Baigon
14/11/2015, 17:15
Ciao a tutti,
Come previsto oggi ho avuto il piacere di approfondire la conoscenza di Joe Black, con un bel giretto di 300 km.
Partito da Messina prendo la statale per Villafranca Tirrenica, per affrontare subito qualche curvetta di riscaldamento. Si tratta della strada che taglia la punta nord orientale della Sicilia ed unisce il mar Ionio al Tirreno. Sono 22 km di misto stretto con fondo un po irregolare. Nei tratti piu lisci e con piu grip ho avuto modo di iniziare a conoscere il motore debordante della Street e prendere confidenza con la sua ciclistica sana, talmente sana da farmi grattare gli stivali dopo qualche curva.
Mi appassiono subito al sound del motore: la moto ha gli scarichi originali ma ciononostante, il sound è spettacolare sia ai bassi regimi, quando si avverte un rumore cupo e cattivo, sia agli alti: superati i 6000 giri l'urlo del motore è coinvolgente e gasante.
A Villafanca prendo l'autostrada ed esco a Barcellona. Noto che i consumi istantanei non sono poi cosi elevati viaggiando a 130 costanti mentre a quella velocita qualche vibrazione di troppo sulle pedane si avverte. Presenti ma sopportabili quelle al manubrio.*
Per niente giustificata la mancanza dell'indicatore della benza: su 3 moto e uno scooter che ho avuto in mio possesso (la lumachina Lml Star, l'animale da soma Bmw F650 gs, la "emozionizero" Sv 650 e la scaldachiappe Triumph Street Triple) solo la LML Star era dotata di questo strumento (e le altre 2 sono di concezione ben piu antica rispetto alla piccola Lord inglese).
Da Barcellona, fatta la benza e preso il caffe, prendo la prima delle 3 strade mie preferite e che ho in programma oggi: la Ss185 che unisce Terme Vigliatore (il paese tristemente famoso per aver dato i natali a Scilipoti) e Francavilla di Sicilia, passando per Mazzarrà ma soprattutto Novara di Sicilia, un paesino di poche anime incastonato fra i monti e con una vista da sogno sulle Isole Eolie.
L'asfalto e il fondo sono discreti (considerando anche la stagione) e la strada è un bel misto che alterna tratti stretti e guidati a tratti piu aperti.*
Qui continuo ad apprezzare tantissimo il motore che, per quanto mi riguarda, estremizzando un po, potrebbe avere anche una sola marcia di quanto è elastico. Anche se ti distrai ed entri in curva con una marcia in piu del necessario (anche 2 alle volte), il tre cilindri inglese fa il suo dovere e ti porta alla curva successiva in un battito di ciglia.*
A proposito di marce, il comparto trasmissione non è dei migliori: la leva è duretta da azionare e quando si passa da una marcia alta alla 1a a velocita molto basse (ad esempio nei panic stop, quando ci si ferma da una velocita di 70 km/h tenendo tirata la frizione) le marce non sempre scalano e bisogna scalciare sulla leva con piu vigore per ottenere l'innesto.
Le marce sono corte e la coppia è cosi corposa che mi è capitato piu volte di stare in 6a a cercare di innestare la marcia superiore.
I freni sono ben modulabili e la leva è regolabile alla giusta distanza. In quanto a potenza, pero, si potrebbe fare di piu: mi è capitato di arrivare lunghetto a qualche tornante. Niente di grave se si adotta una guida piu che conservativa, come quella mia oggi. Il problema diventa degno di nota se si va alla ricerca di una guida ben piu sportiva. A quanto dicono i possessori della Street N, la lacuna si riesce a by-passare con delle pastiglie piu performanti. Vedremo.
La leva della frizione, invece, risulta un po troppo distante per la mia mano da diversamente alto, e cio provoca un certo affaticamento di polso e tendini della mano sinistra, che si ripresentera insistentemente piu in la, tra qualche curva.
A non faticare affatto sono le gambe e la schiena: la triangolazione sella-pedane-manubrio sembra fatta a misura per me (che sono diversamente alto 170 cm). Nemmeno le terga soffrono troppo, nonostante la sella sia abbastanza rigida.
Arrivato a Francavilla faccio rotta verso Randazzo, alle pendici dell'Etna e poi verso Cesarò dove imbocco la statale che unisce questo centro con San Fratello e che sfocia sul mare all'altezza di Sant'Agata di Militello.
Il tratto da Randazzo a Cesarò è una statale veloce che costeggia il versante nord dell'Etna e si addentra verso il cuore della Sicilia. In questo contesto apprezzo la stabilita della Street sui curvoni veloci (anche se non mi spingo a velocita supersoniche). Il riparo aerodinamico è ai minimi storici, come ci si aspetta da una naked, ma il piccolo cupolino in tinta, oltre ad una funzione estetica (svolta egregiamente) ha anche il pregio di evitare la formazione di fastidiose turbolenze.
