emiliopablo
17/07/2010, 23:45
Dopo aver ripercorso (quasi) tutte le strade che più amavo fare con la Scrambler, stamattina ho portato la mia nuova T100 anche sul passo della Raticosa, a prendere un po’ di fresco e avere le ultime conferme per scrivere queste prime impressioni di guida ad uso e consumo degli indecisi che stanno pensando di acquistare una tra queste due MC, indubbiamente le più affascinanti.
Cercherò di essere schematico astenendomi da valutazioni estetiche, evidentemente soggettive.
Inizio dalla Scrambler e da ciò che più rimpiango. La posizione in sella per chi, come me, supera gli 1,80m di altezza, è più comoda rispetto alla Bonnie T100. Si stà appena più caricati in avanti col busto, grazie anche al manubrio largo, il giusto per alleggerire la zona lombare nei lunghi spostamenti e per contrastare meglio l’aria con la testa più abbassata. E poi quello sterzo largo ti fa sentire padrone della strada!
La Scrambler, pur restituendo qualche colpo secco alla schiena, sugli avallamenti improvvisi dell’asfalto o sulle buche, è anche più confortevole (grazie alle quote ciclistiche e sospensioni differenti) e più propensa ad assorbire le asperità rispetto alla Bonnie che da questo punto di vista, quando si superano i 100Km/h, non ne vuole sapere di stare incollata all’asfalto se quest’ultimo non è un panno da biliardo. Per contro, la Bonnie è insospettabilmente svelta in curva, stabile in piega (laddove la Scrambler tende a scomporsi non appena si forza un po’ sul misto), da fare invidia ad una giapponese. Le ruote strette della Bonnie la rendono veloce nei cambi di direzione e agile, supportando bene le velocità del misto di montagna dove non si rimpiangono affatto pneumatici più importanti. Tuttavia, anche tassello della Scrambler, sull’asciutto non mi ha mai messo soggezione e se la cava altrettanto bene.
Il vero punto di forza della Bonnie è il motore. In quinta, da 2000 giri tira alla grande fino alla zona rossa dello strumento. Al punto che in pianura la quarta non serve a nulla e si sfrutta un po’ solo sui tornanti di montagna: debbo dire che il Passo della Raticosa, pennellando le curve e senza velleità da record, in Bonnie si può fare tutto di quarta e quinta! Impensabile per la Scrambler (e anche per blasonate 600cc 4 cilindriche giapponesi…), dove la quinta non ha assolutamente tiro e la quarta è fondamentale per il lancio della moto anche sul misto veloce di pianura. Insomma, contrariamente a quanto si potrebbe ritenere guardando i dati tecnici, la Bonnie non è solo più potente, ma ha anche più ripresa e tiro della Scrambler, che, vuoi per la spaziatura del cambio, vuoi per la minor potenza, mi è parsa poco propensa a lavorare sotto coppia. Impressiona anche la fluidità del motore della Bonnie, che riprende senza strappi con un rombo molto gustoso già con le “bottiglie” di serie. La Scrambler, col suo manovellismo a 270 gradi, agli alti regimi assume quella classica pulsazione da macchina da cucire poco coinvolgente, mentre ai bassi regimi da spesso l’impressione, sottocoppia, di strappare un po’. Insomma, la Scrambler è più un trattorone, dove le sensazioni di guida mi sono parse studiate a tavolino per sposarsi al meglio con l’immagine trasgressiva che hanno voluto dare alla moto. Dal punto di vista della frenata, entrambe le moto hanno il posteriore con la tendenza a bloccare, motivo in più per usarlo solo nell’indispensabile (derapate in curva … :w00t::w00t::w00t:). Avanti, la Scrambler affonda di più ed è meno efficace nelle pinzate assassine, ma non è certo il genere di moto da staccate fumanti. Non lo è nemmeno la Bonnie, ma mi è parsa più stabile ed efficace nelle frenate improvvise, come peraltro lecito attendersi dalle quote minori. Ultimo aspetto, sono due moto molto divertenti, della Scrambler diverte la ciclistica, della Bonnie il motore, insomma non si scenderebbe mai di sella. Ultimo appunto sullo scarico della Scrambler, non scotta e non ci si scotta neanche in estate, se non fosse che il paracalore, al sole diventa rovente per colpa del sole e non degli scarichi. Con un jeans si evitano fastidi, ma non il calore sempre presente. La cosa più fastidiosa, però, è non poter serrare le ginocchia al serbatoio a velocità autostradali, cosa che affatica un po’ la gamba destra che deve contrastare l’aria.
