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Visualizza Versione Completa : Domanda tecnica sulle sospensioni



Le89le
07/05/2013, 14:05
Mi è sorta una domanda a cui mi sono saputo rispondere a metá...insomma mantenendo fisse tutte le regolazioni di compressione ed estensione variando il precarico della forcella o del mono come cambia il comportamento della stessa??

Tecnicamente dovrebbe ammorbidirsi o indurirsi a seconda che il precarico imposto giusto?!
Grazie

Diabolico_Vendicatore
07/05/2013, 14:26
come varia un sistema massa -molla-smorzatore al variare della costante elastic adella molla?

Le89le
07/05/2013, 14:39
come varia un sistema massa -molla-smorzatore al variare della costante elastic adella molla?

eeeeeeeeehhhhhhhh???????

Diabolico_Vendicatore
07/05/2013, 15:07
è quello che chiedi (o quasi...), ma in meno parole...

Le89le
07/05/2013, 15:15
è quello che chiedi (o quasi...), ma in meno parole...

Saprai pure la risposta immagino allora ;)

Diabolico_Vendicatore
07/05/2013, 15:19
fondamentalmente il precarico agisce sulla durezza "statica" della sospensione, presentandosi più dura; anche se di poco ti cambia l'assetto della moto. staticamente, la molla si comprime sotto il peso della moto fino a equilibrarne il suo peso: questo implica un determinato scorrimento della sospensione e quindi un assetto della moto relativo alla superficie d'appoggio.

Precaricando la molla, sarà necessaria una compressione minore per raggiungere tale risultato, con la conseguenza che tale scorrimento sia inferiore (NOTA: se hai sospensioni con molle progressive la cosa si nota di più, altrimenti è veramente piccola).

Su sconnessioni, la sospensione attutisce meno, proprio perchè la molla è più dura, e perchè il contributo della parte viscosa (sensibile alla velocità di scorrimento della sospensione) è rimasta invariata.

In piega (rispetto alla taratura normale), in fase di staccata affondi meno, con coneguente inserimento più veloce in curva, appoggio meglio distribuito in percorrenza e in uscita. (si parla sempre di idraulica invariata, ok?)

Temo però che su strada difficilemte troverai grosse differenze operando solo sui settaggi...

Le89le
07/05/2013, 15:35
Grazie!!! L'ho chiesto perchè settando come da libretto compressione ed estensione della forcella (streetR) a 4clik dal tutto chiuso (sarebbe la posizione standard) la forcella è per i miei gusti un filo troppo morbida, mentre a chiudere di un clik entrambi (sia compressione che estensione, cosí sarebbe una posizione intermedia tra standard e sport) risulta essere troppo rigida. Il mio intento era quindi di diminuire o caricare il precarico in modo da ottenere la giusta misura tra le due regolazioni!!

Dennis
07/05/2013, 16:27
Non proprio giusto. Cerco di spiegarti con semplicità.

Precaricare o meno una molla non ne cambia la rigidezza, a meno che non abbia una certa caratteristica progressiva.
Se ad una molla poggiata sul tavolo mettiamo sopra un 1kg e questa si abbassa di 1 mm, quella molla ora sarà precaricata di 1 mm.
Se appoggiamo sopra un altro kg, quella molla si abbasserà nuovamente di un altro mm, e sarà ora come se fosse precaricata di un altro mm.
Se appoggiamo sopra un altro kg, quella molla si abbasserà di un ulteriore mm ed arriverà a comprimersi di 3 mm.

Il precarico quindi non ne cambia la rigidezza: quella molla, a prescindere dal precarico iniziale applicatovi, che sia di 1, 2 o 10 kg, ad ogni kg aggiunto si abbasserà sempre di un solo mm.
Le molle di serie delle moto una certa rigidezza progressiva ce l'hanno, anche quelle definite "lineari" in quanto non sono perfette, ma di certo questa non linearità non è così importante da comportare un cambiamento di rigidezza al variare del precarico.

Alcune considerazioni vanno fatte però quando si passa dalle molle appoggiate ad un tavolo a quelle montate su delle sospensioni.
Te ne faccio due, di queste considerazioni, quelle che ritengo importanti quanto basta per capire di cosa si sta parlando.

- La prima considerazione.

