
Originariamente Scritto da
_sabba_
Lo so bene, e difatti io monto sempre SmartIAT e SprintFilter in accoppiata.
Ma partiamo da una moto che funziona bene, sia come erogazione che come regolarità di marcia.
Con una moto a posto, le due modifiche (anche tre, considerando un eventuale terminale di scarico aftermarket, solitamente più aperto/sportivo) non fanno altro che migliorare la piacevolezza di guida.
Qui però abbiamo a che fare con una moto problematica, e la mia esperienza insegna che in questi casi bisogna fare un passo alla volta, per non ritrovarsi in situazioni nelle quali non ci si raccapezza più.
Ci sono moto che non accettano di buon grado un filtro aria più poroso (SprintFilter, K&N, BMC che sia), e una la posso citare come esempio perché l’aveva mio fratello: la Yamaha FZ6.
Il filtro BMC la rendeva meno prestante ai bassi regimi, e l’abbiamo dovuto togliere.
Sulla mia FZ8, invece, andavano bene sia il BMC che lo SprintFilter.
Anche sulla mia Tiger Sport e sulla Brutale 800 di mio figlio, posso confermare che un buon filtro aria faccia (molto) bene il suo dovere, ma non è sempre così scontato.
Quindi uno step alla volta, e tornare indietro se peggiora, oppure lasciare montato (o anche no) se non cambia nulla.
È solo una metodologia di intervento, non un veto a montare il filtro aria in contemporanea alla IAT.
Se poi la moto, magari con qualche altro accorgimento oltre al reset e all’installazione di una IAT (candele all’iridio, parificazione corpi farfallati, verifica TPS e motorino passo-passo del minimo), inizia ad andare davvero bene, allora si può pensare ad un bel filtro sportivo di qualità, che migliora ulteriormente il tutto.
P.S. Aggiungo un piccolo OT riguardo alla FZ6, dove ho operato solo due modifiche importanti, ma davvero interessanti e soprattutto efficaci.
Prima di tutto abbiamo rimosso il catalizzatore (con un kit apposito, praticamente fatto da un tubo di raccordo) che rendeva la moto una fornace, specie nella zona del passeggero.
Oltre ad avere drasticamente abbattuto il calore generale, il motore aveva acquistato un bel tiro dai medi regimi in su (ai bassi era vuoto come le tasche di Paperino, come poi lo erano quasi tutte le 600cc dell’epoca), e da guidare la moto risultava molto divertente (e come prestazioni massime non era affatto distante dalla mia FZ8), ma rimaneva il difetto di un marcatissimo ON-OFF.
Come l’ho attenuato (non eliminato, ma ridotto a livelli assolutamente sopportabili)?
”Semplicemente” installando un ponte di diodi nel cablaggio del sensore MAP, in modo che la tensione di riferimento non scendesse mai sotto i 2 volt (circa).
Questo per evitare che andasse in funzione il cosiddetto “cutoff” (in pratica il taglio del carburante in rilascio a gas chiuso) per cui, quando si riapriva il gas i cilindri stavano ancora funzionando, e la “botta secca” (ON-OFF) veniva notevolmente attutita.
Come per la SmartIAT, anche questa semplice modifica ha avuto tanti nomi/nomignoli e altrettanti produttori, ma ultimamente è meno utilizzata. Nel FazerForum la chiamavamo Zady5.