
Originariamente Scritto da
Jojo
Premetto non sono un cacciatore, ma mio nonno lo era. Da piccolo mi portava con se a caccia. Potete immaginare lo stordimento e lo shock di bambino che crede che il bosco sia abitato da Bambi, Cip&ciop ed il Bianconiglio. Eppure ha saputo trasmettermi fin da allora, nel nome di una saggezza e buonsenso che la società moderna ha ormai dimenticato, il significato più ancestrale della caccia. Non poteva non essere un cacciatore un uomo come lui, la cui vita fu completamente immersa nella natura. Conosceva le piante, i frutti del bosco, gli uccelli e gli animali, formidabile intenditore di legname. La sua vita era il bosco e ciò che esso ha sempre rappresentato per il sostentamento dell'uomo. La caccia rientrava nel suo quotidiano rapporto con la natura. Lui profumava di legno, di muschio, più spesso di selvatico. Lo ricordo sempre sporco di segatura o con qualche filo d'erba sui pantaloni. I prati li ha sempre solcati a piedi, ma soprattutto falciati a mano. Non riuscivo a comprendere come lo stesso uomo potesse abbassare il fucile e versare una lacrima commossa d'innazi ad un cervo troppo bello per morire per mano dell'uomo, ed il giorno successivo abbattere due caprioli come se fossero birilli sulla pista del bocciodromo del paese. Mi spiegava che la natura è crudele, o presunta tale. Mi mostrava gli effetti della martora o della volpe nel pollaio, del gatto che giocava con il passero fino ad ucciderlo, o del ragno in attesa della preda. Mi diceva che l'uomo non può prescindere da questo, ne è coinvolto, volente o nolente. La modernità ha cambiato il ns rapporto con la natura e con gli altri esseri viventi, lui aveva scelto di mantenere un rapporto nobile con gli animali del bosco. Per lui gli animali erano sacri e sono sicuro che ad ogni essere vivente a cui lui ha tolto la vita, lo ha fatto riservandogli l'onore e la solennità che si riserba al più glorioso dei nemici. La consapevolezza del rapporto tra natura e razza umana è fondamentale in questo, e anche nel condurre un'arma.
Non avrebbe senso che io, SpeedFritz, PeterTriple o FantaClutch salissimo la domenica in montagna con la licenza di caccia a sparare a tutto ciò che respira. Ma aveva senso che lo facesse lui, fu Romano detto Guido, che conosceva per nome o matricola ogni ungulato della Val di Fiemme, dove stazionavano, quali percorsi solcavano, quanti erano e quando erano troppi. Si, perchè una delle maggiori colpe dell'uomo non è cacciare, ma aver eliminato i predatori naturali degli erbivori dai boschi nostrani. E siccome per lui il fatto fatto che dovessero essere abbattuti perchè in sovrannumero non era abbastanza per dormire la notte, era scrupoloso nell'assicurarsi che di ogni singolo animale non venisse sprecato nulla, o la sua sarebbe stata una morte inutile.
Sarà forse per questi motivi, che quando fu costretto ad abbattere il pastore tedesco che mi aggredi quando avevo 10 anni, dopo aver guardato l'ultima volta il cane puntò la carabina verso mio zio urlandogli:"questa è la fine che meritavi tu, perchè un cane non è cattivo, può esserlo solo il suo padrone!"
Perciò vi prego, usate pure tutti i peggiori appellativi del caso per questo coglione che spara agli animali a bruciapelo, ma evitate di sentenziare sull'esistenza di certe pratiche. Chi è vergine non può giudicare chi soffre di eiaculazione precoce.