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Cosi' non si gareggia piu' tra moto e scooter!![]()
CHIUSO!
gio, 29 aprile 2010 - 12.04
Rossi a Jerez: "In moto ma sul TMax"
di Marco Masetti
Valentino non ancora al 100% dopo l'incidente con il cross ha girato solo sullo scooter. Anche Lorenzo convalescente. In Spagna l'aria è cambiata…
Jerez - Eccoci a Jerez, per il primo GP vero della stagione, cioè in Europa e con il pubblico!
Capiamoci, non è più la Jerez dei 200.000 sempre svegli, dei caballitos (impennate, nel gergo dei moteros) sull'Avenida con inevitabile contorno di morti e feriti. Non c'è più lo spirito della corrida ed è svanito il boom economico che trascinò la Spagna in vetta all'Europa.
I protagonisti della conferenza stampa al GP di Jerez
La TV parla di "Grande fiesta", ma a occhio c'è meno gente e un cameriere, mentre pago il conto del ristorante in un lungomare battuto dal vento, mi dice di stare attento perché le banconote volano. "Come è successo a noi e a voi italiani, i soldi sono volati via". Bella battuta che fa il paio con l'aumento della sicurezza ottenuta con pattuglie di polizia ad ogni angolo e dissuasori che fanno saltare come al Supercross.
Nel paddock c'è un'aria strana, sembra quasi che i motori diano fastidio. La Repsol, sponsor storico della Honda (che potrebbe anche restare) annuncia assieme alla Dorna che pianterà ogni anno 1000 alberi in ogni circuito spagnolo e che 28.000 piante sono pronte ad essere distribuite (dietro versamento di 5 euro ciascuna) al pubblico e altre 30.000 ad Haiti.
Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna invoca una "Maggiore coscienza ambientale e sociale". Mah, sembrano sensi di colpa vestiti a festa. In realtà è che le aziende non vogliono più sponsorizzare uno sport rumoroso e inquinante e, saggiamente, gli organizzatori cercano di rendere meno "noisy and dirty" la MotoGp.
E pensare che il vero inquinatore è per ora il vulcano che ha fatto saltare il GP del Giappone per la gioia di due piloti, casualmente compagni di squadra e in vetta al mondiale, Valentino Rossi e Jorge Lorenzo.
L'italiano, con la spalla ancora dolorante, commenta così: "Ci volevano tre settimane per guarire, adesso siamo a quota due, insomma va bene. Mi fa ancora male ma per fortuna l'articolazione ha tenuto e non si è lussata, anche se muscoli e la cuffia dei rotatori hanno sofferto. Sono andato in moto, ma con il TMax che uso a casa non si capisce molto…".
Sulle velocità di punta Rossi parla soprattutto dei rapporti sbagliati usati a Doha che hanno rallentato la sua moto. Ma lo sanno tutti che in MotoGP chi decide velocità e consumi è l'elettronica, non il pilota. E quando il computer sente il rischio di restare a secco, chiude l'afflusso di benzina. Forse in Qatar la Yamaha ha rischiato meno della Honda. Lorenzo ringrazia per le due settimane extra di convalescenza che gli hanno permesso di recuperare al meglio la mano ferita… "Già, è andata bene e adesso corro nella mia pista preferita, dove ho vinto già nel 2006. A me correre qui piace e vincere è il massimo, però i punti che porti a casa sono gli stessi che prendi in Qatar o il Malesia". Come a dire, il cuore non conta, conta la classifica. E da domani di inizia a girare, con Stoner a meno 25. Il grande freddo.
SE ABBANDONI UN ANIMALE NON TI TIRA PIU' IL PISELLO








