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Discussione: TCP al Metzeler Interact Challenge in Spagna: il Report

  1. #1
    Amministratore L'avatar di Marco Manila
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    TCP al Metzeler Interact Challenge in Spagna: il Report

    Ciao ragazzi, come immagino saprete già Triumphchepassione nella persona del suo fondatore è stato invitato al Metzeler Interact Challenge che si è tenuto in Spagna dal 30 al 1 Aprile 2011.


    Come promesso ecco il report dell’ evento, certo che alcuni di voi lo gradiranno.

    Il viaggio
    L’ avventura comincia per me mercoledì 30 Marzo molto presto: il volo verso Madrid, prima tappa del trasferimento, parte da Bologna alle ore 7 in punto, e per stare sul sicuro parto di casa verso le 4.30, dopo sole 2 ore di sonno (o per meglio dire “tentato riposo” vista l’ adrenalina già in circolo!).

    So che su questo volo c’è un altro “collega” perché la direzione Metzeler me l’ ha anticipato, ma non sapendo chi sia mi guardo attorno e vedo tra gli altri in attesa un ragazzo con un trolley Ducati e penso “E’ lui il mio uomo, sarà un Mod del Forum Ducati!”. Decido però per il momento di stare sulle mie per non fare figuracce, e faccio bene, visto che dopo pochi minuti ne arriva un altro, e poi altri 2, questi ultimi però con trolley Pramac… Vista la stanchezza decido di non attaccare bottone per il momento, lo farò magari una volta arrivati a Madrid. Li scopro però che i ragazzi sono sicuramente diretti altrove, visto che tra di loro appare Vittoriano Guareschi…

    Un piccolo aereo della compagnia Iberia (di quelli 2+2 per fila) decolla puntuale, e dopo pochi minuti io sono già circondato da “ombrelline Girls”, nel mondo dei sogni.



    Mi risveglio dopo qualche mezzora con la bellissima voce della hostess che in spagnolo mi chiede se voglio un caffè: il tempo di berlo e siamo già nel gigantesco aeroporto di Madrid, che fa sembrare quello di Bologna un plastico di Porta a Porta.
    Al momento di scendere non avendo mai fatto uno scalo mi sorge un dubbio: devo ritirare la valigia e rifare il check-in per il prossimo volo che mi porterà ad Alicante o no? …se non lo faccio rischio di non trovare la valigia a Alicante, senza tuta ne cambi! Panico!
    Non sono però l’ unico ad avere questo dubbio: due file più indietro sento un ragazzo che fa la stessa domanda a uno dei ragazzi Ducati, ascolto interessato e scopro che come penso non è necessario, e scopro anche che quel ragazzo và ad Alicante, proprio alla Metzeler Interact Challenge.

    Scendiamo insieme e facciamo amicizia (è facile in terra straniera farlo) e scopro così che si chiama Marco e lavora per Pneus2000, un grossista di pneumatici molto importante, ed è di Riccione, pensa te! Dopo un paio di ore siamo sul volo per Alicante, un comodissimo aereo della Iberia (3+3 questa volta!) .dove noto anche altri ragazzi dalla faccia da motociclisti e un paio di responsabili Metzeler, tra cui l’ amico Matteo Giusti In 45 minuti siamo a destinazione.

    All’ uscita dell’ aeroporto come nei film una bella ragazza ci aspetta con in mano un cartello con il logo METZELER, ci accompagna al nostro bus che in circa un’ ora ci porta al nostro Hotel, una grandissima struttura immersa in un parco da golf… Sul bus ho modo di familiare un po’ con gli altri ragazzi, e scopro che sono presenti Tingavert, Daidegas, Pompone, CBR600.it, Bandit.it, Smanettoni, Fireblade,it e altri “colleghi” e le chiacchiere di certo non mancano tra noi.

