Citazione Originariamente Scritto da tohr Visualizza Messaggio
Il punto è che Massi ha ragione, ma argomenta troppo animosamente. L'Europa è in declino, ma non a caso. L'Europa ha fatto una serie di scelte sbagliate. Intendiamoci, sbagliate per i suoi cittadini, non per chi quelle scelte le ha indirizzate (soprattutto élite finanziarie nord-europee e, in generale, il grande capitale globalista) ottenendone la maggior concentrazione di ricchezza a cui tutti assistiamo. Prima fra tutte, dotarsi di una moneta unica in un'area valutaria non ottimale, il vestito taglia unica buono per tutti che non va bene a nessuno. Questa cosa, quelli del mestiere la sapevano prima che accadesse (e perfino un ex-comunista, poi europeista sfegatato, come Napolitano lo diceva, nel 1978). Inevitabili gli effetti: se non puoi aggiustare il cambio, devi aggiustare i salari per continuare a vendere (con effetto di distruggere la domanda interna, alla lunga). Puntualmente è successo e ora lo dice pubblicamente (anche se poi nei media frequentati da tutti non passa) anche Draghi (discorso di La Hulpe) che ne è stato uno dei fautori. Poi, ovviamente, anche altre scelte strategiche sbagliate sono state fatte, in gran parte per tentare di salvare una costruzione folle (la moneta senza stato, unico esempio nella storia del mondo). Tutto ciò, ampiamente previsto dai pochi che non hanno buttato alle ortiche i testi di economia per interesse o conformismo, è successo e siamo dove siamo... Europa buco nero dell'economia mondiale. Ora i problemi europei li denunciano tutti, ma ancora molti negano le cause... perché dovrebbero assumersene le responsabilità. Inutile parlarne? Non possiamo fare nulla? No, la consapevolezza dei fenomeni è sempre il primo passo per controllarli e difendersene.
Detto fra noi, non affronterei mai questi temi come Massi, perché la troppa enfasi e un dialogo argomentato per assiomi ottengono l'effetto contrario, quello di allontanare anche chi sarebbe disposto a ragionare su ciò che accade. Ma tutto quello che ho detto è perfettamente sostenibile con letteratura scientifica e dati di fatto e, piano piano, a ammetterlo ci si sta arrivando. L'Europa, che fino a qualche hanno fa era intoccabile nei suoi miti e nei suoi dogmi, ormai è sotto processo sotto molti aspetti e, nei fatti, in crisi profonda.
Prometto che, di mio, non dirò più nulla al riguardo se non sollecitato.
io potrei anche essered'accordo,ma fino ad un certo punto, perche' dal punto di vista energetico dei trasporti, si sbaglio gia post crisi OPEC del 74 quando c'era tanto residuo di raffineria che andava venduto e si inizio ad incentivare i diesel non solo per trazione commerciale, ma si doveva fare il regalo ai gruppi petroliferi all'epoca in mano pubblica,la germania si butto nellebraccia russe per coprire la scelleratezzadel no al nucleare, solo la francia fu lungimirante e spinse sul mantenimento di quote statali nelle aziende chiave ed infrastrutturale(cosa impossibile in italia senza trasformare tali aziende in serbatoi elettorali e buchi neri economici) e passando al nucleare sull'energia, l'espansione dell'unione si sarebbe dovuta fermare prima, cosi le fabbrichette restavano in europa.

Anche se gia prima molti industriali del nord italia avevano gia aperto ad est con fabbriche locali, e'tutto relativo,una serie di conseguenze ad azioni con sicuramente degli errori fatti per strada.

ma da qui a vedere un piano di distruzione ce ne passa, e' una visione quanto piu sbagliata possibile,perche' se da un lato c'e' il grande cattivo EU, in cuimolti riconoscono una trazione nord europea, o meglio germano-centrica, beh allora so cemi col botto perche' la nazione con maggiori problemi industriali adesso e' proprio la germania.

sono tutte scelte fatte in base all'espressione politica del momento, sale ilpopulismo? bene si punta a far approvare leggi e norme che facilitano la pancia del populismo, sale la destra, vedi sopra.

poi sull'euro,no basta sta storia ha stancato,funziona ovunque,l'anomalia e'l'italia,o meglio alcuni che se ne lamentano a casaccio.