Visualizza Versione Completa : Meno ore di lavoro in cambio del posto al figlio (proposta Nestlè), che ne pensate?
La proposta della Nestlè imbarazza i lavoratori della Perugina. Fa discutere l'idea di uno scambio con un giovane per chi riduce l'orario di lavoro. E per domani i sindacati hanno proclamato lo sciopero
Lo leggo dopo
Padri divisi nella fabbrica di cioccolato "Lascio il posto a mio figlio, anzi no" Il museo della cioccolata nella sede della Perugina
APPROFONDIMENTI
video
Riduci l'orario di lavoro? Ti assumo il figlio
di JENNER MELETTI
SAN SISTO (PERUGIA) - Un bicchiere di bianco al bar, a fine turno. "A me questa proposta piace. Mio figlio ha 29 anni e non trova nulla da fare. Un call center prima, la consegna di lettere per una posta privata, tutto il giorno in giro a sue spese per portare a casa venti euro quando va bene... Con la proposta della Nestlé, io avrei meno soldi ma anche meno ore di lavoro, e lui avrebbe finalmente uno stipendio, sia pure basso, e anche i contributi". Fa discutere molto, l'idea della Nestlé, di trasmettere quasi in via genetica parte del lavoro dei padri ai figli disoccupati. I sindacati, compatti, hanno già alzato le barricate, e dicono che "solo qualche disperato può accettare una cosa come questa". "Facendo i conti - dice Sara Palazzoli, della Flai Cgil - si scopre che tagliando lo stipendio del papà e chiamando al lavoro il figlio a paga ridotta, invece di produrre ricchezza "famo du poveri", creiamo due poveri".
L'uomo che beve il bianco non la pensa così. "Nessun nome, per favore. Qui ci conosciamo tutti e l'altro giorno in assemblea tutti abbiamo detto no alla Nestlé. Domani faremo anche sciopero. Ma io credo che per mio figlio entrare qui sarebbe un passo avanti. Sei assunto per pochi mesi ma intanto ti fai conoscere, e se la crisi passa hanno già il tuo nome". Anche A., una sua collega, vorrebbe lasciare una fetta di lavoro e di busta paga alla figlia. "Ho 57 anni, tagliare 10 ore alla settimana non sarebbe male. Il lavoro non è pesante ma si fanno i turni, giorno e notte. E poi la mia ragazza vorrebbe mettere su casa". "Quanti sono quelli che possono passare il lavoro ai figli? Noi - raccontano Andrea Rosigni e Marco Ballerani, della Rsu - non abbiamo nemmeno fatto i conti, tanto la proposta l'abbiamo respinta. Ma in questi ultimi anni quattrocento lavoratori, i più anziani, sono andati prima in mobilità e poi in prepensionamento (e fra di loro ci sono anche molti esodati). Noi pensiamo che l'età media sia sui trentacinque anni, e che i lavoratori che potrebbero chiamare qui i figli non siano più di una quindicina".
Voci diverse, e soprattutto numeri diversi, arrivano dal quartier generale della Nestlé a Milano. "A noi risulta - dice Gianluigi Toia, direttore Industrial Relation della multinazionale - che l'età media di chi è assunto a tempo pieno e indeterminato (è a loro che facciamo la nostra proposta) sia di 50 anni. E secondo i nostri conti sono almeno 100 i figli dei dipendenti che potrebbero entrare in azienda. La Perugina è una fabbrica di cioccolato, e il prodotto, per essere venduto, deve essere fresco. Per questo abbiamo bisogno di più gente in un periodo più limitato, quello prima della consegna. Ci sono operai che aspettano la pensione e con le nuove leggi non possono riposare.
Allo stesso tempo impediscono l'ingresso di forze fresche. Perché non chiedere loro di ridurre le ore settimanali da quaranta a trenta, con la possibilità di offrire uno stipendio ai loro figli? Si fa presto a fare i conti: il padre perde il 25% del salario ma il figlio ha uno stipendio pari al 75% di quello a tempo pieno. In pratica, in una famiglia, invece di uno stipendio ne arriva uno e mezzo".
Non si fermerà a Perugia, la proposta della Nestlé. "In Italia - dice Gianluigi Toia - abbiamo 5.600 dipendenti e fra di loro, anche qui in centrale, ci sono quelli che sognavano di andare a casa a 55 anni e invece debbono aspettare una decina d'anni. Anche a loro faremo discorsi simili a quelli di Perugia, magari non legati soltanto al passaggio dai padri ai figli. Potranno fare anche i tutor dei giovani, seguirli nei primi mesi... L'accusa di fare entrare in azienda solo i figli dei dipendenti? Non è automatico. Chi accetta la riduzione d'orario chiede l'ingresso del ragazzo ma saremo noi a valutare. Se non va bene, il figlio resta a casa, il padre continua a lavorare al 100% e tutto è come prima".
Entri nella "Fabbrica del cioccolato" - nata nel 1907 - e sembra davvero di essere dentro un film. Chi visita il museo storico (ingresso 5 euro) cammina su una lunga passerella che dall'alto mostra ogni momento della lavorazione. Nastri trasportatori pieni di Baci Perugina, cioccolatini che vengono messi nelle scatole da ragazze e signore con grembiule bianco... Per gli operai la fabbrica è stata anche un sogno. Ci sono l'asilo nido, il centro estivo per i figli dei dipendenti che chiude soltanto quando finisce il turno in fabbrica, alla mensa puoi scegliere fra tre primi e tre secondi. Ci sono anche i polipetti al guazzetto e il tutto costa 60 centesimi di euro. "E adesso - raccontano gli operai Alessio e Loris - questa grande multinazionale salta fuori con questa proposta degna di un supermercato. Compri due, paghi uno, solo che qui tutto è rovesciato. Paghi uno e fai lavorare due. E non è solo questione di stipendio: se accetti, ti mangi anche un bel pezzo di pensione. Questo è un discorso da bottegai, non da multinazionale".
