Sull'altra discussione hai ragione, volendo ne apriamo una, ho fatto ciclismo a livello amatoriale, molto amatoriale fino all'anno scorso, l'argomento mi appassiona.
Di massima sui materiali per i telai va bene quel che dici, ma provo ad allargare la riflessione:
- il carbonio va bene un pò per tutto, dipende dalla qualità del modulo e dal grado di rigidità e flessibilità, in genere ruote, telai e componenti in carbonio contribuiscono a pedalare con più comodità proprio perché il carbonio ha risposte meno secche dell'alluminio e dell'acciaio sulle sollecitazioni, laddove serve che il carbonio sfrutti elasticità e rigidità (zona movimento centrale, foderi posteriori) per rendere il telaio "veloce e scattante" si usano trame differenti, più materiale, costruzioni massicce, mi verrebbe da dire che il carbonio vince in quanto materiale versatile, puoi fare telai "comodi", leggeri e veloci.
- l'alluminio è altrettanto rigido e leggero (a volte anche più, vedi le leggendarie Cannondale CAAD), ma meno comodo a causa della sua rigidità, si usa ancora su prodotti molto entry level per ragioni di costi, a fronte di telai poco o per niente specialistici, ma proprio per la sua rigidità viene usato anche su bici da circuito come le Specialized allez, che molti usano ancora in quelle corse, per la velocità di quel telaio.
- l'acciaio, dei tre, paga certamente in termini di peso rapportato alla rigidità torsionale, ormai lo hanno relegato a bici in salsa vintage (la bellissima Wilier superleggera) o classiche/elitarie (Passoni), per un normale amatore come me e te andrebbe benissimo, ma in termini di prestazione assoluta direi di no.
Ruote da 29 e freni a disco, sono evoluzioni che semplificano la vita a tutti, la ruota da 29 permette di passare gli ostacoli con meno sollecitazioni, all'epoca avevano provato anche le 27,5, ma se proprio dovevi sostituire le 26, in termini prestazionali la 29 vince su tutto, soprattutto per l'amatore base, il freno a disco è uguale, rende la bici più sicura e user friendly, poi è chiaro che gli uffici marketing spingono quelle cose, ma non sono sempre innovazioni inutili e forzate, in termini di marketing mi fa più sorridere un colosso come Specialized, che in Italia vende un fottìo di telai marchiati S-Works ad amatori medi con rapporto peso/potenza di una mozzarella di bufala, millantando (ad ogni evoluzione) prestazioni che manco la BMW M1000RR campione superbike.








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