Vi confesserò un segreto...Amo viaggiare con la mia moto, raggiungere luoghi incantevoli chilometro dopo chilometro, con un buon telaio sotto il manubrio che mi permetta di divertirmi, ed un bel motore a spingere la ruota posteriore fuori dalle curve.
Mi basta questo, anche quando le condizioni sembrano volgere contro, anche quando tutti pensano che sia un po' matto...In realtà non mi piace abbassare la testa di fronte alle minacce, anche se il prepotente - come in questi giorni - sembrava sarebbe stato il meteo...
E poi c'era lucagian, forse poco convinto, ma pronto a seguirmi. Ero sicuro che ne sarebbe venuto fuori un bel giro. Di quelli da gustarsi ad ogni curva, bagnata od asciutta che sia, per raggiungere la meta: sua maestà il Grossglockner, il vecchio capriccioso re delle strade alpine, quello che non si fa problemi a farsi trovare innevato in una "tropicale" settimana estiva. Quello alla cui corte andremo nonostante gli strali dei meteorologi e le perplessità degli amici.
Roba da motociclisti d'assalto, roba da turisti sportivi. Ma non semplici "Sport tourist": sportivi a tre cilindri, e tre cilindri inglesi!
Ci troviamo quindi io e il gian (grande gian!!), alla solita rotonda del casello autostradale
le due "Sister" a tre cilindri scalpitano per partire. Tipine tutta sostanza che non seguono le mode: la grande verde "lotus", navigata e dall'aria sorniona; la "giovane" nera e muscolosa, convinta di saper dire la sua.
Alla luce delle previsioni nefaste per questi due giorni (proprio per questi due giorni!Piogge e temporali diffusi su tutto l'arco alpino, specialmente dalla lombardia verso est, e vere e proprie tempeste con grandine il sabato...
) il meteo sembra più incerto che mai. Decidiamo subito di non tentare nemmeno il programmato passaggio in mattinata sulle maestose cime lombarde (Tonale, Gavia e Stelvio), per non trovarci "intrappolati" alle alte quote nel caso di forti rovesci... La nostra meta di oggi è Fusch an der Grossglocknerstrasse, nella vallata che da nord si porta verso il massiccio dei Tauri. Là dobbiamo arrivare, e quindi il nostro programma dovrà essere flessibile al massimo.
Lucagian non ha mai fatto La Mendola ed il Palade. Non è mai stato nemmeno sul Giovo! Quindi passeremo di li, ricalcando parte del percorso dell'Iron man 2012.
All'inizio il tempo sembra tenere. La valdadige scorre rapida sotto le nostre ruote, prima in sinistra, poi in destra fino a Mori. Da lì scendiamo per la solita strada via Nago e Arco, per raggiungere rapidamente Sarche.
Le prime gocce che avvertiamo subito prima di svoltare per Comano Terme, nel giro di due tornanti si tramutano in una pioggia di quelle serie, tanto da costringerci subito a fermarci per mettere l'antipioggia.
Anche la ben nota strada per Molveno, sotto l'acqua non ci invita a dar di manetta. Giungiamo sul lago che smette praticamente di piovere, il tempo di qualche fotina e di ripartire sull'asfalto umido.
L'aspetto del cielo ci induce a tenere addosso la tuta antipioggia, invece, tornati a fondovalle - mentre cerchiamo la "destra adige" di queste parti per raggiungere Caldaro via Termeno - la pioggia non si fa vedere per tutto il tragitto.
Ricomincia a venire giù quando siamo quasi al bivio per la Mendola.
Sulla salita, la pioggia diventa un vero e proprio diluvio. Acqua, acqua ed ancora acqua. Asfalto talmente viscido che facciamo fatica a liberarci di due autovetture vicentine in vena di competizione. A tratti, la nube scende ad ammantare la strada di una fitta nebbia. Devo ammettere che mi viene da pensare "ecco le condizioni in cui ci destreggeremo oggi e domani", il che non mi mette di buonissimo umore...
Poi, mentre imbocchiamo il Palade, la pioggia cessa quasi del tutto, lasciando spazio ai tipici vapori che la montagna libera quando si sta asciugando. Il paesaggio è piuttosto umido, ma si intravedono squarci d'azzurro.
Merano ci accoglie addirittura sotto un caldo sole che fa capolino tra le nuvole. Ci fermiamo a mangiare in un Imbiss lungo la val Passiria, dove togliamo le tute e abbiamo anche modo di asciugarci.
Ripartendo, decidiamo di rimetterci le antiacqua, anche perchè i motociclisti tedeschi che vediamo scendere dal passo la indossano tutti.
Invece il Giovo ci accoglie asciutto (e ventoso come sempre), permettendoci di fare una allegra ed appagante salita. Le nuvole in rapido cambiamento e le chiazze di sole sulle montagne sono una bella variazione sul tema per questo passo così bello e spettacolare.
La vallata attorno a Vipiteno ci si presenta verde e completamente soleggiata. Verso est il cielo è addirittura in gran parte azzurro!
Via l'antiacqua quindi! Lambiamo i nuvoloni solo dalle parti di Bressanone, dopodichè rincorriamo il cielo sgombro lungo la val Pusteria fino alla deviazione per Anterselva.
Come già mi è capitato in passato, questa vallata è piuttosto umida.
Ma - sebbene grosse nuvole stiano giocando a rincorrersi attorno alle cime - questa volta troviamo la salita per il passo Stalle completamente asciutta. Su, a più di 2000m, c'è un bel venticello teso. Ci fermiamo a bere qualcosa al rifugio, posto esattamente a metà tra i cartelli di Italia ed Austria, ed i proprietari ci informano che ci sono 8°C... però!
La discesa verso Matrei non la ricordavo bene (forse perchè l'altra volta che l'ho fatta pioveva), ma stavolta la apprezzo tantissimo.
In austria, come ben sappiamo, si viaggia con l'incubo degli agguati del telelaser, me devo davvero ammettere che normalmente i limiti di velocità hanno sempre un senso, non sono messi a caso. Viaggiando a 100 (limite fuori abitato) su queste strade si possono pennellare le lunghe curve alla perfezione e con grande soddisfazione. E così dove ci sono i limiti più bassi. C'è quasi sempre un motivo evidente.Non come da noi, che ti ritrovi i 30 all'ora improvvisi in autostrada perchè magari c'è parcheggiato un rimorchio con due ruote sulla linea della corsia di emergenza!
Insomma, scendiamo veloci e piegando per benino, col rombo sordo delle nostre inglesine come sottofondo.
Di li a poco, prendiamo una strada costellata da gallerie, molte delle quali aperte su un lato. Essa ci condurrà fino al Feldbertauern Tunnel, un po' la regina di queste gallerie, che è a pagamento. Agli amministratori di queste zone piacciono talmente le gallerie, che ne stanno costruendo una in mezzo ad un prato, con la struttura in cemento attualmente ancora tutta fuori terra. L'estate prossima ci costruiranno sopra una montagna...
Dai miei vaghissimi ricordi, il pedaggio per il tunnel si aggira intorno ai tre euro. Invece, per ogni moto, l'austero casellante ci estorce dieci euro...sticazzi!!!!!
Dopo il tunnel, giungiamo finalmente nella valle di Zell am See, dove splende il sole nel cielo azzurro, permettendo alle cime del massiccio dei Tauri di salutarci da lontano, innevate nell'aria limpida.
Poco prima delle 19 giungiamo infine all'albergo.
Dal punto di vista meteo, la serata non potrebbe essere migliore. Nessuna traccia, stasera, delle violente pioggie e delle tempeste previste... Probabilmente è un altro scherzetto del vecchio ghiacciaio...staremo a vedere domani mattina come si sveglierà!
Rimuginiamo sul nostro destino davanti a delle ottime cotolette di cervo, facendoci poi fotografare dal mancato cabarettista che abbiamo per cameriere, davanti ad un branco di marmotte impagliate.
Più tardi, in camera, mentre lucagian guarda rapito alla tv uno spettacolo di barzellette in tedesco, riceviamo un sms da Buonuomo, caro amico Hondagoldwingmunito con la passione per le imprese a chilometraggio inaudito, che ha una mezza idea di raggiungerci all'albergo domani mattina, per poi fare assieme il gross... Dovrà spararsi qualcosa come 400km per essere da noi a colazione per le 8... ma se esiste al mondo uno capace di una cosa del genere, questo è Buonuomo. Altro sms poco dopo: "Ho caricato la moto. Ma le previsioni sono peggiorate. Se mi vedete li alle 8, bene. Se no andate pure"
Così ci corichiamo. Personalmente sono propenso a credere che domani mattina, scendendo, troveremo buonuomo seduto al nostro tavolo a fare colazione.
Invece, al momento di partire l'indomani, della Goldwing blu non c'è nessuna traccia.
Così non ci resta che acquistare in albergo i biglietti scontati per il Grossglockner (-3 euro a testa), ed avviarci verso la mitica salita.
Stamattina il tempo - come volevasi dimostrare - è più capriccioso.
