
Originariamente Scritto da
Warsteiner
Un uomo in realtà si forma completamente prima di nascere. E l'istante in cui nasce lascia una traccia del suo volere pre-natale impressa nelle stelle.
Un uomo non si forma grazie a ciò che lo circonda. Plasma il suo essere carne in base al tipo di vita che ha scelto di affrontare, e si comporta di conseguenza. Ciò che cambia è il suo essere interiore, ma lui non se ne accorge, anzi, maledice il destino perché gli ha riservato una vita infame in un mondo pieno di orrore. E si lascia sopraffarre da quel misto di vaga "incoscienza" chiamato subconscio, con l'odio, il vizio, l'attaccamento ad una persona (l'amore è un'altra cosa), le emozioni, la parte "non-razionale" dell'essere cosciente.
Il suicidio di solito è un errore, uno sviarsi, significa perdere completamente la propria missione e buttare via una vita. Anche se può capitare che, almeno per una volta, si voglia provare anche tale ebrezza, ovviamente perché lo si ritiene significativo per maturare come essere cosciente.
Giudicare la vita di una persona, le sue azioni, i suoi tratti caratteristici solamente come il frutto di un istinto o di una razionalità è solamente una cazzata da studiosi, quelli che conoscono così bene l'universo terreno da non rendersi nemmeno conto di dove stia, di cosa è composto e perché alcuni esseri abbiano il dono della coscienza.
La coscienza non si può razionalizzare con un pensiero, spiegare su una enciclopedia, dimostrare con una tesi. Non con le conoscenze di chi ha scelto di ritrovarsi per un'altra volta in questo mondo, ovviamente: Gesù e pochi altri esclusi ovviamente, ma per quanto uno può essere geniale o intelligente paragonarsi a Cristo forse è un tantino troppo.