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Discussione: Viaggi vari nord Europa

  1. #11
    Nuovo TCP Rider
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    in polonia anche la cucina non è male.... nelle repubbliche baltiche, bhè lasciamo perdere

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  3. #12
    Triumphista Moderatore L'avatar di FICHI
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    p.s.
    con l'Italia come riferimento , per la cucina , sono "uccelli per diabetici" per mezza Europa soprattutto....nord Europa

  4. #13
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  5. #14
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    Per il mondo intero.
    Non è un fattore campanilistico, ma come si mangia in Italia (caffè e vini compresi) non ce n’è per il resto della galassia, nemmeno per quelle attorno.
    Non devo neanche uscire dal mio paesello, nemmeno quando sono al mare.
    Se poi faccio 10 chilometri arrivo al top.
    Ed è così in quasi tutta Italia.
    Il VERO pesto alla genovese, il pesce spatola di Agrigento, le saraghine scottadita di Porto Corsini, gli spaghetti rossi (e il brodetto) di Fano (con la Moretta nel finale), la bistecca di Nandone, per stare più vicini i tortellini della signora Anna di Morara, le tagliatelle alla cipolla di Sandoni, il gnocco fritto (modenese) con la crema di aglio, sono solo alcuni esempi irripetibili appena si esce dai confini italiani.
    La lista di cui sopra può essere ampliata fino a 3/4 zeri, considerando tutte le specialità nella nostra penisola.
    Vado a mangiare perché mi è venuta una fame che sgranocchierei una gomma usata…

    Sabba

  6. #15
    Triumphista Moderatore L'avatar di FICHI
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    Si , comunque, non andrò certo in Polonia per fare un "benchmarKing" sulla.....cucina
    Quindi , il "problema" cibo.... è un NON problema ; mi rifarò a casa

  7. #16
    TCP Rider L'avatar di Norik
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    Citazione Originariamente Scritto da FICHI Visualizza Messaggio
    Sticaaaa



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    p.s.
    con l'Italia come riferimento , per la cucina , sono "uccelli per diabetici" per mezza Europa soprattutto....nord Europa
    su questo non sono del tutto d'accordo
    io in Norvegia ho mangiato veramente bene, tant'è che il salmone non lo mangio più se non la o proveniente da la
    e vero che in ristorante spendi una fortuna, ma non posso dir nulla
    sul discorso che noi partiamo svantaggiati come cucina andando in altri paesi è vero, ma sinceramente bisogna prenderla nella giusta maniera
    io difficilmente sono rimasto deluso dalle cucine estere, ma avevo anche le giuste distanze
    paragonare i pirogi ai ravioli è una cosa da idioti patentati, ma mangiati come prodotto tipico polacco a noi sono piaciuti tantissimo
    come la Fiskesuppe norvegese, io la adoro è uno dei piatti più buoni che ho mangiato all'estero
    Io non sbaglio strada... cerco alternative
    Arriva un giorno in cui devi prendere una decisione che ti cambia la vita
    l' unica certezza è che appena prenderai la tua decisione scoprirai subito
    se sarà la scelta giusta o sbagliata , senza poter tornare indietro

  8. #17
    Triumphista Moderatore L'avatar di FICHI
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    Ma si dai ; anche io quando sono stato in Islanda (con Il Tiger)....il pesce...era buono e cucinato divinamente (e ci mancherebbe ) ; ma diciamo che l'aspetto "mangiativo" , pur avendo la sua notevole importanza, non è l'argomento principale di questo topic. Anche se...a vedermi dal vero ,magari....non lo daresti per scontato


  9. #18
    Nuovo TCP Rider
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    per tornare al tema….zero zainetto

    E, sì, questa volta, per la prima volta, abbiamo scelto il nord.
    Un po’ perché non eravamo mai stati più a settentrione della svizzera, un po’ perché ci incuriosivano i nuovi paesi che si preparano ad entrare nella nuova Europa a 25, così è nata l’idea di fissare il giro di boa a Tallin, la capitale dell’Estonia.

    Pavia Salisburgo Km 620
    ci fermiamo poco fuori Salisburgo in una piacevole gasthaus. Cena in hotel ottima birra e a nanna presto per recuperare le fatiche della giornata.

    Salisburgo Praga km 370
    ci fermiamo a Freistadt, un grazioso borgo medioevale, poco distante dal confine con la Repubblica Ceca.

    Le formalità di confine si risolvono in un frettoloso controllo dei documenti e in breve siamo “oltrecortina”.
    Arriviamo a Praga dove, grazie al gps troviamo abbastanza facilmente l’albergo scelto, piuttosto caro ma centrale e con il garage per la moto.
    Praga è una città museo, non ha particolari emergenze monumentali, colpisce piuttosto l’unitarietà della sua architettura ma soprattutto sentiamo la voglia di Europa della città. Sembra quasi che Praga, dopo gli anni di chiusura, si voglia regalare ai visitatori in tutta la sua bellezza e che voglia renderci partecipi della sua cultura.

    Praga Breslavia km 270
    Dopo 270 chilometri siamo a Breslavia, a girovagare nella sua colorata piazza del mercato, ad ammirare gli edifici dai tetti spioventi e dai colori vivaci affollata da splendide ragazze dagli occhi azzurri e dai capelli biondi.

    Breslavia Poznan km 170
    Anche a Poznan ci accoglie la bella piazza del mercato che ospita gli spettacoli di strada. Tutto intorno una città che lentamente cerca di riprendersi e di scrollarsi di dosso il recente passato.

    Poznan Oltzyn (laghi Masuri) km 320
    Sfioriamo Torun, dalle alte torri, città che ha dato i natali a Nicola Copernico, poco dopo, sotto un cielo ancora cupo e gonfio di pioggia, cominciamo a incontrare le grandi foreste.
    Sostiamo a Olzsiyn, la porta dei laghi Masuri e nonostante il freddo ed il cielo coperto, dedichiamo il resto del pomeriggio ad una passeggiata nel bosco nel quale di quando in quando fa capolino il lago

    Oltzyn Klaipeda km 525
    Il tratto di strada nella foresta da Oltzyn a Elk ci porta a sfiorare la Wolfsschanze, la Tana del Lupo, il luogo nel quale sorgeva il comando di Hitler sul fronte orientale, dove si consumò il famoso attentato, che costò ad Hitler solo lievi ferite e la vita agli attentatori.
    Augustow, Suwalchi, ultime città della Polonia prima del confine con la Lituania, stretto tra la Russia Bianca e la Bielorussia
    Arrivati a Klaipeda, cerchiamo il punto di imbarco dei traghetti per la penisola Curlandese.
    Sulla penisola, sembra di essere in un altro mondo: incontaminate foreste, minuscole casette che sembrano costruite per fate ed elfi, dune di sabbia fine modellate dai venti del nord. Nonostante il freddo ci godiamo i momenti di silenzio rotto soltanto dal frusciare delle foglie.
    La penisola Curlandese era l’esclusivo luogo di vacanza della nomenclatura durante il regime sovietico e come tale si è conservata ancora oggi senza troppi danni.

    Klaipeda Riga km 340
    Ripartiamo di domenica in direzione di Riga, distante 340 chilometri. La strada è dritta come la lama di una spada e lacera la foresta dei grandi alberi, che slanciati verso il cielo, giocano a rubarsi la luce.
    Al confine chiediamo dove trovare l’ufficio di cambio e ci indicano un supermercato a Ljepaia ad una quarantina di chilometri.
    E’ già pomeriggio quando arriviamo a Riga, situata alla foce del fiume Daugava, largo qui 500 metri. Riga è la più grande e la più industrializzata delle capitali delle repubbliche Baltiche, anche se, a dire la verità, ci sembra che la maggiore industria abbia più a che fare con i night club, che con i cantieri navali e fabbriche di elettrodomestici.
    Uno dei piaceri del viaggio indipendente è la possibilità di dare un calcio al tempo ed ai programmi e di girare senza meta tra le piazze e le viuzze della vecchia Riga. Passeggiamo tra le case dalle belle facciate decorate, per arrivare alla centrale piazza Doma Laukumus, con la bella cattedrale ed il suo spettacolare campanile.
    La sera la vita della città è frenetica, a volte caotica, ci pare che la gente abbia troppa fretta di recuperare il tempo perduto.

    Riga Tallin km 340
    Dopo una abbondante colazione, carichiamo le borse sulla moto e ci pavoneggiamo un po’ davanti ai pullman di turisti italiani che ci guardano con un misto di sufficienza e di invidia.
    Costeggiamo per un lungo tratto il Baltico con le minuscole casette per le vacanze nascoste tra gli alberi che lasciano intravedere le lunghe spiagge di sabbia, per arrivare ad una lunga fascia boscosa e disabitata che fa da zona di confine. Stessa terra, diversa lingua e confini sempre più labili in questa Europa. Siamo in Estonia.
    Anche a Tallin ci concediamo un gradevole albergo vicino al centro, dotato di un sicuro rifugio per la Caponord.
    L’architettura di Tallin è lo specchio delle religioni che la città ospita. Cattolici e Ortodossi, Protestanti ed Ebrei, tutti hanno tradotto nella pietra i simboli della propria religiosità.
    E’ piacevole girare senza meta nell’intricato groviglio delle strette vie del centro medioevale che si raccordano poi nella grande piazza del mercato che ospita gli edifici più rappresentativi.
    Nel tardo pomeriggio ci concediamo una pausa perdendo tempo davanti ai numerosi spettacoli di strada. Poi, la sera i turisti dei viaggi organizzati scompaiono e per qualche ora, ci lasciano padroni di apprezzare la città in tutta la sua bellezza.


    Tallin Otepaa km 340
    Sul lago dorato. Non so se per intuizione o per fortuna, siamo arrivati in un posto da sogno.
    Stufi di confusione e di città, guardando la cartina dell’Estonia abbiamo tracciato un nuovo itinerario e una nuova meta
    L’itinerario improvvisato, si rivela uno tratti più belli del viaggio, Le foreste si alternano a vasti pascoli e la monotonia dell’ampia pianura è rotta dalla bellezza del grande lago le cui acque si perdono fino all’orizzonte. Un cartello ci indica Otepaa, ed in pochi chilometri veniamo proiettati in un bellissimo paesaggio fatto di dolci colline, di laghi incantati che giocano a nascondino tra i boschi di larici e betulle. Restiamo affascinati dall’eleganza delle grandi cicogne quando, al nostro passaggio, silenziose, volano via.
    A Otepaa ci prendiamo il tempo per godere dei colori e dei silenzi dell’estate del nord, con tutte le sfumature del verde e dell’azzurro fino ad un lungo e spettacolare tramonto sul lago.

    Otepaa Vilnius km 490
    E’ una lunga tappa di 490 chilometri quella che ci aspetta per arrivare a Vilnius e che prevede l’attraversamento di due confini. per cui decidiamo di partire di buon mattino rinunciando alla colazione.
    Anche a Vilnius come a Riga sono numerosi i locali dove, più o meno esplicitamente, viene offerto sesso a pagamento.
    Occorre dire che i centri storici di queste città poco hanno a che vedere con quelli a cui siamo abituati. Spesso sono costituiti da poche case raccolte intorno ad una piazza del mercato. Sono pochi i monumenti veramente importanti, per cui spesso è sufficiente una giornata per la visita e si può dedicare il resto del tempo a gironzolare, senza per questo avere grossi rimpianti di aver tralasciato qualcosa.


    Vilnius Pultusck km 400
    Ripartiamo quindi in direzione di Varsavia, per fare i pochi chilometri che separano Vilnius da Trakai. Vale la pena deviare dall’itinerario e prendere la strada che porta al luogo che ospita l’antica capitale della Lituania.
    La cittadella è su una penisola, protesa come un lungo pontile su un tranquillo lago.
    Riprendiamo la moto. Man mano che ci spostiamo a sud, la vegetazione segna i cambiamenti del paesaggio.
    Attraversiamo nuovamente il confine con la Polonia e quasi improvvisamente, laghi e foreste si fanno più rari, sostituiti dalla campagna polacca che diventa sempre più piatta e monotona. Poco prima di arrivare a Varsavia, decidiamo di visitare Pultusk, un piccolo borgo rurale con una sorprendente piazza del mercato ed un elegante castello del 1700 affacciato sul fiume Narew, un affluente della Vistola. La tranquillità del posto ci seduce e decidiamo di trascorrere la notte nel castello, trasformato in un bell’albergo.
    Pultusck Cracovia km 360
    Ci dirigiamo verso Cracovia. Qualche difficoltà per attraversare Varsavia, poi via, attraverso la pianura Polacca, verso gli Alti Tatra.
    Di quando in quando, ai bordi della strada compaiono le tradizionali chiese in legno, oggetto di venerazione da parte dei polacchi, colme di fedeli accorsi per le funzioni domenicali.
    Arriviamo a Cracovia nel primo pomeriggio
    Abbiamo il tempo per apprezzare gli splendidi colori del centro storico affollato di pellegrini pronti a cogliere tutte le tracce che Giovanni Paolo II ha lasciato in questa sua città. La grande piazza del mercato è decisamente troppo gremita ma basta andare nelle vie laterali per apprezzare pienamente questa città che rappresenta il cuore e la memoria della Polonia.
    Qui sono sepolti i suoi Re, qui ha lavorato Nicola Copernico, qui è stato vescovo Karol Wojtila.

    Oswiecim, Auschwitz.

    Oswiecim, Auschwitz. A 60 chilometri da Kracovia. Il luogo dello sterminio di sei milioni di persone in maggioranza ebrei. Difficile trovare le parole per descrivere i sentimenti che si provano camminando tra gli edifici di Auschwitz o negli immensi spazi vuoti di Birkenau.
    Scorrono davanti ai nostri occhi le immagini di cataste di valigie, di indumenti, di oggetti personali, capelli a montagne, migliaia di foto di persone con la tristemente nota divisa a strisce verticali. Sostiamo commossi davanti all’immagine di Anna Frank, morta a Bergen Belsen ma che è qui a rappresentare tutti i bambini del mondo.
    Milioni di parole sono state scritte per commemorare l’olocausto, noi preferiamo il silenzio.
    Solo ci piace ricordare con tenerezza, le immagini di un gruppo di ragazzi israeliani con le loro bandiere al vento; oppure quelle di persone, giovani soprattutto, provenienti da tutto il mondo, raccolti in preghiera davanti al monumento alla memoria; o quella di un anziano ebreo che lascia il suo sasso su una stele.
    Ciao a tutti voi, milioni di uomini, donne, bambini, immolati dalla follia criminale di un pugno di pazzi e da milioni di occhi che non hanno voluto vedere. Siete ancora e per sempre nel vento.
    Crakovia Vienna km 380
    La sera precedente il tempo si era preparato rovesciandoci addosso un bell’acquazzone ed il mattino ci dà il buongiorno con un cielo nero che lascia davvero poche speranze per il giorno dopo.
    Affrontiamo la catena dei Tatra sotto un cielo grigio che non rende giustizia alle bellezze di questi monti. Anche qui, oltre alle montagne, sono le chiese in legno a rendere interessanti i luoghi.
    Entriamo in Slovacchia, apparentemente il paese più in difficoltà tra quelli visitati in questo viaggio.
    Percorriamo sotto un diluvio una stretta valle con numerosi castelli, quasi tutti in completa rovina, con al fondo valle un fiume gonfio e minaccioso per le piogge di questi giorni.
    arriviamo al confine Austriaco, dove ci aspetta l’ultimo controllo passaporti e l’ultimo cambio di valuta di questo viaggio.
    Prima di Vienna, una accogliente gasthaus, posta in un minuscolo villaggio fortificato appena oltre il confine con la repubblica Slovacca, ci ospita per la nostra ultima notte in viaggio.
    Vienna Pavia km 890
    Ripartiamo per affrontare la lunga tappa di rientro, prima tra le montagne Austriache, poi il valico di Tarvisio dove ci accoglie un sole che già ci porta i colori e i profumi di casa.
    Siamo a casa. Nei 6400 chilometri di viaggio abbiamo preso pioggia e freddo, abbiamo trovato spesso strade difficili, e condizioni climatiche a volte estreme. La moto caricata con le tre valige e la borsa da serbatoio, ha sempre assecondato le nostre esigenze e perdonato i miei errori di guida senza dare il minimo problema.

    Questa nostra prima esperienza a nord, dopo tanti viaggi a sud, nei paesi del mediterraneo, ci ha aperto la strada ad una nuova esperienza fatta di grandi foreste, di piccoli laghi incantati, di silenzi e di rumori del bosco, di gente fredda ma cordiale, mai invadente.
    E’ stato bello, per una volta, andare a nord.
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    Ultima modifica di sergioenrico; 23/05/2024 alle 12:31 Motivo: Unione Post Automatica

  10. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da sergioenrico Visualizza Messaggio
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    Questa nostra prima esperienza a nord, dopo tanti viaggi a sud, nei paesi del mediterraneo, ci ha aperto la strada ad una nuova esperienza fatta di grandi foreste, di piccoli laghi incantati, di silenzi e di rumori del bosco, di gente fredda ma cordiale, mai invadente.
    E’ stato bello, per una volta, andare a nord.

  11. #20
    TCP Rider L'avatar di venturafree
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    Sono innamorato dei paesi scandinavi, ma anche le nazioni dell'est Europa hanno una storia e delle città che mi hanno impressionato molto. Non pensavo che avessero così tante cose belle da mostrare. Ricordo che nei primi anni ottanta ho fatto qualche viaggio in Ungheria e poi in tanti altri paesi dell'est. A volte mi prendeva la frenesia di scappare a casa vista la povertà e il loro modo di vivere molto diverso da come ero abituato in Italia , per non parlare delle strade, in particolare in polonia e nell'ex ddr. Dopo la caduta del muro di berlino hanno fatto passi da gigante e in generale non si possono lamentare della vita odierna. Contento per loro. Comunque hai fatto in bel giro, il prossimo fallo ancora più a nord, magari in norvegia👍

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