Oggi nel pomeriggio mi è scattata la voglia irrefrenabile di provare una moto che mi ha sempre interessato, la nuova MotoGuzzi V100 Mandello.
Grazie alla gentilezza del concessionario ufficiale (Motauto) ho potuto provare al volo il modello “base” (quello senza sospensioni semiattive e senza areodinamica attiva).
Per un breve test mi è bastato.
La moto in se è sicuramente una grande innovazione per Guzzi, figlia di un progetto “comune” con Aprilia, ma ancora capace di essere Moto Guzzi, e pertanto regalare le stesse emozioni dei modelli epici degli anni d’oro.
Il motore a V trasversale è sempre lui, ma bisogna scoprirlo pian pianino.
Della vecchia scuola rimangono alcune cose, ad esempio il cambio non proprio giapponese, ma soprattutto la famosa coppia di rovesciamento, cioè la sensazione (che non è solo tale) di sentire la moto scuotere al minimo, oppure aprendo il gas a moto ferma.
È una caratteristica di tutte le moto con motori trasversali, ma è stata attenuata parecchio rispetto ai modelli di una decina di anni fa.
Però è rimasta, e per chi come me è sempre salito solo su moto con motori in linea, o a V longitudinale, la “mungitura” si avverte.
Nulla di che, ma c’è (se non ci fosse sarebbe meglio, vabbè).
Il cambio, come ho scritto sopra, non è proprio uguale a quello di una Suzuki, e a differenza di quello della sorella V85 emette un sonoro “clank” durante l’innesto della prima marcia.
Credo che sia peggiorato (rispetto a quello della V85) anche (soprattutto) a causa del comando della frizione (idraulico con pompa radiale, ma dalla corsa eccessivamente corta).
Non è facile da usare in città, credo sia necessario rivedere il comando.
Cito gli unici altri due difetti, poi parlerò solo di pregi.
La protezione areodinamica è praticamente nulla.
Mi aspettavo che su una moto sport touring come la Mandello gli ingegneri avessero preso in considerazione un minimo di protezione dall’aria.
Evidentemente si sono dedicati ad altro (e nel miglior modo possibile, come potrete leggere in seguito).
Urge pertanto l’installazione di uno schermo più alto, opzionale ma praticamente obbligatorio.
L’ultimo difetto non me lo aspettavo (mentre la coppia di rovesciamento si, così come la scarsa protezione areodinamica guardando le foto della moto), il peso!
Parlo del peso percepito in manovra, non in marcia.
Rispetto alla Suzuki GSX-S1000 GT sembra pesare 25-30 chili in più, mentre rispetto alla mia “ballano” almeno 20 chili, sempre in più, forse anche 25.
La Suzuki è molto più leggera COME MOTO, perché deriva (telaio, motore) da una maxisportiva vera.
La V100 Mandello nasce così, senza mamme/nonne leggere (giusto una zia di secondo grado, cioè la V85TT).
Eh, domattina torno a riprovarla, ma questa sensazione di peso massimo mi ha dato un po’ di preoccupazione.
Ovviamente niente paura.
Per voi baldi giovani (e forti) vi sembrerà un fuscello, ma per una cariatide come me, con anca dolorante e mano ancora mezza rotta, quei 20-30 chili in più da spostare da fermo sembrano 3 quintali.
Ho venduto la Tiger Sport anche per il motivo peso, e qui siamo allo stesso livello.
Peccato, perché per il resto è una delle migliori moto che abbia mai provato.
Il telaio è semplicemente meraviglioso, ma anche il setting delle sospensioni, i freni, la stabilità, la facilità di ingresso in curva, persino la risposta del motore (c’è sempre, in ogni marcia e ad ogni regime).
Guidarla è uno sballo, si sente che zia Aprilia ci ha messo mano, si avverte benissimo tutta l’italianità del progetto.
Non vibra tanto, semmai pulsa, e ti spara via dal caos del traffico con una spinta entusiasmante (ma non esagerata come quella di una Gixxer, che su strada non potrai mai sfruttare appieno).
Nel mio breve giro di prova (35-40 minuti) mi sono fatto la Croara fino al Monte delle Formiche per provarla in curva, l’ho tirata tutta (seconda e terza) nella complanare fino a Ozzano.
Insomma, pur in un tempo così breve ho cercato di non lasciare nulla al caso.
Con un cambio (o una frizione) migliore, con (almeno) una decina di chili in meno, e con un parabrezza più alto diventerebbe una moto top, da sballo.
Qualcosa si può sicuramente fare sulla frizione, e magari la situazione migliorerebbe ulteriormente abbassando leggermente la leva del cambio.
Per il parabrezza no problem, si attinge dagli accessori, mentre per i 10 chili in meno bisogna lavorarci su per bene (Kat a 200 celle, terminale aftermarket in titanio, batteria al litio, qualcosina in carbonio).
Seppoffá, ma non viene a costare poco…
P.S. nonostante sia EURO5 non scalda come un forno crematorio (provata a 35º)