Da quando ho la moto nuova mi pongo la domanda, forse un poco ridicola, non sul come sfruttarla o come gestire i tanti cavalli, ma sul dove vogliono arrivare con la potenza di un motore.
Oramai sembra che abbiano capito che l'utente medio ha dei limiti, ma, per soddisfare l'ego comune ,condiviso da molti motociclisti (tra cui me stesso) driblano l'eccesso di potenza con il controllo fornito dall'elettronica, per cui, mi viene logico pensare, che la corsa ai cavalli non si fermerà.
Eppure le due ruote hanno dei limiti, degli equilibri, le incognite da velocità su di una struttura che ha subito magari una cadutina anche da fermi in città, possono essere imprevedibili.
Più potenza eguale a più velocità, ma, se anche così non fosse, su cosa ci si concentrerebbe? 400 metri in 3 secondi?
Non so se è reale questo maccheronico calcolo ma, volendo paragonare una moto che ha un cavallo per chilo (oramai molte supermoto ci stanno) per eguaglianza, un auto di 1300 chili dovrebbe potere avere 1300 cavalli per pareggiare le prestazioni col mezzo a due ruote.
Mi sembra tanto, forse troppo, la cosa ridicola è che si forniscono anche kit di potenziamento che non servono nemmeno per correre, ma per potenziare ulteriormente il mezzo.
Capisco il fascino, ma, quando 20 anni fa mi comprai quella che allora era la moto più potente del mondo si parlava di 147 cavalli (non alla ruota) credevo che ci si sarebbe fermati, addirittura si disse che avrebbero posto un tetto massimo di 100 cv.
Oggi questa valore è su di una potente moto da turismo. Una RR attuale ricerca i 180/200 cv.
Poi le usi nel traffico, sui passi di montagna, sulle costiere. La soddisfazione è tanta, sono mezzi che si esprimono dopo i 7.000/8.000 giri ma aprire è impossibil, e su molte piste arrivi a tirare solo la terza.
Da soddisfattissimo utilizzatore mi chiedo e vi chiedo: ma ha senso questa inesauribile corsa alla superpotenza?![]()








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