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Risultati da 21 a 30 di 189

Discussione: Raccordo per tappo Monza

  1. #21
    TCP Rider L'avatar di davide59
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    Bonneville 790, Kawasaki Z400 D4
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    a me piace così tanto il tappo originale, semplice ed elegante, il fatto che non si chiuda poi è un altro discorso..
    Well I love the sound when I smash the glass, If I get caught they're gonna kick my ass..

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  3. #22
    Triumphista Grifone L'avatar di Herbie 53
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    tutti tappi son belli...a ognuno il suo!!

  4. #23

    Il tappo che quando è chiuso sta a filo...

    ...mi sa troppo di chopper anche se il mio ovviamente è un parere personale.


    Con quella forma e la godronatura sul lato esterno , però mi piacerebbe moltissimo se stesse fuori, sporgente dal profilo del serbatoio come tutti i tappi che si rispettano.

    Sarò anche un tradizionalista
    ma per me la moto deve avere i carburatori
    (e se capita, anche i corpi farfallati )
    con la "faccia" da carburatori,
    gli ammortizzatori con la faccia da ammortizzatori,
    e i serbatoi con la loro bella faccia da serbatoio.
    Quest'ultimo poi mi piace piazzato al posto giusto sopra al telaio , invece che sotto, e col suo bel tappo ij vista, proprio in cima.

    Se potessi, anche sulle moto ad iniezione, io ci metterei il rubinetto, anche finto se necessario.

    Aprire il rubinetto,
    cicchettare sul gigleur finchè un poco di benzina non trabocca dai carburatori,
    tirare il manettino dell'aria,
    e infine dare i tradizionali due o tre colpi di pedale a vuoto,
    prima della pedalata decisa che -se tutto è stato fatto a dovere- risveglia il motore...

    Come quando l'avviamento era un rito riservato a pochi eletti.

    Una sorta di cerimonia iniziatica,

    il cui felice completamento -specie coi motori di elevata cubatura- stabiliva una linea di demarcazione tra chi doveva rassegnarsi all'uso della motoleggera o dello scooter e chi invece- superato l'esame dell'avviamento a pedale- poteva fregiarsi del titolo di motopesantista.

    Chi ha usato una BSA 441, una Ducati Scrambler 350 o 450 o anche uno dei moderni enduro privi di avviamento elettrico, sa a cosa mi riferisco.

    Sino a una trentina di anni fa, parecchi motociclisti sfoggiavano davanti agli amici gli stinchi con le tacche lasciate dal "rinculo" della pedivella, o le caviglie gonfie per il contraccolpo.

    Su certe moto, e sui calci di mulo che erano in grado di rifilarti se non ti accostavi alla pedivella nel giusto modo, fiorirono leggende e scommesse.
    Un mio amico diceva che avrebbe pagato una cena a chi, oltre a lui, fosse riuscito ad avviare al primo colpo la sua Ducati Mark 3 D...e a quanto ne so io, nessuno riuscì mai a guadagnarsela , mentre parecchi incauti tornarono a casa zoppicanti per averci provato.

    Poi arrivarono i motorini d'avviamento , affidabili e silenziosi e, soprattutto, molto comodi nella loro "democraticità".

    Per diverso tempo, le moto però , per sicurezza, continuarono ad avere anche la cara vecchia pedivella...anche se di quand'ero ragazzino non ricordo di aver visto un solo Hondista avviare il proprio CB Four senza affidarsi al pulsante, quasi che il kick starter fosse un antiquato retaggio del passato da dimenticare.

    Difatti, chi è appassionato di moto d'epoca potrà confermare che su quelle jap, la pedivella sul lato portava scritto proprio "kick starter"...tanto per chiarirne agli ingenui l'uso appropriato, a scanso di pericolosi equivoci.

    Ora io non voglio sostenere che il progresso non abbia anche degli aspetti positivi..ma ditemi voi a parte i 3-4 chili risparmiati, dove sta il vantaggio di aver eliminato il caro vecchio pedale dell'avviamento?



    Per l'utente , il vantaggio secondo me è meno di zero.