E' vero che il precarico non cambia la rigidezza di una molla, ma in una molla applicata in un meccanismo e non appoggiata semplicemente al tavolo, occorre valutare in quale modo è precaricata la molla all'interno del meccanismo.
Nell'esempio sopra, dove sono i pesi che noi applichiamo a precaricare la molla, come s'è visto da una qualsiasi situazione di partenza basta applicare un qualsiasi peso aggiuntivo per comprimere ulteriormente la molla.

Prendiamo ora quella molla, ed invece di precaricarla con gli stessi pesi che noi aggiungiamo, precarichiamola con un bullone infilatovi al centro: infiliamo la vite dentro la molla, avvitiamo il dado e comprimiamo, avvitando, di 3 di mm, come se ci fossero 3 kg applicati sopra la molla, poi la appoggiamo nuovamente sul tavolo.
A questo punto, se aggiungiamo sopra un peso da 1 kg, quella molla stavolta non si muoverà; non lo farà perché è compressa da una forza di 2 kg non dipendente da noi, ma dal bullone che la stringe.
Per comprimere quella molla con i pesi, dovremo superare la forza di precarico non dipendente dai pesi ma dal bullone, quindi appoggiandovi sopra fino a 3 kg di pesi quella molla, dal nostro punto di vista, sarà come un cilindro di metallo rigido. Superata la forza di precarico di 3 kg, ad ogni peso aggiunto torneremo ad avere la deformazione che ci aspettavamo, 1 mm per 1 kg applicato.

Nella moto questo è ben importante da considerare. I pesi dell'esempio, sono il peso della moto, mentre il bullone è la sospensione che precarica la molla.
Con la moto appoggiata a terra, abbiamo un certo affondamento iniziale delle sospensioni, quindi il peso della moto "vince" il precarico iniziale della stessa e non c'è alcun limite minimo di forza da applicare per "muovere" le sospensioni (se non l'attrito, ma non è importante ora).
Tuttavia occorre considerare che, se un asfalto liscio è il tavolo e la moto è il peso sopra la molla, un asfalto ondulato diventa il peso e la moto in tal caso diventa il tavolo: ovvero le sospensioni non sono solo compresse dalla moto che si "muove" durante la guida, ma anche dalle ondulazioni della strada che spostano la ruota.
La cosa interessante da considerare sul precarico a questo punto viene dalle situazioni ove quell'affondamento iniziale si annulla.

Immagina di fare una forte frenata, dove la parte posteriore della moto si solleva da terra e la ruota "pela" la strada.
La sospensione posteriore è completamente estesa.
In questa situazione, ogni sconnessione dell'asfalto che la ruota incontra, per spostare la ruota rispetto alla moto deve generare una forza superiore a quella data dal precarico; pensa all'esempio del bullone e dei pesi.
Se il precarico è eccessivo, questa sconnessione non farà spostare solo la ruota, ma non riuscendo a comprimere la sospensione farà spostare tutta la moto, rendendola instabile.
La stessa cosa accade sul davanti, quando la moto sta accelerando. Se la ruota anteriore "pela" la strada, un precarico eccessivo fa sì che le sconnessioni non riusciranno a comprimere la sospensione, quindi la non solo la ruota anteriore si muoverà, ma con essa anche la moto, ancora una volta rendendola instabile.

Questo è un fatto basilare da considerare quando si regola il precarico, perché in una moto, in cui le sospensioni mediamente si comprimono di 20-30 mm in posizione "di riposo", mentre si guida è molto facile far sì che le stesse arrivino ad estendersi completamente, soprattutto nelle situazioni più concitate dove proprio dalle sospensioni stesse si richiede un buon funzionamento per mantenere la stabilità (vedi gli esempi appena fatti di frenata ed accelerazione).

Su una moto quindi il precarico non va liberamente utilizzato per alzare o abbassare le sospensioni "facendo i sag" (sob, più che sag), occorre ragionare sul valore di tale precarico per non compromettere la stabilità del mezzo.

- La seconda considerazione.

Del precarico non se ne può far a meno:
sia perché anche a sospensione completamente estesa la molla deve esser sempre in contatto con i piattelli, in modo che tale sospensione non sia libera di muoversi incontrollata quando si estende,
sia perché per coniugare la giusta rigidezza della molla con il giusto affondamento a riposo delle sospensioni, è necessario precaricarla di un minimo.