Concludendo, sono ancora innamorato della Scrambler :wub:, ma razionalmente credo che la Bonnie, con piccoli aggiustamenti (ammortizzatori aftermarket con le contromolle!!!!) sia perfettamente in grado di non farmi rimpiangere la maggiore comodità della Scrambler, con il plus di un motore, mo ve lo dico, davvero godurioso!!!
That's all, folks!
Cercherò di essere schematico astenendomi da valutazioni estetiche, evidentemente soggettive.
Inizio dalla Scrambler e da ciò che più rimpiango. La posizione in sella per chi, come me, supera gli 1,80m di altezza, è più comoda rispetto alla Bonnie T100. Si stà appena più caricati in avanti col busto, grazie anche al manubrio largo, il giusto per alleggerire la zona lombare nei lunghi spostamenti e per contrastare meglio l’aria con la testa più abbassata. E poi quello sterzo largo ti fa sentire padrone della strada!
La Scrambler, pur restituendo qualche colpo secco alla schiena, sugli avallamenti improvvisi dell’asfalto o sulle buche, è anche più confortevole (grazie alle quote ciclistiche e sospensioni differenti) e più propensa ad assorbire le asperità rispetto alla Bonnie che da questo punto di vista, quando si superano i 100Km/h, non ne vuole sapere di stare incollata all’asfalto se quest’ultimo non è un panno da biliardo. Per contro, la Bonnie è insospettabilmente svelta in curva, stabile in piega (laddove la Scrambler tende a scomporsi non appena si forza un po’ sul misto), da fare invidia ad una giapponese. Le ruote strette della Bonnie la rendono veloce nei cambi di direzione e agile, supportando bene le velocità del misto di montagna dove non si rimpiangono affatto pneumatici più importanti. Tuttavia, anche tassello della Scrambler, sull’asciutto non mi ha mai messo soggezione e se la cava altrettanto bene.
Il vero punto di forza della Bonnie è il motore. In quinta, da 2000 giri tira alla grande fino alla zona rossa dello strumento. Al punto che in pianura la quarta non serve a nulla e si sfrutta un po’ solo sui tornanti di montagna: debbo dire che il Passo della Raticosa, pennellando le curve e senza velleità da record, in Bonnie si può fare tutto di quarta e quinta! Impensabile per la Scrambler (e anche per blasonate 600cc 4 cilindriche giapponesi…), dove la quinta non ha assolutamente tiro e la quarta è fondamentale per il lancio della moto anche sul misto veloce di pianura. Insomma, contrariamente a quanto si potrebbe ritenere guardando i dati tecnici, la Bonnie non è solo più potente, ma ha anche più ripresa e tiro della Scrambler, che, vuoi per la spaziatura del cambio, vuoi per la minor potenza, mi è parsa poco propensa a lavorare sotto coppia. Impressiona anche la fluidità del motore della Bonnie, che riprende senza strappi con un rombo molto gustoso già con le “bottiglie” di serie. La Scrambler, col suo manovellismo a 270 gradi, agli alti regimi assume quella classica pulsazione da macchina da cucire poco coinvolgente, mentre ai bassi regimi da spesso l’impressione, sottocoppia, di strappare un po’. Insomma, la Scrambler è più un trattorone, dove le sensazioni di guida mi sono parse studiate a tavolino per sposarsi al meglio con l’immagine trasgressiva che hanno voluto dare alla moto. Dal punto di vista della frenata, entrambe le moto hanno il posteriore con la tendenza a bloccare, motivo in più per usarlo solo nell’indispensabile (derapate in curva … :w00t::w00t::w00t:). Avanti, la Scrambler affonda di più ed è meno efficace nelle pinzate assassine, ma non è certo il genere di moto da staccate fumanti. Non lo è nemmeno la Bonnie, ma mi è parsa più stabile ed efficace nelle frenate improvvise, come peraltro lecito attendersi dalle quote minori. Ultimo aspetto, sono due moto molto divertenti, della Scrambler diverte la ciclistica, della Bonnie il motore, insomma non si scenderebbe mai di sella. Ultimo appunto sullo scarico della Scrambler, non scotta e non ci si scotta neanche in estate, se non fosse che il paracalore, al sole diventa rovente per colpa del sole e non degli scarichi. Con un jeans si evitano fastidi, ma non il calore sempre presente. La cosa più fastidiosa, però, è non poter serrare le ginocchia al serbatoio a velocità autostradali, cosa che affatica un po’ la gamba destra che deve contrastare l’aria.
Concludendo, sono ancora innamorato della Scrambler :wub:, ma razionalmente credo che la Bonnie, con piccoli aggiustamenti (ammortizzatori aftermarket con le contromolle!!!!) sia perfettamente in grado di non farmi rimpiangere la maggiore comodità della Scrambler, con il plus di un motore, mo ve lo dico, davvero godurioso!!!
That's all, folks!