Parto dalla premessa che mi ha portato alla riflessione che voglio porvi:
Ieri sono andato a Populonia con Strega Klà, e all'entrata della cittadella troviamo un anziano signore circondato da tre cinghialini
ci dice che ai tre cuccioli è stata ammazzata la madre da un cacciatore (la stagione è aperta) e ora questi piccoli si avvicinano alle mura cercando cibo. Nemmeno il tempo di dirlo che la brava Strega sparisce dalla mia vista e si fionda in panificio a prendere una bella pagnottona di pane Toscano per poi portarla a questo tizio.. Costui ovviamente provvede subito a sfamare i cinghialini, che ci corrono attorno..
"Quando mai vi capita di trovarvi in mezzo a tre cinghiali?" ci dice il buon uomo
Salutato questo signore, entriamo nelle mura, e quando stiamo per uscire vediamo che nel frattempo pure i 3 cuccioli sono entrati.. Erano nel giardinetto di un bar, con l'anziano che gli dava ancora del pane da mangiare.. ma ovviamente pure tra le persone sedute nel locale.. e gli altri che camminavano... insomma, con una presenza umana, seppure certo non così eccessivamente numerosa.
Ora, non voglio discutere sulla caccia, se è giusta o meno, nè delle conseguenze della stessa.
La riflessione che mi sono posto è un'altra: i cinghiali sono animali selvatici, è giusto sfamarli in questo modo, abituandoli così al contatto con l'uomo?
Sulle Dolomiti, ad esempio, per dare cibo ai caprioli, si sono cotruiti dei mangiatoi nei boschi, in modo che gli animali trovino comunque di che sfamarsi senza avvicinarsi all'uomo, rimanendo a contatto con la loro natura, senza "snaturarsi" (passatemi il termine).
Insomma, non si corre il rischio di togliere l'identità ad un animale in questo modo (per quanto il gesto sia ovviamente buono)?
Il cinghiale, ad esempio, è un animale non poco dannoso per orti, raccolti, recinzioni.. da noi sui Colli Euganei è una vera piaga.. non si dovrebbe anche per queste ragioni evitare questa "addomesticazione" dell'animale?










Rispondi Citando


)
