


Fate sapere quando,perdio!
Nel frattempo inizio a dilapidare lo stipendio in gratta e vinci!!!!
Vedi mai che mi dica culo una volta nella vita....![]()
Poc'osso nella maletta!




eccovi uno spunto nel dettaglio per l'avvicinamento al caponord, partendo da Sanpietroburgo, alla tappa da A-B vanno aggiunti circa 180km che ho calcolato usando il metro sulla mappa stampata, vi ho già messo giù tappe fattibili da non più di 600km, visto che là le condizioni meteo non saranno delle migliori.
solo questo pezzo vi porterà a percorrere 3400km, il punto D non è il capo ma l'unica città da poter tenere come base per poi affrontare l'arrivo lassù! anche perchè andare e tornare saranno quasi 80km, i più emozionanti!!!!!
da Nuijamaantie/Strada 13 a E20 - Google Maps
la tratta fino al capo
da Strada sconosciuta a Strada sconosciuta - Google Maps
riporto qui anche il testo di un viaggio intrapreso per giungere a Sanpietroburgo:... Il mattino dopo ripartiamo alla volta di Vilnius, decisi a fare un giro rapido in città per poi ripartire verso Riga. Il centro di Vilnius non colpisce particolarmente; alcune vie centrali nei pressi dell’università sono graziose. Non perdo comunque l”occasione per farmi immortalare accanto all’unico monumento esistente al mondo dedicato al mitico musicista Frank Zappa.
Da Vilnius imbocchiamo l’autostrada A2 (gratuita e con un ottimo asfalto) in direzione di Riga. Per fortuna decidiamo di fare immediatamente benzina: scopriamo infatti subito dopo che le aree di servizio saranno assenti per molti km. Arrivati a Panevezys svoltiamo sulla A9 in direzione di Šiauliai, poi prendiamo la A12 in direzione di Riga. Ci spinge a fare questa deviazione la voglia di vedere Šiauliai, dove si trova la famosa Collina delle Croci (in lituano Kryziu kalnas). Questa è una piccola collina, suggestiva e inquietante al tempo stesso, ricoperta di croci di tutte le fogge, dimensioni ed età. E” impossibile dire quante sono, forse un milione………….
Dopo aver ripreso la A12 proseguiamo verso Riga, arrivando alla frontiera con la Lettonia. In città, dopo qualche peripezia, troviamo un ostello. Per la notte lasciamo la moto in un vicino parcheggio a pagamento, al prezzo di 3mila lire.
Il mattino dopo partiamo immediatamente alla volta dell’Estonia. Con un po’ di difficoltà troviamo la strada (la A2) che porta fuori città. Questa statale è molto bella perché, oltre ad essere ampia e ben asfaltata, attraversa il parco nazionale Gaujas. All’altezza di Cesis tagliamo per una strada provinciale incantevole. Arrivati a Valka, posto di frontiera lettone con l’Estonia, abbiamo grandi difficoltà a capire dov’è la dogana. Purtroppo al posto di blocco non cambiano nemmeno le lire, ma vogliono solo dollari e marchi. L’Estonia ci dà subito l’impressione di un paese più benestante. Con la statale 3 arriviamo a Tartu dove pernottiamo in un ostello molto grazioso. Tartu è una città carina e ben tenuta, ma con un centro storico piccolissimo che si gira in meno di un’ora.
Il grande giorno finalmente è arrivato: è il 10 agosto e la tappa da affrontare è Tartu-San Pietroburgo. Ci avviamo lungo la statale 3 alla volta di Narva, anche se le indicazioni stradali parlano tutte del minuscolo paese di Jõhvi. La strada, completamente dritta ma vivacizzata da molti saliscendi, attraversa una fitta foresta di alte conifere: all’improvviso ci taglia la strada anche un cucciolo di alce! Arrivati a Jõhvi svoltiamo a destra sulla numero 1 alla volta di Narva. In pochi km la temperatura si abbassa e il cielo si copre in maniera uniforme, aggiungendo anche una leggera nebbia al paesaggio che, da ricco di boschi e foreste, è diventato nudo e piatto.
