ciao,se serve,la distanza non è un problema,io son responsabile di come escono gli stampi (non fisicamente,la loro fattura)
S.T.F. s.n.c. - Progettazione e costruzione stampi per materie plastiche e pressofusione



ciao,se serve,la distanza non è un problema,io son responsabile di come escono gli stampi (non fisicamente,la loro fattura)
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mejo le braghe rote sul cul che el cul rot sule braghe
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Il problema, come accennava Manu, è il work in progress, che ad ogni modifica rischia di mandare in fumo ore di lavoro. Il mio dubbio, e per questo la mia domanda, viene dal fatto che spesso mi capitano disegni da parte di clienti/fornitori, in cui il progetto in 2D viene accompagnato da questo "schizzo" in 3D in una angolo del foglio che semplifica l'interpretazione del progetto stesso....mah....mi toccherà modellare....![]()
Meglio adesso che Mai
In bocca al luppolo





Ultima modifica di Stinit; 23/09/2012 alle 18:55
Ciao, normalmente lavoro con modellazione solida ed il programma che uso abitualmente è SolidEdge.
Pro/E non ho mai avuto occasione di usarlo, mi spiace, se hai bisogno di un consiglio in ogni caso mandami un MP, magari posso lo stesso aiutarti in un qualche modo.
Come ha risposto Stinit:
la differenza tra il progettare in 2D e farlo tramite modellazione solida è molto più ampia del risultato visivo.
Il modello 3D di un particolare o di una macchina intera ha senso farlo solamente se viene parametrizzato e quindi utilizzato come strumento principale per la progettazione, se la prassi consolidata in azienda è progettare in 2D ma con il tempo si rivela sempre necessario disporre di un modello 3D anche solo per la visualizzazione, conviene modificare alla radice il metodo di lavoro e passare direttamente alla modellazione solida, con tutti gli innumerevoli vantaggi di questa tecnica.
Uno tra questi, visto che è stato chiamato in causa il "work in progress", è la possibilità di modificare il modello anche pesantemente, oppure creare varianti differenti dello stesso oggetto, cambiando dei valori nella tabella dei parametri o modificando le feature con le quali è stato costruito. L'abilità del disegnatore in questo caso sta nel creare un modello innanzitutto chiaro, costruito con una sequenza logica di passi il più semplici possibili, perché ciò consente di rivederlo con semplicità e far sì che le modifiche di un valore o l'aggiunta oppure eliminazione di una feature possano essere eseguite nel più breve tempo possibile.
Progettare una parte o un meccanismo di per sé è un processo iterativo, tutto ciò che può semplificare e rendere intuitivo al massimo il lavoro di modifica di un modello è benvenuto.
Creando ad esempio modelli non parametrici con AutoCAD, come nel caso della discussione, si ottiene solo un bel "coso" tridimensionale la cui utilità è radente allo zero, e la produzione dello stesso diventa quindi un'operazione fine a sé stessa (perdita di tempo), non invece l'attività principe e principale della progettazione.
Le tavole tecniche si ricavano in modo (sempre parzialmente) automatizzato dal modello stesso e sono ad esso collegate, quindi modificando quest'ultimo la tavola si aggiorna automaticamente (c'è sempre da perderci un minimo di tempo per "sistemarla", in ogni caso), e la sua produzione è solo la parte finale del processo di disegno. Non si "lavora" sulle tavole, insomma.
Inoltre, invece che aggiungere un riquadrino nella tavola con la vista assonometrica, si può accompagnarla direttamente con un modello solido di rappresentazione (non parametrizzato), solitamente un file in formato di interscambio (ad esempio IGES).
Questo modello è utile a chi deve leggere la tavola se non ha le capacità per farloo questa non è chiara ed univoca; soprattutto però, è utile quando tutta o parte della produzione del componente è affidata ad altre aziende, e queste a loro volta usano sistemi CAE.
Ad esempio un'azienda che effettua lavorazioni con macchine CNC possono usare il modello IGES in un software CAM per ricavare il programma delle macchine, oppure un'altra che realizza stampi o conchiglie o modelli per fonderia riesce a progettarli molto più facilmente usando il solido IGES come base di partenza (saltando a pié pari la fase di realizzazione del modello leggendo la tavola 2D), o ancora in progettazioni congiunte dove anche in questo caso più aziende possono scambiarsi modelli di parti da loro progettate e realizzate che dovranno insieme andare a formare una macchina: tantissimo tempo risparmiato eliminando fasi improduttive della progettazione, tanta chiarezza in più e conseguentemente tempi più rapidi per portare a termine il progetto e minori possibilità di incomprensioni ed errori.
La modellazione solida insomma è una rivoluzione totale nel modo di produrre, ed ho toccato solo pochissimi aspetti di tutti i vantaggi che da nel lavorare quando viene implementata al massimo delle sue capacità.
Per iniziare nel concreto e risolvere innanzitutto i problemi da te posti, cioè il tempo perso nel costruire un solido 3D di rappresentazione e quello mandato in fumo per rivederlo ad ogni revisione del progetto, io ti consiglierei di valutare un buon programma di modellazione su cui imparare e lavorare bene, tipo SolidEdge che è molto "easy" come approccio ma anche i vari equivalenti della stessa "fascia", capire la logica di un modello parametrico ed implementarla da subito, realizzare i primi modelli solidi partendo dalle tavole già presenti e da questi produrre nuove tavole tecniche.
A questo punto ci si sarà già liberati di AutoCAD e si sarà entrati nella logica giusta: progettare, lavorare, modificare, spippolare con grandissimi vantaggi di tempo sul modello solido, rendere la produzione delle tavole un'attività finale di tutto l'iter ed in gran parte "automatizzata", inviare a corredo della tavola un solido IGES o simile che il terzista potrà sia visualizzare e "misurare" per chiarezza assoluta, che "dare in pasto" direttamente ad un software CAM per programmare le macchine CNC. Meno tempo perso, maggior chiarezza e semplicità, ridotta di gran lunga la possibilità di errori da parte di chi dovrà produrre.