Per mettere una pezza più o meno significativa ed utile a quanto espresso nella prima considerazione, sono state introdotte le contromolle, che sono delle molle interne alla sospensione che funzionano in opposizione alle molle principali: si comprimono cioè estendo la sospensione.
Le trovi su tutte le forcelle, mentre sugli ammortizzatori vengono montate in alcuni (non tutti) aftermarket.
La funzione pratica di queste contromolle, per il modo in cui sono montate nella sospensione, è far sì che la loro rigidezza si sommi a quella delle molle principali, facendo sì che la sospensione abbia una rigidezza complessiva superiore.
Le contromolle sono molto più corte delle molle principali, intervengono mediamente nei primi 20-30 mm di escursione della sospensione.
Il risultato finale sarà quindi di avere inizialmente un piccolo tratto di escursione con rigidezza maggiore, per poi proseguire con la rigidezza "normale" scelta con le molle principali.
Questa rigidezza iniziale maggiore serve a sostenere il peso statico della moto senza dover esagerare col precarico, mitigando in parte gli effetti negativi visti nella prima considerazione.

Quel che diviene importante da sapere, è che nei dintorni della massima escursione si stanno barattando i vantaggi di un minor precarico, con gli svantaggi di una maggior rigidezza.
Non ci sarà quindi quello "scalino" iniziale da superare per poter comprimere la sospensione senza "spostare" la moto, ma essendo maggior la rigidezza, anche se la sospensione non ha lo "scalino" iniziale comunque risulterà più rigida.

Anche per tal motivo quindi, regolare il precarico non è un'operazione da fare esclusivamente "perché dicono di fare i sag" (sob), in quanto molte volte, per la presenza delle contromolle, correndo dietro al "giusto sag" (sob) ci si ritrova a dare una quantità eccessiva ed inutile di precarico, con tutti gli svantaggi del caso, senza capirne i motivi.



Occhio quindi a giocare coi precarichi rincorrendo i "sag" (sob) che tanti predicano come la "base" di ogni taratura, con delle tabelline preconfezionate e procedure di misurazione incredibilmente ridicole.
Le "basi" di una messa a punto sono altre e sono ben più ampie, quando si arriva a settare precarichi ed affondamenti si sta già mettendo mano a parametri molto influenti.

Spero sia stato utile.

Le89le
07/05/2013, 18:26
Uhm... E allora nel mio caso cosa consiglieresti di fare per trovare il giusto compromesso che cerco tra le due regolazioni che spiego sopra?!
Io adesso ho allentato il precarico della forcella di un giro e mezzo rispetto al libretto. Purtroppo non sono ancora riuscito a provarla dato che si è messo a piovere....peró cosí a tatto la forcella risulta meno rigida di prima. Bisogna vedere peró una volta in stada come risponde...

Dennis
07/05/2013, 19:47
la street r, per i miei gusti, è un po' leggerina davanti e troppo precaricata;
quelle che provo con la forcella di serie le metto sempre col precarico al minimo e la moto si comporta molto meglio

alzandola un pelo dietro con uno spessore migliora ancor di più

Diabolico_Vendicatore
08/05/2013, 07:07
precarico anteriore al minimo, e alzata dietro? ti piace girare con un'avancorsa ridotta, eh?

War, gia che ci sei, raccontaci qualcosa sui sistemi anti - dive: sono andati di moda negli anni 80, poi sono scomparsi... perchè?

Spennacchiotto
08/05/2013, 08:19
Non proprio giusto. Cerco di spiegarti con semplicità.

... Omissis

Spero sia stato utile.

Utilissimo :oook:

grazie War

il motociclista
08/05/2013, 08:40
la street r, per i miei gusti, è un po' leggerina davanti e troppo precaricata;
quelle che provo con la forcella di serie le metto sempre col precarico al minimo e la moto si comporta molto meglio

alzandola un pelo dietro con uno spessore migliora ancor di più


e con il precarico a minimo come ti comporti con le regolazioni dell'idraulica?in teoria bisognerebbe aprirle di qualche click giusto?

Dennis
08/05/2013, 09:53
precarico anteriore al minimo, e alzata dietro? ti piace girare con un'avancorsa ridotta, eh?

War, gia che ci sei, raccontaci qualcosa sui sistemi anti - dive: sono andati di moda negli anni 80, poi sono scomparsi... perchè?