La frontiera tra l’Estonia e la Russia è il più bel posto di frontiera che abbia mai attraversato. Le due nazioni sono divise dal fiume Narva e il ponte ospita la fila dei veicoli che devono passare. Sulle sponde del fiume si fronteggiano due fortezze: una dal lato di Narva e una dal lato russo di Ivangorod. A causa del ponte che non può sopportare pesi eccessivi, l’afflusso è regolato dai posti di blocco sulle due sponde. Grazie alla moto aspettiamo solo 10 minuti, contro le 4 ore passate da due torinesi in auto. Ci controllano il visto e ci consegnano una dichiarazione relativa alla moto, che dovremo riconsegnare all’uscita dal paese (per toglierci la possibilità di vendere la moto in Russia). Il passaggio è rapido, e non ci fanno compilare nemmeno la dichiarazione della valuta posseduta.
Siamo entrati! Finalmente realizziamo che siamo in Russia. Un arcobaleno taglia le nubi minacciose, le scritte in cirillico mi esaltano! Dopo aver percorso numerosi km arriviamo al cartello che segnala l’inizio di San Pietroburgo. In realtà la città è enorme e quel cartello si trova ancora nel bosco! Comincia a piovere e scende la notte. Inizia la periferia, che ci accompagna per più di 20 km. I cartelli che indicano il centro sono totalmente assenti e dobbiamo andare ad intuito per molto tempo.
Verso mezzanotte, dopo ore di pioggia incessante, troviamo con grande sollievo la Prospettiva Nevskij e in pochi minuti arriviamo all’albergo "Moskva". La signora della reception ci indica un garage a pagamento lì vicino. L”albergo è grandissimo, la camera è graziosa, pulita, con la TV satellitare mentre il bagno è un pò vecchiotto.
San Pietroburgo è una città semplicemente magnifica, che ti stupisce ad ogni angolo. Nonostante le sue dimensioni è una città che va percorsa a piedi, come tutte le grandi città. Il primo giorno percorriamo tutta la Prospettiva Nevskij, un nome che da solo suscita un brivido; i palazzi che si affacciano sono splendidi e alcuni sono dei veri capolavori. L’incredibile pulizia e l’ottimo stato delle abitazioni ci stupisce. La piazza del Palazzo d’Inverno è una più belle che abbia mai visto: è incredibilmente vasta, ma è proporzionata al punto che non ci si accorge delle reali dimensioni fin quando non la si percorre a piedi. L’Hermitage è semplicemente incredibile: a parte le ricche collezioni d’arte, gli interni del Palazzo d’Inverno sono assolutamente unici. Dalla piazza del Palazzo si può proseguire verso l’Ammiragliato, mentre dalla Prospettiva si raggiunge la fiabesca Cattedrale del Salvatore sul Sangue Versato e l’imponente Cattedrale di Kazan, alle cui spalle si trova il bizzarro Ponte della Banca. Dall’Ammiragliato si arriva alla imponente cattedrale di Sant’Isacco, dalla cui cupola si gode uno spettacolare panorama sulla città fino al golfo di Finlandia. Prima di partire visito anche la splendida fortezza dei SS. Pietro e Paolo e, proseguendo sul lungofiume Petrovskaja (dal quale si godono dei panorami incredibili), il mitico Incrociatore Aurora. In città non è facile trovare i distributori di benzina e conviene chiedere indicazioni. La criminalità non deve preoccupare: giriamo in metropolitana, nei giardini pubblici, (anche alle 3 di notte per ammirare il suggestivo passaggio delle navi mercantili sotto i ponti mobili sollevati sul fiume), ma non abbiamo mai il minimo problema.
tratto da qui:http://racconti.ilviaggio.it/ambra-b...n-pietroburgo/
invece di dilapidare, mettiti da parte quei soldi che ci copri molte delle spese!!!![]()
Ultima modifica di legend78; 18/07/2011 alle 21:14 Motivo: UnionePost automatica
NOMADE ASOCIALE COSTA TOSCANA
...la mia moto è differente!®
Più KM meno seghe.Solo Io Posso Dire Di Aver Baciato La Mamma Di G79.