    In compenso, se ti trovi con la batteria a terra, adesso ti accorgi di quanto la pedivella certo fosse antiquata ma anche utile, specie ora che le moto sono dotate di accumulatori più piccoli che in passato.

    Tempo fa un amico- che da buon romagnolo ama le due ruote almeno quanto la buona tavola- mi ha fatto notare anche un'altro vantaggio dell'avviamento a pedale, che a me sinceramente era sfuggito.

    Una volta- ricorda il mio amico Marco- se uno usciva piuttosto alticcio da un bar, quando cercava di avviare col pedale la propria motocicletta, le probabilità di riuscire ad accenderla era inversamente proporzionali al tasso alcolico dell'aspirante suicida.

    Ora invece, se uno dal bar esce 'mbriaco fracico come dicono a Roma, o peggio in preda agli stupefacenti, pigia sul pulsante ed è pronto a far del male a se stesso e- purtroppo- pure agli altri.

    Un secondo vantaggio dell'avviamento a pedale - che il mio amico ha sottolineato e che mi sento almeno in una certa misura di condividere - è che questo utile accessorio, operava appunto una selezione.

    Il pedale distingueva non solo tra i motociclisti sobri e tra quelli che non lo erano, ma anche tra quelli che le moto di una certa potenza e dimensione erano davvero in grado di guidarle e quelli che invece ....ne erano solamente convinti.

    E adesso datemi pure del retrogrado.



    (Alba, io la storia dei tappi per ogni buco spero di non averla capita...non l'ho capita,vero? )

    Lamps.

    Fabrizio

  5. #24
    TCP Rider Senior
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    Citazione Originariamente Scritto da TB Herbie 53 Visualizza Messaggio
    ah scusate ho confuso la storia del tappo con altro forum che frequento "Vinoinrete"

  6. #25
    TCP Rider L'avatar di giancarlo
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    Citazione Originariamente Scritto da pistone Visualizza Messaggio
    ...mi sa troppo di chopper anche se il mio ovviamente è un parere personale.


    Con quella forma e la godronatura sul lato esterno , però mi piacerebbe moltissimo se stesse fuori, sporgente dal profilo del serbatoio come tutti i tappi che si rispettano.

    Sarò anche un tradizionalista
    ma per me la moto deve avere i carburatori
    (e se capita, anche i corpi farfallati )
    con la "faccia" da carburatori,
    gli ammortizzatori con la faccia da ammortizzatori,
    e i serbatoi con la loro bella faccia da serbatoio.
    Quest'ultimo poi mi piace piazzato al posto giusto sopra al telaio , invece che sotto, e col suo bel tappo ij vista, proprio in cima.

    Se potessi, anche sulle moto ad iniezione, io ci metterei il rubinetto, anche finto se necessario.

    Aprire il rubinetto,
    cicchettare sul gigleur finchè un poco di benzina non trabocca dai carburatori,
    tirare il manettino dell'aria,
    e infine dare i tradizionali due o tre colpi di pedale a vuoto,
    prima della pedalata decisa che -se tutto è stato fatto a dovere- risveglia il motore...

    Come quando l'avviamento era un rito riservato a pochi eletti.

    Una sorta di cerimonia iniziatica,

    il cui felice completamento -specie coi motori di elevata cubatura- stabiliva una linea di demarcazione tra chi doveva rassegnarsi all'uso della motoleggera o dello scooter e chi invece- superato l'esame dell'avviamento a pedale- poteva fregiarsi del titolo di motopesantista.

    Chi ha usato una BSA 441, una Ducati Scrambler 350 o 450 o anche uno dei moderni enduro privi di avviamento elettrico, sa a cosa mi riferisco.

    Sino a una trentina di anni fa, parecchi motociclisti sfoggiavano davanti agli amici gli stinchi con le tacche lasciate dal "rinculo" della pedivella, o le caviglie gonfie per il contraccolpo.

