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Discussione: 16 e 17 Maggio - Zillertal e Grossglockner

  1. #1
    TCP Rider L'avatar di maturin
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    16 e 17 Maggio - Zillertal e Grossglockner

    Saranno state le due settimane di bel tempo, i racconti degli amici partiti e tornati dalla Corsica, sarà stato che non salivo in sella – tranne una puntata in officina – dall’ormai lontano 29 marzo, fatto sta che avevo una voglia matta della mia moto, e questo giretto di due giorni – programmato da tempo con il Niko – stava diventando una specie di miraggio.
    Infatti le previsioni meteo, come ormai d’abitudine quando si parla di Grossglockner, non erano affatto rassicuranti, tanto da farci temere un annullamento dell’ultimo minuto fino almeno al giovedì, quando è sembrato abbastanza probabile che la perturbazione di passaggio ci avrebbe lasciato forse qualche strascico solo il sabato mattina.
    Mistero, come sempre, le condizioni che avremmo trovato in quota. Forse il lunedì sarebbe stato meglio, ma la nostra disponibilità si limitava necessariamente al weekend, quindi era un prendere o lasciare.
    E quindi, naturalmente, abbiamo “preso”…
    Eccoci quindi al puntello stabilito, puntuali alle 8 della mattina.
    Il Niko arriva intabardato come un pescatore del mare artico. Scopro infatti che è rimasto vittima della cosiddetta nuvola bastarda di Mantova Nord, che l’ha completamente inzuppato tra i cavalcavia n. 106 e n.105.
    Il Multistrada quasi nuovo - ma già carico di chilometri come molti ducatisti da bar (non me ne vogliano) nemmeno si sognano – fa bella mostra di sé, con le borse ed in pieno assetto sport-touring, alla maniera crossover come va di moda adesso!
    Partiamo quindi dopo il rabbocco d’ordinanza ed un caffettino, spediti in valdadige verso Nord. A Peri, come spesso usiamo fare, passiamo in destra Adige e da li proseguiamo veloci fino a Trento e Lavis, da dove imbocchiamo la Cembra, bella assolata alla mattina.
    Le ben note curve e curvoni ci appagano a dovere, ma ad un certo punto il Niko rallenta e mi chiede se voglio provare il Ducatone. Beh, perché no?
    Così ci spariamo la rimanenza della Cembra a moto scambiate, ed io ho modo di provare l’estrema maneggevolezza del Multistrada, stabilissimo ed agile su curve e curvette, con un bel motore che – seppure in modalità Touring – allunga per benino sui rettilinei. Certo, non sono molto abituato alla posizione piuttosto eretta, e ci metto qualche chilometro a prendere confidenza; in più il bicilindrico frena molto in rilascio, e non ci sono più tanto abituato, ma la sensazione è molto positiva. Insomma, gran moto (quasi come la mia ).
    Il Niko, dal canto suo, sulla Sprintona si invola tra le curve e non lo vedo più. Qualche curva prima del solito baretto, dove ci fermiamo a rifiatare, lo trovo che va piano e ci ricompattiamo…
    Dopo la sosta, passiamo Cavalese e saliamo per il Lavazè. Qualche nuvola passa a ombreggiare una giornata altrimenti addirittura caratterizzata da un bel sole!



    Scendiamo a Bolzano per la val D’Ega e – una volta in valle – prendiamo la statale del Brennero su e poi su, fino al passo, transitando in mezzo a negozi, outlet colorati e locali, e poi giù per la parte austriaca.
    Dopo una curva ci si presenta, molto in alto sopra di noi, l’Europabruecke, il ponte autostradale più alto d’Europa, da cui precipita qualcosa di strano e scomposto, che presto scompare alla nostra vista, cadendo ben al di sotto del livello della strada. Che cavolo era??? Poi sta figurina ricompare, rimbalzando verso l’alto con un cavo a cui – ci accorgiamo – era legata, e scorgiamo che è dotata di braccia e gambe, come un manichino o – più precisamente – un pazzo di Bunjee jumper! N.B. dal ponte c’è un salto di 190 metri!
    Ci fermiamo a mangiare in una trattoria sulla strada, prima di transitare per Innsbruck ed intraprendere la noiosa statale 171.
    Devo dire che guidare nei paesi di lingua tedesca, in particolare Svizzera ed Austra, nonostante una certa esperienza ormai, mi mette ancora un po’ di soggezione: ti aspetti sempre gendarmi pronti a sanzionare anche comportamenti da noi piuttosto tollerati. Come by-passare le code, per esempio, o metterti in testa alle file ai semafori.
    Invece sti austriaci, per altri versi iper-ligi e prevedibili, sono dei fulmini alle ripartenze col verde, anzi, prima del verde! Non appena si accende il giallo, che qui preannuncia il via libera, partono sgommando un decimo prima dell’accendersi della luce verde, e se tu che li hai passati alla terrona mentre erano fermi non fai altrettanto e gli fai perdere mezzo secondo, ti prendi anche dei bei colpi stizziti di clackson.
    Insomma, alle prese con questi problemi, e con un occhio sempre attento ad eventuali pattuglie col radar, arriviamo al bivio per la Zillertal, dove giungiamo dopo il passaggio sotto il relativo tunnel.
    Nonostante il mio scetticismo, troviamo subito l’imbocco della nostra prima meta, la Zillertaler Hohestrasse, che si rivela uno stretto passaggio tra prati e boschi, a tratti anche piuttosto ripido. Assomiglia forse ad alcuni passaggi in quota sul Renon.
    Ma, prima di arrivare al casello della vera e propria strada, incontriamo un inequivocabile cartello: Achtung!!! Hohestrasse chiusa!