Se non mi piacesse un'avancorsa contenuta, non mi piacerebbero le Triumph... per me le moto devono girare nelle curve oltre che piegare.
Il problema della Street è che davvero ha poco peso davanti, del resto per farla hanno rovinato una Daytona, non studiato una ciclistica ad hoc; provandola e misurandola un poco, ho visto che la R pur non avendo una molla particolarmente rigida oltre il necessario, nei dintorni dello statico non copia molto bene l'asfalto e lo sterzo è vago. La base si muove più di telaio essendo meno rigida, ma a me dà un feeling più "buono".
Togliere precarico quanto possibile ha fatto bene a tutte le Street R che ho toccato, da questo punto di vista, si recupera un po' di escursione negativa e si porta un poco di peso davanti.

La nuova Street, invece, è un'altra cosa.

Gli antidive andavano di moda quando le forcelle non funzionavano, così si pensò di collegare meccanicamente o idraulicamente l'impianto frenante alla sospensione anteriore, in modo tale da aumentarne il freno in compressione quando si azionava la leva.
Non potendo mettere una coperta sopra un albero per poter dire di aver costruito una casa, quei sistemi andavano solo a peggiorare le già scarse sospensioni precedenti, perché per tenere (poco) più sostenuto l'avantreno in frenata barattavano con lo scorrimento sulle sconnessioni.
Per quando arrivarono a capire come metterlo a punto, si accorsero che ne potevan fare a meno se la sospensione fosse stata costruita con valvole più efficaci.



e con il precarico a minimo come ti comporti con le regolazioni dell'idraulica?in teoria bisognerebbe aprirle di qualche click giusto?

L'idraulica è una cosa molto più personale dell'assetto e delle rigidezze, per un certo margine dipende dal feeling di chi guida.
Sulla Street R comunque di possibilità per soddisfare quel margine non ce ne sono un granché, la compressione oltre i 3-4 click diventa inutile, l'estensione invece oltre i 5-6.
Quando la metti a tavolino a 3 e 5, insomma, già puoi dimenticartele le regolazioni.

alessio90
08/05/2013, 12:51
Se non mi piacesse un'avancorsa contenuta, non mi piacerebbero le Triumph... per me le moto devono girare nelle curve oltre che piegare.
Il problema della Street è che davvero ha poco peso davanti, del resto per farla hanno rovinato una Daytona, non studiato una ciclistica ad hoc; provandola e misurandola un poco, ho visto che la R pur non avendo una molla particolarmente rigida oltre il necessario, nei dintorni dello statico non copia molto bene l'asfalto e lo sterzo è vago. La base si muove più di telaio essendo meno rigida, ma a me dà un feeling più "buono".
Togliere precarico quanto possibile ha fatto bene a tutte le Street R che ho toccato, da questo punto di vista, si recupera un po' di escursione negativa e si porta un poco di peso davanti.

La nuova Street, invece, è un'altra cosa.

Gli antidive andavano di moda quando le forcelle non funzionavano, così si pensò di collegare meccanicamente o idraulicamente l'impianto frenante alla sospensione anteriore, in modo tale da aumentarne il freno in compressione quando si azionava la leva.
Non potendo mettere una coperta sopra un albero per poter dire di aver costruito una casa, quei sistemi andavano solo a peggiorare le già scarse sospensioni precedenti, perché per tenere (poco) più sostenuto l'avantreno in frenata barattavano con lo scorrimento sulle sconnessioni.
Per quando arrivarono a capire come metterlo a punto, si accorsero che ne potevan fare a meno se la sospensione fosse stata costruita con valvole più efficaci.




L'idraulica è una cosa molto più personale dell'assetto e delle rigidezze, per un certo margine dipende dal feeling di chi guida.
Sulla Street R comunque di possibilità per soddisfare quel margine non ce ne sono un granché, la compressione oltre i 3-4 click diventa inutile, l'estensione invece oltre i 5-6.
Quando la metti a tavolino a 3 e 5, insomma, già puoi dimenticartele le regolazioni.

quoto, ho notato anche io questa cosa, il peso davanti è molto poco (direi ai livelli di altre categorie di moto più turistiche, poi vabbé io ho una n e vengo da una "sportiva"), se ciò giova alla maneggevolezza, le sensazioni trasmesse sono basse...mi sto prodigando per cambiare forcelle (e pinze) e mi sa che le sfilerò un po' per caricare un po' l'anteriore..qualcosa dovrebbe cambiare..

ROBY1774
08/05/2013, 13:00
aggiungerei una piccolano ta , se chiudi estensione e compressione e ti sembra troppo dura e che non copia benen , prova a chiudere solo l estenzione , che influisce anche sulla compressione di norma .

toofastforu
08/05/2013, 13:28
Non proprio giusto. Cerco di spiegarti con semplicità.

