ciao ragazzi, vi faccio un piccolo report del mio primo viaggio serio in montagna sulle Dolomiti che ho fatto in questi due giorni.
Il godimento inizia sabato mattina di buon'ora e in tempi che non indico (sempre per le critiche che scrive chi è ligio al c.d.s. ...) sono arrivato al primo passo, il Rolle, poi ho continuato per un paio d'orette e sono tornato alla prestabilita base, una casa ad Imèr di zii di un mio amico.
Il mio amico con l'r6 guida da poco e ha uno stile molto sporco, pur riuscendo ad essere abbastanza efficace.
Il giorno dopo si sono uniti un gsx-r 600 e una 999, guidate da altri amici. Io sempre davanti a guidare il gruppo, pur se con spalle e gambe acciaccate dagli sforzi del giorno prima, ma sempre più innamorato della mia moto!
Davvero fatico a descrivere la semplicità disarmante con cui dilaniassi qualsiasi moto che incontrassi!!!!!
le gomme sono perfette (e ahimè già molto mangiate), i freni potentissimi a caldo (chi li potenzia fa un'inutile spesa), le sospensioni molto sincere nelle reazioni e perdonano anche qualche imperfezione della strada. Quasi dimenticavo di citare il motore... la coppia è talmente tanta che a volte ti dimentichi di scalare e non è un insulto prendere i tornanti più larghi in 4a!!! Oltre i 12 mila giri è quasi inutile andarci! è qualcosa di splendido, ai giri a cui un 4 dorme già tira moltissimo e quando un 2 si spegne lei ha ancora da dare il meglio... che dire di più...
Mi manca solo una frizione antisaltellamento e sarei un uomo in perfetta simbiosi con il suo mezzo!! purtroppo sì, devo ammettere: molto spesso nelle frenate, pur tenendo il sedere indietro sulla sella e non usando il freno dietro, il posteriore sbacchetta, saltella e si sposta, ma è una cosa di poco conto... tutto sommato anche diverte!!!
Volevo però soffermarmi su una cosa: la sicurezza in questi giri.
Io, come avrete capito, vado spesso molto forte, ma ritengo di farlo in sicurezza e tranquillità, cioè sempre entro limiti accettabili e entro i quali sento di poter reagire con prontezza.
Durante questo primo giro serio, ho potuto constatare invece che i miei amici, a parte uno, sono molto spesso scoordinati e rischiano.
I problemi sono nati quasi sempre d questa situazione: io mi posiziono in testa al gruppo (gli amici di questi 2 giorni) e decido di andare alle mie velocità, ogni tot vedo che non ho più nessuno dietro e rallento per aspettarli, mi sembra una cosa normalissima, non mi piace andare da solo! e questo credo sia nello spirito di collaborazione che confà ad un gruppo di amici, cioè il più portato per determinate cose, cerca di insegnare agli altri quel poco che sa! in questo caso: traiettorie sicure, posizione di guida, punti si frenata, modi di dosare il gas, etc...
il problema, però, sta nel fatto che molto spesso, quando rallentavo PER ASPETTARLI, venivo raggiunto e poi uno dei due furbi mi si metteva davanti e faceva porcherie, rovinando il ritmo al gruppo e rischiando l'incolumità sua e degli altri, arrivando lunghi in staccata, tagliando le curve e, cosa che più mi dava fastidio, aprendo come dei pazzi nei brevi rettilinei, per poi essere puntualmente risuperati alle prime curve.
Sono il primo ad ammettere di aver fatto alcune cazzate nella vita, però ho 21 anni, ho sempre guidato così, senza mai farmi del male. Quando si può guidare allegri, lo si fa, ma sempre nei propri limiti, a cosa serve rischiare in quel modo? tanto poi sbagliavano e confermavano in me l'idea che non fossero bravi!
Insomma, siamo tutti adulti e vaccinati, perchè non si può avere il coraggio di ammettere a sè stessi di poter imparare qualcosa, invece di cercare di dimostrare quello che non si è, mettendo a rischio sè stessi e gli altri?
Non sono uno che ama vantarsi, spero voi capiate che la mia non è "hubris", ma solo voglia di confrontarmi con voi.
per gli smanettoni, guardare attentamente il livello di piega della street, confrontandolo con quello di r6 e 999
Nota paesaggistica
Ispirazione del sottoscritto di fronte alla maestosità della Marmolada
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) sono arrivato al primo passo, il Rolle, poi ho continuato per un paio d'orette e sono tornato alla prestabilita base, una casa ad Imèr di zii di un mio amico.






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