Eccomi qua, come gli altri, provo anche io a partecipare le mie prime sensazioni di guida con la Tiger explorer
Ritirata il 18 aprile: graphite con launch kit e borse originali
Manubrio regolato nella posizione più distante per avere un maggiore carico sull’anteriore ed anche perché la lunghezza delle braccia lo consente (sono alto 183 cm). Sella nella posizione più bassa a garanzia di miglior appoggio dei piedi a terra e superiore gestibilità della moto da fermo.
Il risultato è di ottimo inserimento nella moto e, come apprezzerò in seguito, di notevole comodità.
Premetto che non avevo voluto provare la moto demo, così le mie sensazioni sono assolutamente scevre da ricordi e contaminazioni.
Inserita la prima marcia mi risponde l’immancabile clock del cambio. Accelerando per muovere, l’accelleratore elettronico mi sorprende con una bassa resistenza e, in conseguenza, mi risponde con una accelerata un tantino eccessiva. Poco male, basta farci il polso.
Appena in marcia, il peso, che comunque non ho rilevato fastidioso nemmeno da fermo (la Tiger 1050 mi risultava più impegnativa), sparisce come di incanto ed altrettanto di incanto, inserendo la seconda, non trovo alcuna resistenza né rumorosità. La corsa del pedale è corta e morbida, un vero passo avanti rispetto ai cambi Triumph a cui sono abituato da anni. Tale piacevole considerazione viene ulteriormente avallata nel seguito del giro.
Percorrendo le poche decine di Km di strada a scorrimento veloce che portano verso Otranto, smanetto con la strumentazione ricca e assolutamente impeccabile per varietà di informazioni e visibilità.
Arrivato sulla splendida litoranea Otranto- Santa Cesarea, iniziano le curve e le approccio con la prudenza che deriva dalla non conoscenza della moto, dalle gomme nuove e dai freni da “iniziare”.
Noto comunque subito che, forse a causa delle gomme di sezione più stretta di quelle alle quali sono abituato, ma sicuramente anche grazie alla ciclistica indubbiamente valida, la explorer dimostra una estrema facilità a scendere in piega ed una buona agilità. Così, vuoi per tutto ciò,vuoi perché quella strada invoglia, inizio a forzare un po il ritmo gustandomi una risposta della moto che mi sorprende e mi diverte. Abbandono subito il dubbio che avevo circa il fatto che avrei potuto perdere il gusto nel guidato ed inizio a studiare la maniera più giusta di condurre la “bestia”.
Ritengo che questa richieda e dia il massimo se guidata rotonda, senza spigolare, anticipando un poco la curva e lasciandole fare il lavoro in appoggio che sembra saper fare molto bene.
Il motore è un vero portento. Mi piacerebbe solo che desse un po di più entro i 4000 giri , ma la moto è ancora nuovissima e trallaltro buona norma (aldilà di quanto riportato nella targhetta monitrice sul serbatoio) consiglia di non spremere più di tanto, per cui conviene aspettare qualche migliaio di km per un giudizio più certo.
Coinvolgente ed appagante il sound che arriva al di sotto del casco superato quel regime:un vero triple!!!
Dopo qualche km lo stivale sx (complice una pedana un po sporgente ed un piede grandino) tocca ripetutamente terra, mentre il tacco va ad interferire con l’estremità del cavalletto centrale.
Il cardano è meraviglioso, tanto discreto nel suo lavoro che sembra non esistere!!!
Arrivati a Leuca, l’amico che mi accompagna con una Tiger 1050, si sofferma a guardare le gomme (ottime EXP, danno grande sicurezza), mostrandosi ancora più stupefatto di me in merito alle potenzialità della ciclistica .
Stesse positivo giudizio, però, non mi sento di darlo alla frenata, che pur essendo buona, manca di mordente e modulabilità. La situazione è migliore al posteriore, dove il freno rallenta bene, aiuta nel chiudere le curve ed ha scarsa tendenza al bloccaggio. Penso che, a breve, quando, concesso il beneficio del dubbio, avrò dato il tempo a pasticche e dischi di assettarsi bene, se la situazione non dovesse migliorare, monterò una pompa radiale.
A proposito di assetto, non ho modificato quello standard delle sospensioni che, così come è, si è dimostrato validissimo per le mie esigenze.
Eccellente la protettività sia delle gambe che della testa. Con il parabrezza in posizione più dritta, sono riuscito a fare la strada del ritorno senza che sul casco si fosse spiaccicato nemmeno un moscerino, tutti schiantati sul parabrezza!!!
Ultima piacevole scoperta: nella borsa sx ci sta il casco modulare schubert C2. Che bellezza!!!
In conclusione: percorsi circa 300 km con grande soddisfazione e con un consumo medio segnato di 16,9,km/l e di questi tempi, considerato il tipo di moto, non mi sembra una brutta cosa!!!
Saluti e buon girare a tutti







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