Giusto una puntualizzazione: sono gli amish a rifiutare il progresso ed a vivere come se fossero ancora nel '600, non i mormoni. Anche se in generale tutte le religioni lo rifiutano (o fanno finta di rifiutarlo) quando questo intacca i dogmi su cui si fondano.
Ad esempio, proprio gli amish, a furia di accoppiarsi fra loro a causa delle pazzesche abitudini di vita, sono facilmente soggetti a tare di natura genetica, causate dall'eccessiva consanguineità. Una di queste è la sindrome di Crigler-Najjar, un difetto genetico che impedisce al fegato di metabolizzare la bilirubina, avvelenando il corpo e causando la morte in genere entro il 3° anno di vita.
Con gran fatica si sono convinti a lasciar entrare l'elettricità nelle loro stanze da letto, trasformate in incubatrici per alimentare le lampade a luce blu alle quali i bimbi colpiti dalla malattia devono restare esposti, svestiti, per almeno 12 ore al giorno, e che consente ai loro corpi di espellere la bilirubina a sufficienza, fino a quando non diventano abbastanza grandi da poter ricevere l'unico rimedio oggi noto a questa malattia: il trapianto di fegato. Ma l'elettricità continua a non entrare nelle loro cucine, dove regnano ancora le lampade a petrolio………
I mormoni invece sono quei tizi "simpaticissimi" (!) che se ne vanno in giro a far proselitismo sempre in camicia bianca a maniche corte, cravatta e pantaloni scuri… Loro in particolare credono in un profeta (mai esistito, come la maggior parte degli altri…) di nome Mormon il quale incise su tavole d'oro in una lingua antichissima e sconosciuta il "libro di Mormon".
Joseph Smith, "provvidenzialmente…" avvisato da opportune "visioni", trovò le tavole in una cassa sepolta nella collina di Chumora, presso Palmyra in Pennsylvania e provvide a tradurle (non si capisce come, visto che lingua era sconosciuta……) in inglese intorno al 1830 fondando così il mormonismo. Inutile sottolineare che le tavole d'oro sono irreperibili…
Amish (che sono protestanti anabattisti) e mormoni, così come testimoni di Geova, cattolici, valdesi, quaccheri, mennoniti, luterani, calvinisti, ortodossi, anglicani, nestroriani, evangelici, unitariani, e qualche altro centinaio di varianti sul tema, sono tutti cristiani, tutti invariabilmente convinti di aver loro ragione e i "colleghi" torto, in genere su sciocche questioni del tipo "l figlio è creato dal Padre, oppure è generato dal Padre?", "Prima di tutti i secoli o un "pochino" dopo?", "Della stessa sostanza del Padre o di sostanza diversa?", etc…, questioni alle quali è impossibile rispondere e per via delle quali hanno ben pensato di ammazzarsi fra loro nel corso degli ultimi 2000 anni di storia o giù di lì…




Benchè palesemente off topic, quoto a mia volta il piacere !
N.B. Calma voi del SET... Freddie mi piaceva solo dal punto di vista musicale...
Non me ne volere, ma credo che dovremmo basarci su fonti quanto più possibile attendibili e verificabili...![]()
Ultima modifica di Notturno; 23/10/2008 alle 00:48 Motivo: UnionePost automatica

Scusate l' OT Dizionario Filosofico di Voltaire alla parola Concili, riporta:tutti invariabilmente convinti di aver loro ragione e i "colleghi" torto, in genere su sciocche questioni del tipo "l figlio è creato dal Padre, oppure è generato dal Padre?", "Prima di tutti i secoli o un "pochino" dopo?", "Della stessa sostanza del Padre o di sostanza diversa?", etc…,
Tutti i concili sono infallibili, non c'è dubbio, dato che sono composti di uomini. È impossibile che le passioni, gli intrighi, lo spirito di controversia, l'odio, la gelosia, il pregiudizio, l'ignoranza regnino mai in queste assemblee.
Ma perché, si dirà, tanti concili si sono opposti gli uni agli altri? Per mettere alla prova la nostra fede. Tutti hanno avuto ragione, ciascuno a suo tempo.
Oggi, i cattolici romani non credono che ai concili approvati dal Vaticano; e i cattolici greci non credono che a quelli approvati a Costantinopoli. I protestanti si fanno beffe degli uni e degli altri. Cosi tutti sono contenti.
