi ero fermato, mi da un gran cinque, poi batte la mano sul serbatoio e si porta il pugno al petto e poi prosegue. Un militare motociclista. I poliziotti erano tutti dentro, che gli venga un accidente. Mi chiedono solo da dove vengo e riparto subito. Verso sera arrivo a Toktogul. Mi fermo davanti a un gommista e chiedo dov’è un albergo e mi porta dall’altra parte della strada: dietro al negozio che vende di tutto c’è un cortile con tre camere. Prezzo ok, chiedo se c’è la dush (doccia): da mi risponde la signora.





poi la doccia: la signora torna con due secchi e mi indica l’esterno. Ok vado fuori dove scorre l’acqua, poi col telo che uso a coprire la moto creo una specie di doccia…stesso metodo usato in Laos quando ho dormito nei templi coi monaci



Ormai è buio. Esco per andare a comprare qualcosa da mangiare: strade sempre buie, ogni tanto qualche luce di qualche piccolo negozietto: prendo due scatolette e dei biscotti. Mi sa che devo tornare a dormire: non c’è nulla. Poi all’improvviso sento della musica da discoteca ( decisamente datata): proviene da un ristorante e dentro si sta festeggiando un matrimonio ! Entro e poi chiedo al proprietario se mi può dare da mangiare: mi fanno accomodare in un tavolo da solo nel salone della festa (ho pagato il conto ovviamente) ed ecco risolto il problema di passare la serata. Un matrimonio in Kirghigistan, fantastico.





le proprietarie del ristorante









questo non era bravissimo a cantare



c’era anche una stanza dove venivano tenuti i regali e i bambini piccoli. C’era un ragazzo che continuamente andava a chiamare la sua fidanzata che stava parlando con le amiche per andare a sistemare i regali. Quando una di loro mi ha guardato io ho fatto un sbuffata ammiccando verso il tipo, come per dire “ Pesante ehh ?” Ci siamo capiti al volo e le altre due amiche si sono messe a ridere. Poi sono venute dal mio tavolo e sono state un poco a consultare il mio frasario italiano-russo, cercando di ripetere le parole in italiano.





se si sente l’audio ( e se rieso a postare correttamente il video ) riuscite ad indovinare titolo ed interprete del brano musicale ?

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Ultima modifica di momi20 : 27-11-2008 a 08:01 Motivo: UnionePost automatica
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Vecchio 27-11-2008, 19:00   #17
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Il giorno dopo il matrimonio (ho fatto anche gli auguri agli sposi) parto per raggiungere il confine con l’Uzbekistan a Osh









pausa per un caffè…fanno solo il te: ok prendo anche una focaccia, ma poi il tavolo di fianco al mio inizia con le solite domande da dove vieni ecc.. alla fine viene fuori che sono turisti kazaki. Gli mostro le foto fatte presso le yurte ed a Alma Aty e mi invitano a mangiare con loro: pesce e vodka.





quando vedo il camion con la scritta in italiano mi fermo ovviamente per una foto, ma il carico non ha nulla a che vedere con quello che si legge. Internamente è organizzato per il trasporto di persone ! Erano operai che si trasferivano in Russia per lavorare nei cantieri !! Quasi 3000 km chiusi nel container, che aveva un paio di finestre. Ovviamente non erano clandestini: tutto regolare. Il camion era stato acquistato non so per quali vie



non li hanno ancora buttati giù tutti i monumenti “storici”



ormai ho preso i loro orari: verso le cinque sosta all’autogrill, dove conosco questo signore che sta correndo una maratona benefica sponsorizzata









finalmente Osh, il confine, l’ultimo che dovrò attraversare



il confine non presenta problemi, ma mentre aspetto in un ufficio per preparare i documenti d’ingresso per la moto c’è un continuo via vai di persone che attraversano il confine: probabilmente uzbeki che si recano in Kirghigistan per lavoro e poi alla sera rientrano. Quanti che si fermano ed allungano soldi al militare di turno: senza nascondersi, prassi normale. Verso le otto riesco a ripartire e raggiungo la prima città dell’Uzbekistan, Andjan







Il giorno dopo parto per la capitale Tashkent, attraversando la valle di Fergana: innumerevoli i posti di blocco, un’ossessione…qui il presidente Karimov ha uno stile di governo simile ai suoi colleghi di Kazakistan e Kirghigistan: l’opposizione semplicemente non esiste. Governo stabile.
Qui mi ero fermato per mangiare qualcosa, ma subito si è radunata una piccola folla che ha iniziato a chiedermi di ogni. Parecchie auto e camion mi suonavano il clacson per strada, ma solo per salutarmi