Più che rabbia, c'è delusione. "I lavoratori - dice Sara Palazzoli - si sentono messi da parte, come se da 105 anni non contribuissero a fare grande la Perugina. Credo che il passaggio padre-figlio sia solo uno specchietto per le allodole. Nello stesso piano la Nestlé ha proposto cose ben più pesanti. Per la bassa stagione, da marzo a giugno, ha chiesto i contratti di solidarietà. Si lavora meno, si lavora tutti, e si porta a casa il 40% in meno. Quando la produzione si alza, ecco allora l'orario 6 per 6, sei ore al giorno per sei giorni. Così lavori anche il sabato e non ti pagano lo straordinario. Resti in fabbrica per 36 ore e per essere pagato le 40 del contratto devi metterci tu quattro ore di ferie. Anche in passato abbiamo accettato contratti come il 6 per 6, ma solo per certi reparti, come le uova di Pasqua, che avevano bisogno di crescere. Ora si vogliono soltanto tagliare i costi. E non si fanno progetti veri. La Nestlé investe 500 milioni nel caffè in cialde in Spagna, Inghilterra e Germania, e nulla qua da noi. Queste sono le cose da discutere". Finisce un altro turno. "Non voglio rinunciare ai miei diritti", dice Gianna. "A mio figlio continuerò a passare parte del mio stipendio". C'è ancora orgoglio, nella fabbrica del cioccolato. "Ma lo sa che i Baci si fanno a colata, non con lo stampo? Lo sa che nessuno è uguale all'altro?".
Padri divisi nella fabbrica di cioccolato "Lascio il posto a mio figlio, anzi no" - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it (http://www.repubblica.it/economia/2012/07/25/news/perugina_posto_figlio-39654472/?ref=HREC1-3)
che ne pensate?
tonidaytona
25/07/2012, 12:25
io penso che al solito si fara' molta disinformazione.
e molta propaganda sindacale.
la Nestle' si rompera' le palle e andra' a fare il cioccolato in Serbia dove per una proposta del genere ti fanno ponti d'oro.
bi_andrea_elle
25/07/2012, 12:30
A me, vista e letta così, non sembra male come proposta..
emidio_speed
25/07/2012, 12:33
io penso che sarebbe meraviglioso. In fondo i genitori (che davvero si sentono tali), alla fine vivono una vita votata ai figli... Il più delle volte i famosi "sacrifici" si fanno soprattutto per la prole. Tenendo conto del fatto che oggigiorno la cosa più preziosa è il posto di lavoro, credo che qualsiasi genitore vorrebbe una cosa del genere per un proprio figlio. Dico ancora di più: mi piacerebbe che già il contratto di lavoro prevedesse in origine questa scelta, proprio come si fa con la destinazione del tfr.
io penso che al solito si fara' molta disinformazione.
e molta propaganda sindacale.
la Nestle' si rompera' le palle e andra' a fare il cioccolato in Serbia dove per una proposta del genere ti fanno ponti d'oro.
Un azienda come la Nestlè (azienda senza scrupoli; tanto per citarne un paio BOICOTTIAMO LA Nestl (http://www.tmcrew.org/csa/l38/multi/nestle.htm) --- Antibufala (http://www.attivissimo.net/antibufala/nestle_etiopia/nestle_etiopia.htm)) non si farebbe problemi a farlo ugualmente...indipendentemente dall'esito della proposta...
la mia domanda è: accettereste una proposta del genere???? indipendentemente dall'azienda che la propone
io penso che sarebbe meraviglioso. In fondo i genitori (che davvero si sentono tali), alla fine vivono una vita votata ai figli... Il più delle volte i famosi "sacrifici" si fanno soprattutto per la prole. Tenendo conto del fatto che oggigiorno la cosa più preziosa è il posto di lavoro, credo che qualsiasi genitore vorrebbe una cosa del genere per un proprio figlio. Dico ancora di più: mi piacerebbe che già il contratto di lavoro prevedesse in origine questa scelta, proprio come si fa con la destinazione del tfr.
giusto in parte secondo me, non si creerebbe così un mercato di lavoro chiuso in cui chi non è figlio di un dipendente non può entrare????
Non ho avuto il tempo per leggere tutto ma,cosi' come è scritto,non mi da nessun fastidio,anzi...se ho ben capito non è un obbligo ridursi le ore ma un'opportunita' per far lavorare il figlio...qual è il problema??
la proposta non è affatto male:
ridurre l'orario di lavoro (e stipendio) per far spazio ad altri.
caxxo è l'unica strada per risolvere se ci pensate.
che la questione siano o meno i figli, quello è accessorio.
ma lavorare di meno per fare lavorare anche altri è ottimo
Non ho avuto il tempo per leggere tutto ma,cosi' come è scritto,non mi da nessun fastidio,anzi...se ho ben capito non è un obbligo ridursi le ore ma un'opportunita' per far lavorare il figlio...qual è il problema??
giusto in parte secondo me, non si creerebbe così un mercato di lavoro chiuso in cui chi non è figlio di un dipendente non può entrare????
più che problema a me viene il dubbio sopracitato
la proposta non è affatto male:
ridurre l'orario di lavoro (e stipendio) per far spazio ad altri.
caxxo è l'unica strada per risolvere se ci pensate.
che la questione siano o meno i figli, quello è accessorio.
ma lavorare di meno per fare lavorare anche altri è ottimo
il problema è che anche a stipendio pieno non si arriva a fine mese
il problema è che anche a stipendio pieno non si arriva a fine mese
beh, meglio di un calcio in bocca.
poi il discorso che fai non deriva solo dallo stipendio monetario, ma dal potere d'acquisto.
anche millemila euro al mese potrebbero non bastare, bisogna lavorare su altri fronti.
per quello che è la società oggi, vedo molto più intelligente DARE una posizione sociale a 2 persone (dandogli un lavoro) che dare un singolo stipendio alto.
oggi senza un lavoro non sei un caxxo, non hai identità
macheamico6
25/07/2012, 12:51
.
