





Se l'esercente espone la vetrofania (pos, Diners, Maestro, Mastercard etc), DEVE accettare il pagamento tramite moneta elettronica e NON PUO' assolutamente scaricare sul cliente il costo delle commissioni che il circuito dei servizi interbancari gli addebita. Se lo fa e la cosa viene segnalata da più utenti, ciò varrà come prova del suo modo d'operare, e si vedrà revocare la convenzione del servizio, con conseguenti ripercussioni negative sulla sua attività in considerazione della sempre maggiore diffusione della moneta elettronica (io, ad esempio, in saccoccia tengo i soldi quasi solo per caffè e giornale, e per tutto il resto tiro fuori una carta).
Soltanto in caso di acquisto di determinati beni, la qual cosa mi pare comunque che debba essere preavvisata all'utenza tramite dei cartelli affissi all'interno del locale commerciale, l'esercente può rifiutare il pagamento tramite bancomat e cc: l'esempio classico sono le sigarette e soprattutto le ricariche telefoniche, sulle quali i negozianti hanno una pct di utile irrisorio. Quindi in questi casi solo pagamento in contanti, e MAI pagamento tramite moneta elettronica con maggiorazione.
Credo inoltre che esista una regolamentazione a parte nel caso delle svendite (tipiche quelle dei negozi d'abbigliamento), ma anche in questo caso la cosa deve essere preavvisata da appositi cartelli.
Comunque, visto che si parla del pagamento di un bollo, come già hanno scritto altri utenti anch'io faccio un gran numero di transazioni online, tra le quali rientrano per l'appunto anche il pagamento dei bolli automezzi: comodamente da casa, niente code, zero commissioni, nessun rischio di smarrimento delle ricevute etc etc.
"Per quanto buia sia la notte, le stelle non si spengono.
Per quanto dura sia la vita, i sogni non si abbandonano."