vellutata ancella

affacciate alla cella




a te pasionaria
un po' visionaria
ma di cultura planetaria



dal Rerum vulgarium fragmenta
del mio avo petrarca
antenato del mio patriarca

dalla cui nobile schiatta
ebbene siffatta
discendo
trascendo

indegnamente
ma con baldanza
affatto scevra
di pregnanza



A TE....oohhh mia diletta


Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond'io nudriva 'l core
in sul mio primo giovenile errore
quand'era in parte altr'uom da quel ch'i' sono,

del vario stile in ch'io piango et ragiono
fra le vane speranze e 'l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.

Ma ben veggio or sí come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me mesdesmo meco mi vergogno;

et del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto,
e 'l pentersi, e 'l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.








Dirò in un medesmo tratto
cosa non detta in prosa mai, né in rima:
che per amor venne in furore e matto,
d'uom che sì saggio era stimato prima;
e ricorda cio' che diceva un altro mio parente...un po' lontano ad onor del
vero


tale Confucio

Per natura gli uomini sono vicini, l'educazione li allontana.








ecco perche' sento sempre molto vicino la nostra segretaria emiliana