A parte il piccolo dettaglio che in Scandinavia il ritmo allegro significa 80 km/h al massimo.
E' il limite di velocità, se sgarri ti impalano col sabbione.
Per cui la media dei km in Scandinavia cala e di molto.
Diciamo che il tappone di 1000 km (ma avete mai provato? Io ho fatto giri di 700-800 km in giornata - con circa il 30% di autostrada - e non erano per niente banali...permettimi di esser un po' scettico sulla fattibilità di tenere con costanza ritmi così pesanti) lo fai in Germania![]()





io li ho fatti 1124 km in un giorno....e dubito sia sostenibile per diversi giorni con moto non turistiche....sopratutto se qualcuno di voi due va in coppia.
oltretutto parlo di tappe di 350 km perchè se non prenotate ci deve essere il tempo materiale per trovare dove dormire, oppure fare un piano in dettaglio e prenotare in anticpop ogni sosta , ma per piou di un mese di viaggio è abbastanza difficile.



certo però che discutere della media giornaliera come se fosse lo scopo del viaggio e per dimostrare chi ha il culo più duro mi senbra un po riduttivo dovessi partire con queste idee per la testa rinuncerei.............. sto a casa.............a scrivere amenità senza senso
lo scopo di un viaggio come quello di cui si discute secondo me è esplorare dentro se stessi e confrontarsi con luoghi e culture diverse dalla propria per accrescere cultura e mentalità sentirsi un po meno piccoli ed aumentare la comprensione verso quello che è diverso dalle proprie abitudini e dei km che fai macchisenefrega per fare quello ho mille passi e valli a disposizione nei dintorni di casa mia con delle località da togliere il fiato
buon viaggio amici miei!!
Fai quel che ami, e fallo spesso. Se non ti piace qualcosa, cambialo. Se non ti piace il tuo lavoro, lascialo. Se non hai tempo a sufficienza, smettila di guardare la TV

Beh, io Caponord l'avevo in programma (poi saltato) l'anno scorso...
E mi ero perfissato di fare tra i 350 e 500 km al giorno (con la Speed), prenotando nelle principali città in anticipo e prenotando i principali traghettamenti (Danimarca-Svezia, Svezia-Finlandia, Finlandia-Danimarca), proprio per potermi gustare anche il panorama.
L'unico tappone da 1000km era il primo giorno di trasferimento, per arrivare il più a Nord possibile in Germania.
Anche ora che ho l'ST, penso che terrei sempre un programma come quello di cui sopra, voglio aver il tempo di godermi quei posti.
E mi erano venuti fuori 28 giorni di viaggio.






io li ho fatti un paio di volte 1000 in un giorno....e sinceramente...il giorno dopo.....avevo la nausea da moto....e coma profondo.....anche 2 giorni dopo.....
Il momento più difficile è quando vi sono allievi che già credono di saper andare in moto. Invece di apprendere vogliono dimostrare di essere capaci. Ma se vieni qui ad imparare, dovresti ascoltare e non dimostrare. E questo è il momento più difficile per un istruttore HSC.”






non dico sia una passeggiata ma se sei determinato si fa.
io ho fatto 1150 km in un giorno di un giro di 3500 in 4 giorni ( itali-UK )
e lo scorso anno circa 5600 km in 8 giorni.( un giorno a Santiago pressoche' fermi )
non ti nascondo che le chiappe le avevo abbrustolite!!!
piu' che ragionevole![]()
Ultima modifica di tonidaytona; 19/07/2011 alle 15:29 Motivo: UnionePost automatica
Le luci delle moto, se viste da lontano, hanno qualcosa di fatato – il faro anteriore che illumina la strada e la luce rossa del posteriore – e tanto sul Gardetta quanto sulla Cannoni è possibile vedere chi ci precede da grandi distanze: sembrano dei pesci luminosi, sospesi nelle profondità degli abissi oceanici.
Hat 2013 Motociclismo