Ragazzi, non mi sono totalmente rincoglionito (forse), so bene di aver già postato il test della moto in oggetto, ma ho voluto riprovarla per bene per capire, e se possibile farvi capire, quali sono stati gli upgrade operati nel tempo da mamma Triumph, e soprattutto la loro efficacia.
Prima di iniziare a parlare delle innovazioni, vorrei velocemente ribadire le mie sensazioni positive su tantissimi aspetti di questo modello, sin dalla sua nascita (cioè pre-upgrade).
La Tiger 1200, nonostante la sua considerevole stazza, è incredibilmente maneggevole in marcia, facile da guidare, e soprattutto piacevole.
Ha un cambio che è un burro, il quickshifter bidirezionale è tarato in modo spettacolare, ha la sella comodissima (ed è pure riscaldata), è protettiva, non vibra, scalda meno di tante altre concorrenti, frena come una SBK, è comodissima, i comandi (sia al manubrio che le leve a pedale) sono perfettamente dove devono essere, le sospensioni semiattive Showa sono quanto di meglio si possa avere su una moto turistica, nelle ultime versioni c’è persino l’abbassatore (purtroppo non è ad inserimento automatico, ma almeno c’è).
Un quadro idilliaco?
Si e no, nel senso che il motore, l’unica voce che manca nell’”elenco delle meraviglie”, fino alla precedente versione del software non mi piaceva più di tanto.
Perché?
Perché, pur avendo una cilindrata sostanziosa (1160cc, circa 367cc di cilindrata unitaria) ai bassi regimi non regalava una spinta pari alle aspettative, e soprattutto “tartagliava” procedendo a regimi appena sopra al minimo (quindi in città tra un semaforo e l’altro).
L’ultimo aggiornamento del software (ovviamente non vi posso dire quale versione o livello, anche perché non mi sono portato dietro chiavetta BT e TuneECU) ha abbondantemente attenuato questi due difetti.
Ora la moto “tartaglia” in modo praticamente inavvertibile, e il motore ha preso vigore anche sotto i 2500 giri, dove in precedenza peccava troppo (in relazione alla cilindrata, alla potenza dichiarata, ma soprattutto rispetto alle concorrenti).
La spinta “brutale” arriva dopo i 4500 giri, anche in mappa Sport (che stranamente non si discosta più di tanto dalla mappa Road), e i 150 cavalli dichiarati si fanno sentire tutti, oserei aggiungere prepotentemente.
A questo punto devo obbligatoriamente fare una chiosa “autocensante”, ora vi spiego.
Ho sempre detto che la mia Tiger 900 sabbizzata non era poi così distante, dal punto di vista prestazionale, dalla sorellona 1200 ai regimi bassi e medio-bassi.
Confermo questa cosa, al punto che per ottenere un risultato migliore da parte della 1200 ho dovuto usare quasi sempre la mappatura più spinta, mentre sulla mia 900 uso la mia mappa dinamica che (non vorrei peccare di immodestia, ma è così) rende un sacco.
E fino ai 3000 giri la 1200 non mi va via, anzi.
Ci sono 40 cavalli di differenza, 67cc in più in ogni cilindro, ma anche 40 chili in più di moto e il cardano che si porta via almeno 10cv in più di quelli che assorbe la trasmissione a catena (che tralaltro ho recentemente ottimizzato).
Allora, la 1200 va molto di più della 900, questo deve essere ben chiaro, ma bisogna pestare sul gas, o aprire di più la manetta per restare nel gergo motociclistico.
Nell’utilizzo normale la (mia) 900 ha poco da invidiare alla sorellona.
Difetti?
Non ne ho parlato, perché effettivamente sono davvero pochi e persino “personali”.
La cosa che mi piace di meno in assoluto è il peso da autoblindo.
Lo so, sono io che non ho più il fisico, ma quei 40 (minimo) chili in più si fanno abbondantemente sentire anche solo sollevando la moto dal cavalletto laterale.
Ho persino rinunciato a metterla sul centrale, perché era così ostica che dopo un paio di tentativi gliel’ho data su.
In passato ho fatto quattro ernie inguinali, e non volevo rischiare di fare la quinta.
La cosa “buffa” è che la Tiger 1200 è la più leggera della categoria, e se penso agli altri “zavagli” pesantissimi mi viene male.
Altra cosa che personalmente non adoro è la frizione idraulica.
La leva richiede uno sforzo molto maggiore rispetto a quello richiesto dalle ultime frizioni asservite con comando a cavo, e la corsa di innesto/disinnesto è più corta.
Va bene, è tra le migliori che ho mai provato, ma non mi piace.
Poi, terzo e ultimo “difetto” della lista, il “cardamomo”.
La sua presenza è inavvertibile, lo dico perché è così ed è giusto scriverlo, per cui non dovrei avere nulla da ridire, ma il peso che introduce (+10kg) e la potenza che assorbe (-15cv) non me lo faranno mai piacere.
Se pesasse come la Tiger Sport 1050 che avevo prima, quindi circa 20kg in più della mia attuale Tiger 900, forse avrei tentato il salto, ma la 1200 è davvero troppo pesante per me, quindi la lascio ai fisici più integri e forzuti, purtroppo con un principio di invidia perché è una delle migliori moto che abbia mai avuto modo di provare in vita mia!
![]()





Rispondi Citando


