Nessun problema.
Spiego, anche se entriamo in un ginepraio......
Come hai detto giustamente, l'alternatore (o generatore) produce una tensione/corrente variabile con il numero dei giri o RPM (aumenta proporzionalmente).
La corrente (in Ampere) richiesta dalla moto incrementa con gli RPM a causa della legge di ohm, e cioè a parità di carico (in altre parole gli accessori elettici presenti a bordo, che sono sempre gli stessi) la corrente aumenta perché aumenta la tensione:
V=RxI (dove R è il carico, I la corrente e V la tensione) >>>> I=V:R.
Ora, appurato che la corrente assorbita dall'impianto elettrico della moto aumenta con l'incremento del regime motore, bisogna considerare che l'alternatore produce sempre un notevole surplus di energia, rispetto a quella che viene richiesta dall'impianto della moto.
In teoria un alternatore da 600W produce al massimo 50A (a 12V).
Non è proprio così, perché la tensione prodotta dai tre avvolgimenti si aggira sui 20 volt (semplifico, altrimenti entriamo nel culdesac).
Ogni avvolgimento produrrà quindi 200W, cioè circa 10A in corrente alternata.
Non esiste alcun tipo di "limitatore di corrente" in nessun impianto di ricarica, se non il naturale valore massimo (in Ampere) erogabile.
Il compito del regolatore è multiplo, e cioè non deve solo mantenere una certo valore di tensione ai capi della batteria (solitamente 14-14,4 volt), ma deve anche trasformare la tensione alternata (a onda sinusoidale) in corrente continua (quella con il + e il -).
Questa funzione viene definita "raddrizzamento", da cui Raddrizzatore, e viene svolta da un cosiddetto "ponte" di diodi
Durante la trasformazione da alternata a continua, il valore reale della tensione incrementa di un fattore di circa 1,4142, per cui i 20V alternati diventano circa 28,82V continui.
La parte di regolazione del Regolatore (scusate la ripetizione) deve abbassare questa tensione a circa la metà del valore (per non distruggere l'impianto elettrico della moto), e così facendo dissipa calore.
Per quanto riguarda la corrente non assorbita dall'impianto elettrico, ma prodotta comunque dal generatore/alternatore, il Regolatore la "shunta" a massa tramite appositi semiconduttori di potenza, che possono essere SCR o Mosfet (nelle realizzazioni più recenti).
E anche questa funzione genera calore.
Intanto il "povero " alternatore è lì che gira e produce sempre tutto ciò che può produrre.
Solo in assenza di carico non produce energia, ed ecco che diventa molto "furba" l'idea del Regolatore cosiddetto "seriale", che invece di "shuntare" a massa la corrente in eccesso, "apre" il circuito (con una frequenza elevatissima, variabile con il carico e con il numero dei giri).
Al Regolatore di questo tipo, rimane solo da dissipare il calore emesso dal "ponte" di raddrizzamento, limitando fortemente il riscaldamento di se stesso, ma anche e soprattutto del generatore che rimane spesso senza carico.
Adesso che ho complicato una cosa semplice, entro di diritto nella dirigenza dell'UCAS.
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