    Appena giunti all’ Hotel facciamo check-in buttiamo le valigie e ci rilassiamo un’ oretta nella SPA della struttura, giusto per recuperare un po’ di energie: dopo un’ ora scatta l’ aperitivo con lo Staff Metzeler e subito dopo il briefing della manifestazione, che precede la cena, probabilmente la parte più bella della giornata per via dello spessore dei personaggi che sono al mio tavolo, tra cui due tecnici Metzeler che con le loro risposte alle nostre domande ci fanno pendere dalle loro sapienti labbra. Dopocena a letto presto, ci aspetta una giornata intensissima!

    Le protagoniste: Interact Z8, M5 e K3
    L' evento Metzeler Interact Challenge che ci ha portati in Spagna ruota attoro a tre sigle: Z8, M5 e K3. Queste sono infatti le gomme della gamma Interact che siamo venuti a provare, per cercare di capirne le differenze ed apprezzarne le sfumature. Per capire meglio di cosa parliamo ecco un video introduttivo:

    YouTube Video
    ERROR: If you can see this, then YouTube is down or you don't have Flash installed.


    Per chi volesse approfondire ecco invece alcuni link:
    Interact Z8 - Interact M5 - Interact K3


    La giornata al Cartagena Circuit
    La giornata arriva prestissimo: sveglia alle 6 e 45, rapida colazione all’ europea a scelta tra cappuccio e briosche o salame, bacon e formaggio (alcuni hanno mischiato il tutto allegramente, non lo nascondo…). Il tempo di fare check-out dll’ hotel e siamo già in viaggio verso il Circuito di Cartagena!



    La pista si presenta subito bene, grazie al bellissimo colpo d’ occhio dato dalle bellissime moto esposte in fila nel paddock:




    Due foto al volo alle più belle e siamo già dentro al box Metzeler, attrezzato con DJ, angolo di ristoro permanente e personalizzato con i loghi del marchio e le tre gomme protagoniste dell’ evento, la Z8, la M5 e la K3.






    Nella parte esterna ci attendono invece le moto più pistaiole in perfetta forma grazie alle cure dei tecnici Metzeler.




    Ci cambiamo al volo indossando le tute in pelle e inizia subito il briefing, diviso tra strada e pista: 10 persone infatti inizieranno con i turni in pista, mentre gli altri 10 faranno il giro in strada. Io sono tra i primi, e con piacere, vista la temperatura perfetta in mattinata, non caldissima.


    Metzeler: la prova in pista
    Nel briefing dedicato alla pista lo Staff ci mostra i punti difficili della pista, raccomandandoci di non esagerare qui e li, per non incappare in facili cadute. Ci tocchiamo le parti basse e in 5 minuti siamo già col casco in testa e i guanti ben allacciati davanti alle 8 moto disponibili.


    Il mio piano, visto che da un po’ di tempo non giro in pista (e anche in strada, visto il clima disastroso di questo inverno) era di entrare al primo turno con una moto facile e poco potente, e le M5, le gomme più versatili e meno estreme, in modo da riabituarmi con facilità alla guida in pista. In 6 secondi però mi vengono rubate sotto al naso la Kawa ZX6-R e il Suzuki GSXR750, e rimane libera praticamente solo la Ymaha R1! Alla faccia dei miei piani mi ritrovo quindi con una moto a 4 cilindri con oltre 160cv dotata di gomme extramorbide e belle nervosette, l’ opposto di quello che volevo! Vabbè, per forza di cose accetto la cosa e salgo sulla SBK giapponese, preparato a darle del lei per non rovinarmi la giornata.

    Il tester Miguel fa cenno di accentere i motori, mi posiziono al penultimo posto per non sentire la pressione dei miei 4 compagni di avventura sul collo, infilo la prima e parto, molto agitato anche perché ho visto la pista solo un paio di volte su youtube e su un a4 stampato, cosa che ovviamente non mi aiuta, specialmente quando scopri che la pista che immaginavi piattissima si rivela un piccolo Mugello, con le sue belle curve cieche in discesa e rampini quasi da trial!

