In riferimento alle richieste di impressioni/valutazione tra i due modelli che cominciano ad apparire qui sul forum – ma anche su Facebook, nelle varie pagine dei gruppi Triumph Explorer / Tiger 1200 - considerando che ora cominciano ad apparire sul mercato le nuove 2018 ex-Demo (e quindi il dubbio che si pone chi sta valutando l’aquisto di una di queste due moto verte sul fatto se e quanto “vale la pena spendere 3-4.000 euro in più”), possono tornare utili le mie riflessioni sulle due moto in oggetto, avendo posseduto una Explorer XCX da maggio 2016 fino a maggio 2018 con la quale ho percorso 32.000 chilometri, e sostituita con una XRT 2018 che ora segna all’attivo 9.300 chilometri.
La domanda “diretta” che viene posta è: sono “giustificati” i 3-4.000 euro che ballano di differenza per acquistare una XCX usata o una XRT usata ex-Demo?
Di primo acchito la risposta sarebbe “no”: trattasi sostanzialmente della stessa moto, la seconda con qualche “froceria” di equipaggiamento ed elettronica in più, ma che non “stravolge migliorativamente” quella che era già una ottima moto ottimamente equipaggiata e sviluppata (ricordo che c’è un sensibile passo avanti rispetto alla prima serie del 2012), di altissimo livello in tutte le condizioni di guida e di utilizzo.
Ma i “se e ma” ci sono, inutile ignorarli, che nella differenza economica vanno valutati, per capire se per “noi” (l’utilizzatore finale) hanno importanza rilevante o meno.
Faccio un esempio basilare: la XRT ha di serie le selle riscaldate; ora, se uno “ferma” la moto da Novembre a Marzo, quasi certamente delle selle riscaldate non se ne fa una cippa…
altro esempio: la XRT ha il sottocoppa in plastica (tanto per “chiudere esteticamente” quella zona), mentre una XCX ha un bel sottocoppa in alluminio; quindi se uno sa già che non lascerà mai l’asfalto (né scendera mai marciapiedi dal “gradino” alto), della mancanza del sottocoppa protettivo in alluminio, non gliene può fregare di meno… quindi, le mie riflessioni tratteranno anche di questo, e su queste differenze, ma anche di altre.
Ribadisco: sono sostanzialmente la stessa moto, ma con piccole differenze che a gusto personale possno essere “importanti”, e giustificare l’esborso maggiore per l’acquisto di una ex-Demo XRT 2018 (oppure no, e allora una XCX è una ottima scelta, che non deluderà assolutamente).
E la cosa ovviamente non credo che interesserà chi ha già una XCX 2016/2017, una ottima moto che io stesso per certi versi "rimpiango" rispetto alla odierna XRT 2018, ma sarà utile come riferimento per chi dovesse "entrare" nel mondo Tiger 1200, e quindi "parte da zero" nella conoscenza di queste meravigliose moto.
Scusate se scriverò un “tomo” (come il mio solito), ma se uno compara una XCX 2016/2017 con una XRT 2018, la differenza “sostanziale” non è tanto che la seconda è il “nuovo modello”, ma anche (e ancor di più) sul fatto che sono due declinazioni diverse (per allestimento, mappature, e altro), e mi sembra che la maggior parte che pone questa domanda non si prende la briga di andarsi a guardare le effettive differenze tra le due moto, anche per il fatto che ora sul sito ufficiale non appare più la “famiglia” delle Explorer precedenti.
Procediamo quindi per “sezioni” (perché le cose sono parecchie…), e proverò a non dimenticare nulla (nel caso, chiedete pure)
Allestimento veicolo
(considerazioni sul veicolo di serie, quindi al netto di eventuali accessori montati dal precedente proprietario)
Una Explore XCX 2016-2017 non ha (presenti invece di serie su una XRT 2018):
- Faretti supplementari
- Selle riscaldate pilota e passeggero
- Plexiglass musetto “Touring” (più alto di 5cm e più largo di 3cm)
Ma ha invece di serie (non presenti invece sulla XRT):
- Griglia protezione radiatore
- Paracoppa in alluminio
- Tubi paramotore laterali
Commento: dei faretti supplementari io ne potrei fare benissimo a meno: in due anni con la XCX sulla quale li avevo montati (per accontentare mio figlio e mia moglie, che le piaceva di più…) li avrò utilizzati 3 volte, idem con la XRT; io non giro mai con i faretti accesi di giorno: a parte il fatto che la cosa è sanzionabile dal C.D.S – e io ho rischiato la sanzione, anni fa… - se uno mi dice “ma io voglio farmi vedere, è per la sicurezza” gli rispondo che se un altro utente della strada non lo vede arrivare con 2 “pignatte” da 12 cm di diamtetro alogene accese, non è certo con due faretti in più da 4 cm di diametro che lo vede… quindi bando alle “storielle” da fighetti Hipster da Lounge bar… parliamo di cose concrete. E concreto è che i faretti della 2018 (quelli nuovi e “piccoli”), di notte hanno un fascio migliore (soprattutto in ampiezza) rispetto ai precedenti disponibili (e montati come accessorio) sulla 2016/2017, pur essendo anche quelli già a led. I “vecchi” hanno solo una parabola riflettente, i “nuovi” hanno una lente, se li osservate con attenzione.
