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Visualizza Versione Completa : In quanti di voi l'anno AMATA



dott_speed
15/05/2013, 21:24
Ao non mi venite a dire che don OFF TOPic .......
:botteee:



117811

robyeve
15/05/2013, 21:30
chiudere e bannare l'utente ..... :cry:

dott_speed
15/05/2013, 21:32
È la miseria ..... :ph34r:

Exo
15/05/2013, 21:37
Hannodettobastapussy.

dott_speed
15/05/2013, 21:39
Hannodettobastapussy.

Ma perché tu la vedi

Exo
15/05/2013, 21:40
Ormai la vedo ovunque.

BikeAnto
15/05/2013, 21:42
Nch'io ........:homer:

tbb800
15/05/2013, 21:42
:cry:

caro dott_speed

il momento è difficile :cry:

ormai il massimo della libidine e parlare di razze di cani, a volte di fumetti giapponesi e nei momenti di ardimento di piatti tipici locali

uno sballo

BikeAnto
15/05/2013, 21:43
Moooolto difficile :cry:

roberto70
15/05/2013, 21:46
io la amo ancora!!!!!!!!!!!!!

tbb800
15/05/2013, 21:50
io la amo ancora!!!!!!!!!!!!!

cosa :cry::cry:

streetTux
15/05/2013, 21:55
io la amo ancora!!!!!!!!!!!!!
http://farm5.staticflickr.com/4098/5603613131_8317d08e3d_z.jpg

:sick:

urasch
16/05/2013, 03:11
dò!

condor
16/05/2013, 03:35
le "h"!!!!!! benedetto figliolo, le "h".
:biggrin3:

E poi lucida bene la motina, lucida bene te stesso, parcheggiatevi all'uscita dei licei, e vedrai che la topa verra' da te. Fidati.

Lorenzs
16/05/2013, 05:06
:cry: è come un garage tutto preciso senza il calendario dietro alla porta:cry:

leo
16/05/2013, 06:30
Io proporrei di riempire i nostri avatar di phiga :laugh2:

rori
16/05/2013, 07:23
Io proporrei di riempire i nostri avatar di phiga :laugh2:

.......http://www.forumtriumphchepassione.com/forum/attachment.php?attachmentid=117822&stc=1

http://3.bp.blogspot.com/-4J9z6FUQWU4/TzCYuOk-30I/AAAAAAAABG4/mq70bwLNMO0/s1600/cz+(1).jpg

Leo67
16/05/2013, 08:23
l'H perdio!

BikeAnto
16/05/2013, 08:24
Madooooooooooooooo ...........con le infradito :homer:

marco.bus
16/05/2013, 08:26
bannatelo e mandatelo ancora a scuola solo per il titolo...

rori
16/05/2013, 08:30
Madooooooooooooooo ...........con le infradito :homer:

è di Treviso :cool: .... se la fermano i CC :ph34r:

BikeAnto
16/05/2013, 08:34
Facciamogli un ..ulo così, non si gira senza casco :biggrin3:

rori
16/05/2013, 08:35
anno bisestile !!!!

http://www.forumtriumphchepassione.com/forum/attachment.php?attachmentid=117828&stc=1


Facciamogli un ..ulo così, non si gira senza casco :biggrin3:



:risate2:


l'importante che non sia bevuta :laugh2:

BikeAnto
16/05/2013, 08:39
Sono piu maiale quando bevute un pochino...................non troppo però :biggrin3:

rori
16/05/2013, 08:45
Sono piu maiale quando bevute un pochino...................non troppo però :biggrin3:

http://www.forumtriumphchepassione.com/forum/attachment.php?attachmentid=117830&stc=1

quoto ma te le lascio a te !!!!!:cool:

@ndre@
16/05/2013, 08:47
De che?? ma ndò ??

condor
16/05/2013, 18:33
Madooooooooooooooo ...........con le infradito :homer:


che vuoi dire? Che e' troppo vestita? Le infradito sono troppo coprenti?


