
Originariamente Scritto da
marco61
cinque volte più buon senso
nelle nostre intenzioni
cerebrali proiezioni
che una volta sola nei nostri cinque sensi...
se la brevita' e' l'anima del senno
allla mia stabilita' non faro' mai cenno
e sia
immanente o trascendente
come monile dall'orecchio pendente
se la forca clandestina
mi tradira' intestina
aggrapperommi al faro
carissimo preclaro
come trillo di cardello innamorato
cantero' alle muse estasiato
avro' accesso al tempio della conoscenza
mi nutriro' dei germi della reminiscenza
dal tesoro germinale della natura
ritagliero' certo una vena pura
esorbitando
il faro sovrastando
intonero' giocondo
un inno al nostro mondo
e intanto se dimana il cielo non fara' sbadigli
al mare andro' con la madre dei miei figli
mendichero'un giorno al cerbero travaglio
cavalchero' la stella
e ascoltero' il suo raglio
giusto tra i giusti puro tra i puristi
concederoMMI il riposo degli artisti
un tonnarello di vongole guarnito
me lecchero' pure er sugo e er dito
sorseggero' alla salute vostra piano
il dolce nettare dei Feudi
un gran Fiano
