Ma che riforma del lavoro si potrebbe fare se il lavoro non c'è?




Ma che riforma del lavoro si potrebbe fare se il lavoro non c'è?




Non c'è perché manca una politica industriale atta a crearlo,è inutile utilizzare la flessibilità a più non posso,occorre tornare ad essere competitivi al posto che cinesizzarsi in italia. Non possiamo svalutare la moneta,non abbiamo possibilità di pagare meno le materie prime e allora,ottusamente,agiamo sull'unica voce,il costo del lavoro,che possiamo abbassare..e lo facciamo una tantum da un bel po'..
Treu nel governo Prodi,Biagi nel governo Berlusconi,Poletti con Renzi...serve a ben poco.Come a poco servirà abbassare le tasse(di quanto poi'?)all'industria. Sono medicine che servono solo a tirar avanti ancora un po..ma così si muore. Seve impiegare risorse pubbliche per tornare ad essere protagonisti dove lo eravamo(Chimica,Auto,Telecomunicazioni,siderurgia)e entrare con coraggio in tutti i settori che stanno avendo un grande sviluppo altrove(energia pullitica,aerospaziale,robotica..)serve tenerci i famosi"cervelli in fuga",che non fuggono da Poletti,ma dal lassismo vile che contamina le nostre istituzioni,serve istruzione,serve,come il pane,corsi d'aggiornamento professionali gestiti con la massima serietà,serve far sentire i lavoratori parte integrante del progetto non costo da ammortizzare. Allora sì che anche la flessibilità diverrebbe un plusvalore.





Ultima modifica di Stinit; 22/12/2016 alle 21:05
quoto poderosamente........................riforma del lavoro e riforma delle politiche industriali..............
anche se............
anche quotando poderosamente cio' che serve...........continuo a pensare che lo stato deve favorire l'imprenditorialita', e non essere imprenditore
il costo del lavoro non e' diminuito, almeno non mi risulta.................................si e' purtroppo, per non aver voluto agire sulla produttivita', dato fondo a contratti atipici, scandalosamente utilizzati a piu' non posso proprio dallo stato che si vorrebbe motore del nuovo corso industriale.
sul coinvolgimento dei lavoratori, sto spendendo gli ultimi anni e le ultime energie della mia vita lavorativa, e ti posso dire che e' difficilissimo, per motivi di sistema e per motivi di scarsa attitudine italiana.........c'e' un sacco di gente che di crescita, responsabilizzazione, cambiamento non vuol proprio sentir parlare......................tuteliamo dipendenti pubblici che si rifiutano di spostarsi di sede per tre kilometri, a discapito di piu' di qualche giovane che non vedrebbe l'ora di darsi da fare, salvo poi essere, storie di vita vera, dissuaso mafiosamente, da qualche vecchio saggio sindacalista.......
no, il problema e' che abbiamo dato posti di lavoro (non lavoro) a molti che di voglia ne avevano per nulla
Ultima modifica di ABCDEF; 03/01/2017 alle 10:31 Motivo: Unione Post Automatica




Questa me la ero persa... dunque..
Per favorire l'imprenditorialità immagino che tu non sostenga la necessità di acquistare MPS,così come io intendo aiutare chi si impegna in tutti i settori dove eravamo vincenti o in quelli dove gli altri stati stanno lavorando con profitto.
Il costo del lavoro è diminuito per forza,sia perché è mancato il lavoro e i neoassunti vengono pagati meno rispetto a chi era prima impiegato,sia perché i nuovi stipendi sono iinferiori rispetto quelli di prima,oltre a vari demansionamenti. I dati li prendo direttamente dalle dichiarazioni degli stipendi su polizze di Responsabilità Civile tassate sulle retribuzioni(di primaria compagnia assicurativa nazionale)preso il 2016(mancano ovviamente i congualgli)siamo di fronte ad una riduzione tra il 9% e il 23% a seconda del settore. Unico aumento registrato nel biomedicale.
Quoto tutto il resto,ma o si cambia la mentalità o non vedo altre alternative.
Assolutamente NO, soprattutto fatto adesso e in questo modo, io sono per far fallire le imprese decotte, anche se tecnicamente le banche non falliscono...........comunnque la famosa fondazione si doveva smontare, cazzo
mi stai dicendo, con demansionamenti, che c'e' gente che nella stessa azienda guadagna meno ed e' stata demansionata?
la riduzione dal 9 al 23 % come la calcoli?
sulla base della somma degli stipendi (una riduzione dei posti di lavoro sporcherebbe il dato)
pro/capite?
il 9 mi sembra molto, il 23% mi fa pensare che non ho capito il dato.........che comunque mi interessa capire![]()




