
Originariamente Scritto da
Herbie 53
"Un trionfo made in Italy moto gp solo paillettes"
* "Una gioia pazzesca"
ROMA - E' stato di parola, si è comportato da 'ragioniere spericolatò e ha avuto ragione lui: Max Biaggi, a 39 anni, si è tolto una grande soddisfazione a Imola, laureandosi campione del mondo Superbike con un round di anticipo (domenica ultimo appuntamento a Magny Cours) ed entrando nella storia come primo italiano a conquistare il titolo nelle derivate di serie.
QUEI SASSOLINI TOLTI DALLE SCARPE - "La vittoria non è arrivata in tenera età, ma in età matura, e la prendi in modo diverso stemperando gli atteggiamenti del ragazzino. Del resto ne è rimasto ben poco di quel ragazzino, conferma il pilota romano, che al termine della gara si è prima travestito da corsaro e poi ha indossato una maglietta celebrativa con la quale si è tolto qualche sassolino dalle scarpe. "La mia voleva essere una maglietta celebrativa spiritosa, per togliere qualche sassolino. Ho solo elencato i 10 perché che mi hanno consentito di arrivare a questo risultato. Ho ringraziato ad esempio la Ducati per non avermi preso due anni e ho sottolineato che Enzo Ferrari si sbagliava di grosso - spiega Biaggi, intervenuto a Radio Anch'Io Lo sport, riferendosi alle parole del Drake secondo il quale quando un pilota ha un figlio perde un secondo al giro -. Lo ha dimostrato Schumacher, che ha due figli, e da quando è nata mia figlia ho energia in più, mi sento il capo famiglia che deve cacciare per portare i frutti, è una sensazione nuova".
MATURITA'
E MADE IN ITALY - Altro motivo d'orgoglio è il marchio completamente 'made in Italy' di questo titolo iridato, il quinto in carriera per il centauro capitolino. " Questo è uno dei quei momenti che quando arrivano bisogna goderne ogni attimo. Con l'Aprilia è stata una vittoria tutta italiana, ottenuta in poco tempo con un marchio che da tanti anni mancava al mondiale Superbike, con sponsor tutti italiani. Di questi tempi trovare un'Italia che vince non è cosa di tutti i giorni".
LA MOTOGP E' PIU' UNA VETRINA - Il neo campione del mondo Superbike passa poi ad evidenziare le differenze con la MotoGp. "Avendo vissuto almeno 15 anni nel Motomondiale, posso dire che è un mondo molto piacevole e competitivo - sottolinea Biaggi - dove girano le risorse più importanti, ma è un po' troppo cinico e il cinismo toglie quel sapore particolare al piatto che stai mangiando. Cosa che ho trovato, alla massima potenza, nel mondiale Superbike dove il vero appassionato, quello che poi compra la modo, va a vedere. La MotoGp è più una vetrina, un mondo più di paillettes".
ORA LA DECISIONE SUL FUTURO - Compiuta la missione iridata, ora per il Corsaro è tempo di valutare cosa fare. "Posso solo dire che a differenza di altre discipline il motociclismo sembra uno sport fuori di testa, ma tra i piloti c'è molto rispetto - afferma Max - e uno sa quasi sempre valutare l'avversario. L'età è solo un numero in questo sport, conta ma non così tanto. Al prossimo anno ci sto pensando, l'Aprilia vuole che continui con loro e l'Aprilia è la mia seconda famiglia, con loro ho vinto in diverse categorie quattro mondiali su cinque".
DAL DELUDENTE 2005 AL TRIONFO - Nel momento del trionfo inevitabile anche un cenno a quel 2005 così difficile: in MotoGp con la Honda Hrc ufficiale, l'anno dopo a piedi, cacciato. "Il 2005 è stato un anno veramente complicato, le mie prestazioni erano buone, quando sono andato all'Hrc avrei dovuto avere il meglio, invece mi sono trovato il peggio, non sono stato messo dalla Honda in condizioni di far bene. L'anno dopo la Camel era pronta a comprare una Honda ufficiale per mettermela a disposizione. Ma la Honda rispose: se è per Biaggi no, così nel 2006 mi sono fermato, non ho voluto accettare altre offerte minori ma ho continuato ad allenarmi. Poi è nata la proposta in Superbike della Suzuki e c'è stata subito la vittoria alla prima gara...".
Un'avventura culminato ora con una pagina storica. "Festeggiamenti? Siamo andati a cena con chi ha contribuito a questa vittoria e poi siamo tornati a casa, la prossima settimana abbiamo una gara - taglia corto Max parlando poi della sua famiglia -. Abbiamo una bambina bellissima, Ines, che ha appena compiuto un anno, e un'altra in arrivo, c'è molto fermento in casa Biaggi".
TOTTI? PERIODO UN PO' COMPLICATO A ROMA - Biaggi, calciatore mancato, è un grande amico di Totti, appassionato di calcio e tifoso della Roma. "Francesco? E' un periodo un po' complicato nell'ambiente della Roma. E' cambiato allenatore lo scorso anno e dopo Spalletti con Ranieri sono arrivati altri risultati eccellenti, sarà l'allenatore a risolvere la questione, ma io credo molto nel gruppo e nella squadra. Qualcosa non è più idilliaco come prima, ma non voglio imputare niente a nessuno - conclude SuperMax - e i ragazzi della Roma hanno la qualità per arrivare tra le prime tre squadre del campionato, di sicuro". (27 settembre 2010)