Sono arrivato a Tashkent nel primo pomeriggio: tutto chiuso, banche negozi, poca gente in giro. Ho l’indirizzo della Ahler’s Company e decido di andare un’attimo a parlare con il mio contatto Diana Tomea per organizzare la spedizione, poi mi piacerebbe partire per Samarcanda, fermandomi a metà strada. Chiedo e 2 ragazzi in auto mi accompagnano dalla strada Zaborg street. Trovo il numero civico, suono e una signora mi apre, chiedo di Diana e finalmente la incontro. Parla benissimo inglese. Mi offre un caffè e poi mi dice i documenti che le servono e controlliamo i giorni per la spedizione. Che strano penso guardando il calendario: in Uzbekistan segnano festivi in rosso i lunedì…poi capisco ! Sono mentalmente avanti di un giorno, oggi è domenica, ecco il perché dei negozi chiusi e la città un po’ deserta. Diana mi dice che l’ho trovata per caso (ha la casa dall’ufficio) ed oggi era ammalata.
Chiariti data e documentazione necessaria (avevo con me delle fotocopie), riparto verso Samarcanda



verso le sette mi fermo in una città…non ci sono alberghi, anche in quella dopo. Finalmente verso le 8 di sera quasi 90 km dopo Tashkent, trovo un’albergo in una città di cui non ricordo il nome. Arrivo, ovviamente c’è posto e scarico tutto, borse e zaino e inizio a sistemarmi nella camera. Arriva però il proprietario e a gesti e monosillabi mi dice che non posso dormire lì: non ha la licenza per ospitare i turisti. Niente paura fra 60 km c’è un albergo dove posso dormire. Niente da fare la milizia (polizia) gli ha già telefonato. Inizio a rimontare tutto, ma quando sono pronto sono le le nove e mezza, è buio: gli dico che non c’è problema dormirò davanti alla porta dell’albergo. Inizia una sequela di telefonate fra lui e un qualche ufficio. Dopo mezz’ora e 5$ di maggiorazione salta fuori il permesso per farmi dormire. Scarico di nuovo tutto e visto che sono vicino al mercato ed è domenica (adesso lo so) c’è una gran baracca: musica, gente. Sono le dieci, esco mangio e poi rientro per la doccia: niet! Il proprietario mi blocca: posso dormire, ma non girare per la città, devo restare in albergo. Evidentemente qualche suo amico lo copre in qualche ufficio ( i 5$ in più), ma non mi devo far vedere in giro. Però manda suo figlio a prendermi da mangiare: carne o pesce ? Pesce rispondo io, infatti mi portano tè, una focaccia e una scatoletta di pesce (non tonno).



il pasto del “carcerato”



al mattino parto, ma subito vengo fermato da un centauro locale e facciamo una foto ricordo (lui col cellulare)





il cirillico è meglio saperlo un poco leggere: questa dice Samarcanda. L’Uzbekistan a livello di indicazioni stradali è davvero scarso.











Finalmente Samarcanda !



Passo alla svelta il ponte, anche per il fatto che un poliziotto mi invita ad andarmene e improvvisamente mi appare l’architettura di Samarcanda: spettacolare, non ho mai visto nulla di simile.



Poi trovo abbastanza alla svelta l’albergo Registan ( anche se tutti continuano a chiamarlo col suo vecchio nome Leningrad). Ormai sono le due del pomeriggio e quindi mi fermo in un piccolo bazar per mangiare: perfetto ci sono i banconi dove ti danno delle piccole porzioni di verdure carne e pesce. Di solito la gente le porta con sé, ma io mi faccio prestare piatto e posate





come prima tappa obbligata il complesso del Registan, un complesso di tre madrase, che è probabilmente il monumento più conosciuto di Samarcanda























alla sera proprio di fronte al complesso dei monumenti, c’era un ristorantino che preparava dello schasliki gli spiedini, che erano disposti in ordine sul tavolo. Si ordinavano al cuoco che li preparava. Poi a nanna.



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Vecchio 27-11-2008, 22:29   #18
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Cavolo sono quasi 2 ore che sono incollato al pc per leggere questo report...che sicuramente non è stato ancora ultimato..

TI DEVO FARE I MIEI COMPLIMENTI... BRAVISSIMO!!!

Onestamente avrei un po paura ad andare in questi stati, dove non vige nessuna regola.... La mia paura + grande è l'eventuale confisca della moto!!!!!

COMPLIMENTI MIMO!!!!!!!!!!!!!!!
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Vecchio 27-11-2008, 23:50   #19
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Messaggi: 4,060
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Che avventura incredibile, per di più affrontata in solitaria!

E' un report fantastico, e completissimo... aspetto trepidante il prosieguo!

Complimenti assoluti, sei un grande!
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IrishCoffee --->The IrishBike!<--- STV member
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Vecchio 27-11-2008, 23:55   #20
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nn ho parole....sei il migliore....
con un monocilindrico poi....

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