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Calcio, troppa foga nelle amichevoli?
Per la Corte di Cassazione è reato
ROMA - Sul campo di gioco, quando si gioca una amichevole, occorre "controllare l'ardore agonistico". A dirlo è la Cassazione, che - in una sentenza della Quarta sezione penale - ha confermato la condanna per lesioni colpose gravi inflitta a Giovanni G. Un calciatore che con una "entrata in scivolata di estrema irruenza e violenza" aveva colpito l'avversario al ginocchio destro durante una partitella di calcio a cinque.
Nella sentenza si legge che i giocatori devono tenere sotto controllo il loro "ardore agonistico" perchè il mancato autocontrollo può diventare reato perseguibile penalmente. Per questo motivo la Cassazione ha respinto il ricorso di Giovanni G.: quando i giocatori disputano una partita, anche amichevole, "da parte dei contendenti" è necessaria "particolare cautela e prudenza per evitare il pregiudizio fisico per l'avversario".
Il caso risale all'estate del 1999. In un incontro amichevole sulla sabbia il giocatore sarebbe entrato in scivolata colpendo maldestramente uno degli avversari al ginocchio destro. La Corte d'Appello di Palermo, nel maggio 2003, lo aveva condannato a 200 euro di multa per lesioni colpose gravi. Oggi la sentenza conclusiva della Suprema Corte.