beh potrebbe essere un idea di riciclo dei paracalori
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beh potrebbe essere un idea di riciclo dei paracalori
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Ultima modifica di rori; 09/10/2012 alle 08:21 Motivo: Unione Post Automatica




L'olio nel telaio fu un infelice esperimento della triumph in un modello, forse la trident, che ebbe diversi problemi.
Non so se la bsa lo fece anch'esso, forse in qualche versione della rocket, vista la collaborazione tra le tre case.
Normalmente il cambio era a blocco separato, la lubrificazione era forzata con pompa, sistema di recupero e serbatoio separato e la trasmissione primaria tra albero motore e frizione a catena in bagno d'olio, alloggiata in quel carter ellittico che così magistralmente ha riprodotto la triumph nella nuova bonneville e che adeso è occupato da ingranaggi.


Credo che la triumph con l'olio nel telaio (oil-in-frame) fosse la bonneville t140..l'idea era buona, ma il progetto fu gestito coi piedi..






"..oh guarda là, ma è rifatta o è degli anni '70 ? ..ah ..no, no, è rifatta.. ha i dischi.."
....piccoli cambiamenti eseguiti ! :) .. http://www.forumtriumphchepassione.c...-soft-caf.html Foto


E il telefonino e i computer non esistevano, se volevi parlare di moto, dovevi necessariamente andare al bar..
solo il primo anno di produzione c'erano dei problemi con il telaio oil in frame. Dopodochè hanno trovato il budget per comprare nuove attrzzature per saldare i telai con un sistema che ne garantiva la tenuta.
Letto su un libro che ho trovato su una bancarella scritto da un ex operaio-saldatore della triumph.
titolo "save the triumph bonneville" autore tony benn




La scelta di una moto inglese per i giovani dell'epoca era dettata principalmente dalla bellezza delle forme, perchè obbiettivamente le forme erano belle.
Non ebbero mai una grandissima diffusione, anche perchè la scelta era vasta tra le italiane.
E quindi chi la possedeve si sentiva giustamente un pò snob,ben presto venivano fuori i problemi meccanici ed elettrici e proprio in virtù di questo snobismo si era portati ad accettarli con una certa filosofia e soprattutto a nasconderli ai più tranquilli possessori di altri marchi.
La difesa del proprio marchio era allora molto più intensa di quanto non sia oggi.
Eppure quando mi capita di incontrare qualcche vecchio motociclista ex possessore di moto inglesi non sento mai astio per quella moto...anzi, pur essendo stati vittime di incovenienti molto seccanti.
Segno che hanno lasciato qualcosa dentro.