    Nella mia testa un solo pensiero fisso mi assilla: “Non devi essere il primo coglione che cade!”. Questo fa si che il mio polso destro funzioni molto meglio del complicatissimo sistema di gestione elettronico della BMW S1000 RR: il risultato è un turno faticosissimo, dal cui esco con molto male a i polsi, alle braccia e alle gambe, per via della posizione contratta, innaturale e tesa, e in cui mi sono divertito pochissimo: nonostante io guidi in modo molto delicato e dosando moltissimo le aperture del gas la R1 risponde con reazioni un po’ brusche, e le mie prestazioni non mi permettono di seguire i primi della fila, troppo rapidi per me al momento. Non sono ultimo, ma ammetto di aver girato come un chiodo. Nonostante questo sono molto contento: sono riuscito a rimanere in piedi, e ho capito che la pista gira in senso orario… Apparte gli scherzi, perlomeno il turno è servito a capire come sono le varie curve e ipotizzare alcune traiettorie e i punti delle staccate, dati che mi torneranno utili i prossimi turni. Non oso vedere le foto del fotografo perchè il ginocchio ha strisciato solo sulla carena della R1 (l’ asfalto non l’ ha nemmeno visto da vicino) ma non mi demoralizzo.


    Esco dalla pista (a volte 20 minuti passano che sembrano 5…) e la prima cosa che dico ai miei colleghi è “ Non toccate la zx6-R o vi buco le gomme!”. Annuiscono un po’ sorpresi, ma ottengo quello che voglio. Dopo di noi entrano gli altri 5 colleghi, e i 20 minuti successivi sono preziosissimi per scambiare opinioni tra di noi su moto, gomme e pista.
    Neanche ce ne accorgiamo che è già ora di rientrare! Mi fiondo sulla kawa con i denti in vista pronto a tutto per averla, rimetto casco e guanti e si riparte! La moto è più leggera, facile e docile rispetto alla R1, molto più intuitiva insomma, e giro dopo giro il mio feeling con la pista aumenta, al punto che posso tenere il passo dei più veloci con un po’ di sforzo: di certo nei punti più veloci la strapotenza dei 1000 si nota, ma sul guidato posso dire la mia. Certo, raddrizzo un paio di curve perché gli arrivo sotto con troppa foga, ma non esagero mai e complici le fantastiche M5 mi diverto moltissimo, consumando le saponette con grande soddisfazione personale sperando che il fotografo colga qualche bello scatto tra il poco materiale disponibile…

    Esco sudato come un makako, ma felice e sorridente: il mix moto e gomme ha funzionato alla perfezione! Dopo un nuovo scambio di opinioni con gli altri dove viene fuori che la pista è molto tecnica per tutti, che la BMW è la moto più ambita e che la K3 è la gomma perfetta per la guida in pista, abbinata alla giusta moto.


    Arriva il momento del terzo e ultimo turno della giornata: a questo punto mi concentro sulla comparazione delle due gomme disponibili, e visto che ho appena provato le M5 la scelta obligata è la K3, più morbida e reattiva. Per non rifare l’ errore del primo turno mi oriento sulla Suzuki gsx-r750, anche se la bellissima BMW s1000 r mi tenta non poco, ma per fortuna monta le M5 e desisto, anche perché non voglio trovarmi con un’ altra belva ingestibile, anche se i miei colleghi mi hanno detto che grazie ai controlli elettronici la moto tedesca è molto facile da portare in pista.

    La scelta non può essere più azzeccata: apparte il piccolo fastidio dell’ effetto on-of molto marcato la moto è leggera come una 600, molto genuina e sincera nelle reazioni e offre un maggiore spunto in uscita di curva grazie ai 150 cc extra. Queste caratteristiche, la maggiore esperienza e scioltezza acquisita durante la mattinata e l’infinito grip delle K3 fanno si che i “fantini” più veloci non prendano il largo come successo nelle sessioni precedenti. Verso la fine del turno addirittura riesco a passarli entrambi, con grande soddisfazione, ma probabilmente solo perchè stanchi o per via di un errore del primo: l’ ultimo turno e il primo di fatto non sembrano nemmeno stati fatti dalla stessa persona, e questo la dice lunga su quanto possa incidere in termini di guida l’ abbinamento della giusta gomma sulla propria moto.