    Su certe moto, e sui calci di mulo che erano in grado di rifilarti se non ti accostavi alla pedivella nel giusto modo, fiorirono leggende e scommesse.
    Un mio amico diceva che avrebbe pagato una cena a chi, oltre a lui, fosse riuscito ad avviare al primo colpo la sua Ducati Mark 3 D...e a quanto ne so io, nessuno riuscì mai a guadagnarsela , mentre parecchi incauti tornarono a casa zoppicanti per averci provato.

    Poi arrivarono i motorini d'avviamento , affidabili e silenziosi e, soprattutto, molto comodi nella loro "democraticità".

    Per diverso tempo, le moto però , per sicurezza, continuarono ad avere anche la cara vecchia pedivella...anche se di quand'ero ragazzino non ricordo di aver visto un solo Hondista avviare il proprio CB Four senza affidarsi al pulsante, quasi che il kick starter fosse un antiquato retaggio del passato da dimenticare.

    Difatti, chi è appassionato di moto d'epoca potrà confermare che su quelle jap, la pedivella sul lato portava scritto proprio "kick starter"...tanto per chiarirne agli ingenui l'uso appropriato, a scanso di pericolosi equivoci.

    Ora io non voglio sostenere che il progresso non abbia anche degli aspetti positivi..ma ditemi voi a parte i 3-4 chili risparmiati, dove sta il vantaggio di aver eliminato il caro vecchio pedale dell'avviamento?



    Per l'utente , il vantaggio secondo me è meno di zero.

    In compenso, se ti trovi con la batteria a terra, adesso ti accorgi di quanto la pedivella certo fosse antiquata ma anche utile, specie ora che le moto sono dotate di accumulatori più piccoli che in passato.

    Tempo fa un amico- che da buon romagnolo ama le due ruote almeno quanto la buona tavola- mi ha fatto notare anche un'altro vantaggio dell'avviamento a pedale, che a me sinceramente era sfuggito.

    Una volta- ricorda il mio amico Marco- se uno usciva piuttosto alticcio da un bar, quando cercava di avviare col pedale la propria motocicletta, le probabilità di riuscire ad accenderla era inversamente proporzionali al tasso alcolico dell'aspirante suicida.

    Ora invece, se uno dal bar esce 'mbriaco fracico come dicono a Roma, o peggio in preda agli stupefacenti, pigia sul pulsante ed è pronto a far del male a se stesso e- purtroppo- pure agli altri.

    Un secondo vantaggio dell'avviamento a pedale - che il mio amico ha sottolineato e che mi sento almeno in una certa misura di condividere - è che questo utile accessorio, operava appunto una selezione.

    Il pedale distingueva non solo tra i motociclisti sobri e tra quelli che non lo erano, ma anche tra quelli che le moto di una certa potenza e dimensione erano davvero in grado di guidarle e quelli che invece ....ne erano solamente convinti.

    E adesso datemi pure del retrogrado.



    (Alba, io la storia dei tappi per ogni buco spero di non averla capita...non l'ho capita,vero? )

    Lamps.

    Fabrizio
    io,invece col passare degli anni sono diventato pigro.
    mi sta diventando fastidioso girare la chiave nel quadro.
    Ho letto che hai finito di sporcare e lunedì parte, grazie
    sì sono io quello che lo aspetta..........


  7. #26

    Giancarlo, sei un pigrone!



    Addirittura, adesso ti "pecia" (*) anche girare la chiave nel quadro?!?


    (*) In dialetto camuno: "ti scoccia".

    Mavalà , mica me lo aspettavo da uno che per anni ha fatto il filo per comprare il Laverda del Gipi , il paffuto titolare dell'omonima concessionaria di Milano, in piazzale Maciacchini.

    Già perchè l'SF avrà anche avuto l'avviamento elettrico , ma lì si fermavano le concessioni della Casa di Breganze alle comodità, profuse invece a piene mani sulle più facili - ma per questo anche meno elitarie- maximoto jap.

    Il cambio del twin 750 era molto preciso- molto migliore ad esempio di quello del CB Four- ma oltre a volere un piede deciso, rovinava le scarpe scamosciate dei "fighetta" dell'epoca.

    La frizione, com'è noto, richiedeva uno sforzo da quadrumane per essere azionata, ma almeno aveva una resistenza degna di un trattore.

