precondizione d'un possibile perdono e' aver subito un torto, un'ingiustizia, un oltraggio una violenza, chi ha posto in essere la tua limitazione puo' non aver limiti o essere illimitatamente stronzo, condizione primaria al perdono e' ottenere giustizia, riconoscimento del torto arrecato, civilmente possiamo prenderne atto senza dovergli tagliare le mani e ripartire da li per curare le proprie ferite, sempre che il desiderio di vendetta non ci fagociti l'anima
of course
fuori di metafora, la bellezza degli aquiloni sono i colori sgargianti, non potendo essi aspirare a volare se non legati ad una mano attraverso un filo sottile che li conduca in volo con eleganti ardite evoluzioni, tagliato il filo, sono oggetti inanimati e privi di ardore piombano rapidi al suolo, la loro grazia e' la resistenza della leggera impalcatura di carta nel vento che non ha padroni, ma senza essere legati alla fantasia del ragazzo che si perde nel gioco sarebbero flosci e senza anima,
di un aquila possiamo anche apprezzarne la forza e la potenza guardandola in cattività, appollaiata sopra un ramo dentro una bella e grande voliera,
di certo non potra' mai volare, planera' verso la certezza del cibo offerto dalle comitive chiassose, ma altro non è che un ripiego, l'istinto e' nel volo planando correnti e venti, libera da certezze, ed altri infingimenti che sono solo attributi umani, perche' la sua pienezza e' essere nell'aria libera da qualunque pensiero anche altro, seconda solo al suo istinto ed alla capacita' di sopravvivere,
mentre per l'uomo l'individualita' e' sempre e solo una parte, gli resta l'incommensurabile privilegio di poter eccedendo in cattiveria od eccellendo in bonta' della restante umanita' condizionarne il destino
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