    Peccato non aver avuto a disposizione la Daytona, strisciata qualche giorno prima da un misterioso giornalista: una foto col lato integro non me la toglie nessuno però!


    Il turno finisce e ci cambiamo, ma purtroppo veniamo a sapere che un amico è appena caduto con la BMW: fisicamente stà bene, non ha danni, ma la forte botta in testa presa gli ha provocato una amnesia. Ce ne accorgiamo subito perché una volta arrivato nel box, con le sue gambe per fortuna, non riconosce nessuno di noi, nemmeno me con cui ha parlato a lungo il giorno prima: credo che sia abbastanza normale dopo una botta, ma il fatto che continui a ripetere due o tre domande (“Perché non avete la tuta?” e “Che moto guidavo?” ad esempio) pur ricevendo sempre accurate risposte mi aveva fatto preoccupare. La presenza di una infermiera nel circuito però rassicura un po’ tutti, ma per scrupolo viene mandato in ospedale per una TAC, che poi risulterà a posto. Purtroppo per lui però non si ricorderà gran che della giornata stessa, oltre a frammenti di quella precedente. Poteva però andare decisamente peggio, quindi va bene così. Per quanto riguarda le sorti della BMW ecco le foto: niente di grave come vedete.


    Vista l’ ora veniamo invitati a raggiungere il ristorante della pista per il pranzo, situato in una collinetta a pochi metri dalla stessa, dove si gode di un panorama fantastico sulle ultime curve prima del rettilineo. Una volta raggiuntolo però scopriamo che il gruppo di colleghi usciti in mattinata per la prova stradale è in “brutta compagnia”: sono infatti con loro due agenti della “Guardia Civil” con le loro BMW. Dopo un breve consulto scopriamo che 6-7 di loro hanno infranto il codice stradale più o meno gravemente, e quindi sono state fatte alcune multe, anzi, come dicono in spagna “Denuncia per guida temeraria”, termine che suona molto simpatico, ma che nasconde un ingente esborso economico e probabilmente la perdita di qualche punto… Ecco le foto rubate:







    Metzeler: la prova su strada
    Dopo il pranzo è arrivato per me e i miei colleghi il momento della prova su strada: le due gomme disponibili in questo caso sono le M5 e la Z8, una gomma dalle caratteristiche più turistiche rispetto alle altre, ma sempre sportiva. Per la prova sono disponibili una decina di moto di varie marche: vista la lunghezza della prova (circa 100 km) mi impongo di provarne almeno 4 o 5, per capire meglio il comportamento di tutte le coperture sulle varie tipologie di moto, anche se non conoscendo quasi nessuna delle moto da me scelte mi sarà difficile capire se il comportamento percepito è maggiormente influenzato dalle gomme o dall’ impostazione delle moto stesse, anche perché non sono e non voglio nemmeno presumere di avere la sensibilità e le capacità di valutazione di un vero tester.

    Il giro inizia, e io non posso che iniziare con la moto che mi attrae di più, e che nonostante io abbia avuto possibilità di provare in altre occasioni non sono mai riuscito prima, e cioè la Speed 2011! La moto è bianca, senza cupolino, ed è equipaggiata con le M5: personalmente già prima di provarla sapevo che queste gomme si sarebbero rivelate più che perfette per la Speed, e la guida su strada non tarda a confermare questa mia teoria. La moto è infatti svelta nello scendere in piega e mostra un grip ottimo anche sui difficili e variabili asfalti cittadini. Una volta raggiunte le montagne circostanti il connubio moto/M5 dimostra di essere perfetto: l’ appoggio è sicuro, la guida intuitiva e non c’è il minimo sentore di mancanza di maggiore grip, nemmeno quando forziamo un po’ il ritmo. Dopo qualche km il gruppo si ferma in una piazzola sovrastante una bella curva, dove lo Staff ci attende per il photoshooting: siamo cioè invitati a scegliere una moto e a percorrere avanti e indietro questa curva per ben 3 volte davanti al fotografo, per un totale di 6 foto. Ecco il risultato:




