...mi sa troppo di chopper

anche se il mio ovviamente è un parere personale.
Con quella forma e la godronatura sul lato esterno , però mi piacerebbe moltissimo se stesse fuori, sporgente dal profilo del serbatoio come tutti i tappi che si rispettano.
Sarò anche un tradizionalista
ma per me la moto deve avere i carburatori
(e se capita, anche i corpi farfallati

)
con la "faccia" da carburatori,
gli ammortizzatori con la faccia da ammortizzatori,
e i serbatoi con la loro bella faccia da serbatoio.
Quest'ultimo poi mi piace piazzato al posto giusto sopra al telaio , invece che sotto, e col suo bel tappo ij vista, proprio in cima.
Se potessi, anche sulle moto ad iniezione, io ci metterei il rubinetto, anche finto se necessario.
Aprire il rubinetto,
cicchettare sul gigleur finchè un poco di benzina non trabocca dai carburatori,
tirare il manettino dell'aria,
e infine dare i tradizionali due o tre colpi di pedale a vuoto,
prima della pedalata decisa che -se tutto è stato fatto a dovere- risveglia il motore...


Come quando l'avviamento era un rito riservato a pochi eletti.
Una sorta di cerimonia iniziatica,
il cui felice completamento -specie coi motori di elevata cubatura- stabiliva una linea di demarcazione tra chi doveva rassegnarsi all'uso della motoleggera o dello scooter e chi invece- superato l'esame dell'avviamento a pedale- poteva fregiarsi del titolo di motopesantista.
Chi ha usato una BSA 441, una Ducati Scrambler 350 o 450 o anche uno dei moderni enduro privi di avviamento elettrico, sa a cosa mi riferisco.
Sino a una trentina di anni fa, parecchi motociclisti sfoggiavano davanti agli amici gli stinchi con le tacche lasciate dal "rinculo" della pedivella, o le caviglie gonfie per il contraccolpo.
Su certe moto, e sui calci di mulo che erano in grado di rifilarti se non ti accostavi alla pedivella nel giusto modo, fiorirono leggende e scommesse.
Un mio amico diceva che avrebbe pagato una cena a chi, oltre a lui, fosse riuscito ad avviare al primo colpo la sua Ducati Mark 3 D...e a quanto ne so io, nessuno riuscì mai a guadagnarsela , mentre parecchi incauti tornarono a casa zoppicanti per averci provato.

Poi arrivarono i motorini d'avviamento

, affidabili e silenziosi e, soprattutto, molto comodi nella loro "democraticità".
Per diverso tempo, le moto però , per sicurezza, continuarono ad avere anche la cara vecchia pedivella...anche se di quand'ero ragazzino non ricordo di aver visto un solo Hondista avviare il proprio CB Four senza affidarsi al pulsante, quasi che il kick starter fosse un antiquato retaggio del passato da dimenticare.
Difatti, chi è appassionato di moto d'epoca potrà confermare che su quelle jap, la pedivella sul lato portava scritto proprio "kick starter"...tanto per chiarirne agli ingenui l'uso appropriato, a scanso di pericolosi equivoci.
Ora io non voglio sostenere che il progresso non abbia anche degli aspetti positivi..ma ditemi voi a parte i 3-4 chili risparmiati, dove sta il vantaggio di aver eliminato il caro vecchio pedale dell'avviamento?

Per l'utente , il vantaggio secondo me è meno di zero.
In compenso, se ti trovi con la batteria a terra, adesso ti accorgi di quanto la pedivella certo fosse antiquata ma anche utile, specie ora che le moto sono dotate di accumulatori più piccoli che in passato.
Tempo fa un amico- che da buon romagnolo ama le due ruote almeno quanto la buona tavola- mi ha fatto notare anche un'altro vantaggio dell'avviamento a pedale, che a me sinceramente era sfuggito.
Una volta- ricorda il mio amico Marco- se uno usciva piuttosto alticcio da un bar, quando cercava di avviare col pedale la propria motocicletta, le probabilità di riuscire ad accenderla era inversamente proporzionali al tasso alcolico dell'aspirante suicida.
Ora invece, se uno dal bar esce 'mbriaco fracico come dicono a Roma, o peggio in preda agli stupefacenti, pigia sul pulsante ed è pronto a far del male a se stesso e- purtroppo- pure agli altri.
Un secondo vantaggio dell'avviamento a pedale - che il mio amico ha sottolineato e che mi sento almeno in una certa misura di condividere - è che questo utile accessorio, operava appunto una selezione.
Il pedale distingueva non solo tra i motociclisti sobri e tra quelli che non lo erano, ma anche tra quelli che le moto di una certa potenza e dimensione erano davvero in grado di guidarle e quelli che invece ....ne erano solamente convinti.
E adesso datemi pure del retrogrado.
(Alba, io la storia dei tappi per ogni buco spero di non averla capita...non l'ho capita,vero?

)
Lamps.
Fabrizio