Pavia, due liste di fascisti e neonazisti in campo alle amministrative di Alagna
La vicenda denunciata da M5S Rifondazione. La prima lista, 'Fascismo e Libertà', vuole portare avanti "l'ideologia incorrotta e sempre giovane del Duce". E la seconda si ispira dichiaratamente a Hitler
Alle elezioni di Alagna, paese di quasi mille abitanti in provincia di Pavia, concorrono due liste con due diversi candidati sindaco, le cui denominazioni sono tutto un programma: 'Fascismo e Libertà' e 'Movimento nazionalista e socialista dei lavoratori. Così il Movimento Cinque Stelle porta il caso in parlamento con un'interrogazione con carattere d'urgenza al ministero dell'Interno: primo firmatario è il senatore pavese Luis Alberto Orellana. Analoghe proteste in ambito locale arrivano da Rifondazione comunista.
Il primo movimento, fondato nel 1991 dall'ex missino Giorgio Pisanò, intende "portare avanti con fedeltà e coerenza l'ideologia incorrotta e sempre giovane del duce Benito Mussolini". Il secondo è di ispirazione direttamente nazista. Nel 2006 Pierluigi Pagliughi, il coordinatore del Movimento, si espresse così: "Sono nazista da quando ho vent'anni. Non vedo nulla di strano, siamo una formazione politica indipendente, ispirata al partito nazional-socialista: prendiamo spunti dagli ideali dei partiti che in diversi Stati hanno accolto le istanze nazionaliste e socialiste, portate alla massima espressione dalla Germania di Hitler".
Alla Provincia Pavese, che ha sollevato il caso, il prefetto pavese Giuseppa Materia Strano spiega: "Risponderò alle richieste eventualmente derivanti dall'interrogazione parlamentare.
Per ora dico solo che una delle due liste era già stata presentata in Piemonte nel 2010 e non erano state riscontrate irregolarità. In ogni caso, la commissione elettorale che le ha esaminate non ha riscontrato violazioni di legge per escluderle". Ma Orellana mette le mani avanti: "Nell'eventualità in cui qualcuno dei candidati di queste due liste sia eletto, noi chiediamo fin da adesso di sciogliere il consiglio comunale".
fonte la repubblica