Meno apprezzabile è il comportamento delle sospensioni sullo sconnesso: ogni asperitá della strada fa scendere giu dal paradiso qualche santo e mi fa riflettere sul fatto che, con le strade che abbiamo in Sicilia, moto come questa sono ormai pesci fuor d'acqua. L'acquisto di enduro stradali e crossover è piu che giustificato, nonostante si percorrano poche migliaia di km all'anno.
La statale 289 Cesarò-Sant'Agata di Militello (la seconda delle 3 strade in programma) è nel cuore del parco dei Nebrodi: ogni volta che si fa questa stada si incontra sempre un gruppetto di maialini neri che grufolano allegramente.
Le condizioni dell'asfalto non mi lasciano del tutto tranquillo:umido, sporco, escrementi di animali, foglie per terra non aiutano allo scopo. In piu il dolore al polso e ai tendini della mano sinistra inizia a farsi sentire ad ogni azionamento della frizione. Fortuna che il motore della Triumph mi viene incontro con la sua enorme elasticita.
Quando arrivo alla statale 114, quella che costeggia il Tirreno e unisce Messina a Palermo, l'asfalto è piu liscio e aperto e approfitto ancora per riposarre il polso e i tendini viaggiando in souplesse in 5a e 6a marcia (tenendo comunque medie di tutto rispetto).
Arrivato all'altezza della statale per Castelbuono (l'Ss 286, la terza strada che completa il novero delle mie strade preferite), la imbocco e inizio a godere tantissimo. Cosi tanto che mi passa qualsiasi dolorino. Di nuovo il rumore del motore mi coinvolge e non è mai invadente, l'asfalto ad ogni piega lima ancora un po la gomma degli stivali e la moto inizia a fare quello che il mio pensiero gli chiede di fare: traiettorie pulite e tondeggianti che non ero mai riuscito a percorrere a certe velocita.*
Anche la velocita in percorrenza di curva mi sembra essere ben superiore a quella che riuscivo a tenere con la Suzukina e in questo la gomma posteriore da 180 credo abbia giocato un ruolo fondamentale.
Dopo un bel po di curve arrivo a Gangi, destinazione finale del mio viaggio. Mi accolgono i miei con un bel pranzetto che si completa con uno stupendo cannolo espresso: la scorcia e la ricotta dolce sono acquistate separatamente e "assemblate" just in time!
Cosa voglio di piu dalla vita??
Un caffe grazie...
Alla prossima
Ciao
Come previsto oggi ho avuto il piacere di approfondire la conoscenza di Joe Black, con un bel giretto di 300 km.
Partito da Messina prendo la statale per Villafranca Tirrenica, per affrontare subito qualche curvetta di riscaldamento. Si tratta della strada che taglia la punta nord orientale della Sicilia ed unisce il mar Ionio al Tirreno. Sono 22 km di misto stretto con fondo un po irregolare. Nei tratti piu lisci e con piu grip ho avuto modo di iniziare a conoscere il motore debordante della Street e prendere confidenza con la sua ciclistica sana, talmente sana da farmi grattare gli stivali dopo qualche curva.
Mi appassiono subito al sound del motore: la moto ha gli scarichi originali ma ciononostante, il sound è spettacolare sia ai bassi regimi, quando si avverte un rumore cupo e cattivo, sia agli alti: superati i 6000 giri l'urlo del motore è coinvolgente e gasante.
A Villafanca prendo l'autostrada ed esco a Barcellona. Noto che i consumi istantanei non sono poi cosi elevati viaggiando a 130 costanti mentre a quella velocita qualche vibrazione di troppo sulle pedane si avverte. Presenti ma sopportabili quelle al manubrio.*
Per niente giustificata la mancanza dell'indicatore della benza: su 3 moto e uno scooter che ho avuto in mio possesso (la lumachina Lml Star, l'animale da soma Bmw F650 gs, la "emozionizero" Sv 650 e la scaldachiappe Triumph Street Triple) solo la LML Star era dotata di questo strumento (e le altre 2 sono di concezione ben piu antica rispetto alla piccola Lord inglese).
Da Barcellona, fatta la benza e preso il caffe, prendo la prima delle 3 strade mie preferite e che ho in programma oggi: la Ss185 che unisce Terme Vigliatore (il paese tristemente famoso per aver dato i natali a Scilipoti) e Francavilla di Sicilia, passando per Mazzarrà ma soprattutto Novara di Sicilia, un paesino di poche anime incastonato fra i monti e con una vista da sogno sulle Isole Eolie.