Precaricare o meno una molla non ne cambia la rigidezza, a meno che non abbia una certa caratteristica progressiva.
Se ad una molla poggiata sul tavolo mettiamo sopra un 1kg e questa si abbassa di 1 mm, quella molla ora sarà precaricata di 1 mm.
Se appoggiamo sopra un altro kg, quella molla si abbasserà nuovamente di un altro mm, e sarà ora come se fosse precaricata di un altro mm.
Se appoggiamo sopra un altro kg, quella molla si abbasserà di un ulteriore mm ed arriverà a comprimersi di 3 mm.

Il precarico quindi non ne cambia la rigidezza: quella molla, a prescindere dal precarico iniziale applicatovi, che sia di 1, 2 o 10 kg, ad ogni kg aggiunto si abbasserà sempre di un solo mm.
Le molle di serie delle moto una certa rigidezza progressiva ce l'hanno, anche quelle definite "lineari" in quanto non sono perfette, ma di certo questa non linearità non è così importante da comportare un cambiamento di rigidezza al variare del precarico.

Alcune considerazioni vanno fatte però quando si passa dalle molle appoggiate ad un tavolo a quelle montate su delle sospensioni.
Te ne faccio due, di queste considerazioni, quelle che ritengo importanti quanto basta per capire di cosa si sta parlando.

- La prima considerazione.

E' vero che il precarico non cambia la rigidezza di una molla, ma in una molla applicata in un meccanismo e non appoggiata semplicemente al tavolo, occorre valutare in quale modo è precaricata la molla all'interno del meccanismo.
Nell'esempio sopra, dove sono i pesi che noi applichiamo a precaricare la molla, come s'è visto da una qualsiasi situazione di partenza basta applicare un qualsiasi peso aggiuntivo per comprimere ulteriormente la molla.

Prendiamo ora quella molla, ed invece di precaricarla con gli stessi pesi che noi aggiungiamo, precarichiamola con un bullone infilatovi al centro: infiliamo la vite dentro la molla, avvitiamo il dado e comprimiamo, avvitando, di 3 di mm, come se ci fossero 3 kg applicati sopra la molla, poi la appoggiamo nuovamente sul tavolo.
A questo punto, se aggiungiamo sopra un peso da 1 kg, quella molla stavolta non si muoverà; non lo farà perché è compressa da una forza di 2 kg non dipendente da noi, ma dal bullone che la stringe.
Per comprimere quella molla con i pesi, dovremo superare la forza di precarico non dipendente dai pesi ma dal bullone, quindi appoggiandovi sopra fino a 3 kg di pesi quella molla, dal nostro punto di vista, sarà come un cilindro di metallo rigido. Superata la forza di precarico di 3 kg, ad ogni peso aggiunto torneremo ad avere la deformazione che ci aspettavamo, 1 mm per 1 kg applicato.

Nella moto questo è ben importante da considerare. I pesi dell'esempio, sono il peso della moto, mentre il bullone è la sospensione che precarica la molla.
Con la moto appoggiata a terra, abbiamo un certo affondamento iniziale delle sospensioni, quindi il peso della moto "vince" il precarico iniziale della stessa e non c'è alcun limite minimo di forza da applicare per "muovere" le sospensioni (se non l'attrito, ma non è importante ora).
Tuttavia occorre considerare che, se un asfalto liscio è il tavolo e la moto è il peso sopra la molla, un asfalto ondulato diventa il peso e la moto in tal caso diventa il tavolo: ovvero le sospensioni non sono solo compresse dalla moto che si "muove" durante la guida, ma anche dalle ondulazioni della strada che spostano la ruota.
La cosa interessante da considerare sul precarico a questo punto viene dalle situazioni ove quell'affondamento iniziale si annulla.

Immagina di fare una forte frenata, dove la parte posteriore della moto si solleva da terra e la ruota "pela" la strada.
La sospensione posteriore è completamente estesa.
In questa situazione, ogni sconnessione dell'asfalto che la ruota incontra, per spostare la ruota rispetto alla moto deve generare una forza superiore a quella data dal precarico; pensa all'esempio del bullone e dei pesi.
Se il precarico è eccessivo, questa sconnessione non farà spostare solo la ruota, ma non riuscendo a comprimere la sospensione farà spostare tutta la moto, rendendola instabile.
La stessa cosa accade sul davanti, quando la moto sta accelerando. Se la ruota anteriore "pela" la strada, un precarico eccessivo fa sì che le sconnessioni non riusciranno a comprimere la sospensione, quindi la non solo la ruota anteriore si muoverà, ma con essa anche la moto, ancora una volta rendendola instabile.

Questo è un fatto basilare da considerare quando si regola il precarico, perché in una moto, in cui le sospensioni mediamente si comprimono di 20-30 mm in posizione "di riposo", mentre si guida è molto facile far sì che le stesse arrivino ad estendersi completamente, soprattutto nelle situazioni più concitate dove proprio dalle sospensioni stesse si richiede un buon funzionamento per mantenere la stabilità (vedi gli esempi appena fatti di frenata ed accelerazione).

Su una moto quindi il precarico non va liberamente utilizzato per alzare o abbassare le sospensioni "facendo i sag" (sob, più che sag), occorre ragionare sul valore di tale precarico per non compromettere la stabilità del mezzo.

- La seconda considerazione.

Del precarico non se ne può far a meno:
sia perché anche a sospensione completamente estesa la molla deve esser sempre in contatto con i piattelli, in modo che tale sospensione non sia libera di muoversi incontrollata quando si estende,
sia perché per coniugare la giusta rigidezza della molla con il giusto affondamento a riposo delle sospensioni, è necessario precaricarla di un minimo.

Per mettere una pezza più o meno significativa ed utile a quanto espresso nella prima considerazione, sono state introdotte le contromolle, che sono delle molle interne alla sospensione che funzionano in opposizione alle molle principali: si comprimono cioè estendo la sospensione.
Le trovi su tutte le forcelle, mentre sugli ammortizzatori vengono montate in alcuni (non tutti) aftermarket.
La funzione pratica di queste contromolle, per il modo in cui sono montate nella sospensione, è far sì che la loro rigidezza si sommi a quella delle molle principali, facendo sì che la sospensione abbia una rigidezza complessiva superiore.
Le contromolle sono molto più corte delle molle principali, intervengono mediamente nei primi 20-30 mm di escursione della sospensione.
Il risultato finale sarà quindi di avere inizialmente un piccolo tratto di escursione con rigidezza maggiore, per poi proseguire con la rigidezza "normale" scelta con le molle principali.
Questa rigidezza iniziale maggiore serve a sostenere il peso statico della moto senza dover esagerare col precarico, mitigando in parte gli effetti negativi visti nella prima considerazione.

Quel che diviene importante da sapere, è che nei dintorni della massima escursione si stanno barattando i vantaggi di un minor precarico, con gli svantaggi di una maggior rigidezza.
Non ci sarà quindi quello "scalino" iniziale da superare per poter comprimere la sospensione senza "spostare" la moto, ma essendo maggior la rigidezza, anche se la sospensione non ha lo "scalino" iniziale comunque risulterà più rigida.

Anche per tal motivo quindi, regolare il precarico non è un'operazione da fare esclusivamente "perché dicono di fare i sag" (sob), in quanto molte volte, per la presenza delle contromolle, correndo dietro al "giusto sag" (sob) ci si ritrova a dare una quantità eccessiva ed inutile di precarico, con tutti gli svantaggi del caso, senza capirne i motivi.



Occhio quindi a giocare coi precarichi rincorrendo i "sag" (sob) che tanti predicano come la "base" di ogni taratura, con delle tabelline preconfezionate e procedure di misurazione incredibilmente ridicole.
Le "basi" di una messa a punto sono altre e sono ben più ampie, quando si arriva a settare precarichi ed affondamenti si sta già mettendo mano a parametri molto influenti.

Spero sia stato utile.

scusa Warst ma se le contromolle hanno rigidezza maggiore non si comprimono per ultime?

Dennis
08/05/2013, 14:57
quoto, ho notato anche io questa cosa, il peso davanti è molto poco (direi ai livelli di altre categorie di moto più turistiche, poi vabbé io ho una n e vengo da una "sportiva"), se ciò giova alla maneggevolezza, le sensazioni trasmesse sono basse...mi sto prodigando per cambiare forcelle (e pinze) e mi sa che le sfilerò un po' per caricare un po' l'anteriore..qualcosa dovrebbe cambiare..

se vuoi un consiglio, invece di fare il solito cambio forcelle base-R metti le mani sulle tue;
con l'investimento di una forcella usata, compri delle cartucce complete per la tua, regolabili estensione/compressione/precarico, tipo quelle Matris.

la prima cosa da fare sulla N comunque è cambiare il mono posteriore con uno decente, perché quello di serie ha una molla davvero poco rigida per quel che servirebbe;
wilbers "base" da 500 euro e sei apposto.



scusa Warst ma se le contromolle hanno rigidezza maggiore non si comprimono per ultime?

le contromolle sono interne alla cartuccia e si comprimono quando la sospensione si estende, al contrario delle molle principali

qui la vedi su un ammortizzatore, ma il montaggio è identico sulla forcella:

http://www.peterverdone.com/archive/images/content/motorcycle/kyleusa/DSCN1522.jpg

Diabolico_Vendicatore
08/05/2013, 15:02
a giudicare dalla foto sembrano entrare in gioco solo verso la parte finale dell'estensione...

Dennis
08/05/2013, 15:12
esattamente

Le89le
08/05/2013, 16:32
aggiungerei una piccolano ta , se chiudi estensione e compressione e ti sembra troppo dura e che non copia benen , prova a chiudere solo l estenzione , che influisce anche sulla compressione di norma .

Sisi questo lo só bene pure io!! Le sospensioni le conosco abbasarnza bene dato che pratico pure FR e le forcelle/mono della mia bici non hanno nulla da invidiare a quelli della moto...anzi penso che sono pure moooolto meglio, compressione divisa in alte e basse velocitá, resistenza al fondocorsa...click di regolazione che FUNZIONANO dal primo al ultimo...insomma ci siamo capiti. Bhe con quello che costano lo spero pure ;)
Il mio problema è che avendo avuto sempre sospensioni ad aria sulla bici dove a seconda della pressione che metti nelle varie camere della forca o del mono si ottengono risultati differenti (ma sempre bene gestibili, infatti avendo come elemento elastico l'aria che si immette si puó tarare la forcella/mono alla PERFEZIONE!!) ...con la molla al posto dell'aria che quindi ha una costante k fissa e non puó variare se non cambiando la molla, mi grovo in difficoltá a trovare la giusta "misura".

Vabbó oggi dopo vari tentativi di prove penso di essere arrivato a un buon punto....facendo la "mia solita strada di prova" ho chiuso il posteriore sia a sx che a dx...cosa mai successa...e pure all'anteriore sono arrivato molto piú vicino ai bordi che prima. :)

alessio90
08/05/2013, 18:11
esattamente
Grazie del consiglio, in effetti non monterò le forche della r ma monterò un altro set di forcelle preparate da un'amico su base ohlins..ci sarà un po'da sbattersi sul montaggio ma credo ne varrà la pena..sicuramente cambierò anche il monoammortizzatore appena posso..

Diabolico_Vendicatore
09/05/2013, 07:41
scusate tanto, ma tutte ste differenze su strada non le trovo proprio... le gomme si possono chiudere tranquillamente anche con le sospensioni classiche della sprintona (che sono veramente flosce) a settaggio di fabbrica e gomme gonfie... la chiusuradelle gomme non può essere preso come metro di giudizio.

Le89le
09/05/2013, 11:48
scusate tanto, ma tutte ste differenze su strada non le trovo proprio... le gomme si possono chiudere tranquillamente anche con le sospensioni classiche della sprintona (che sono veramente flosce) a settaggio di fabbrica e gomme gonfie... la chiusuradelle gomme non può essere preso come metro di giudizio.

Io mi trovo meglio cosí!! Prima che di fabbrica avevo estenzione e compressione tutto sul morbido e la focella piú dura del mono con conseguente schiacciamento del posteriore in curva, io proprio non mi trovavo!! Scoperto provando la SF848 che un assetto piú rigido e il posteriore piú alto dell'anteriore (quindi caricato maggiormente sul davanti) giovava enormemente alla guida stó cercando per quel che possibile di cucirmi addoso la street!!

La storia della chiusara delle gomme indica che l'assetto attuale mi fá trovare bene durante la guida....moto piú rigida e reattiva e peso leggermente caricato davanti è proprio quello che cercavo!! Come dice Warstainer servirebbe un piccolo spessore da mettere tra l'ammo e il telaio, che giá esiste, ma se fosse alto un paio di mm in piú forse la moto sarebbe ancora meglio da guidare!! ;)

Forse basterebbe un manubrio piú basso tipo quello della ducati 1100evo e del s4r...che poi è lo stesso

Diabolico_Vendicatore
09/05/2013, 12:07
Io mi trovo meglio cosí!! Prima che di fabbrica avevo estenzione e compressione tutto sul morbido e la focella piú dura del mono con conseguente schiacciamento del posteriore in curva, io proprio non mi trovavo!! Scoperto provando la SF848 che un assetto piú rigido e il posteriore piú alto dell'anteriore (quindi caricato maggiormente sul davanti) giovava enormemente alla guida stó cercando per quel che possibile di cucirmi addoso la street!!