Rapide nubi si inerpicano dalle valli, si attorcigliano tra di loro e vanno a coprire le cime. A tratti, però, le montagne si svelano, mostrando scorci veramente suggestivi nel chiaroscuro del sole con le ombre delle nuvole.
Restiamo sulla strada del Gross tutta la mattina, prima raggiungendo l'Edelweisspitze lungo il ripido budello in porfido in mezzo ad una fitta nebbia, poi raggiungendo il classico piazzale panoramico sul ghiacciaio, che troviamo ancora più striminzito dell'ultima volta, ma sempre spettacolare ed imponente.
Ci fermiamo spesso a scattare foto, con la pazienza di aspettare i capricci delle nuvole. Ma non prendiamo una goccia di pioggia. Il vecchio signore quest'anno ci ha graziato!
Scendiamo quindi a valle, con in testa il programma per il ritorno.
Dopo aver mangiato in un giardino sul lago di Dobbiaco, prendiamo la bella salita del Giau dalla parte di Cortina. Il Gian non lo faceva da quella volta che si era ramenato allegramente con la vecchia hornet... che bei ricordi!![]()
Il passo ci saluta con il solito spettacolare panorama, anche qui oggi "pepato" dal passaggio di veloci nuvole, dopodichè scendiamo veloci per Alleghe, affacciata sull'omonimo lago, poi attraversiamo Falcade e saliamo veloci sul San Pellegrino, riportandoci poi a Moena sulla stradona che ci accompagna fino a Cavalese.
Da qui in programma ci sarebbe la Val di cembra fino a Civezzano e Trento. Ma sono le 16.45, ed il Gian non aveva mai fatto il Manghen... (cavolo, gian, ma dov'eri andato fino ad oggi con la moto??) Così, ennesima piacevole variazione di programma, veloce bibita su in quota, e poi via verso casa.
Non prima di aver attraversato al solita mandria di mucche che presidiava la discesa dal Manghen. Stavolta, per impressionare Lucagian, non si limitano a fissarci. Defecano, si montano.... robe da pazzi...E noi li in mezzo a districarci con le moto...
Il resto è banale, veloce rientro a casa di fondovalle.
In conclusione, quando si parla di montagna ed in particolare di Grossglockner, ho idea che le previsioni meteo lascino un po' il tempo che trovano. Lassù cambiano umore come le mutande, e non si sa mai cosa salterà fuori dal cassetto... (apprezzate la sottile metafora)
Poi, secondo la mia modesta esperienza, il consiglio è di non mettere in programma il passaggio sul ghiacciaio alla sera del primo giorno, ma di affrontare la Hochalpenstrasse alla mattina presto, pernottando appena prima del casello (a Fusch dal lato nord, o ad Heiligenblut venendo da sud).
Questo, oltre a regalare l'impagabile atmosfera della montagna alla mattina, quando ancora non è arrivato il mondo a parcheggiare su in quota, permette anche di prendersi il tempo necessario per gustarsi i luoghi ed i panorami al meglio, adattando poi all'occorrenza il programma del resto della giornata.
Concludo ringraziando Lucagian dell'ottima compagnia e della splendida strada percorsa assieme!!! Ora con l'inglesina l'ho visto perfettamente a suo agio. Il ragazzo è diventato adulto, ed ormai è pronto per nuovi viaggi e nuove mete... Grande Lucagian!!!
Non abbiamo visto Buonuomo, ma merita un'ovazione solo per l'idea...!
Dal canto mio, due bei giri in due settimane, 2300km in pochi giorni. Ed invece di essere stanco ed appagato, mi è venuta solo voglia di ripartire... Sarà grave...?![]()
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QUI tutte le foto!
Questa la cartina del giro completo
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Amo viaggiare con la mia moto, raggiungere luoghi incantevoli chilometro dopo chilometro, con un buon telaio sotto il manubrio che mi permetta di divertirmi, ed un bel motore a spingere la ruota posteriore fuori dalle curve. 


), alla solita rotonda del casello autostradale
Piogge e temporali diffusi su tutto l'arco alpino, specialmente dalla lombardia verso est, e vere e proprie tempeste con grandine il sabato...
) il meteo sembra più incerto che mai. Decidiamo subito di non tentare nemmeno il programmato passaggio in mattinata sulle maestose cime lombarde (Tonale, Gavia e Stelvio), per non trovarci "intrappolati" alle alte quote nel caso di forti rovesci... La nostra meta di oggi è Fusch an der Grossglocknerstrasse, nella vallata che da nord si porta verso il massiccio dei Tauri. Là dobbiamo arrivare, e quindi il nostro programma dovrà essere flessibile al massimo.

































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