Jean Michel Vuillemin, 46 anni, esperto tecnico francese che ha guidato L'Aquila, Venezia e Catania, con cui ha centrato la qualificazione ai play off nel campionato 2004/05, in una lunga intervista a MondoRugby parla di Super 10, della retrocessione di Catania, degli ampi margini di miglioramento del rugby italiano e dei suoi progetti per il futuro.
Più in generale, invece, cosa ne pensa di questo campionato italiano, che ha vissuto in parte in prima persona?
Andrà controcorrente, ma quest'anno non ho visto un campionato di alto livello! 3 anni fa secondo me il campionato era più difficile. La cosa che più mi dispiace è che la squadra che ha più soldi alla fine è destinata a vincere lo scudetto, la classifica in realtà la fa il budget! Quello italiano potrebbe essere davvero un bel campionato, ma non con questa sosta di due mesi per il 6 Nazioni. Adesso in realtà il campionato si gioca realmente solo da aprile in poi.
Perché non iniziare con la Coppa Italia e disputare dopo il campionato? Io la Coppa la farei iniziare a settembre, magari allargata ad alcune formazioni di Serie A, così le squadre si preparano a disputare poi un campionato vero. La stessa Coppa Europa poi non serve, tanto le squadre italiane prendono 50 punti, non sarebbe forse meglio giocare con la province? Non lo vedo un campionato d'alto livello e questo traspare proprio nei confronti europei, quando in realtà non ci si confronta quasi mai con la squadra titolare: Perpignan a Treviso manda le riserve, così come Montpellier e Bayonne, basta guardare la formazione dell'Auch che ha giocato a Parma, quanti titolari c'erano?
O si fa il discorso delle province, ma non si farà mai perché i club e la FIR alla fine non vanno d'accordo, o 6 squadre veramente forti o si fa un campionato vero. Il campionato italiano può essere più forte, comunque, ma la sosta lo falsa. Quello vero adesso dura due mesi e non è giusto!
Il livello si sarebbe quindi ulteriormente abbassato?
Si il livello è più basso rispetto a 3 anni fa. Anche gli stessi stranieri sono più scarsi, non dobbiamo dimenticare che tanti stranieri vengono in Italia in vacanza, si fanno un anno così" Non saprei dire perché, forse perché il campionato non consente un impegno costante. 2 partite"1 sosta.. è complicato. Se giochi la Coppa Europa ok, ma se non la giochi ed hai un sacco di weekend liberi come fai ad avere una squadra che cresce e che lavora? Per le squadre che non giocano la Coppa si deve fare qualcosa: un giocatore per crescere deve giocare, una squadra per essere unita deve imparare a sacrificarsi assieme, a giocare assieme. Per crescere serve il ritmo partita!
Spesso poi i ragazzi italiani sono più forti di questi stranieri che si adeguano all'assenza di ritmo, ma non giocano. In Francia c'è più tutela del vivaio. Com'è poi che Treviso (per dire un nome, ma il discorso vale anche per Calvisano o Viadana) compra tutti gli italiani migliori? Appena un italiano è buono lo comprano e poi non gioca. Non possono questi ragazzi giocare in Super10 a Catania o da altre parti? E' vero, preferiscono magari finire a giocare in Serie B per una questione di soldi, ma è una cazzata. Alla fine poi uno straniero non costa certo meno di un italiano, non ci credo, metti in conto tutti: casa, macchina, biglietti aerei, la famiglia" E' la mentalità dei dirigenti a penalizzare il vivaio, per questo in Italia non ci sono aperture, numeri 8 o estremi"
Nel numero di Rugby! in edicola questo mese (nella rubrica Barsport) si disquisisce anche del livello degli allenatori stranieri presenti attualmente in Italia, da francese che ne pensa?
Parlo da straniero che è venuto in Italia a lavorare. Sono latino e secondo me tra un francese ed un italiano non c'è una grande differenza. Dove sono andato ho sempre cercato di lavorare con degli italiani, con allenatori del posto, la ritengo una cosa importantissima. Essendo entrambi popoli latini, tra Francia e Italia non noto una grossa differenza di cultura, come c'è invece con neozelandesi o ancor di più australiani. Hanno una cultura completamente diversa e non so quanto facciano la differenza, tant'è che in Francia sono pochissimi gli allenatori stranieri. Mi chiedo però come sia possibile che vi siano squadre che permettono ai giocatori di parlare in inglese sul campo, ma stiamo scherzando? Che sono queste distinzioni? In Francia imparano il francese, se vogliono giocare vanno a scuola!
Per concludere, qual è il futuro professionale di Jean Michel Vuillemin?
Ho dei contatti in Francia ed in Italia, ma mi piacerebbe tornare in Italia. Tornare con un progetto davvero serio, anche partendo dalla Serie A, ma con una programmazione volta ad andare in Super 10. Non dall'oggi al domani, ma con il giusto tempo per lavorare, far crescere la squadra ed inserire gradualmente anche i ragazzi delle giovanili, come ha fatto Mascioletti a Roma per intenderci. E' questo quello che cerco.
In Francia per il momento ho tre contatti davvero buoni. A Narbonne come allenatore della mischia, ma anche come capo allenatore in ProD2 ed in Féderale 1, tra cui una squadra che punta alla promozione. Vedremo, ma come ho detto sono un francese innamorato dell'Italia.