    L’ operazione ci tiene fermi sotto al sole per 20 minuti, ma è molto divertente e ci fa sentire dei veri tester. Quando tutto è fatto si riparte: la strada è pulita, il sole splende e visto che siamo tutti motociclisti abbastanza esperti il ritmo fa presto ad alzarsi. Peccato che io non abbia più sotto al sedere la Speed, ma l’ abbia barattata per una BMW f800r dotata delle Z8: la moto esteticamente non mi piace, ma devo ammettere che si guida molto bene, e complici le ottime coperture si fa sbattere da una curva all’ altra con facilità, anche grazie alla ciclistica amichevole ed intuitiva. Peccato solo per il motore, che ho trovato fiacco e scarsamente incisivo: raramente mi sono trovato a guidare con il gas a fondo corsa per così tanto tempo… Fossi in BMW toglierei quella R, anche se probabilmente non è intesa come “Racing”. Il prossimo che oserà paragonarla alla Street dovrà vedersela con me…

    Dopo una decina di km però il pomeriggio prende la piega della mattinata: un collega più avanti di me di 2 moto in uscita da una curva medio/veloce perde improvvisamente il controllo del mezzo e esce fuori strada!
    Mi fermo, metto il cavalletto al volo e per fortuna si capisce subito che non si è fatto niente di serio: è in piedi, e al di là di una escoriazione all’ avambraccio (la tuta si è scucita nell’ impatto con l’ asfalto) e di una botta alla spalla è ok. Alla fine è più l’ incazzatura che il resto! La moto, una FZ1, è inutilizzabile, quindi viene caricata sul furgone scopa che ci segue.


    Proseguiamo con il giro con più calma, dopo lo spavento, e ne approfitto per tornare alle M5: per farlo chiedo all’ apripista la sua Kawa z1000sx dandogli in cambio il mio BMW. Accetta subito, tanto quello li sarebbe imprendibile anche con un Booster 50 .
    Dopo il piccolo BMW trovo la Kawa iperveloce! Il suo 4 cilindri, la protezione dall’ aria e la posizione di guida ne fanno un caccia terra terra! In un paio di occasioni dove la strada lo permetteva in sicurezza ho tirato le marce fino alla 4° e non vi dico che velocità ho toccato, con una facilità disarmante! Le M5 ovviamente non hanno nessun problema a gestire il tutto.

    Breve tappa per caffè e coca cola (niente cerveza per adesso, meglio evitare…) due chiacchiere sull’ accadduto e siamo pronti per ripartire. Cambio ancora moto, ce n’è una che mi incuriosisce da quando è uscita sul mercato e non me la voglio perdere: è strana, lunga, strabica, ha un motore 4 cilindri tutto steso e orientato verso la ruota anteriore che la rendono unica, non bella ma affascinante per via di alcune soluzioni tecniche. E la BMW k1300r. E’ mia ora! Inserisco la prima e parto, un po’ titubante (chissà che coppia avrà, penso). Come l’ ho sempre immaginata è veloce e si guida sostanzialmente bene, ma a me incute un po’ di timore, e non mi molla mai l’ impressione che stia guidando un “camion” viste le dimensioni. Ad un certo punto entriamo in autostrada, l’ apripista scappa e io srotolo il comando del gas: la moto al salire dei giri accelera sempre più forte, toccando velocità da paura in pochi secondi.
    Non è brutale, ma impressiona di certo. Ecco, in questo caso io avrei preferito provare la moto con le K3, che probabilmente avrebbero potuto donarle una maggiore agilità nel misto, e ovviare all’ inerzia del lunghissimo passo.