:laugh2:

rori
16/05/2013, 18:36
che vuoi dire? Che e' troppo vestita? Le infradito sono troppo coprenti?


:laugh2:

Le autoreggenti .......:homer::nonono:

Leo67
17/05/2013, 08:00
novità sull'H?

HAL9000
17/05/2013, 08:43
novità sull'H?

sì:


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/68/Latin_H.svg/480px-Latin_H.svg.png

H (chiamata acca in italiano) è l'ottava lettera dell'alfabeto italiano. Il simbolo maiuscolo può anche rappresentare la lettera eta dell'alfabeto greco o la en dell'alfabeto cirillico. Il simbolo minuscolo, invece, è il simbolo della consonante fricativa glottidale sorda (o fricativa glottale sorda) nell'alfabeto fonetico internazionale; sempre in fonetica, poi, h rappresenta una laringale del proto-indoeuropeo.



http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/71/Proto-semiticH-01.png http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/53/PhoenicianH-01.png http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/89/EtruscanH-01.svg/87px-EtruscanH-01.svg.png http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/93/Heta_uc_lc.svg/120px-Heta_uc_lc.svg.png http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0b/Eta_uc_lc.svg/120px-Eta_uc_lc.svg.png

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0f/ICS_Hotel.svg/75px-ICS_Hotel.svg.png http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8d/Semaphore_Hotel.svg/90px-Semaphore_Hotel.svg.png http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8c/Braille_H8.svg/54px-Braille_H8.svg.png


La lettera deriva dalla heth fenicia, che indicava un'aspirazione, forse [ħ]: la sua forma rappresentava probabilmente un recinto chiuso.

Mentre alcuni dialetti greci ne ricavarono la lettera Heta, l'alfabeto greco ionico ne utilizzò solo la forma maiuscola per il suono [ɛː] della eta (η), ma nell'alfabeto latino è stata usata con il suo valore fonetico originario [h]. L'acca ha nella lingua italiana una lunga e movimentata storia. Alla fine del Quattrocento e soprattutto a partire dal Cinquecento, alcuni scrittori (per esempio, l'umanista Aldo Manuzio) pensarono di abolirla completamente, anche dalle forme del verbo «avere». Sono famose le parole di Ludovico Ariosto: «Chi leva la H all'huomo non si conosce huomo, e chi la leva all'honore, non è degno di honore».

L'edizione del 1691 del Vocabolario degli Accademici della Crusca stabilisce in modo pressoché definitivo che la lettera acca va mantenuta solo nelle quattro forme del verbo «avere» per distinguerle dalle omofone. Dato che tale regola costituisce un’eccezione nel sistema grafico italiano, da più parti fu avanzata la proposta di eliminare la lettera h ed affrontare il problema della distinzione delle forme con altre indicazioni, ad esempio ponendo l'accento sulle quattro voci verbali («ò», «ài», «à», «ànno» invece di «ho», «hai», «ha», «hanno»), analogamente a quanto avviene in altri casi simili.

Nell'Ottocento, Pietro Fanfani (1815-1879) e Giuseppe Rigutini(1829-1903) furono fautori della acca, mentre Policarpo Petrocchi preferiva le forme accentate, suggerite pure dalla Società Ortografica Italiana.[1]

La controversia è proseguita per tutto il periodo compreso tra le due guerre. La rivista di Giuseppe Bottai, Critica fascista, usava il verbo «avere» senza l'acca, che veniva normalmente bandita anche nelle scuole elementari.

Nel secondo dopoguerra l'utilizzo delle forme accentate è andato sempre più rarefacendosi, ed attualmente le forme con l'acca sono quelle generalmente insegnate nelle scuole ed indicate come corrette nelle grammatiche.