La storia della chiusara delle gomme indica che l'assetto attuale mi fá trovare bene durante la guida....moto piú rigida e reattiva e peso leggermente caricato davanti è proprio quello che cercavo!! Come dice Warstainer servirebbe un piccolo spessore da mettere tra l'ammo e il telaio, che giá esiste, ma se fosse alto un paio di mm in piú forse la moto sarebbe ancora meglio da guidare!! ;)

Forse basterebbe un manubrio piú basso tipo quello della ducati 1100evo e del s4r...che poi è lo stesso


...magari anche per te (da quello che leggo), era un discorso di avancorsa piuttosto che di sospensioni... avevi provato a sfilare lievemente la forcella?

ROBY1774
09/05/2013, 12:47
...magari anche per te (da quello che leggo), era un discorso di avancorsa piuttosto che di sospensioni... avevi provato a sfilare lievemente la forcella?

ma onestamente opterei per alzare dietro che impuntare davanti

Le89le
09/05/2013, 13:04
...magari anche per te (da quello che leggo), era un discorso di avancorsa piuttosto che di sospensioni... avevi provato a sfilare lievemente la forcella?
La forcell non la tocco. Primo perchè se non si fanno le cose con cognizione si rischia di far toccare la ruota da qualche parte, secondo perchè non ho nemmeno gli attrezzi gusti. Ci vorrebbe un cavalletto sottocanotto che non ho! ;)
Comunque le sospensioni erano decisamente molli fidati!! Ti faccio un esempio stupido, i tornati. Prima facevo fatica a farli sopratutto se su strade strette e con tornanti a gomito mooolto chiusi; la forcella affondava troppo chiudendomi l'anteriore e costringendomi a fare numeri per rimanere in piedi. Ora invece la forcella non affonda piú come prima e quindi li faccio senza problemi!!
Stessa cosa in discesa....la.forcella si comprimeva troppo e la moto ne perdeva in manegevolezza tra le curve!! Ti assicuro che la moto tra prima e adesso è cambiata completamente. :D

Ah tra l'altro prima l'anteriore non mi dava fiducia se era piú gonfio di 2.1bar è come se scivolasse...adesso è a 2.3 e mi trovo bemissimo!!!

Diabolico_Vendicatore
09/05/2013, 13:05
...hai mai provato le sospensioni della Sprint ST? (mod. 2005)

Dennis
09/05/2013, 13:15
Ah tra l'altro prima l'anteriore non mi dava fiducia se era piú gonfio di 2.1bar è come se scivolasse...adesso è a 2.3 e mi trovo bemissimo!!!

sei sulla buona strada

Le89le
09/05/2013, 13:18
...hai mai provato le sospensioni della Sprint ST? (mod. 2005)

No ma non capisco cosa c'entri!!
Hai mai provato una street R con le sospensioni tutto sul morbido? Non penso ;)
Alla fine ogniuno guida diversamente e se io mi trovo meglio in un modo piuttosto che in un'altro non capisco perchè non dovrei usare la configurazione che meglio mi si addice!! :)
Magari tu sei un mago del manubrio che anche con una moto tutta morbida o non così caricata sul davanti riesce a dare paga a tutti...bhe io no, son fermo e se posso trovare un modo che mi aiuti a migliorarmi sicuro non lo lascio perdere :)

Diabolico_Vendicatore
10/05/2013, 07:41
No ma non capisco cosa c'entri!!
Hai mai provato una street R con le sospensioni tutto sul morbido? Non penso ;)
Alla fine ogniuno guida diversamente e se io mi trovo meglio in un modo piuttosto che in un'altro non capisco perchè non dovrei usare la configurazione che meglio mi si addice!! :)
Magari tu sei un mago del manubrio che anche con una moto tutta morbida o non così caricata sul davanti riesce a dare paga a tutti...bhe io no, son fermo e se posso trovare un modo che mi aiuti a migliorarmi sicuro non lo lascio perdere :)

lo dicevo perchè se le avessi provate, apprezzeresti moolto di più quelle della street...

:biggrin3: