
Originariamente Scritto da
mic56
Due volte andai ad Amsterdam e tutte e due le volte vissi storie da incubo.
Non ci tornerò mai più.
La prima volta andai nel '74, a 17 anni, con altri tre coetanei, tutti e quattro frikkettoni a parole con i nostri amici seppelliti in provincia ma pavidi borghesucci nell'animo.
Andammo irretiti dai racconti di chi ci era stato, sesso libero negli ostelli, canne a volontà ( di preciso non sapevamo cosa fossero, ma facevamo finta di essere dei navigati consumatori), ma altri più grandi ci misero in guardia, dicendoci che accoltellavano come niente per qualche fiorino, e di stare attenti soprattutto ai neri.
Arrivammo a piazza dam, dove c'era un infinità di strippati, di tutte le razze, e intimoriti e guardinghi ci disponemmo in formazione di difesa, a testuggine, e così guadagnammo un gradino della piazza.
Immediatamente fummo avvicinati da un italiano che ci chiese cosa ci servisse.
-Niente- risposi senza guardarlo negli occhi, ma lui insisteva e subito ci prese il panico, e allora il mio amico che era grosso gli disse di levarsi dalle palle e presa in pugno la situazione ci portò davanti una macchina della polizia poco distante, mentre dalla piazza ci osservavano ostili.
Chiedemmo ai gendarmi dove fosse un camping, loro furono molto gentili e ci dissero come raggiungerlo.
Lo raggiungemmo, andammo al market del camping e comprammo un sacco di provviste, quindi ci accampammo e passammo una splendida settimana, mangiando e bevendo.
Uscimmo dal camping solo una volta, per andare al giardino zoologico, tra bestie in gabbia e rassicurantissime famigliole.
Al ritorno con aria vissuta ai nostri amici dicemmo che Amsterdam non è per tutti, bisognava essere scafati, come noi.