



per me l'amore e' una condizione di stanca dell'essere umano....e' un'oasi, il miraggio di un'oasi, dove l'uomo decide di riposarsi durante il cammino attraverso il deserto della vita....una situazione di rilassamento, in cui si gode di un sogno e si crede che tutto in esso possa avvenire e bastare all'esistenza. Ma non e' cosi. Perche' non appena il miraggio svanisce ci rendiamo conto che avevamo in mano e ci siamo dissetati solo di sabbia. Ci rendiamo conto che in quel sogno il nostro "io" e' rimasto immobile, senza crescere proprio perche' nutrito solo dal vento del deserto.
che rumore fa la felicita'
la pazienza e' la virtu' di chi non ha un caz@zo da fare
storie di chi rimane e di chi invece lascia tutto e se ne va.....




Povero Massi!Senza offesa questa è davvero tremenda..
A me ha insegnato tanto, tanto quanto la sofferenza
perchè una dovrebbe avere più senso dell'altra?
perchè il deserto è realtà e l'amore è sogno?
lasciamole piuttosto fluire entrambe dentro di noi quando arrivano..
credo che l'amore ci faccia soffrire per tutte le aspettative
che ci ricamiamo intorno, perchè lo bistrattiamo e lo usiamo
spesso per compensare le nostre carenze
..alla fine sempre perchè, e non me lo toglie nessuno dalla testa, siamo talmente "ignoranti" di noi stessi e della nostra vera natura (e siamo più o meno colpevoli di questo) che non abbiamo la minima idea di come trattarlo, nutrirlo e farci veramente nutrire da esso...
εὐδαιμονία




secondo me invece e' proprio perche' conosciamo veramente poco di noi stessi che ci innamoriamo e siamo sempre alla ricerca dell'amore...sembriamo fantaarcheologi alla ricerca del sacro graal.....sogniamo, ci illudiamo e poi...e poi il sacro graal altro non era che una calice, abbastanza corroso dal tempo, sbiadito come una foto ingiallita, dove si dice sia stato raccolto pure il sangue di cristo morto in croce...chi fosse poi questo povero cristo morto in croce....e ci rendiamo conto che tutto questo affanno, tutta questa tensione, ci ha limitato e non poco nella nostra crescita e nel raggiungimento del nostro, e solo nostro, bene
che rumore fa la felicita'
la pazienza e' la virtu' di chi non ha un caz@zo da fare
storie di chi rimane e di chi invece lascia tutto e se ne va.....
Mi spiace sinceramente di questo tuo pensiero...perchè evinco (mi sbaglierò)molta sofferenza......beh la sofferenza è parte della vita di ognuno di noi.....ma secondo me......non è l'amore l'indiziato! Gli indiziati siamo noi Max.....siamo noi che non sappiamo relazionarci con l'amore.....siamo noi che impediamo a noi stessi di crescere quando siamo innamorati...perchè siamo piccoli....perchè siamo miseri e non sappiamo gestire un sentimento tanto grande e profondo e a volte lo temiamo......spesso perchè ci rivela aspetti di noi che non pensavamo di avere.....te lo assicuro lo provo in prima persona.....
perchè invece non lasciamo che l'amore ti pervada e che ci aiuti a crescere a migliorarci...perchè non facciamo che da sogno si tramuti in realtà vera??!
non dirmi anche tu che ti vuoi fare monaco buddista......non lo sopporterei...![]()
Ultima modifica di Bikerneofita; 04/12/2009 alle 09:19 Motivo: UnionePost automatica
La vita è come una commedia: non importa quanto sia lunga, ma come è recitata ---- Seneca




che rumore fa la felicita'
la pazienza e' la virtu' di chi non ha un caz@zo da fare
storie di chi rimane e di chi invece lascia tutto e se ne va.....




A me sembra che questo concetto contenga una contraddizione di fondo.
Certo tutto dipende da cosa si intende per "realizzazione di noi stessi".
Premesso che l'amore dovrebbe essere inteso come sentimento generale che ognuno si porta dentro, quindi non necessariamente verso un/una patner.
Credo che una persona non sia completa se si porta nel suo DNA una potenzialità di amore, che può essere verso i genitori, verso i fratelli, verso gli amici, altrimenti non capisco dove sia la "realizzazione".