    Lo sterzo poi, al pari della tenuta di strada, nelle Laverda era granitico -altro che pigrizia- tanto che guidarle per 50 km su un percorso pieno di curve, per mantenere delle braccia toniche era meglio di una seduta di mezz'ora al Conti Club palestra allora molto in voga nella Milano-bene, che non aveva ancora scoperto Tangentopoli e non era ancora quella da bere...

    Dopo che mi hai stuzzicato coi ricordi della mia lontana infanzia milanese, per farti contento ti ho addirittura dato il mio, di engine...e pensare che l'avevo personalizzato con tanto amore, con le sue belle perdite d'olio, proprio come ogni bravo Bonnie Pre-Unit che si rispetti !

    Vorrà dire che quando si sposeranno i miei due figlioli (stiamo freschi, uno fa le medie e l'altro ancora le elementari) mi tratterai bene con le bomboniere!

    Oggi mi sento una "caccola": ho la febbre e sono pieno di dolori, ma tengo duro.


    Fabrizio

  8. #27
    TCP Rider L'avatar di giancarlo
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    mi sa che quando ci incontreremo ne abbiamo da raccontare....
    anni fa a Thiene avevo ritrovato il vecio collaudatore Laverda (quello claudicante a causa di un brutto incidente) mi sembra si chiamasse di cognme Fezzan o qualcosa di simile (passano gli anni) quello che incontravo da Gipi

    visto che el motur era il tuo sei autorizzato a sciverci la dedica con firma sulla basetta in legno, mi a ccontenti?
    Ultima modifica di giancarlo; 28/11/2008 alle 17:37 Motivo: UnionePost automatica

  9. #28

    Certo...

    con piacere!

    Il collaudatore non sarà mica stato Franzan?

    Se fosse lui, se non ricordo male (non vorrei sbagliarmi ma ora mi informo meglio) temo che non sia più tra noi, proprio a causa di un incidente.

    Ripeto, spero di sbagliarmi, ma mi sembra di ricordare che proprio l'anno scorso abbia pagato cara la sua passione per il lavoro.

    Ciao
    Fabrizio

  10. #29
    Triumphista Grifone L'avatar di Herbie 53
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  11. #30
    TCP Rider L'avatar di alba_f
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    ...mi sa troppo di chopper anche se il mio ovviamente è un parere personale.


    Con quella forma e la godronatura sul lato esterno , però mi piacerebbe moltissimo se stesse fuori, sporgente dal profilo del serbatoio come tutti i tappi che si rispettano.

    Sarò anche un tradizionalista
    ma per me la moto deve avere i carburatori
    (e se capita, anche i corpi farfallati )
    con la "faccia" da carburatori,
    gli ammortizzatori con la faccia da ammortizzatori,
    e i serbatoi con la loro bella faccia da serbatoio.
    Quest'ultimo poi mi piace piazzato al posto giusto sopra al telaio , invece che sotto, e col suo bel tappo ij vista, proprio in cima.

    Se potessi, anche sulle moto ad iniezione, io ci metterei il rubinetto, anche finto se necessario.

    Aprire il rubinetto,
    cicchettare sul gigleur finchè un poco di benzina non trabocca dai carburatori,
    tirare il manettino dell'aria,
    e infine dare i tradizionali due o tre colpi di pedale a vuoto,
    prima della pedalata decisa che -se tutto è stato fatto a dovere- risveglia il motore...

    Come quando l'avviamento era un rito riservato a pochi eletti.

    Una sorta di cerimonia iniziatica,

    il cui felice completamento -specie coi motori di elevata cubatura- stabiliva una linea di demarcazione tra chi doveva rassegnarsi all'uso della motoleggera o dello scooter e chi invece- superato l'esame dell'avviamento a pedale- poteva fregiarsi del titolo di motopesantista.

    Chi ha usato una BSA 441, una Ducati Scrambler 350 o 450 o anche uno dei moderni enduro privi di avviamento elettrico, sa a cosa mi riferisco.