    Il pomeriggio volge al termine, e c’è tempo di provare una sola moto: affianco un amico, gli faccio un gesto e già mette il cavalletto. Signori, la BMW S1000rr è sotto di me! Ovviamente monta anche questa le M5, ma nonostante esse vadano benissimo anche su strada non mi sono trovato bene, ma credo che tutta la colpa vada alla moto, non alle gomme: le dimensioni, la posizione di guida e tutto il resto sono troppo sportive per i miei gusti, e personalmente non credo che ci sia una gomma sul mercato che possa farmi piacere portare questo tipo di moto su strada, è troppo estrema! Dopo pochi km siamo di nuovo in circuito, c’è giusto il tempo di cambiarsi e fare qualche foto prima di partire per l’ Hotel.

    Eccomi con tutte le moto che ho provato su strada: metto la Speed al centro perchè per me è stata davvero la miglior moto del lotto, per prestazioni, semplicità di guida, motore, posizione di guida, e perchè no anche estetica. Lo dico non perchè Amministratore di TCP, ma dopo aver fatto un ragionamento razionale, perchè è il pachetto più completo ed equilibrato.


    In serata una piacevolissima cena chiuderà la manifestazione: partecipano anche i due sfortunati colleghi finiti in ospedale, che stanno molto meglio.
    Uno ad uno salutiamo i vari colleghi perché il giorno dopo partiremo in orari diversi per via di destinazioni diverse.

    Per chiudere il report ecco un pò di foto miste:

    Alcune delle moto disponibili per la prova su strada





    Da sinistra Domenico di Tingavert, io, Stelvio di Pompone e Nico di Real Bikes.



    Io con Machomax di Smanettoni.net



    Il pass VIP destinato ai partecipanti


    Aggiungo il fantastico video di Nicole Andreetto di Real Bikes:

    YouTube Video
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    Ringraziamenti

    Se non mi imponessi un rigoroso limite per i ringraziamenti per esperienze come questa dovrei aggiungere altre 50 righe di testo, ma visto che ormai sarete annoiati a morte cercherò di essere il più sintetico possibile: mi scuso con gli sicuramente non sarà presente in lista, ma eravamo tanti e mi ricorderò di tutti i nomi piano piano...

    Ovviamente non posso che partire da Matteo Giusti, Luca Zaccomer e tutto il gentilissimo Staff di Metzeler, l' accoglienza e la gentilezza sono state fantastiche.
    Non posso non ringraziare i colleghi dei Forum Tingavert (Domenico), Quelli dell’ Elica (Gianluca), Daidegas (Andrea), Pompone (Stelvio), Smanettoni (Massimiliano), CBR600.it, Fireblade.it (Luca), dei blog Bikers News (Fabio), Real Bikes (Nicola) e gli amici "gommisti" tra cui il grande Marco di Pneus2000 che mi hanno tenuto compagnia e con cui ho condiviso questa straordinaria avventura.

    Grazie a tutti dell’ attenzione.


    .
    Ultima modifica di Marco Manila; 14/04/2011 alle 14:45

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  3. #2
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    ...profonda invidia per l' esperienza, ma non posso che farti i complimenti Manila!

  4. #3
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    minchia quante cadute

    magari era meglio chiamare dei piloti professionisti




    bel report e bell'esperienza comunque, bravo boss



    PS: gagna non ce n'era?

    PPS:e piega con sta speed11 per dio
    -= Se la tua azienda (o quella per cui lavori) produce in Cina oppure e' interessata ad esportare, mandami un PM =-

  5. #4
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    bella esperienza ..e bel report..
    ma passiamo al sodo... che percentuale di sconto o quale convenzione hai strappato a metzler o pneus2000?..
    ovviamente scherzo.. battutaccia scaturita dall'invidia

  6. #5
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    complimenti boss , ottimo report

    caspita quante "scivolate"

  7. #6
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    foto di frittolina no ????????????????????????????
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    Don't worry #Roma.. We have a special place on the site for you. It's called 'Gangbang' Pornhub

  9. #8
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    Bellissimo report, complimenti......e anche un pò di sana invidiaaaaaa
    Odio "quasi" TUTTI gli scooteristi!!!!

  10. #9
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    foto di frittolina no ????????????????????????????
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  11. #10
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