Vendo motore 2010 e altri ricambi della mia speed
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negli ultimi tempi "sembra" che il rischio di impresa se lo siano accollato tutti tranne i datori di lavoro...
qualche piccolo esempio:
contratti derivanti dalla legge "biagi":
Riforma Biagi: le nuove norme in materia di occupazione e mercato del lavoro
in buona sostanza forme di contratto a tempo determinato dove il lavoratore percepisce in totale meno soldi di un analogo lavoratore a tempo indeterminato (vecchie forme di contratto) per via di un NON riconscimento del rischio di disoccupazione del lavoratore che si presta a tale forma di lavoro saltuario e un pagamento ridotto di contributi...
la teoria voleva che una azienda avesse un organico fisso e un n° di lavoratori a tempo determinato variabile a seconda del carico di lavoro pagato di + per il fatto che si accollava il rischio di impresa del suo datore di lavoro e il suo personale rischio di disoccupazione...in realtà è successo il contrario...il lavoratore flessibile si è ritrovato ad essere PRECARIO in virtù del fatto che oltre ad accollarsi tutte le variazioni di ordinativi che impone il mercato lo deve fare ad un costo inferiore dei suoi analoghi colleghi a tempo indeterminato...
andiamo avanti...
la cassaintegrazione chi la paga?...la paga lo stato (cioè tutti) a quei dipendenti che si trovano ad avere poco lavoro nelle aziende che di fatto non hanno più mercato (altrimenti lavorerebbero no?)...ma tutto ciò ha senso?...
non sarebbe + giusto erogare temporaneamente la cassaintegrazione (pagata da tutti) solo a quelle aziende che dimostrano di avere un serio piano di rilancio?...nel nostro caso la stiamo erogando a tutte le imprese..anche a quelle moribonde senza speranza nelle quali i datori di lavoro tirano a campare invece di trovare nuovi spunti per riconvertire le loro aziende...e aspettando che passi questa "crisi"...(termine largamente abusato visto che i cambiamenti sono STRUTTURALI...)
Ultima modifica di Stinit; 28/07/2010 alle 13:07
Certo, semmai possono, lo licenziano prima di arrivare a tanto.....qualcuno si suicida anche, dopo.
Il mondo non è fatto solo di Marchionne e dipendenti Fiat e non possiamo essere tutti dipendenti. Posso garantirti che siamo in tanti e comunque tieni sempre presente che la scelta è: così oppure alla ricerca di un altro lavoro. In tempo di magra, uno si accontenta di guadagnare meno, fidati.E non é una vergogna.
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Non stiamo lavorando tutti con la legge Biagi e l'itaglia non sta andando avanti con le aziende che tu porti a esempio.
Ultima modifica di valterone; 28/07/2010 alle 13:09 Motivo: UnionePost automatica
Il mio è un normal-cellulare, telefona e basta. P.M. Carletti
Uno può essere pirla pur avendo qualche buona idea. Se però togliamo anche quella...
La fortuna si presenta quando capacità ed opportunità si incontrano.
Cit. ElGraspa: Il marcio si diffonde con facilità e l'ignoranza non richiede impegno.
sono stato dipendente per 18 anni, da 8 sono libero professionista.
Vero son casini, le tasse son alte, se prendi una inculata da qualcuno son doppi casini per dimostrare che non hai incassato e magari ci paghi anche l'iva (a me è capitato...), l'inps è cara impestata per poi non aver nulla in cambio...
...ma col cazzo che tornerei a fare il dipendente! Ogni giorno per quanto sia incasinato e nero e rognoso ringrazio di non avere un capo al quale dover elemosinare un giorno di ferie...
no...hai ragione...nonè una vergogna..anzi...
il fatto è che molti imprenditori sono convinti che i loro guadagni debbano essere per forza enormi...la realtà dice il contrario...
ci sono dei settori dove intraprendere da un buon guadagno...altri nei quali intraprendere è una rimessa su tutti i fronti...purtroppo non si può essere tutti imprenditori di successo...
meno male...ma di aziende più o meno grandi che sfruttano i giovani con questi contratti decontributivi ce ne sono troppe...tipico esempio sono le aziende che operano nel settore dei servizi...ce ne sono alcune che hanno il 100% di personale precario
(ma che svolge lo stesso carico di lavoro tutto l'anno
)
si salvano quelle aziende che hanno bisogno di personale Fortemente specializzato...quelle ancora reggono alle lusinghe delle scorciatoie fiscali...![]()
Ultima modifica di Stinit; 28/07/2010 alle 13:15 Motivo: UnionePost automatica
ti sembra giusto che io come dipendente pago un'aliquota base IRPEF del 23% quando invece un imprenditore ha pagato solo il 5% per scudare le somme portate all'estero????
Come fa un imprenditore a dichiarare una perdita per oltre 5 anni??? con cosa mangia???
E credimi che con le cassa integrazione molti imprenditori ci hanno mangiato... Arrivando ad assumere familiari e mettendoli poi in CIGS.. e chi paga????
Io non corro.. volo basso!!!
State parlando di gente sulla stessa barca ... piccoli imprenditori e dipendenti sono dalla stessa parte: nella merda.
Il piccolo imprenditore può andare a fare il dipendente e il dipendente può aprirsi la p. iva che non gli cambierà un cazzo: dovrà sempre lavorare come un mulo per aver ben poco in cambio (mi sembra che Vezza e Everts abbiano da poco aperto la p. iva ... non penso diventeranno dei paperoni, anche se glielo auguro).
La vera distinzione è tra dipendenti e piccoli imprenditori, da una parte, e grosse strutture aziendali e politicanti dall'altra.
Ciao.