    Va ben, poco male… Paio di foto al panorama, che nemmeno da qui non è male e poi – dopo piccolo episodio di manovra piuttosto complicata per venire fuori dal parcheggio che mi ero escogitato, con contropendenze varie - imbocchiamo il nostro solito Gerlos, questa volta senza pioggia e senza neve!
    Complice la chiusura della Zillertaler, siamo un po’ in anticipo, e questo ci permette di goderci un po’ questa strada, che forse non sarà niente di eccezionale, ma è comunque un bel percorso scorrevole e guidato, con un fondo abbastanza ben tenuto – se si eccettua qualche tratto con quelle striscioline maledette e scivolose a riempire le crepe – e con qualche punto estremamente panoramico.




    Mentre ci godiamo una birretta serale, verifichiamo che c’è chi - come alcuni biker tedeschi che ci transitano davanti una decina di volte – passa il pomeriggio su e giù per queste curve. Il che –per altro – non migliora le loro capacità di guida!
    Ultimo tratto di fondovalle, piuttosto noioso a quest’ora della sera, e siamo sulla Grossglocknerstrasse in vista dei Tauri. Sosta a Fusch, dove prendiamo due stanzette confortevoli, ci spariamo nell’ordine doccia, cena e passeggiata per sgranchire un po’ le gambe. Birretta dopo cena, davanti alla quale decidiamo l’itinerario di domani pomeriggio.




    L’indomani ci svegliamo quanto più presto ci consenta l’orario della colazione, che facciamo alle 8 in punto e poi partiamo, circondati da bellissimi prati fioriti e dai monti innevati.
    Poche curve e siamo al casello della strada alpina.
    Ormai è la quinta volta che vengo qui in moto, ma ogni volta non riesco a spiegare la soddisfazione che si prova ad affrontare questa splendida salita dall’asfalto perfetto, col motore dolcemente in tiro e dondolando morbidamente tra una curva e l’altra in pieghe che si fanno anche importanti, seguendo raggi di curvatura semplicemente… perfetti! Arte pura dell’andare in moto, circondati da un paesaggio che si fa sempre più spettacolare e selvaggio man mano che si sale, fino ad arrivare al punto denominato “Fuschertoerl”, da dove si può ammirare un bel tratto della strada, sia dal lato appena percorso, sia verso sud, dove c’è il passo detto “Hochtor” che ci riporterà verso Lienz ed il famoso ghiacciaio Pasterze.




    Da qui però si può anche fare una capatina all’EdelweissSpitze, dove c’è un biker point a 2571m di altezza ed una terrazza panoramica a 360°, a mio parere – come ho più volte detto – il vero piatto forte (panoramicamente parlando) di questo comprensorio.
    Oggi purtroppo c’è una nuvola che insiste proprio qui sopra, ma è già una grande soddisfazione essere qui, e poi il panorama l’abbiamo visto altre volte quindi poco male!
    Ci consoliamo con una tranquilla e altrettanto panoramica sosta al rifugio che c’è poco più in basso, a “Fuscher Lacke”, dove ci concediamo un paio di succhi e mezza fetta di torta, davanti ad una spetatcolare vetrata e circondati dalle marmotte impagliate.






    A proposito delle marmotte, oggi butto l’occhio con più attenzione, e alla fine della giornata ne vedrò ben cinque (vive, non impagliate ), compresa una più tardi nel pomeriggio, che mi ha attraversato la strada salendo sul Pordoi.
    Proseguiamo il giro, passando appunto per Hochtor tra muri di neve, e trovando sul versante sud, dopo il tunnel e le nuvole che abbiamo appena lasciato, una splendida giornata di sole.