Parleremo qui solo dei grandi concili: dei piccoli, non ne vale la pena.
Il primo è quello di Nicea. Esso si riunì nel 325 dell'era volgare, dopo che Costantino ebbe scritto e inviato per mezzo di Osio quella bella lettera al clero un po' turbolento di Alessandria: «Voi state a litigare per una questione di così poco conto. Queste vostre sottigliezze sono indegne di gente ragionevole.» Si trattava di sapere se Gesù era creato o increato. Questo non riguardava affatto la morale, che è la sola cosa essenziale: che Gesù sia stato nel tempo o prima del tempo, l'importante è che noi si sia uomini onesti. Dopo parecchi alterchi, fu alla fine deciso che il Figlio era antico quanto il Padre e consustanziale al Padre. Questa decisione è ben difficile a intendersi, ma appunto per questo è tanto più sublime. Diciassette vescovi protestarono contro la sentenza, e un'antica cronaca d'Alessandria, conservata a Oxford, dice che protestarono anche duemila preti; ma i prelati non fanno gran caso ai semplici preti, che di solito sono poveri. Comunque sia, in questo primo concilio non si discusse affatto della Trinità. La formula dice: «Noi crediamo in Gesù Cristo consustanziale al Padre, Dio da Dio, luce da luce, generato e non fatto; noi crediamo anche nello Spirito Santo.» Con lo Spirito Santo, bisogna riconoscerlo, se la sbrigarono con molta disinvoltura.
Nel supplemento del concilio di Nicea viene riferito che i Padri, essendo in grande imbarazzo nel tentar di distinguere i libri «crifi» o apocrifi dell'Antico e del Nuovo Testamento, li buttarono tutti alla rinfusa su un altare: e quelli da scartare caddero in terra. È proprio un peccato che al giorno d'oggi questa bella ricetta non si usi più.
Dopo il primo concilio di Nicea, composto di trecentodiciassette vescovi infallibili, se ne tenne un altro a Rimini; e il numero degli infallibili fu questa volta di quattrocento, senza contare un grosso distaccamento a Seleucia di circa duecento. Questi seicento vescovi, dopo quattro mesi di disputa, tolsero unanimi a Gesù la sua consustanzialità. Essa gli fu restituita in seguito, fuorché dai sociniani; così tutto è a posto.
Uno dei grandi concili è quello di Efeso, del 431. Il vescovo di Costantinopoli, Nestorio, gran persecutore d'eretici, fu condannato a sua volta come eretico per avere sostenuto che, in verità, Gesù era sì Dio, ma sua madre non era assolutamente madre di Dio, bensì madre di Gesù. Fu san Cirillo che fece condannare Nestorio; ma anche i partigiani di Nestorio fecero deporre san Cirillo nello stesso concilio: questo, certo, mise in un grosso imbarazzo lo Spirito Santo.
Prendi nota, lettore, che il Vangelo non ha mai detto una parola né della consustanzialità del Verbo, né dell'onore toccato a Maria d'esser madre di Dio, né di tutte le altre questioni che hanno fatto riunire tanti concili infallibili.
Eutiche era un monaco che aveva tuonato contro Nestorio, la cui eresia arrivava addirittura a supporre in Gesù due persone: cosa spaventosa, certo. Questo monaco, per meglio contraddire il suo avversario, assicura che Gesù non aveva che una sola natura. Al contrario, un tal Flaviano, vescovo di Costantinopoli, sostenne che era assolutamente necessario che in Gesù ci fossero due nature. Si riunì allora un numeroso concilio a Efeso, nel 449: e qui si discusse a suon di bastonate, come già al piccolo concilio di Cirta, nel 355, e in un'altra assemblea a Cartagine. Furono dunque assegnate all'unica natura di Flaviano un sacco di bastonate, e a Gesù due nature: fino al concilio di Calcedonia, nel 451, in cui Gesù fu ridotto ad averne una sola.
Sorvolo su altri concili tenutisi per minuzie e vengo al sesto concilio ecumenico di Costantinopoli, riunito per sapere con precisione se Gesù, avendo una sola natura, non avesse tuttavia due volontà. Chi non sente quanto ciò sia importante per piacere a Dio?
Questo concilio fu convocato da Costantino il Barbuto, come tutti gli altri erano stati convocati dagli imperatori precedenti: i legati del vescovo di Roma furono messi a sinistra, i patriarchi di Costantinopoli e di Antiochia a destra. Non so se i caudatari a Roma pretendevano che la sinistra fosse il posto d'onore. Sia come sia, Gesù, in quest'occasione, ottenne due volontà.
La legge mosaica aveva vietato le immagini. I pittori e gli scultori non avevano mai fatto fortuna presso gli ebrei. Non risulta che Gesù abbia mai avuto quadri, tranne forse il ritratto di Maria, dipinto da Luca. In ogni caso, Gesù Cristo non raccomanda mai d'adorare le immagini. I cristiani, tuttavia, cominciarono ad adorarle, verso la fine del IV secolo, non appena si furono familiarizzati con le belle arti. L'abuso giunse a tal punto, nell'VIII secolo, che Costantino Copronimo riunì a Costantinopoli un concilio di trecentoventi vescovi, il quale anatemizzò il culto delle immagini, chiamandolo idolatria.
L'imperatrice Irene, la stessa che più tardi fece cavare gli occhi a suo figlio, convocò nel 787 il secondo concilio di Nicea: in esso l'adorazione delle immagini fu ristabilita. Oggi si vuole giustificare questo concilio dicendo che quell'adorazione era un culto di «dulìa» e non di «latria».
Ma fosse «dulìa» fosse «latria», Carlomagno nel 794 fece tenere a Francoforte un altro concilio, il quale accusò il secondo concilio di Nicea di idolatria. Il papa Adriano I vi inviò due legati, ma non fu lui a convocarlo.
Il primo grande concilio convocato da un papa fu il primo concilio Laterano, nel 1139; vi parteciparono circa mille vescovi. Ma non vi si concluse quasi nulla: ci si limitò a scagliare anatemi contro coloro che sostenevano che la Chiesa era troppo ricca.
Un altro concilio lateranense, nel 1179, fu tenuto da papa Alessandro III: in quest'occasione i cardinali presero, per la prima volta il sopravvento sui vescovi. Furono trattate solo questioni disciplinari.
In un altro grande concilio lateranense, nel 1215, papa Innocenzo III scomunicò il conte di Tolosa, spogliandolo di tutti i suoi beni. È questo il primo concilio in cui si sia parlato di transustanziazione.
Nel 1245, concilio generale di Lione, allora città imperiale, nel quale il papa Innocenzo IV scomunicò l'imperatore Federico II e, di conseguenza, lo depose, interdicendogli l'acqua e il fuoco: fu in questo concilio che venne dato ai cardinali il cappello rosso, per far loro ricordare che bisogna bagnarsi nel sangue dei partigiani dell'imperatore. Questo concilio fu causa della distruzione della casa di Svevia, e di trent'anni d'anarchia in Italia e in Germania.
Concilio universale a Vienne, nel Delfinato, nel 1311, dove si abolì l'ordine dei templari, i cui principali membri erano stati condannati ai più orribili supplizi, su accuse per nulla provate.
Nel 1414, il grande concilio di Costanza, dove ci si accontentò di deporre papa Giovanni XXIII, colpevole di mille delitti, e dove vennero bruciati Giovanni Huss e Gerolamo da Praga, per essere stati ostinati: l'ostinazione è infatti un crimine ben più pesante dell'assassinio, del ratto, della simonia e della sodomia.
Nel 1431, il grande concilio di Basilea, non riconosciuto a Roma, perché vi si depose papa Eugenio IV, il quale non si lasciò affatto deporre.
I romani contano come concilio universale anche il quinto concilio lateranense del 1512, convocato contro Luigi XII, re di Francia, da papa Giulio II. Ma, dopo la morte di quel papa bellicoso, il concilio se ne andò in fumo.
Infine abbiamo il grande concilio di Trento, il quale non fu accettato in Francia in materia di disciplina; il suo dogma è tuttavia incontestabile, poiché lo Spirito Santo, come disse fra Paolo Sarpi, arrivava tutte le settimane da Roma a Trento per valigia diplomatica. Ma fra Paolo Sarpi puzzava un po' d'eresia.
Ultima modifica di Falco; 23/10/2008 alle 12:51






Falco professore subito..![]()






di un ateneo occupato ....