Con infinito rispetto e profonda umiltà (leggi "con la faccia sotto i tuoi piedi") e con un po' di antropocentrismo medico, ti ricordo che il tema è la sperimentazione di farmaci per il benessere umano.
Il punto quindi non è se esista un dosaggio terapeutico nell'animale ma, semmai, cosa accada all'animale al dosaggio terapeutico umano.
Piccole dosi di penicillina sono letali per la cavia. Puoi tranquillamente affermare che la penicillina in talune specie di cavia può essere impiegata così come io posso dimostrarti che il triossido di arsenico è un ottimo farmaco per pazienti con leucemia promielocitica acuta. Ma diventa una diatriba sterile e soprattutto non confuta il fatto che, se il penicillium notatum di Fleming fosse stato dato ad un guinea pig come primo step verso l'uso umano, probabilmente, non avrebbero avuto la penicillina in tempo per il conflitto mondiale.
L'aspirina. Visto il dosaggio ed i tempi di somministrazione impiegati in medicina umana, è tossica nel cane e soprattutto nel gatto (oltre che teratogena per entrambi ma non nell'uomo).
Ciononostante è in commercio ed è un farmaco efficace (anche nel cane e nel gatto, con serie precauzioni e ad altre posologie).
Ma il punto non era questo. Non stiamo discutendo di medicina veterinaria. Stiamo parlando delle differenze tra esseri umani ed altre specie.
Le differenze farmacocinetiche e farmacodinamiche interspecifiche sono moltissime e non credo tu voglia confutarle una ad una.
Pensa alla morfina che è sedativa negli esseri umani e stimolante nel gatto; il benzolo, leucemizzante nell'uomo e innocuo nei topi; la serotonina che è ipotensiva nel gatto e ipertensiva nel cane etc. etc.
E ovviamente non posso non citare la Talidomide, farmaco sedativo commercializzato per dare un po' di serenità alle donne gravide. Passati tutti i test di tossicità e messo in commercio ha causato la nascita di 10.000 bambini focomelici.
Ma anche i semplici contraccettivi ormonali, impiegati negli anni sessanta per la prima volta a dosaggi di estrogeni molto superiori agli attuali, causando aumento dell'incidenza di infarti cardiaci e polmonari e stroke cerebrale (nonostante molti studi eseguiti sui topi con dosi esponenziali rispetto a quella per gli esseri umani).
Dal 1972 al 1983 sono state ritirate dal commercio, solo in Italia, 22.621 specialità medicinali che avevano superato tutti i test di tossicità.
La verità è che delle decine di milioni di esperimenti animali eseguiti, pochi soltanto possono venir considerati in grado di contribuire al progresso della medicina. Solo un quarto degli esperimenti sugli animali è mai arrivato ad essere pubblicato su una rivista scientifica (e includo anche quelle più abominevoli su cui pubblicare è quasi disdicevole).
Inoltre i "nuovi farmaci" immessi sul mercato sono per lo più introdotti in aree già sature e destinati a curare i disturbi più comuni nella opulenta società occidentale al solo scopo di decuplicare i profitti delle multinazionali del farmaco.
Tu ti inalberi contro le false informazioni (?) io mi inalbero per il pressapochismo, la dabbenagine o peggio lo spirito lucrativo (su base economica o carrieristica) di chi ha torturato e ucciso i milioni di animali senza motivo.
La vera sperimentazione farmacologica è quella clinica e viene effettuata sugli esseri umani (fase IV compresa).
Ma poniamo che non sia così. Diciamo che gli animali sono esattamente come noi. Perchè eseguire su di loro esperimenti che verrebbero considerati atroci su di noi?
alcide






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) mi pare sia una cosa successa nel 1800