    Veloce saluto al ghiacciaio, che ormai è ben misero, per quanto affascinante (ed affollato di turisti), e scendiamo verso Lienz, attraverso la bellissima e verde valle di Heligenblut.
    Per fortuna oggi le strade non sono molto trafficate, così arriviamo velocemente a Sillian e rientriamo in Italia, arrivando a Dobbiaco, da dove giriamo per il parco delle Dolomiti e Misurina.
    La nota e bella strada curvosa, che però troviamo molto rovinata – soprattutto se la confrontiamo con quelle austriache – ci porta fino in prossimità del lago, dove mangiamo in un vecchio e tradizionale ristorante. Poi passo tre Croci, Cortina e su per il Passo Giau!
    Mentre ci arrampichiamo sui tornanti nel bosco, siamo infastiditi dal tic-tac sul casco delle prime gocce di pioggia! Le previsioni davano sole quasi ovunque per oggi, ma una nuvola nerastra e minacciosa insiste proprio qua sopra, anche se alla fine ci risparmia, donando per altro al paesaggio sempre bellissimo che si può ammirare dal passo un’ aria più estrema e affascinante.
    Scendiamo verso Arabba con la cautela suggeritaci da alcuni ragazzi che ci segnalano un “ghiaione” alla fine della discesa, che poi si rivela un po’ di brecciolino, dove per altro uno col Multistrada come quello del Niko era anche riuscito a ramenarsi qualche tempo prima. Moto parcheggiata a lato strada e nessuna traccia del pilota… speriamo non si sia fatto troppo male.
    Prendiamo quindi la bellissima salita del Pordoi, un classico irrinunciabile, con le curve che non ti danno tregua mentre ti arrampichi nell’ampia conca incorniciata tra alcune delle montagne più belle del mondo.
    Facciamo qualche foto su al passo e ripartiamo svelti, visto che il tempo scorre inesorabile, e la giornata volge inevitabilmente al termine.
    Dopo la lunga serie di tornanti che scendono su Canazei, percorriamo svelti la val di Fassa e la Val di Fiemme dove riusciamo anche a prendere un mini-acquazzone biblico di quattro-cinque minuti, che si trasforma in un caldo sole prima che riusciamo a trovare un posto dove fermarci.
    Nuova sosta per rifiatare al baretto della cembra, e poi è tutta – o quasi – una tirata: prima sulle splendide curve della cosiddetta Valfloriana, poi tangenziale di Trento e ss12 fino a casa.
    Dopo la chiusa di ceraino le curve sono davvero finite. Veloce saluto al Niko, sempre un grande compagno di viaggio, e a casa con dieci minuti di ritardo su quanto promesso.
    Meglio di così non poteva andare!
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  3. #2
    TCP Rider Senior L'avatar di diego84
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    azzo che strade! complimenti, bel report!
    "arivati o palaghiaccio di Nicolosi, non canusciu chiù a nuddu" (cit.)

  4. #3
    TCP Rider L'avatar di maturin
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    Citazione Originariamente Scritto da diego84 Visualizza Messaggio
    azzo che strade! complimenti, bel report!
    Grazie! Se non l'hai già fatto, la Strada del Grossglockner è una delle mete che un motociclista non può farsi mancare!
    P.S. Perfetta per il tre cilindri...
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  5. #4
    TCP Rider Senior L'avatar di diego84
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    Citazione Originariamente Scritto da maturin Visualizza Messaggio
    Grazie! Se non l'hai già fatto, la Strada del Grossglockner è una delle mete che un motociclista non può farsi mancare!
    P.S. Perfetta per il tre cilindri...
    sono un pò lontano..sicilia..e in questo momento con 4 cilindri
    però quei passi meritano davvero
    "arivati o palaghiaccio di Nicolosi, non canusciu chiù a nuddu" (cit.)

  6. #5
    TCP Rider Senior L'avatar di urasch
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    good!!!
    Io ho scelto di essere l'eccezione, non la regola.
    "Perché le regole son belle e vanno bene,
    ma poi son le eccezioni che ci fanno innamorare".

  7. #6
    TCP Rider L'avatar di Mastroragno
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    Ecco vedi...mannaggia...pensa che avrei avuto le ferie proprio quella settimana...ma l'ho dovuta spostare...

  8. #7
    TCP Rider L'avatar di maturin
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    Citazione Originariamente Scritto da Mastroragno Visualizza Messaggio
    Ecco vedi...mannaggia...pensa che avrei avuto le ferie proprio quella settimana...ma l'ho dovuta spostare...
    Peccato, magari - come dici tu - avremmo potuto incontrarci! Ma il Grossglockner è sempre li, basta avere un sabato ed una domenica liberi ed in due giorni "la cosa" si fa!
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  9. #8
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    Complimenti, peccato per la Zillertaler perché panoramicamente parlando merita molto ma sono sicuro che il Großglockner abbia appagato a sufficienza!

  10. #9
    TCP Rider L'avatar di Lodi
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    Complimenti per il report, l'ho letto molto volentieri!!
    Anche i posti devono essere stupendi, mi sa che mi segno l'itinerario.
    Ultima modifica di Lodi; 02/06/2015 alle 21:46

  11. #10
    TCP Rider L'avatar di emanuele65
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    lo fatto qualche anno fa ad agosto e un posto bellissimo, a parte quel mostro in cemento armato ,comodi gli armadietti a chiave per mettere il casco, belle foto.

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