Quindi, se comprate una XCX sprovvista di faretti, montate direttamente i “nuovi” faretti a catalogo per la 2018, sono migliori nell’utilizzo notturno con “buio pesto”.
Le selle riscaldate a chi “ferma” la moto tra novembre e marzo non se ne fa una cippa. Ma è anche vero che alcuni ciucciamentine hanno rilevato che le selle riscaldate sono più confortevoli rispetto alle “Comfort” in gel di serie sulla XCX, e non è opinabile, è vero: lo spessore di un cm di materiale “elettroriscaldante” subito sotto la ricopertura della sella, e la leggermente diversa sagomatura (visibile ad occhio, se le mettete una di fianco all’altra) comportano in effetti una confortevolezza maggiore. Se avete il culetto delicato come un neonato. Ma consiglio allora anche un tubetto di pasta Fissan nel beauty, quando andate in viaggio…
Il Plexi Touring è comodissimo nel periodo invernale (io infatti lo monto nei mesi da Novembre ad Aprile), o per chi fa tanta autostrada di trasferimento, o per chi supera il metro e novanta in altezza. Ma in estate è una “sofferenza”, troppo protettivo, ed infatti io monto il “piccolo” (di serie sulla XCX), che mi sono tenuto. E faccio comunque trasferimenti autostradali da 800 km in giornata, senza fastidi di sorta al casco (sono alto 186 cm), che resta “fermo” anche a velocità prossime ai 200 all’ora…
La griglia protezione radiatore a mio avviso è indispensabile: non solo perché con una radiatore così grande è facile “bucarlo” per un sassolino sparato da chi ci precede (e la KTM nella comparativa di Motociclismo è stata messa K.O. proprio da un sassolino sparato in trasferimento su strada), ma anche perché comunque in chilometri d’uso sul radiatore si spaiccicano una quantità inverosimile di insetti vari (che schiacciano le micro alette, peggiorandone lo scambio termico) e toglierli è una rognetta, mentre con la griglia a rete, un colpetto di spugna e via… e il radiatore sotto resta “intonso”.
Il paracoppa in alluminio potrà essere superfluo per chi ha intenzione di usare la moto solo su asfalto, ma oltre che figo (… e quello in plastica è bruttino…) è protettivo se vi capita di dover scendere da un marciapiede “altino” (su cui magari siete saliti più indietro, sfruttando un “invito” di un passo carraio…), cosa non infrequente (a me è successo diverse volte, negli anni, e sulla BB precedente ho bozzato gli scarichi nella curvatura sottomotore…)
Le barre paramotore le ritengo irrinunciabili: personalmente ho "sdraiato" da fermo l'anno scorso la XCX con su io e mia moglie (convinto di aver aperto la stampella laterale, invece non lo avevo fatto del tutto, ed è tornata "su"...) e nè io, nè mia moglie, nè la moto ci siamo fatti nulla...
Quindi: su una XCX va considerato l’esborso per i faretti se li volete (per fare i fighetti, o guidate tanto di notte nei passi di montagna dove non c’è alcuna illuminazione, se non la Luna), e per le selle riscaldate se avete il sederino delicato, mentre su una XRT andrebbero acquistati e montati le barre paramotore (personalmente consiglio quelle "grandi" - di serie sulla XCX - e non le piccole introdotte nel 2018), il paracoppa in alluminio e la griglia protezione radiatore. (Il tutto quantificabile consultando il sito ufficiale accessori Triumph)
Prossima puntata domani (pare che pioverà...) e parleremo di pacchetti elettronici, Riding Mode, TSAS e dinamica veicolo







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