Per la serie: mal comune non sempre è mezzo gaudio ma piuttosto che un calcio nei maroni...
Agevolo foto di una testata Suzuki GSXr600 del 2008. Poco più di 15mila km, alcune migliaia fatti in pista. La moto si è spenta in corsa, fumando bianco a più non posso. Fermatosi, il tizio riscontra la temperatura altissima e l'assenza di liquido nel circuito di raffreddamento. Portata in officina, si cercano perdite d'acqua ma non se ne viene a capo. Tolto l'olio ne esce una poltiglia biancastra, l'acqua è finita lì. I percorsi sono solamente due: una crepa nel monoblocco (l'alloggiamento della pompa dell'acqua oppure una canna-cilindro...) o la guarnizione della testa. Si smonta la pompa dell'acqua e tutto risulta a posto, si smonta la testata e la guarnizione risulta a posto. Si perlustrano le canne dei cilindri e tutto è a posto. Togliendo gli alberi a camme per dare una controllata alle punterie prima di rimontare, si nota un piccolo particolare:
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Ci sono cinque di queste pastigliette che chiudono altrettanti fori nella testa, che vengono usati per la fusione o per lavorazioni alle macchine utensili. Una ha un puntino scuro.![]()
Ci siamo detti: la moto (una Suzuki tra l'altro...) ha tre anni e pochi km, come è possibile che una cosa del genere si verifichi? Tolta la pastiglia, il retro risulta corroso come se avesse 15 anni passati sempre con lo stesso liquido, al punto da essersi forata facendo passare l'acqua nel castello delle punterie ed emulsionando l'olio. Una cosa mai vista prima, anche tenendo presente che le altre pastiglie sono impeccabili.
Mi sento un pò meno solo e meno sfigato.







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