    Sino a una trentina di anni fa, parecchi motociclisti sfoggiavano davanti agli amici gli stinchi con le tacche lasciate dal "rinculo" della pedivella, o le caviglie gonfie per il contraccolpo.

    Su certe moto, e sui calci di mulo che erano in grado di rifilarti se non ti accostavi alla pedivella nel giusto modo, fiorirono leggende e scommesse.
    Un mio amico diceva che avrebbe pagato una cena a chi, oltre a lui, fosse riuscito ad avviare al primo colpo la sua Ducati Mark 3 D...e a quanto ne so io, nessuno riuscì mai a guadagnarsela , mentre parecchi incauti tornarono a casa zoppicanti per averci provato.

    Poi arrivarono i motorini d'avviamento , affidabili e silenziosi e, soprattutto, molto comodi nella loro "democraticità".

    Per diverso tempo, le moto però , per sicurezza, continuarono ad avere anche la cara vecchia pedivella...anche se di quand'ero ragazzino non ricordo di aver visto un solo Hondista avviare il proprio CB Four senza affidarsi al pulsante, quasi che il kick starter fosse un antiquato retaggio del passato da dimenticare.

    Difatti, chi è appassionato di moto d'epoca potrà confermare che su quelle jap, la pedivella sul lato portava scritto proprio "kick starter"...tanto per chiarirne agli ingenui l'uso appropriato, a scanso di pericolosi equivoci.

    Ora io non voglio sostenere che il progresso non abbia anche degli aspetti positivi..ma ditemi voi a parte i 3-4 chili risparmiati, dove sta il vantaggio di aver eliminato il caro vecchio pedale dell'avviamento?



    Per l'utente , il vantaggio secondo me è meno di zero.

    In compenso, se ti trovi con la batteria a terra, adesso ti accorgi di quanto la pedivella certo fosse antiquata ma anche utile, specie ora che le moto sono dotate di accumulatori più piccoli che in passato.

    Tempo fa un amico- che da buon romagnolo ama le due ruote almeno quanto la buona tavola- mi ha fatto notare anche un'altro vantaggio dell'avviamento a pedale, che a me sinceramente era sfuggito.

    Una volta- ricorda il mio amico Marco- se uno usciva piuttosto alticcio da un bar, quando cercava di avviare col pedale la propria motocicletta, le probabilità di riuscire ad accenderla era inversamente proporzionali al tasso alcolico dell'aspirante suicida.

    Ora invece, se uno dal bar esce 'mbriaco fracico come dicono a Roma, o peggio in preda agli stupefacenti, pigia sul pulsante ed è pronto a far del male a se stesso e- purtroppo- pure agli altri.

    Un secondo vantaggio dell'avviamento a pedale - che il mio amico ha sottolineato e che mi sento almeno in una certa misura di condividere - è che questo utile accessorio, operava appunto una selezione.

    Il pedale distingueva non solo tra i motociclisti sobri e tra quelli che non lo erano, ma anche tra quelli che le moto di una certa potenza e dimensione erano davvero in grado di guidarle e quelli che invece ....ne erano solamente convinti.

    E adesso datemi pure del retrogrado.



    (Alba, io la storia dei tappi per ogni buco spero di non averla capita...non l'ho capita,vero? )

    Lamps.

    Fabrizio

    Per fortuna non tutti gradiscono le stesse cose,
    io apprezzo il tappo filler cap,
    e non apprezzo il monza ...diciamo che non passa inosservato....si propone con decisione...ecco
    ....per me non fa piuttosto preferisco l'originale..... però bellissimo nel suo genere....

    Comunque oramai sono troppo vecchia per l'accensione a pedale, ho l'artrite e sono piccolina, spesso e volentieri ci sono rimasta appesa, quindi per noi gracili nani sia benvenuta l'accensione elettronica.

    E poi non so cosa puoi aver capito, spero non sia nulla di volgare.
    Ultima modifica di alba_f; 29/11/2008 alle 01:20
    Vita brevis, ars longa, occasio praeceps, experimentum periculosum, iudicium difficile

Pagina 3 di 19 PrimaPrima 123456713 ... UltimaUltima

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