Stavo caricando la mia famigliare di foglie ed erba sfalciata per portarle alla discarica comunale, vestito con abiti da lavoro, e intanto pensavo che l'indomani sarei saltato sulla Truzza per portarla (o farmi portare) alla Reunion all'Autodromo di Monza.
Stavo così, vestito come una via di mezzo tra un giardiniere ed un boy scout e intanto pensavo che il giorno appresso mi sarei agghindato come una specie di rider inglese degli anni '60, più simile al prete del Club '59 che non ad un bad boy della sua cricca.
Pensavo alla mia moto simile ad una cafè racer dell'era beat, e pensavo a me che nell'era beat sono nato ma ora sembro uno dei padri dei ragazzi di allora.. e mi sono fatto questa domanda:
l'uomo sente il bisogno ancestrale di mascherarsi? Di sentirsi diverso, almeno per un breve tempo, da quello che è tutti i giorni?
Altrimenti non si spiegherebbe come incravattati bancari si travestano da easy riders in sella alle Harley Davidson nei fine settimana.
Viviamo il nostro film.. finita la giornata, ricucito lo strappo alla regola, si torna nei propri banali ma rassicuranti panni quotidiani, nella fattispecie un bel tutone di felpa.
Un tempo ci si mascherava solo una volta l'anno, a Carnevale. Oggi la giostra gira a nostro piacimento: quando vogliamo siamo chi vorremmo essere, soprattutto se il modello è un tipo scapestrato, inaffidabile, play boy, gambler.. mentre dobbiamo essere buoni padri di famiglia, buoni mariti, affidabili collaboratori ecc. ecc..
O forse.. stamattina.. ero mascherato da giardiniere?![]()





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