In italiano la lettera h non ha in genere alcun vero valore fonologico, ma rappresenta oramai un vero e proprio grafema diacritico. Gli usi principali e più comuni sono:

Nel verbo «avere» distingue alcune voci verbali del presente indicativo da altre parole di uso frequente (h etimologica):
ho (1^ persona singolare) → o (congiunzione)
hai (2^ persona singolare) → ai (preposizione articolata)
ha (3^ persona singolare) → a (preposizione semplice)
hanno (3^ persona plurale) → anno (periodo temporale)

Caratterizza spesso molte interiezioni brevi, tanto se vi sia problema di confusione con altre parole (ah, oh, eh, ehm, ecc.), ma anche in casi in cui non vi sia un problema assoluto di confusione (toh, beh). In questi casi la presenza della h serve graficamente per rafforzare la natura interiettiva della parola, che può anche essere contemporaneamente enfatizzata da altri segni di interpunzione come il punto esclamativo (!) o i puntini di sospensione (...).
Come regola generale per evitare confusione con le voci del verbo avere e in caso di indecisione, vale sempre la norma che la h deve essere messa subito dopo la fine della prima sillaba: ahi!, ohibò!, ecc.
Va tuttavia osservato che proprio nelle interiezioni come ah, eh, ehm, ecc. la lettera h può talvolta acquisire valore fonologico autonomo, ma solo in via eccezionale e come realizzazione facoltativa. Infatti, "in tal caso h può corrispondere ad una fricativa glottidale [...]. Accanto alla pronuncia usuale di ah, eh, ehm e simili ([a], [ɛ] o [e], [ɛm], più o meno prolungati), è quindi possibile sentire occasionalmente, specie in caso d'iterazione: [ha], [hɛ], [he], [hɛm], ecc.".[2]

Nei digrammi ch e gh serve per indicare la pronuncia "dura" della lettere C e G davanti alle vocali E e I.

Al di fuori delle regole sopra citate s'impiega inoltre, tradizionalmente, nella grafia di un piccolo numero di toponimi relativi a località italiane: ad esempio Rho, Roghudi, Santhià, Thiene, Thiesi, Vho.

Leo67
17/05/2013, 08:48
sì:


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/68/Latin_H.svg/480px-Latin_H.svg.png

H (chiamata acca in italiano) è l'ottava lettera dell'alfabeto italiano. Il simbolo maiuscolo può anche rappresentare la lettera eta dell'alfabeto greco o la en dell'alfabeto cirillico. Il simbolo minuscolo, invece, è il simbolo della consonante fricativa glottidale sorda (o fricativa glottale sorda) nell'alfabeto fonetico internazionale; sempre in fonetica, poi, h rappresenta una laringale del proto-indoeuropeo.



http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/71/Proto-semiticH-01.png http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/53/PhoenicianH-01.png http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/89/EtruscanH-01.svg/87px-EtruscanH-01.svg.png http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/93/Heta_uc_lc.svg/120px-Heta_uc_lc.svg.png http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0b/Eta_uc_lc.svg/120px-Eta_uc_lc.svg.png

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0f/ICS_Hotel.svg/75px-ICS_Hotel.svg.png http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8d/Semaphore_Hotel.svg/90px-Semaphore_Hotel.svg.png http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/8c/Braille_H8.svg/54px-Braille_H8.svg.png


La lettera deriva dalla heth fenicia, che indicava un'aspirazione, forse [ħ]: la sua forma rappresentava probabilmente un recinto chiuso.

Mentre alcuni dialetti greci ne ricavarono la lettera Heta, l'alfabeto greco ionico ne utilizzò solo la forma maiuscola per il suono [ɛː] della eta (η), ma nell'alfabeto latino è stata usata con il suo valore fonetico originario [h]. L'acca ha nella lingua italiana una lunga e movimentata storia. Alla fine del Quattrocento e soprattutto a partire dal Cinquecento, alcuni scrittori (per esempio, l'umanista Aldo Manuzio) pensarono di abolirla completamente, anche dalle forme del verbo «avere». Sono famose le parole di Ludovico Ariosto: «Chi leva la H all'huomo non si conosce huomo, e chi la leva all'honore, non è degno di honore».

