Allora, ripeto ulteriormente ancora una volta di nuovo (chissà se basta...): Stoner per me è e rimane un manico. Grezzo, però, perchè abbiamo già visto che il manico da solo non basta, serve anche l'esperienza per piegare il manico al risultato finale. L'anno scorso ha fatto un buon ultimo quarto di campionato ma la cosa non ha molto valore, ha finito dietro a Rossi (perdendosi a volte nella messa a punto, vedi forcelle 2009,2010 e 2011 provate, scelte e scartate più volte...) che ha corso 4 gare in meno e le ultime da convalescente o comunque non al top e dovendo in ogni caso lottare con Lorenzo, meritatamente campione in anticipo. Altri piloti hanno fatto un buon inizio, per esempio, ma ormai dovrebbe essere chiaro che i campionati moderni si vincono con la costanza, non con gli sprazzi. Le fortunate coincidenze sono le solite, arcinote: gomme ad hoc per la moto e moto con 15/20 km/h di velocità pura in più delle altre, unite a una mai ripetuta armonia tra pilota e mezzo meccanico. Sparite queste tre circostanze, Stoner non ha comunque modificato il livello della Ducati che, quello sì, è cambiato: podio e qualche vittoria (quasi sempre in fuga solitaria e poco battagliate, sintomo di azzeccata messa a punto ma solo sul singolo circuito...) ma mai più vincente nei campionati. Comunque, anche a solo titolo statistico, vincere un campionato su cinque porterebbe a pensare alla fortuna in quello vinto, piuttosto che a sfiga negli altri quattro. I competitori sono rimasti gli stessi e anche le moto sono cambiate ben poco. E' evidente però che da quando la D16 non passa più di potenza nei rettilinei, vincere per loro è più difficile. O lo vedo solo io?
Smessa la veste di dominatrice, la D16 è stata battuta sempre dalla stessa moto: la M1, che mi sembra sia stata migliore nel complesso della D16 e anche della Rcv212.
Questo è solo il mio pensiero e aggiungo che chiaramente tutti i piloti di MotoGP ne sanno sicuramente più di noi ma il fatto che siano i soliti quattro (perchè é sempre stato così, i campioni sono sempre stati pochi, anche con griglie molto più folte di quelle di oggi...) a vincere le gare, depone a favore della possibilità che qualcuno ne sappia un pò di più degli altri, per svariati motivi.








): Stoner per me è e rimane un manico. Grezzo, però, perchè abbiamo già visto che il manico da solo non basta, serve anche l'esperienza per piegare il manico al risultato finale. L'anno scorso ha fatto un buon ultimo quarto di campionato ma la cosa non ha molto valore, ha finito dietro a Rossi (perdendosi a volte nella messa a punto, vedi forcelle 2009,2010 e 2011 provate, scelte e scartate più volte...) che ha corso 4 gare in meno e le ultime da convalescente o comunque non al top e dovendo in ogni caso lottare con Lorenzo, meritatamente campione in anticipo. Altri piloti hanno fatto un buon inizio, per esempio, ma ormai dovrebbe essere chiaro che i campionati moderni si vincono con la costanza, non con gli sprazzi. Le fortunate coincidenze sono le solite, arcinote: gomme ad hoc per la moto e moto con 15/20 km/h di velocità pura in più delle altre, unite a una mai ripetuta armonia tra pilota e mezzo meccanico. Sparite queste tre circostanze, Stoner non ha comunque modificato il livello della Ducati che, quello sì, è cambiato: podio e qualche vittoria (quasi sempre in fuga solitaria e poco battagliate, sintomo di azzeccata messa a punto ma solo sul singolo circuito...) ma mai più vincente nei campionati. Comunque, anche a solo titolo statistico, vincere un campionato su cinque porterebbe a pensare alla fortuna in quello vinto, piuttosto che a sfiga negli altri quattro. I competitori sono rimasti gli stessi e anche le moto sono cambiate ben poco. E' evidente però che da quando la D16 non passa più di potenza nei rettilinei, vincere per loro è più difficile. O lo vedo solo io?
