E' stato costretto...
Una scelta dolorosa, ma, alla fine, inevitabile.
Addio Strama.
Una conclusione traumatica che Massimo Moratti ha fatto di tutto per evitare, perché la rinnovata fiducia nel tecnico, ribadita a più riprese pur tra i tormenti di una stagione sempre in salita, non era un atteggiamento tattico, una finta a centrocampo per nascondere la palla.
Il presidente invece era convinto che Stramaccioni potesse essere l'allenatore giusto, con il quale dare vita alla ricostruzione della squadra, dopo sette anni di successi (2005-2011).
Per dirla con un termine che va molto di moda in questi tempi, rappresentava il «prospetto» giusto per lanciare l'Inter nel futuro: giovane, preparato, con personalità.
La partita con l'Udinese, i cinque gol incassati attraverso modalità inquietanti, come se i giocatori non avessero più fiducia nell'allenatore o avessero soltanto fretta di andare in vacanza, è stato lo spartiacque finale di una stagione, anche se arrivata ormai in assenza di obiettivi. Contro la squadra più in forma del momento, era possibile che questa Inter potesse perdere, ma non attraverso le modalità nelle quali è maturata la 16ª sconfitta in 38 partite. E non è stata la prima volta nella quale la squadra si è consegnata all'avversario. In trasferta (come a Firenze o a Siena), ma anche a San Siro.
Addio Strama....hai avuto la sfortuna di vivere in un paese dove i giovani non godono della fiducia che invece meriterebbero...e pensare che con te avremmo potuto avere ancora tante soddisfazioni.
Moratti «costretto» a rinunciare a Stramaccioni L'idea Mazzarri e il sogno Mancini - Corriere.it








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trovera' sicuramente la sua giusta dimensione su altre panchine ....lo aspetteranno a braccia aperte...
