




Hanno già detto gli altri e non mi ripeterei. L'analisi del Pedro riflette, tra l'altro, l'andamento del mercato: le marche di nicchia stanno facendo sfracelli, inclusa ktm. Andrebbe, tuttavia, fatta una analisi per aree geografiche e non discostarsi troppo dalle indicazioni che ne emergerebbero.
Se il profitto a tutti i costi è il tuo obiettivo, non potrai che rivolgerti a marchi che hanno brand assicurato e produzione che si rinnova a ciclo costante.
Alcuni "esperimenti" di mercato hanno avuto successo: un concessionario che ha un marchio primario e commerciale, quando hanno affiancato un marchio meno importante, sono riusciti a "trascinare" su quest'ultimo maggiore clientela. Forse è questa una formula da considerare e che potrebbe conciliare passione e sacrosante e irrinunciabile necessità di profitto.
C'E' SEMPRE UN PURO PIU' PURO, CHE TI EPURA
il profitto è importane, ma quello che uno fa deve un pò rispecchiare anche il tuo modo di pensare, quindi io la scelta della moto come diceva Jigen la vedo come un qualcosa di più personale rispetto alla scelta di un'auto, non sempre uno fa la scelta più logica, e questo il mondo di motociclisti a cui voglio arrivare quelli a cui piace un marchio e vivono solo se anno nel garage una Guzzi,Bmw,Triumph,Ducati,Mv,Benelli e cosi via, cosa che non esiste in marchi moolto commerciali come quelli Jap, mi fanno impazzire quelle persone che arrivano a 60-70 anni e quando parlano del LORO marchio gli si illuminano gli occhi, e ne conosco di persona e seguendo questo forum sento qualcuno che fa parte di questo mondo di motociclisti
Ultima modifica di stalker; 04/11/2006 alle 09:41


Inoltre ti dirò di più.
Da studi effettuati risulta che il "grosso" di Triumph è sulle Classic (al contrario delle Speed, che si stanno vendendo per una moda che prima o poi finirà) in quanto prende una fetta di mercato "over-40" di clienti abbienti (es. dottori, avvocati, dentisti ecc...) che quando avevano vent'anni erano innamorati della Triumph ma a causa della loro condizione economica (e dello studio) non se la potevano permettere. Adesso che hanno raggiunto una stbilità economica possono acquistarla e con essa tutti i "gingilli" possibili (ovviamente brandizzati e che hanno margini spaventosi rispetto alla moto, senza contare la manodopera)... e ti posso assicurare che ci spendono, mica sono tutti "taccagni" come AVP...
Ad ogni modo concordo con AVP: bisogna essere "proni" sul fatturato, quindi creare profitto; alla base di qualsiasi progetto di deve essere un'organizzazione/razionalizzazione maniacale, in modo di poter valutare la fattibilità e l'eventuale rientro economico prima di qualsiasi inizio.
Sta solo a te scegliere il mestiere che vuoi fare: imprenditore sporvveduto (e squattrinato) o VERO imprenditore che da una prorpia passione ci può vivere e pure bene.
Ultima modifica di Jigen; 04/11/2006 alle 13:20