L'edizione del 1691 del Vocabolario degli Accademici della Crusca stabilisce in modo pressoché definitivo che la lettera acca va mantenuta solo nelle quattro forme del verbo «avere» per distinguerle dalle omofone. Dato che tale regola costituisce un’eccezione nel sistema grafico italiano, da più parti fu avanzata la proposta di eliminare la lettera h ed affrontare il problema della distinzione delle forme con altre indicazioni, ad esempio ponendo l'accento sulle quattro voci verbali («ò», «ài», «à», «ànno» invece di «ho», «hai», «ha», «hanno»), analogamente a quanto avviene in altri casi simili.

Nell'Ottocento, Pietro Fanfani (1815-1879) e Giuseppe Rigutini(1829-1903) furono fautori della acca, mentre Policarpo Petrocchi preferiva le forme accentate, suggerite pure dalla Società Ortografica Italiana.[1]

La controversia è proseguita per tutto il periodo compreso tra le due guerre. La rivista di Giuseppe Bottai, Critica fascista, usava il verbo «avere» senza l'acca, che veniva normalmente bandita anche nelle scuole elementari.

Nel secondo dopoguerra l'utilizzo delle forme accentate è andato sempre più rarefacendosi, ed attualmente le forme con l'acca sono quelle generalmente insegnate nelle scuole ed indicate come corrette nelle grammatiche.

In italiano la lettera h non ha in genere alcun vero valore fonologico, ma rappresenta oramai un vero e proprio grafema diacritico. Gli usi principali e più comuni sono:

Nel verbo «avere» distingue alcune voci verbali del presente indicativo da altre parole di uso frequente (h etimologica):
ho (1^ persona singolare) → o (congiunzione)
hai (2^ persona singolare) → ai (preposizione articolata)
ha (3^ persona singolare) → a (preposizione semplice)
hanno (3^ persona plurale) → anno (periodo temporale)

Caratterizza spesso molte interiezioni brevi, tanto se vi sia problema di confusione con altre parole (ah, oh, eh, ehm, ecc.), ma anche in casi in cui non vi sia un problema assoluto di confusione (toh, beh). In questi casi la presenza della h serve graficamente per rafforzare la natura interiettiva della parola, che può anche essere contemporaneamente enfatizzata da altri segni di interpunzione come il punto esclamativo (!) o i puntini di sospensione (...).
Come regola generale per evitare confusione con le voci del verbo avere e in caso di indecisione, vale sempre la norma che la h deve essere messa subito dopo la fine della prima sillaba: ahi!, ohibò!, ecc.
Va tuttavia osservato che proprio nelle interiezioni come ah, eh, ehm, ecc. la lettera h può talvolta acquisire valore fonologico autonomo, ma solo in via eccezionale e come realizzazione facoltativa. Infatti, "in tal caso h può corrispondere ad una fricativa glottidale [...]. Accanto alla pronuncia usuale di ah, eh, ehm e simili ([a], [ɛ] o [e], [ɛm], più o meno prolungati), è quindi possibile sentire occasionalmente, specie in caso d'iterazione: [ha], [hɛ], [he], [hɛm], ecc.".[2]

Nei digrammi ch e gh serve per indicare la pronuncia "dura" della lettere C e G davanti alle vocali E e I.

Al di fuori delle regole sopra citate s'impiega inoltre, tradizionalmente, nella grafia di un piccolo numero di toponimi relativi a località italiane: ad esempio Rho, Roghudi, Santhià, Thiene, Thiesi, Vho.
:oook:

Muttley
17/05/2013, 09:07
Ao non mi venite a dire che don OFF TOPic .......
:botteee:



117811

Ma guarda un po' chi c'e' !!!!

Pensa che son stato dalle tue parti qualche giorno fa' :oook: ....ti volevo quasi chiamare :cool: