Citazione Originariamente Scritto da ilberna Visualizza Messaggio
Nella ditta della mia ragazza da un anno e mezzo stanno cercando un giovane dai 18 ai 25 anni che voglia imparare da zero a lavorare il legno. Assunto con 5 anni di apprendistato (nel suo settore sono tanti). L'unico problema è che gli orari sono flessibili, si fanno straordinari e si lavora il sabato.
Risultato: zero!
ha chiamato gente che vuole fare il parttime, gente che al sabatoha la partita di calcio e non può lavorare... ecc ecc...
ma di gente che si farebbe in 4 per imparare un lavoro....
zeero!
Che strano eh? Ci dovrebbe essere un sacco di gente che aspira a lavorare 5 anni, sabato e straordinari inclusi, per poi, forse, sentirsi dire "bravo, ora puoi prendere uno stipendio da operaio (del livello più infimo, ovviamente)...". Neanche dovessero tagliare le persone invece che il legno. Che male ci sarebbe se prendessero due part time? Con un costo poco superiore potrebbero fargli fare gli apprendisti per 10 anni (visto che lavorano mezza giornata) e avrebbero mezza giornata coperta se uno si ammala...

Citazione Originariamente Scritto da triplexperience Visualizza Messaggio
ormai è da anni che sento questi discorsi e sono arrivato alla conclusione che sono fatti da persone che fondamentalmente non han voglia di lavorare,di costruire,di sentirsi vivi aiutando a creare una qualsiasi cosa.
Sentirsi vivi? Siamo seri, gli stagionali che fai lavorare nei campi non vivono, sopravvivono a malapena, e te lo dico perchè in casa, nonostante entrino due stipendi che possiamo considerare buoni, non è che facciamo una vita da nababbi.

Citazione Originariamente Scritto da Erikuccia Visualizza Messaggio
Io posso invece citare un'esperienza positivissima, purtroppo vissuta solo in Germania.
Ho lavorato presso una nota azienda del settore fotografico presso la quale l'orario di lavoro era il medesimo per tutti. Vi era ovviamente una certa flessibilità nell'entrata mattutina, ma alla fine trovavi tutte le persone disponibili durante l'orario di lavoro prefissato. Ovviamente, in determinati frangenti, c'erano straordinari da fare; ma questi venivano regolarmente svolti a fronte di un loro pagamento o recupero in monte permessi.
Addirittura nel 2000 alcuni dipendenti potevano pure lavorare a mezzo tele lavoro e/o video conferenza. E questo vi assicuro facilitava notevolmente le persone che momentaneamente avevano problemi a casa (vedi figli malati, ecc...).
Lasciamo a parte il giovane che non vuol fare straordinari e/o lavorare il fine settimana perchè non disposto a rinunciare alle feste con gli amici o altro. Consideriamo solo una famiglia con figli e, a tal proposito cito il mio di esempio:
ho una figlia di quasi 5 anni ed un marito anch'esso lavoratore. Oltre a noi due non abbiamo nessuno nelle vicinanze che possa darci una mano ( i nonni abitano a circa 50 Km da casa nostra). Lascio quindi mia figlia all'asilo fino alle 18:00 (più a lungo purtroppo non la tengono), rinuncio alla pausa pranzo per sopperire all'uscita anticipata di 15 min. per poter essere all'asilo alle 18:00. Spesa mensile per asillo: 300  €. Quando mi viene richiesto di fare straordinari purtroppo mi trovo letteralmente nella MERDA! Idem se dovessi lavorare il sabato e la domenica. Che vuol dire questo? Che non ho voglia di lavorare forse? Oppure dovrei accettare lo straordinario a fronte di una spesa maggiore che dovrei affrontare per lasciare mia figlia ad una baby sitter? Che senso ha prendere 100 in più e doverne spendere 200?
Altra domanda: come mai nell'era di internet non prende piede il telelavoro? Come mai nel 2010 se rimango a casa 1 giorno (UNO!!!) perchè ho la febbre a 40° e tuttavia mi rendo disponibile in caso d'emergenza, mi prendo della fannullona? Insomma, son daccordo col fatto che troppa gente non abbia tanta voglia di tirarsi sù le maniche e che screditi chi invece ha voglia di fare; ma non concepisco nemmeno il fatto che stia diventando "lecito" vivere una sorta di schiavitù dove si deve sempre lavorare per una pippa di tabacco, precludendosi qualsiasi possibilità di vivere. Insomma, non sempre la gente rifiuta un lavoro perchè non ha voglia di lavorare....ci sono mille altre motivazioni che possono subentrare.
Ora ti quoto. E' questo di cui sto parlando, il fatto che il lavoro non deve succhiarti via la vita. Purtroppo Italia e nord Europa sono lontani, in tutti i sensi, come se ci fosse l'oceano in mezzo. Con la mentalità dell'itagliano medio, cose come il telelavoro non potranno mai attecchire, anche per colpa dei lavoratori. Nel mio lavoro una grandissima parte del tempo si spende scrivendo documenti, progettando schemi, allestendo presentazioni. Tutte cose che potrei fare tranquillamente senza muovermi da casa, eppure tranne casi sporadici mi tocca prendere la moto pure con il freddo e la pioggia e farmi anche 80 km in un giorno (a spese mie) solo per trasferirmi su un'altra scrivania.