L'asfalto e il fondo sono discreti (considerando anche la stagione) e la strada è un bel misto che alterna tratti stretti e guidati a tratti piu aperti.*
Qui continuo ad apprezzare tantissimo il motore che, per quanto mi riguarda, estremizzando un po, potrebbe avere anche una sola marcia di quanto è elastico. Anche se ti distrai ed entri in curva con una marcia in piu del necessario (anche 2 alle volte), il tre cilindri inglese fa il suo dovere e ti porta alla curva successiva in un battito di ciglia.*
A proposito di marce, il comparto trasmissione non è dei migliori: la leva è duretta da azionare e quando si passa da una marcia alta alla 1a a velocita molto basse (ad esempio nei panic stop, quando ci si ferma da una velocita di 70 km/h tenendo tirata la frizione) le marce non sempre scalano e bisogna scalciare sulla leva con piu vigore per ottenere l'innesto.
Le marce sono corte e la coppia è cosi corposa che mi è capitato piu volte di stare in 6a a cercare di innestare la marcia superiore.
I freni sono ben modulabili e la leva è regolabile alla giusta distanza. In quanto a potenza, pero, si potrebbe fare di piu: mi è capitato di arrivare lunghetto a qualche tornante. Niente di grave se si adotta una guida piu che conservativa, come quella mia oggi. Il problema diventa degno di nota se si va alla ricerca di una guida ben piu sportiva. A quanto dicono i possessori della Street N, la lacuna si riesce a by-passare con delle pastiglie piu performanti. Vedremo.
La leva della frizione, invece, risulta un po troppo distante per la mia mano da diversamente alto, e cio provoca un certo affaticamento di polso e tendini della mano sinistra, che si ripresentera insistentemente piu in la, tra qualche curva.
A non faticare affatto sono le gambe e la schiena: la triangolazione sella-pedane-manubrio sembra fatta a misura per me (che sono diversamente alto 170 cm). Nemmeno le terga soffrono troppo, nonostante la sella sia abbastanza rigida.
Arrivato a Francavilla faccio rotta verso Randazzo, alle pendici dell'Etna e poi verso Cesarò dove imbocco la statale che unisce questo centro con San Fratello e che sfocia sul mare all'altezza di Sant'Agata di Militello.
Il tratto da Randazzo a Cesarò è una statale veloce che costeggia il versante nord dell'Etna e si addentra verso il cuore della Sicilia. In questo contesto apprezzo la stabilita della Street sui curvoni veloci (anche se non mi spingo a velocita supersoniche). Il riparo aerodinamico è ai minimi storici, come ci si aspetta da una naked, ma il piccolo cupolino in tinta, oltre ad una funzione estetica (svolta egregiamente) ha anche il pregio di evitare la formazione di fastidiose turbolenze.
Meno apprezzabile è il comportamento delle sospensioni sullo sconnesso: ogni asperitá della strada fa scendere giu dal paradiso qualche santo e mi fa riflettere sul fatto che, con le strade che abbiamo in Sicilia, moto come questa sono ormai pesci fuor d'acqua. L'acquisto di enduro stradali e crossover è piu che giustificato, nonostante si percorrano poche migliaia di km all'anno.
La statale 289 Cesarò-Sant'Agata di Militello (la seconda delle 3 strade in programma) è nel cuore del parco dei Nebrodi: ogni volta che si fa questa stada si incontra sempre un gruppetto di maialini neri che grufolano allegramente.
Le condizioni dell'asfalto non mi lasciano del tutto tranquillo:umido, sporco, escrementi di animali, foglie per terra non aiutano allo scopo. In piu il dolore al polso e ai tendini della mano sinistra inizia a farsi sentire ad ogni azionamento della frizione. Fortuna che il motore della Triumph mi viene incontro con la sua enorme elasticita.
Quando arrivo alla statale 114, quella che costeggia il Tirreno e unisce Messina a Palermo, l'asfalto è piu liscio e aperto e approfitto ancora per riposarre il polso e i tendini viaggiando in souplesse in 5a e 6a marcia (tenendo comunque medie di tutto rispetto).
Arrivato all'altezza della statale per Castelbuono (l'Ss 286, la terza strada che completa il novero delle mie strade preferite), la imbocco e inizio a godere tantissimo. Cosi tanto che mi passa qualsiasi dolorino. Di nuovo il rumore del motore mi coinvolge e non è mai invadente, l'asfalto ad ogni piega lima ancora un po la gomma degli stivali e la moto inizia a fare quello che il mio pensiero gli chiede di fare: traiettorie pulite e tondeggianti che non ero mai riuscito a percorrere a certe velocita.*
Anche la velocita in percorrenza di curva mi sembra essere ben superiore a quella che riuscivo a tenere con la Suzukina e in questo la gomma posteriore da 180 credo abbia giocato un ruolo fondamentale.
Dopo un bel po di curve arrivo a Gangi, destinazione finale del mio viaggio. Mi accolgono i miei con un bel pranzetto che si completa con uno stupendo cannolo espresso: la scorcia e la ricotta dolce sono acquistate separatamente e "assemblate" just in time!
Cosa voglio di piu dalla vita??
Un caffe grazie...
Alla prossima
Ciao