Sembrerebbe una proposta interessante.
E in ogni caso la scelta starebbe al dipendente.
Purtroppo credo che ci sarebbe chi ci vedrebbe del torbido
e contesterebbe minacciando scioperi,
quand'anche un datore di lavoro
decidesse di elargire ai suoi dipendenti una gratifica una tantum.
Non sò se mi sono spiegato ...
HornetS2000
25/07/2012, 12:53
No.
Non accetterei, perchè per il mio modo di pensare è immorale. Far leva sulla necessità delle famiglie, di un genitore che sente l'obbligo verso un figlio adulto che di adulto ha solo l'età ma non la possibilità di vivere davvero una vita da adulto.
Mi fa schifo la nestlè e quelli come il signor Troia citato nell'articolo, che con arroganza si pongono come benefattori. Sono solo e sempre dei meschini sfruttatori delle difficoltà altrui, leggendo l'articolo mi sembrava di scorrere le pagine de "La Cittadella" di Cronin.
Comunque ... ho detto che non accetterei. Alla fin fine, costretto dalla necessità nei confronti di un figlio, immagino lo farei.
Ed un'altra cosa: le mercanzie nestlè/perugina e quant'altro d'ora in avanti le ignorerò. Vadano pure a produrre in albania o dove parrà loro meglio.
beh, meglio di un calcio in bocca.
poi il discorso che fai non deriva solo dallo stipendio monetario, ma dal potere d'acquisto.
anche millemila euro al mese potrebbero non bastare, bisogna lavorare su altri fronti.
per quello che è la società oggi, vedo molto più intelligente DARE una posizione sociale a 2 persone (dandogli un lavoro) che dare un singolo stipendio alto.
oggi senza un lavoro non sei un caxxo, non hai identità
.
Sembrerebbe una proposta interessante.
E in ogni caso la scelta starebbe al dipendente.
Purtroppo credo che ci sarebbe chi ci vedrebbe del torbido
e contesterebbe minacciando scioperi,
quand'anche un datore di lavoro
decidesse di elargire ai suoi dipendenti una gratifica una tantum.
Non sò se mi sono spiegato ...
avete ragione ma la meritocrazia va a farsi benedire???????? perchè deve entrare a lavorare lì un mio amico, che magari sa fare meno di me, solo perchè è figlio di un dipendente?
Erikuccia
25/07/2012, 12:55
Non è male.
Pensare che a 50 e rotti anni ho qualche chance di ridurre l'orario di lavoro per arrivare (forse) alla pensione a 65 non mi spiace come idea.
Se poi l'età pensionabile si sposta, beh, meglio ancora.....
Personalmente comunque, se la situazione resta tale, consiglierei vivamente a mia figlia di cercare lavoro all'estero e non qui in Italia
simotrone
25/07/2012, 13:08
Per me la proposta possono farla.
Più che altro mi sembra che denoti quanto gliene frega di avere manodopera qualificata.
Se fossi un figlio di un operaio di quella zona, credo muoverei parecchio le chiappe per cercarmi un posto migliore dove lavorare ...
Se fossi genitore vorrei mio figlio si facesse la sua strada senza una roba del genere.
La proposta della Nestlè imbarazza i lavoratori della Perugina. Fa discutere l'idea di uno scambio con un giovane per chi riduce l'orario di lavoro. E per domani i sindacati hanno proclamato lo sciopero
Lo leggo dopo
Padri divisi nella fabbrica di cioccolato "Lascio il posto a mio figlio, anzi no" Il museo della cioccolata nella sede della Perugina
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Riduci l'orario di lavoro? Ti assumo il figlio
di JENNER MELETTI
SAN SISTO (PERUGIA) - Un bicchiere di bianco al bar, a fine turno. "A me questa proposta piace. Mio figlio ha 29 anni e non trova nulla da fare. Un call center prima, la consegna di lettere per una posta privata, tutto il giorno in giro a sue spese per portare a casa venti euro quando va bene... Con la proposta della Nestlé, io avrei meno soldi ma anche meno ore di lavoro, e lui avrebbe finalmente uno stipendio, sia pure basso, e anche i contributi". Fa discutere molto, l'idea della Nestlé, di trasmettere quasi in via genetica parte del lavoro dei padri ai figli disoccupati. I sindacati, compatti, hanno già alzato le barricate, e dicono che "solo qualche disperato può accettare una cosa come questa". "Facendo i conti - dice Sara Palazzoli, della Flai Cgil - si scopre che tagliando lo stipendio del papà e chiamando al lavoro il figlio a paga ridotta, invece di produrre ricchezza "famo du poveri", creiamo due poveri".
L'uomo che beve il bianco non la pensa così. "Nessun nome, per favore. Qui ci conosciamo tutti e l'altro giorno in assemblea tutti abbiamo detto no alla Nestlé. Domani faremo anche sciopero. Ma io credo che per mio figlio entrare qui sarebbe un passo avanti. Sei assunto per pochi mesi ma intanto ti fai conoscere, e se la crisi passa hanno già il tuo nome". Anche A., una sua collega, vorrebbe lasciare una fetta di lavoro e di busta paga alla figlia. "Ho 57 anni, tagliare 10 ore alla settimana non sarebbe male. Il lavoro non è pesante ma si fanno i turni, giorno e notte. E poi la mia ragazza vorrebbe mettere su casa". "Quanti sono quelli che possono passare il lavoro ai figli? Noi - raccontano Andrea Rosigni e Marco Ballerani, della Rsu - non abbiamo nemmeno fatto i conti, tanto la proposta l'abbiamo respinta. Ma in questi ultimi anni quattrocento lavoratori, i più anziani, sono andati prima in mobilità e poi in prepensionamento (e fra di loro ci sono anche molti esodati). Noi pensiamo che l'età media sia sui trentacinque anni, e che i lavoratori che potrebbero chiamare qui i figli non siano più di una quindicina".
Voci diverse, e soprattutto numeri diversi, arrivano dal quartier generale della Nestlé a Milano. "A noi risulta - dice Gianluigi Toia, direttore Industrial Relation della multinazionale - che l'età media di chi è assunto a tempo pieno e indeterminato (è a loro che facciamo la nostra proposta) sia di 50 anni. E secondo i nostri conti sono almeno 100 i figli dei dipendenti che potrebbero entrare in azienda. La Perugina è una fabbrica di cioccolato, e il prodotto, per essere venduto, deve essere fresco. Per questo abbiamo bisogno di più gente in un periodo più limitato, quello prima della consegna. Ci sono operai che aspettano la pensione e con le nuove leggi non possono riposare.
Allo stesso tempo impediscono l'ingresso di forze fresche. Perché non chiedere loro di ridurre le ore settimanali da quaranta a trenta, con la possibilità di offrire uno stipendio ai loro figli? Si fa presto a fare i conti: il padre perde il 25% del salario ma il figlio ha uno stipendio pari al 75% di quello a tempo pieno. In pratica, in una famiglia, invece di uno stipendio ne arriva uno e mezzo".
Non si fermerà a Perugia, la proposta della Nestlé. "In Italia - dice Gianluigi Toia - abbiamo 5.600 dipendenti e fra di loro, anche qui in centrale, ci sono quelli che sognavano di andare a casa a 55 anni e invece debbono aspettare una decina d'anni. Anche a loro faremo discorsi simili a quelli di Perugia, magari non legati soltanto al passaggio dai padri ai figli. Potranno fare anche i tutor dei giovani, seguirli nei primi mesi... L'accusa di fare entrare in azienda solo i figli dei dipendenti? Non è automatico. Chi accetta la riduzione d'orario chiede l'ingresso del ragazzo ma saremo noi a valutare. Se non va bene, il figlio resta a casa, il padre continua a lavorare al 100% e tutto è come prima".
Entri nella "Fabbrica del cioccolato" - nata nel 1907 - e sembra davvero di essere dentro un film. Chi visita il museo storico (ingresso 5 euro) cammina su una lunga passerella che dall'alto mostra ogni momento della lavorazione. Nastri trasportatori pieni di Baci Perugina, cioccolatini che vengono messi nelle scatole da ragazze e signore con grembiule bianco... Per gli operai la fabbrica è stata anche un sogno. Ci sono l'asilo nido, il centro estivo per i figli dei dipendenti che chiude soltanto quando finisce il turno in fabbrica, alla mensa puoi scegliere fra tre primi e tre secondi. Ci sono anche i polipetti al guazzetto e il tutto costa 60 centesimi di euro. "E adesso - raccontano gli operai Alessio e Loris - questa grande multinazionale salta fuori con questa proposta degna di un supermercato. Compri due, paghi uno, solo che qui tutto è rovesciato. Paghi uno e fai lavorare due. E non è solo questione di stipendio: se accetti, ti mangi anche un bel pezzo di pensione. Questo è un discorso da bottegai, non da multinazionale".
Più che rabbia, c'è delusione. "I lavoratori - dice Sara Palazzoli - si sentono messi da parte, come se da 105 anni non contribuissero a fare grande la Perugina. Credo che il passaggio padre-figlio sia solo uno specchietto per le allodole. Nello stesso piano la Nestlé ha proposto cose ben più pesanti. Per la bassa stagione, da marzo a giugno, ha chiesto i contratti di solidarietà. Si lavora meno, si lavora tutti, e si porta a casa il 40% in meno. Quando la produzione si alza, ecco allora l'orario 6 per 6, sei ore al giorno per sei giorni. Così lavori anche il sabato e non ti pagano lo straordinario. Resti in fabbrica per 36 ore e per essere pagato le 40 del contratto devi metterci tu quattro ore di ferie. Anche in passato abbiamo accettato contratti come il 6 per 6, ma solo per certi reparti, come le uova di Pasqua, che avevano bisogno di crescere. Ora si vogliono soltanto tagliare i costi. E non si fanno progetti veri. La Nestlé investe 500 milioni nel caffè in cialde in Spagna, Inghilterra e Germania, e nulla qua da noi. Queste sono le cose da discutere". Finisce un altro turno. "Non voglio rinunciare ai miei diritti", dice Gianna. "A mio figlio continuerò a passare parte del mio stipendio". C'è ancora orgoglio, nella fabbrica del cioccolato. "Ma lo sa che i Baci si fanno a colata, non con lo stampo? Lo sa che nessuno è uguale all'altro?".
Padri divisi nella fabbrica di cioccolato "Lascio il posto a mio figlio, anzi no" - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it (http://www.repubblica.it/economia/2012/07/25/news/perugina_posto_figlio-39654472/?ref=HREC1-3)
che ne pensate?
credo che (prima parte sottolineata) sia dovere dei sindacati fare i conti PRIMA di rispondere
credo anche che (seconda parte sottolineata) dovrebbero anche fare un passo avanti e chiedersi il perche', dato che fra quei paesi e l'italia, in termini di costo secco del lavoro, non ci sono differenze abissali.
credo, per finire, che un'azienda che mette a disposizione asilo nido e mensa a 60 centesimi (cifra simbilica per fare uscire il servizio dal novero dei benefits, che sarebbero diversamente tassati, credo) , meriti un po' piu' di "credito" e di ascolto. che non significa, poi, per forza dire di si.
fra l'altro mi pare che sia lasciata la scelta ai lavoratori, se accettare o no: dov'e' lo scandalo e la politica del bottegaio ?
mi limiterei a dire: accetto o no.
avete ragione ma la meritocrazia va a farsi benedire???????? perchè deve entrare a lavorare lì un mio amico, che magari sa fare meno di me, solo perchè è figlio di un dipendente?
leggi l'articolo, jamex: non e' cosi'
PowerRoss
25/07/2012, 14:23
I Sindacati ed i sindacalisti sono uno dei cancri di questo paese, al pari dei politici e degli imprenditori sanguisughe, con l'aggravante che ipocritamente pensano di far il "bene " dei lavoratori ed invece uccidono tutte le idee di lavoro che si discostano (in tutti le direzioni) dalle canoniche 40 ore settimanali a tempo pieno o turni come nelle fabbriche degli anni 60-70...
Sono all'ordine del giorno le storie di aziende chiuse o delocalizzate dopo l'ennesima vertenza sindacale su proposte per salvare la fabbrica che i lavoratori avrebbero accettato di buon grado con risultato che per salvare i propri interessi (leggi potere "politico") l'hanno presa in culo centinaia di lavoratori lasciati a casa (e non sto parlando di Fiat, sia chiaro)...
Questa è un'altra di quelle storie...
roberto70
25/07/2012, 14:24
e chi non ha figli???????????????????????'
e chi non ha figli???????????????????????'
si fotte, e impara a godersi il suo stipendio senza mettere al mondo dei futuri pagatori di tasse :senzaundente:
a parte gli scherzi: anche questo mi sembra sia scritto nell'articolo :dry:
simotrone
25/07/2012, 14:28
e chi ha più figli? Vale trombare come conigli e creare un intero team di lavoro?
Erikuccia
25/07/2012, 14:29
si fotte, e impara a godersi il suo stipendio senza mettere al mondo dei futuri pagatori di tasse :senzaundente:
Mamma mia...terribbileee sei :laugh2:
Se c'è una cosa di cui posso essere certa è che non permetterò mai e poi mai a mia figlia di fare la "pagatrice di tasse in Italia"
Appena posibile la sbatto all'estero, fosse anche in Romania, ma qui no!!!!
Lo scrofo
25/07/2012, 14:30
A me, vista e letta così, non sembra male come proposta..
la proposta non è affatto male:
ridurre l'orario di lavoro (e stipendio) per far spazio ad altri.
caxxo è l'unica strada per risolvere se ci pensate.
che la questione siano o meno i figli, quello è accessorio.
ma lavorare di meno per fare lavorare anche altri è ottimo
Certo, ma c'e' una clausola in fase di contratto del figlio o quest'ultimo, alla pensione del papa' , avra' il lavoro e lo stipendio del babbo ?
ottimo!!!.....abbiamo risolto la crisi in Italia.....1200 a famiglia e non importa chi si presenta al lavoro......avanti così....
Certo, ma c'e' una clausola in fase di contratto del figlio o quest'ultimo, alla pensione del papa' , avra' il lavoro e lo stipendio del babbo ?
chiedilo ai sindacalisti, che come hornet (:wub:) hanno sdegnosamente rifiutato financo l'analisi di questa immondizia da bottegai
noi si sta a pie' fermo, forti dello scritto della miglior costituzione del mondo, dove si stabilisce che il lavoro, giustamente dignitoso, e' un diritto.
e ce lo devono dare, questi stronzi: i posti di lavoro si creano, basta telefonare a keynes e concordare delle belle iniezioni (ulteriori) di denaro pubblico (ah, se ce lo facessero stampare liberamente...........ma forse possiamo rilevare la fabbrica del monopoli e stampare un po' di quei soldi li........sarebbero la stessa cosa..........salvo poi alla fine trovare che quei soldi bisogna in un paese che non ha materie prime e energia, convertirli in qualcos'altro......e li son caxxi) e il gioco e' fatto: checcevo'?
il lavoro ce lo devono dare
i diritti acquisiti non si toccano
quei diritti non ce li possiamo piu' permettere per varissime e discutibili ragioni
ma i sindacalisti, supergarantiti e orientati ormai piu' ai pensionati che a quelli che devono iniziare a lavorare, fanno la faccia feroce
fanno bella figura
se ne sbattono, come hanno sempre fatto, del futuro..............in pensione i quarantenni, via............saran cazzi di chi dovraì pagarle, domani , quelle pensioni...............ecco: oggi e' quel domani
simotrone
25/07/2012, 14:51
Io non ho capito ancora però. Se trombo come un riccio, poi la nestlè me li piglia tutti?
Io non ho capito ancora però. Se trombo come un riccio, poi la nestlè me li piglia tutti?
con i se e con i ma la storia non si fa
comincia a trombare come un riccio, poi si vede :biggrin3:
Mr. Blonde
25/07/2012, 15:01
magari me lo facessero fare a me un orario come quello proposto :oook:
leggi l'articolo, jamex: non e' cosi'
e cioè cosa dice scusa?
e cioè cosa dice scusa?
Non si fermerà a Perugia, la proposta della Nestlé. "In Italia - dice Gianluigi Toia - abbiamo 5.600 dipendenti e fra di loro, anche qui in centrale, ci sono quelli che sognavano di andare a casa a 55 anni e invece debbono aspettare una decina d'anni. Anche a loro faremo discorsi simili a quelli di Perugia, magari non legati soltanto al passaggio dai padri ai figli. Potranno fare anche i tutor dei giovani, seguirli nei primi mesi... L'accusa di fare entrare in azienda solo i figli dei dipendenti? Non è automatico. Chi accetta la riduzione d'orario chiede l'ingresso del ragazzo ma saremo noi a valutare. Se non va bene, il figlio resta a casa, il padre continua a lavorare al 100% e tutto è come prima".
Lo scrofo
25/07/2012, 15:40
Flag, davvero ... La questione mi puzza ...
simotrone
25/07/2012, 15:41
Io non ho capito ancora però. Se trombo come un riccio, poi la nestlè me li piglia tutti?
Non si fermerà a Perugia, la proposta della Nestlé. "In Italia - dice Gianluigi Toia - abbiamo 5.600 dipendenti e fra di loro, anche qui in centrale, ci sono quelli che sognavano di andare a casa a 55 anni e invece debbono aspettare una decina d'anni. Anche a loro faremo discorsi simili a quelli di Perugia, magari non legati soltanto al passaggio dai padri ai figli. Potranno fare anche i tutor dei giovani, seguirli nei primi mesi... L'accusa di fare entrare in azienda solo i figli dei dipendenti? Non è automatico. Chi accetta la riduzione d'orario chiede l'ingresso del ragazzo ma saremo noi a valutare. Se non va bene, il figlio resta a casa, il padre continua a lavorare al 100% e tutto è come prima".
Ah ora è chiaro: più trombo più ho chance di vincere. Ma non è detto. Cazzo!
Non si fermerà a Perugia, la proposta della Nestlé. "In Italia - dice Gianluigi Toia - abbiamo 5.600 dipendenti e fra di loro, anche qui in centrale, ci sono quelli che sognavano di andare a casa a 55 anni e invece debbono aspettare una decina d'anni. Anche a loro faremo discorsi simili a quelli di Perugia, magari non legati soltanto al passaggio dai padri ai figli. Potranno fare anche i tutor dei giovani, seguirli nei primi mesi... L'accusa di fare entrare in azienda solo i figli dei dipendenti? Non è automatico. Chi accetta la riduzione d'orario chiede l'ingresso del ragazzo ma saremo noi a valutare. Se non va bene, il figlio resta a casa, il padre continua a lavorare al 100% e tutto è come prima".
non vedo cosa c'entri...il mio dubbio sulla mancata meritocrazia per l'assunzione rimane
Flag, davvero ... La questione mi puzza ...
a me puzza quando un'associazione che deve tutelare i lavoratori, rifiuta financo di chiedere maggiori chiarimenti, e di vedere se per caso la cosa non possa davvero interessare i suoi tutelati
che per l'associazione stessa, secondo la miglior tradizione, mi sia consentito , comunista, non sono , in realta', per vari motivi, in grado di prendere la miglior decisione per loro stessi
questo mi puzza
mi puzza che ci si fermi alla puzza, senza vedere se c'e' arrosto dietro
streetTux
25/07/2012, 16:00
Prima di vedere cosa ne penso io, cerco di vedere cosa pensano loro... e non capisco il perché di questa iniziativa...
HornetS2000
25/07/2012, 16:43
chiedilo ai sindacalisti, che come hornet (:wub:) hanno sdegnosamente rifiutato financo l'analisi di questa immondizia da bottegai
noi si sta a pie' fermo, forti dello scritto della miglior costituzione del mondo, dove si stabilisce che il lavoro, giustamente dignitoso, e' un diritto.
e ce lo devono dare, questi stronzi: i posti di lavoro si creano, basta telefonare a keynes e concordare delle belle iniezioni (ulteriori) di denaro pubblico (ah, se ce lo facessero stampare liberamente...........ma forse possiamo rilevare la fabbrica del monopoli e stampare un po' di quei soldi li........sarebbero la stessa cosa..........salvo poi alla fine trovare che quei soldi bisogna in un paese che non ha materie prime e energia, convertirli in qualcos'altro......e li son caxxi) e il gioco e' fatto: checcevo'?
il lavoro ce lo devono dare
i diritti acquisiti non si toccano
quei diritti non ce li possiamo piu' permettere per varissime e discutibili ragioni
ma i sindacalisti, supergarantiti e orientati ormai piu' ai pensionati che a quelli che devono iniziare a lavorare, fanno la faccia feroce
fanno bella figura
se ne sbattono, come hanno sempre fatto, del futuro..............in pensione i quarantenni, via............saran cazzi di chi dovraì pagarle, domani , quelle pensioni...............ecco: oggi e' quel domani
Mollami ... non è il giorno, il mese, l'anno, il secolo ed il millennio per farmi battute ... :dry::lingua::biggrin3:
Io più che uno sdegnoso rifiuto (non ci lavoro alla nestlè) applicherò un gioioso boicottaggio dei loro prodotti ...
Ah, così, per menaggio personale, di energia in "itaglia" ce ne sarebbe tanta ... devo riparlare di solare e quant'altro ? Delle centrali innovative di Rubbia ? No, ne parlo sempre ma tu sei vecchio e perdi la memoria ... :linguaccia2::risate2:
Mollami ... non è il giorno, il mese, l'anno, il secolo ed il millennio per farmi battute ... :dry::lingua::biggrin3:
Io più che uno sdegnoso rifiuto (non ci lavoro alla nestlè) applicherò un gioioso boicottaggio dei loro prodotti ...
Ah, così, per menaggio personale, di energia in "itaglia" ce ne sarebbe tanta ... devo riparlare di solare e quant'altro ? Delle centrali innovative di Rubbia ? No, ne parlo sempre ma tu sei vecchio e perdi la memoria ... :linguaccia2::risate2:
giusto, dai, che la cioccolata alla tua eta' fa male e ingrassa
HornetS2000
25/07/2012, 16:49
a me puzza quando un'associazione che deve tutelare i lavoratori, rifiuta financo di chiedere maggiori chiarimenti, e di vedere se per caso la cosa non possa davvero interessare i suoi tutelati
che per l'associazione stessa, secondo la miglior tradizione, mi sia consentito , comunista, non sono , in realta', per vari motivi, in grado di prendere la miglior decisione per loro stessi
questo mi puzza
mi puzza che ci si fermi alla puzza, senza vedere se c'e' arrosto dietro
Puzza ? Arrosto ? Dietro c'è la solita voglia di quelli che hanno qualche cosa di più (è quasi una missione di vita, oserei dire), di prevaricare chi ha meno.
giusto, dai, che la cioccolata alla tua eta' fa male e ingrassa
Cioccolata e dolciumi mi piacciono, comprerò novi o lindt :lingua:
Puzza ? Arrosto ? Dietro c'è la solita voglia di quelli che hanno qualche cosa di più (è quasi una missione di vita, oserei dire), di prevaricare chi ha meno.
Cioccolata e dolciumi mi piacciono, comprerò novi o lindt :lingua:
devi evitarne diversi, di prodotti.......................sara' complicato: ti do una mano, vala'
Cereali
Cheerios (eccetto USA)
Chocapic
Chokella
Cini Minis
Cinnamon Grahams
Clusters
Cookie Crisp
Crunch
Fibre1
Fitness
Force Flakes
Golden Grahams
Golden Nuggets
Honey Nut Cheerios (eccetto USA)
Honey Stars
Koko Krunch
Nesquik
Nestlé Corn Flakes
Oat Cheerios
Shredded Wheat
Shreddies
Trix
Caffè e altre bevande solubili
Bonka
Coffee-Mate
International Roast
Klim
Loumidis
Nescafé
Nespray
Nespresso
Orzoro
Ricoffy
Ricoré
Taster’s Choice
Zoégas
Acqua
Aberfoyle
Acqua Panna
Acqua Vera
Al Manhal
Arrowhead
Contrex
Deer Park
Hépar
Ice Mountain
Levissima
Nałęczowianka
Nestlé Aquarel
Nestlé Pure Life
Ozarka
Pejo
Perrier
Poland Spring
Recoaro
Rocchetta
Quézac
S. Pellegrino
San Bernardo
San Benedetto
Vera
Viladrau
Vittel
Zephyrhills
Altre bevande
BBThè
Beltè
Nestea
Carnation
Caro
Chinò
Five5
Gingerino
Gloria
Libby’s
Milo
Nescau
Nestlé Omega Plus
Nesquik
Sanbitter
Svelty
Prodotti freschi
Buitoni
Chiquitin
Herta
La Laitière
La Lechera
LC1
Molico
Nestlé
Ski
Sveltesse
Svelty
Toll House
Yoco
Gelati
Antica gelateria del corso
Oreo (Canada)
Camy
Dreyer's
Frisco
Häagen Dazs
Motta Gelati
Mövenpick
Nestlé
Peters
Push-Up
Savory
Schöller
Valiojäätelö (Finlandia)
Alimenti per neonati
Alfare
Beba
Cérélac
FM 85
Fruttolo
Good Start
Guigoz
Lactogen
Mio
Nan
NAN HA
NanSoy
Neslac
Nestlé
Nestogen
Nestum
Nido
Nidina
Ninho
PreNan
Alimenti per sportivi
Neston
Nesvita
PowerBar
Alimenti per la salute
Modulen
Nutren
Nutren Junior
Peptamen
Peptamen UTI
Nestlè Nutrition (alimenti per disfagici)
Condimenti
Buitoni
Maggi
Thomy
Winiary
Cibi surgelati
Buitoni
Hot Pockets
Lean Cuisine
Maggi
Mare fresco
Stouffer’s
Cioccolato, dolci e biscotti
Aero
After Eight
Baby Ruth
Butterfinger
Cailler
Caramac
Coffee Crisp
Crunch
Damak (Turchia)
Fruit Joy
Kit Kat
Smarties
Perugina
Polo
Galak
La Lechera
Joe (Nestlé) (Romania)
Lion
Nestlé
Orion (Repubblica Ceca)
Quality Street
Rolo
Toll House
Snack
Violet Crumble
Yorkie
The Willy Wonka Candy Company
Prodotti per la cucina
Davigel
Milkmaid
Minor's
Moça
Santa Rica
Cibo per animali
Alpo
Beneful
Dog Chow
Fancy Feast
Felix
Friskies
Gourmet
Mighty Dog
Mon Petit
ONE
Pro Plan
Purina
Tidy Cats
HornetS2000
25/07/2012, 17:09
devi evitarne diversi, di prodotti.......................sara' complicato: ti do una mano, vala'
Cereali
Cheerios (eccetto USA)
Chocapic
Chokella
Cini Minis
Cinnamon Grahams
Clusters
Cookie Crisp
Crunch
Fibre1
Fitness
Force Flakes
Golden Grahams
Golden Nuggets
Honey Nut Cheerios (eccetto USA)
Honey Stars
Koko Krunch
Nesquik
Nestlé Corn Flakes
Oat Cheerios
Shredded Wheat
Shreddies
Trix
Caffè e altre bevande solubili
Bonka
Coffee-Mate
International Roast
Klim
Loumidis
Nescafé
Nespray
Nespresso
Orzoro
Ricoffy
Ricoré
Taster’s Choice
Zoégas
Acqua
Aberfoyle
Acqua Panna
Acqua Vera
Al Manhal
Arrowhead
Contrex
Deer Park
Hépar
Ice Mountain
Levissima
Nałęczowianka
Nestlé Aquarel
Nestlé Pure Life
Ozarka
Pejo
Perrier
Poland Spring
Recoaro
Rocchetta
Quézac
S. Pellegrino
San Bernardo
San Benedetto
Vera
Viladrau
Vittel
Zephyrhills
Altre bevande
BBThè
Beltè
Nestea
Carnation
Caro
Chinò
Five5
Gingerino
Gloria
Libby’s
Milo
Nescau
Nestlé Omega Plus
Nesquik
Sanbitter
Svelty
Prodotti freschi
Buitoni
Chiquitin
Herta
La Laitière
La Lechera
LC1
Molico
Nestlé
Ski
Sveltesse
Svelty
Toll House
Yoco
Gelati
Antica gelateria del corso
Oreo (Canada)
Camy
Dreyer's
Frisco
Häagen Dazs
Motta Gelati
Mövenpick
Nestlé
Peters
Push-Up
Savory
Schöller
Valiojäätelö (Finlandia)
Alimenti per neonati
Alfare
Beba
Cérélac
FM 85
Fruttolo
Good Start
Guigoz
Lactogen
Mio
Nan
NAN HA
NanSoy
Neslac
Nestlé
Nestogen
Nestum
Nido
Nidina
Ninho
PreNan
Alimenti per sportivi
Neston
Nesvita
PowerBar
Alimenti per la salute
Modulen
Nutren
Nutren Junior
Peptamen
Peptamen UTI
Nestlè Nutrition (alimenti per disfagici)
Condimenti
Buitoni
Maggi
Thomy
Winiary
Cibi surgelati
Buitoni
Hot Pockets
Lean Cuisine
Maggi
Mare fresco
Stouffer’s
Cioccolato, dolci e biscotti
Aero
After Eight
Baby Ruth
Butterfinger
Cailler
Caramac
Coffee Crisp
Crunch
Damak (Turchia)
Fruit Joy
Kit Kat
Smarties
Perugina
Polo
Galak
La Lechera
Joe (Nestlé) (Romania)
Lion
Nestlé
Orion (Repubblica Ceca)
Quality Street
Rolo
Toll House
Snack
Violet Crumble
Yorkie
The Willy Wonka Candy Company
Prodotti per la cucina
Davigel
Milkmaid
Minor's
Moça
Santa Rica
Cibo per animali
Alpo
Beneful
Dog Chow
Fancy Feast
Felix
Friskies
Gourmet
Mighty Dog
Mon Petit
ONE
Pro Plan
Purina
Tidy Cats
Grazie ... anzi, no, non ti ringrazio ! Scorrendo la lista mi sono accorto di non avere praticamente mai comperato nulla di quella roba (non scherzo, non uso praticamente nessuno di quei prodotti). Quindi mi hai tolto la soddisfazione di boicottarli, lo facevo già. Ma adesso, ho comunque un motivo in più.
HornetS2000
25/07/2012, 17:14
zia elsa che dice?
Perchè, si nutre di "Purina" piuttosto che di "Gourmet" ? :cipenso:
Perchè, si nutre di "Purina" piuttosto che di "Gourmet" ? :cipenso:
.
se la scelta è del dipendente e se il figlio eventualmente assunto è quello del dipendente credo sia una cosa meravigliosa
medoro potrebbero scambiarlo per figlio anche in età da padre.
doppio stipendio.
pensa che culo.
sempre avvantaggiati questi nani....
Strega Klà
25/07/2012, 17:39
io penso che al solito si fara' molta disinformazione.
e molta propaganda sindacale.
la Nestle' si rompera' le palle e andra' a fare il cioccolato in Serbia dove per una proposta del genere ti fanno ponti d'oro.
Il fatto che in Serbia agiscano da schifosi non legittimizza il farlo in Italia, secondo me.
Non credo che i lavoratori percepiscano stipendi così alti da poter serenamente rinunciare
a qualche ora, fermo restando che per un figlio si fà tutto.
Mi han fatto studiare che :
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Invece mi sembra sia fondata su tutt'altri principi.
streetTux
25/07/2012, 17:41
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Invece mi sembra sia fondata su tutt'altri principi.
La mafia.
medoro potrebbero scambiarlo per figlio anche in età da padre.
doppio stipendio.
pensa che culo.
sempre avvantaggiati questi nani....
:biggrin3: in effetti sono abbastanza giovincello all'apparenza e tutto intorno:lingua:,non ho neppure i peli pubici
Space-Ace
25/07/2012, 18:17
secondo me,il concetto del lavorare meno-lavorare tutti,non è sbagliato come principio...
tutto stà a dare a chi lavora un compenso adeguato alle sue mansioni e al costo della vita. chiaro che se devo lavorare 8 ore al giorno per 40 ore settimanali,magari pure con i turni...per portare a casa 1000€ ... beh,non sò quanto ne valga la pena. :cry:
poi vabbè,sappiamo tutti che c'è gente che pur di lavorare,accetta questi stipendi e anche meno...ma qui siamo già allo sfruttamento bello e buono. c'è poco da discutere.
forse ci sarebbe da chiedersi perchè 1000€ non bastano per una vita dignitosa,ma questa è materia per lo Stato,non certo per un soggetto privato che offre lavoro. se quello può (o vuole) dare...quello ti prendi! probabilmente se la vita costasse meno,anche il privato potrebbe elargire stipendi ben più dignitosi,pur mantenendo il suo margine di guadagno...
il brutto è che di questi tempi,c'è sempre più gente che accetta (a malincuore) di farsi sfruttare,perchè comunque ne ha bisogno...non ha alternative.:cry:
penso che questa proposta potrebbe aiutare comunque ad aumentare gli occupati...che sarebbero dei contribuenti a loro volta,che farebbero girare un pò di più l'economia,che aumenterebbero l'indotto...cosicchè altri soggetti a loro volta possano offrire lavoro...e così via!
tutto in teoria ovviamente,perchè se poi non ci pensa lo Stato ad essere meno esoso e più parsimonioso (magari utilizzando lo stesso sistema di assunzioni...anche se non credo ne abbia bisogno :incaz:),chiedendo meno contributi ed essendo più efficiente a sua volta, va a finire che non si risolve niente. nessuno andrà a lavorare per non pagare tasse e chi già lavora,sarà costretto ad aumentare la sua performance sia nella produzione che nel tempo...e per quanto prenderà di paga,sarà sotto una pressione fiscale allucinante con la bella prospettiva di andare in pensione (?) sempre più in vecchiaia...
e le aziende...sposteranno sempre più la produzione dove il lavoro (e quindi anche la vita) costa meno. alla faccia della qualità del prodotto! tanto,lo si compra comunque...:dry:
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