-Quotone sulla cagata..del resto anni orsono qualcuno nel PD chiese"Abbiamo una Banca?"..la risposta fù "Si!abbiamo una Banca" finirono tutti in tribunale condannati tranne d'alema che...si salvò!...ora...dico,ora...che abbiamo una banca...cosa cazzo ce ne facciamo? Continuamo a fargli fare le veci dello stato?
- Io ho due dati che posso confrontare anno per anno su dette polizze,stiamo parlando di polizze su responsabilità civile terzi e responsabilità civile dipendenti di imprese da medio grandi a medie,in ogni caso SPA. I macrodati che posso analizzare sono numero di persone da assicurare,retribuzioni lorde annue. I dati in decrescita da un 9% sino al 23%(i picchi) sono più o meno a parità di forza lavoro,gli scostamenti sono nell'ordine delle centinaia di persone nel caso peggiore alle decine nella maggior parte dei casi,in alcuni casi anche più forza lavoro ma meno retribuzioni(sono aziende che prepensionano gli stipendi più elevati e innestano nuova forza lavoro a costo più basso). Fanno eccezione alcune isole felici,le cooperative(ma qui occorre aprire un capitolo a parte) e alcuni settori,come il biomedicale che sono in netta inversione di tendenza,grazie soprattutto alle esportazioni(il dato lo vedo dalla polizza Responsabilità civile prodotti,dove occorre distinguere Italia,Estero,Americhe e Canada). Nel post di prima mi è rimasto in tastiera il periodo osservato che è un triennio(compresi i primi sei mesi del 2016). Questi dati, se, portati a livello nazionale( il mio campione per quanto estremamente variegato potrebbe aver lo stesso valore degli exit pool...) potrebbero aiutare chi ci governa a comprendere che è settorialmente che occorre intervenire in modo mirato e che lavorare solo sul costo del lavoro è controproducente. I vaucher servono se dietro vi è un Walfare adeguato,corsi di formazione professionali obbligatori e ripetuti nel tempo con esami a sostegno,altrimenti è prolungare l'agonia.
dato interessante, pero', scusa, non e' ingiusto che se io prepensiono (e qui ci sarebbero fiuor di discussioni da aprire) uno di 60 anni che e' al massimo della carriera e degli scatti, con uno di 20 anni , in un'altra mansione, magari, o nello stesso ruolo con incarichi meno direttivi, lo paghi di meno.........bisognerebbe vedere se quelle imprese con quei nuovi ingressi , coprono gli stessi ruoli...........lo so, e' complicato e non voglio buttarla in cagnara , ma solo capire il fenomeno per farmi un'idea corretta.
io lavoro in un'isola che tu chiami felice, dove si sono persi in un quinquennio , almeno 30mila posti di lavoro ..............lavoro in un'azienda italiana che nello stesso quinquennio ha assunto , il che e' un dato eclatante anche per il settore.
sui voucher si e' parlato molto, ma io ne condivido il principio, come spesso in questo paese, non ne condivido le aberrazioni, sulle quali bisogna intervenire. ho letto dati interessanti sui settori di utilizzo maggiore, che sono agricoltura, turismo e collaboratori domestici..........settori dove non sono i voucher che hanno introdotto il nero, ma , caso mai, lo possono limitare, ripeto, combattendone le aberrazioni. non credo che, tolti i voucher, quei lavoratori sarebbero assunti stabilmente.
sul welfare adeguato credo perfino che su certi provvedimenti potremmo trovarci daccordo :non ho preclusioni di principio su un reddito di sostegno, corredato da misure che, in questo paese sono complessissime, pero', da attuare.........e veniamo alla formazione: cancro del sud, dove si sono elargiti camion di soldi per finanziare azienducole di facciata che fottevano soldi a fronte di nessuna formazione............la formazione e' un processo lunghissimo, che difficilmente si risolve in un corso di qualche mese..........ma e' un problema che va affrontato, e assai seriamente (come ho detto sopra, pero', formazione e responsabilizzazione sono operazioni difficilissime nel belpaese)